Evento: Dialoghi inconsueti
11/02/2017 - 08/03/2017
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Data di inserimento: 03/02/2017 - 12:11
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 11/02/2017
Data di fine 08/03/2017
Descrizione
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dall’11 febbraio all’8 marzo 2017, la mostra personale dell’artista Carmen Panciroli dedicata al genere del ritratto, inteso come strumento privilegiato per sondare la profondità psicologica del soggetto.
Curata da Agnese Spinelli e Chiara Serri, l’esposizione sarà inaugurata sabato 11 febbraio alle ore 17.00. In mostra, una ventina di opere ad olio su tela di lino di piccolo formato realizzate nel 2016, tratte dalla serie “Uno, nessuno, centomila”.
Il titolo della personale – “Dialoghi inconsueti” – fa riferimento al continuo rimando tra presente e passato, tra volti familiari ed icone della storia dell’arte. «Non una citazione vera e propria, scrive Chiara Serri, piuttosto un’ispirazione, la volontà di sottrarre l’arte alla velocità di consumo imposta dalla società contemporanea, attraverso una pittura dai tempi lunghi, stratificati».
La formazione dell’artista avviene, infatti, attraverso la meticolosa copia dei maestri del passato. Ogni opera nasce da un disegno preparatorio, riportato direttamente sul fondo azzurro fiordaliso. Il colore ad olio viene quindi applicato per velature successive, a partire dagli occhi, nei quali si intravede l’anima della persona, in paziente attesa davanti allo sguardo del pittore.
Carmen Panciroli non cerca la bella posa, ma l’espressione, lasciandosi andare anche ad alcuni vezzi che le consentono sperimentazioni tecniche, come la riproduzione delle trasparenze del velo di una sposa (Anna) o di tessuti e pellicce (Marisa, Agnese, Gino), sino all’autoritratto (Carmen) in cui lo sguardo dell’artista, così come nell’“Autoritratto giovanile” di Rembrandt degli Uffizi, è posto in ombra, risultando comunque visibile e magnetico.
L’esposizione, realizzata con il sostegno di NeroModena, sarà visitabile fino all’8 marzo 2017, di martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.
Carmen Panciroli nasce a Scandiano (RE) nel 1952. Diplomata all’Istituto Magistrale, affronta la pittura da autodidatta, esercitandosi nella copia dei grandi maestri dell’antichità. Si dedica successivamente all’arte del ritratto, nella quale si distingue per la calibrata distribuzione dei volumi, la scelta cromatica, la perfezione accademica del disegno e lo studio accurato dell’anatomia. Prende parte a numerose esposizioni personali e collettive, ultime delle quali “Sotto la pelle” (Sala mostre del Comune, Rubiera, 2006), “Carmen Panciroli” (Palazzo Vecchio al Mauriziano, Reggio Emilia, 2006), “Ali di farfalla” (Galleria d’Arte Metamorfosi, Reggio Emilia, 2009), “Attimi di colore” (Dogana Veneta, Lazise, 2011), “Magnifica Ossessione” (Spazio Vetrina Piazza Prampolini, Reggio Emilia, 2012), “AEmilia Art Quake”(Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, 2012), “...Veneri e Adoni” (Torre dell'Orologio, Castellarano, 2012), “Nella casa dell’Ariosto” (Il Mauriziano, Reggio Emilia, 2013), “Carmen Panciroli” (Spazio ART È, Reggio Emilia, 2013), “Immagina Ariosto” (Il Mauriziano, Reggio Emilia, 2014), “Donne e Motori. Storie di gioie tra grandi dolori” (Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, 2015). Oltre alla pittura, si è dedicata anche alla realizzazione di mosaici, tromp l’oeil e nuove linee di prodotti (Live, Gli Intarsi Preziosi) per un’importante ditta del comprensorio sassolese della ceramica. Vive e lavora a Bagno di Reggio Emilia.
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Kai-Uwe Schulte-Bunert, Via Emilia Souvenir Shop
30/04/2016 - 02/06/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 30 aprile al 1 giugno 2016, “Via Emilia Souvenir Shop”, mostra personale di Kai-Uwe Schulte-Bunert, inserita nel Circuito Off di “Fotografia Europea”. Curata da Chiara Serri, l’esposizione sarà inaugurata sabato 30 aprile alle ore 17.00.
Per l’occasione, la Galleria si trasforma in un inedito “Souvenir Shop”, dove le memorie personali del fotografo, raccolte negli anni lungo la direttrice storica della via Emilia, si associano allo sguardo del visitatore, che ha la possibilità di fare proprio il ricordo perfetto, l’immagine che meglio sintetizza il suo viaggio.
In esposizione, un’ampia selezione di fotografie scattate negli ultimi dieci anni. Dalla serie “Passaggi” (2005-2006), che documenta il rapido cambiamento all’interno dei primi cantieri di Santiago Calatrava, a “Fondo vivo” (2009) e “Normale” (2012), che colgono istanti unici di banale quotidianità, fino all’anteprima del progetto “In between” (2014-2015), dedicato alle Officine Meccaniche Reggiane. La mostra si completa, inoltre, con “11x11” (2011) e “Baustelle” (2012), progetti dedicati allo scorrere del tempo, e con l’anteprima della serie “Colonia” (2014), incentrata sull’uso del colore da parte dell’architetto Edoardo Gellner all’interno del Villaggio Eni di Borca di Cadore (BL).
«Opere – scrive Chiara Serri – tra loro molto diverse, ma che presentano alcune costanti riferibili agli interessi dell’autore e alle scelte linguistiche maturate nel tempo. In primo luogo l’odore del cemento, il fermento del cantiere, la possibilità di rendere eterni attimi che non torneranno più, quindi l’idea stessa del muro, che si carica di ulteriori significati se associata alla storia di un fotografo nato in Germania Est. E poi la teatralità della scena, l’equilibrio compositivo, la visione ampia che dal particolare muove all’universale, alla società, al rapporto tra l’uomo (grande assente) e il paesaggio che porta le sue tracce».
L’esposizione sarà visitabile fino al 1 giugno 2016, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 7 e domenica 8 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875.
Kai-Uwe Schulte-Bunert nasce nel 1969 in Germania Est. Studia storia dell’arte e pubblicità. Dal 1999 si dedica esclusivamente alla fotografia. Nel 2002 avvia una personale ricerca sulle relazioni tra uomo, architettura e paesaggio, prendendo parte a mostre personali, collettive e festival fotografici italiani ed internazionali. Pubblica diversi libri e cataloghi. Vive tra Reggio Emilia e Berlino.
Fabio Giampietro, The leap
15/12/2018 - 19/01/2019
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dopo un percorso internazionale, importanti mostre istituzionali (Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Palazzo Reale e La Triennale a Milano, solo per citarne alcune) e la vittoria del “Lumen Prize”, riconoscimento britannico che premia il meglio del binomio arte-tecnologia, le opere dell’artista milanese Fabio Giampietro tornano, dal 15 dicembre 2018 al 19 gennaio 2019, alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B). L’esposizione, intitolata “The leap” (il salto), sarà inaugurata sabato 15 dicembre alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
In mostra saranno esposte le sue famose “vertigo”, giungle di grattacieli visti dall’alto con prospettive vertiginose che, in questi anni, si sono arricchite di ricerca e di tecnologia, ormai non più classificabili semplicemente come paesaggi urbani ma come visioni interiori magnetiche e metafisiche.
Allo spettatore è riservato un punto di vista ben preciso, che si trova sulla sommità di un grattacielo, dal quale si è spinti a guardare verso il basso, sentendosi quasi risucchiati nel vuoto. Lo sguardo, tuttavia, non è rivolto all’esterno, ma all’interno.
Stando nella giungla di cemento della nostra vita siamo attratti e spaventati allo stesso tempo dal guardare dentro di noi alla ricerca di un punto fermo, di un vero centro, di una nostra identità autentica che spesso viene annullata dalla quotidianità e dalle convenzioni sociali (che si possono ritrovare nei grattacieli, spersonalizzati e tutti uguali).
Le opere di Fabio Giampietro sono un invito a vincere le nostre paure, a guardare verso il basso senza timore di cadere, a “saltare (to leap)” dentro di noi e ad affrontare le luci e le ombre che abbiamo nascoste nel profondo.
L’ultimo ciclo di dipinti, presenti in mostra, vede comparire sui grattacieli anche dei galeoni che conferiscono alle opere un senso di straniamento ancora maggiore, intervenendo sulle nostre idee di tempo e spazio, unendo antico e moderno, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per costruire una nuova dimensione. Alberi fluttuanti, grattacieli che si trasformano in onde, quadri dentro il quadro, vascelli in bilico sui tetti popolano le opere in mostra alla Galleria de’ Bonis, molte delle quali sono di grandi dimensioni.
Ciò che rende unica la mostra, facendola diventare esperienziale, è la possibilità di entrare letteralmente dentro il quadro, provando il brivido della vertigine attraverso il visore per la realtà virtuale che permetterà al pubblico di interagire con le opere superando la loro bidimensionalità.
La mostra sarà visitabile fino al 19 gennaio 2019, da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Ingresso libero. La Galleria resterà chiusa per le festività natalizie dal 23 dicembre 2018 al 2 gennaio 2019 compresi. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
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Indicazioni
12/05/2018 - 06/06/2018
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Seguendo la freccia di Ligowski, alla Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4), una mostra fatta di ordini e divieti, preghiere, posologie e percorsi consigliati.
In esposizione, dal 12 maggio al 6 giugno 2018, una ventina di dipinti ad acrilico su tela di medie e grandi dimensioni, tutti realizzati nel 2017.
Nella società dell’immagine, in cui l’eccesso di informazione diventa disinformazione, le “Indicazioni” costituiscono il punto di partenza per una ricerca che si esplica soprattutto nello studio dell’impaginato, nei tagli inconsueti e nella ricerca cromatica.
«Avanti e Stop, Alto e Retro, Attendere prego, Una volta al dì. Indicazioni che – scrive la curatrice Chiara Serri – nelle mani dell’artista si svuotano in parte del loro significato originario diventando immagini, icone pop prese in prestito dal mondo della grafica pubblicitaria e tradotte in pittura. Sia le scritte segnaletiche che i simboli riferibili alle spedizioni del settore packaging, o ancora i pittogrammi di pericolo, non sono riportati nella loro interezza, ma in parte, secondo inquadrature che elidono frasi o parole, ponendo il più delle volte il “Centro” fuori dal centro. Un pensiero “laterale”, per citare Edward de Bono, che ci suggerisce di guardare la realtà da angolazioni diverse, a prescindere da quello che potrebbe apparire come l’unico percorso possibile».
Il progetto espositivo è completato da una lightbox arancione: una freccia luminosa che, nella selva dei segni che costellano la nostra quotidianità, sembra, finalmente, indicarci la strada.
La mostra sarà inaugurata sabato 12 maggio alle ore 18.00 con catering I Love My Kitchen e Dj set a cura di Alex Effe. La Galleria è aperta al pubblico di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30 oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.
Ligowski vive e lavora a Reggio Emilia anche se spesso e volentieri allarga i suoi orizzonti. Dagli anni ’80 svolge un’intensa attività di creativo nell’ambito della grafica, della pittura, della decorazione e degli allestimenti. Negli ultimi anni si è esclusivamente dedicato all’attività artistica.
Mostra personale di pittura "Passione in Rosso" dell'artista Rita Sutera
23/04/2016 - 30/04/2016
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Sabato 23 aprile alle ore 18,00, presso la Galleria MoMArt, Riviera Mussato 4, Padova, inaugurerà la mostra di pittura “Passione in Rosso” dell’artista Rita Sutera.
A cura di Maria Palladino.
La pittura di Rita Sutera prende origine da un innato interesse e desiderio di sperimentazione sulle forme e le strutture anatomiche del corpo, sulle potenzialità di movimento ed espressività date dalla fisicità maschile e corrispondentemente dai contenuti molteplici, d’interesse psicologico e intellettuale che questa rappresentazione produce.
Tale ricerca portata avanti dall’artista con coerenza e chiarezza d’intenti dà vita a fisionomie ambivalenti, dall’accentuato carattere mascolino, rese possenti dalla solida e ben delineata muscolatura, che l’autrice piega a torsioni e distensioni al limite delle possibilità conferite alle membra e che tuttavia contraddice e cambia di segno negli atteggiamenti e nelle posture, languide e seducenti dei suoi modelli.
Una ricerca della grazia nella forza che ci conduce attraverso un excursus storico-artistico il quale dall’antichità classica con i suoi canoni e proporzioni approda alle figure tornite, massicce e vigorose del Rinascimento, per arrivare quindi ad una surrealtà che trova una sua realtà ben definita e un’armonia di pensiero nella ricerca di una verosimile e probabilmente realmente sussistente conciliazione degli opposti oltre il visibile.
Si tratta di un’arte complessa e raffinata, al di là della superficie, e che comunque suggerisce molto più di quanto mostri, configurandosi quale neofigurazione spiccatamente personale dalle molteplici suggestioni e simbolismi che stimolano l’attenzione ad indagare, arricchendo di significati dei significanti che riempiono lo sguardo di piacevole sorpresa, suscitando interrogativi e sollecitando emozioni e sentimenti sopiti nelle profondità della psiche.
Dalla religione indiana la teoria dei chakra ci riporta al valore del colore rosso, protagonista principale in queste pitture, che fa da fondale, quinta scenografica ai personaggi raffigurati, o li circonda avvolgendoli in morbidi drappi: il colore della vitalità, dell’energia, della passione, della forza, ma anche dell’equilibrio che contrasta con le tonalità brune dei corpi e ne fa risaltare la concretezza delle masse.
Rita Sutera ci accompagna in un percorso che rispecchia la sua volontà di arrivare al culmine delle aspettative del suo studio anatomico sulla materialità dell’involucro-uomo, che è poi in ultima analisi un interrogarsi sulla vera ed estrema sembianza dell’anima: queste figure proteggono con le loro fattezze rassicuranti e robuste, ma allo stesso tempo rivelano un aspetto fragile, un lato vulnerabile, femminile, sensibile, un insolito e sorprendente cambio di segno che ne dissesta la percezione.
Tale modalità descrittiva richiama la teoria del Tao, concetto cardine della storia del pensiero cinese, quale unità del tutto, fusione di tendenze opposte nell’assoluto ed eterno dinamismo, movimento perpetuo di ogni cosa vivente. 16.04.2015 Maria Palladino
Curriculum Rita Sutera
Nata a Padova, è attratta da sempre dal mondo dell’arte in tutte le sue espressioni e sfumature.
Comincia la sua carriera artistica vera e propria circa sette anni fa, presso la scuola A&T Design di Alessandra Andreose, che si è dimostrata essere la scelta più opportuna per portare avanti la sua ricerca, dando così inizio ad un lungo percorso di studio durante il quale, riscoprendo i grandi maestri del passato come Michelangelo, Caravaggio e Tiziano, riesce a dar vita ad uno stile personale costituito da colori ad olio, legno, gesso e sabbia.
Negli anni partecipa alle mostre collettive di A&T Design, ad un concorso d’arte contemporanea, “1010”, tenuto dal laboratorio La Bottega del Cigno nel 2011, con l’opera “Il tuffo dell’anima”, e al 6° concorso di pittura 2015/2016 di Arte & Cultura in Laguna con il quadro "L'attesa".
La mostra resterà visitabile fino al 30 aprile in orario: lunedì, mercoledì e venerdì: 15,30 - 19,30. Giovedì: 17,30 - 19,30. Sabato e domenica: 15,00 - 19,30.
Ingresso libero.
Per informazioni:
passioneinrosso@gmail.com
http://passioneinrosso.wix.com/passioneinrosso
Maria Palladino: 3341695479 audramsa@outlook.it