Evento: Francesco Casolari - Metropolis Collection
11/03/2017 - 08/04/2017
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Data di inserimento: 27/02/2017 - 12:53
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 11/03/2017
Data di fine 08/04/2017
Descrizione
Dalla “Metropolis” di Fritz Lang, città cyberpunk ante litteram ed emblema di un futuro ormai presente, la produzione calcografica di Francesco Casolari, bolognese classe 1982, trova negli strumenti offerti dall’incisione all’acquaforte il mezzo d’elezione per raccontare il paesaggio urbano contemporaneo, tra citazioni, fantasia e definizione calligrafica del dettaglio.
“Metropolis Collection” è il titolo della mostra allestita dal 12 marzo all’8 aprile alla Galleria VV8artecontemporanea di Reggio Emilia (Cortile di Palazzo Borzacchi, Via Emilia Santo Stefano 14), con inaugurazione sabato 11 marzo, alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
«Fare incisione nel 2017 – spiegano i galleristi Chiara Pompili e Alberto Soncini – è una scelta coraggiosa. Del lavoro di Francesco Casolari ci ha colpito la grande perizia tecnica, maturata in anni di studio e ricerca, nonostante la giovane età. Il nostro interesse va anche alla riproducibilità dell’opera che, per certi versi, assimila l’incisione alla fotografia, linguaggio che esploriamo da tempo».
In mostra, una quindicina di acqueforti, realizzate dal 2007 ad oggi, unitamente a due opere su tela, scansionate e stampate a plotter. L’allestimento comprende anche l’esposizione di una matrice su lastra di zinco. Se le tavole dei primi anni erano tirate su carta bianca con inchiostro nero, l’ultima produzione si caratterizza per cromatismi inaspettati che coinvolgono città, paesaggi futuristici e giungle incontaminate.
L’esposizione sarà visitabile fino all’8 aprile 2017, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103, cell. 340 9232277, www.vv8artecontemporanea.it.
Francesco Casolari nasce nel 1982 a Bologna, dove vive e lavora. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in “Design della Moda” a Treviso (Iuav, Venezia). È attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in “Arti Visive” presso l’Università di Bologna. Parallelamente agli studi, porta avanti una ricerca personale rivolta all’incisione, tecnica alla quale è avviato all’età di sei anni dalla nonna materna. Inaugura l’attività espositiva nel 2002, tenendo varie mostre in Italia e all’estero. Esposizioni personali presso Galleria Battito d’Ali (Treviso, 2012), Galleria Bi-Box (Biella, 2013), CA Gallery (Bologna, 2014), Ambasciata d’Italia a Oslo (Oslo, 2015), Miro Gallery (Bologna, 2016). Tra le collettive si segnalano: “Premio Arte Laguna” (Arsenale, Venezia, 2014), “Segni Moderni” (Orie Gallery, Tokyo, 2014; Galleria Casa Dugnani, Milano, 2014; Kaguraoka Gallery, Kyoto, 2015; Irohani Gallery, Osaka, 2015; Galleria Celeste, Niigata, 2015), “Arte contemporanea italiana” (Palm Beach, 2016; Bal Harbour, Miami, 2016; Palm Beach, 2017), “Nowruzaneh” (Chav Studio, Teheran, 2017; Diba Gallery, Kerman, 2017; Farzad Gallery, Mashhad, 2017). Ha preso parte a diverse fiere di settore, come Affordable Art Fair (Milano), The Others Art Fair (Torino), SetUp Contemporary Art Fair (Bologna). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
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Francesco De Molfetta e Giulia Maglionico. All You Can Eat!
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Menù “All You Can Eat!” alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) con opere di Francesco De Molfetta e Giulia Maglionico, tra attualità, politica e consumismo. Curata da Francesca Baboni, la bi-personale sarà inaugurata sabato 29 settembre alle ore 17.00.
«Il titolo della mostra – spiega la curatrice – fa riferimento alla celebre catena di ristoranti in cui è possibile mangiare di tutto a poco prezzo e in cui si scatenano delle vere e proprie gare alimentari incontrollate, dunque al concetto di arraffare e di abbuffarsi fino alla perdita di lucidità, sia in ambito consumistico (nel caso di De Molfetta) che in ambito politico (Maglionico). I due artisti indagano l’uno attraverso la pittura e l’altro la scultura, problematiche contemporanee e di estrema attualità quale l’idolatria maniacale di una estetica fittizia del cibo che diviene una droga e un surrogato di passiva felicità, le promesse mancate della politica e nel contempo il richiamo quasi bulimico all’ingordigia del potere, attraverso il gioco delle carte, il rifiuto di plastica abbandonato, i simboli della società capitalistica come il Mc Donald’s e le grandi multinazionali, simboli di un decadimento culturale oramai irreversibile».
In esposizione, una grande opera in vetroresina di Francesco De Molfetta (“Milkow”), accompagnata da una serie di piccole porcellane smaltate a terzo fuoco (tecnica tradizionale settecentesca), tutte riprese da calchi in gesso del Settecento, e l’inedita installazione pittorica dalla sfumatura socio-politica “Poker Face” di Giulia Maglionico che rimanda alle leadership internazionali, unitamente ad altre opere a tema alimentare.
Un progetto curatoriale che, per la prima volta, mette a confronto le ricerche dei due artisti, differenti per percorso e linguaggio, ma accomunati da uno sguardo acuto sulla società contemporanea.
La mostra sarà visitabile da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte, www.instagram.com/bonioniarte.

Francesco De Molfetta, classe 1979, vive e lavora a Milano. Il suo lavoro, scoperto dal famoso gallerista dell’Arte Povera Franco Toselli, è stato presentato in Italia e all’estero, in tutte le principali fiere d’arte a partire dal 2000. Ha esposto in Europa e nel mondo in musei e gallerie private. Nel dicembre 2013 è stato invitato al Museo L.A. MOCA in una mostra sulla scena artistica New Pop e Surrealista. Nel 2010 l’esplosione è con la sua provocazione alla Biennale d’Arte Sacra con la scultura di “Lourdes Vuitton” (La Madonna che indossa un abito Louis Vuitton). Ha collaborato con marchi come Nike, Henry Cotton’s, Fender chitarre e Lamborghini. Ha scritto e diretto quattro cortometraggi, uno dei quali ha vinto il primo premio Ambrogino d’Oro come opera migliore sulla città di Milano. Nel 2010 la prima sala museale a Vitoria, nei paesi Baschi, nel 2012 alla Biennale di Tolentino, nel 2017 una sala personale presso il Museo della Triennale di Milano.
Giulia Maglionico nasce a Firenze nel 1977. Nel 2003 si laurea in Lettere presso l’Università di Parma. Nel 2008, dopo diverse esperienze espressive e un diploma di grafico pubblicitario, approda alla pittura. Nel 2012 l’incontro con Rosanna Chiessi, storica gallerista del gruppo Fluxus, e con Francesca Baboni. Nello stesso anno l’artista inizia a lavorare con la Galleria Il Castello di Milano. Sempre nel 2012 viene selezionata come artista per la linea 55DSL gruppo DIESEL Industry, Breganze Vicenza. Nel 2013 disegna per la linea di design e-my del Gruppo Guzzini S.p.A. (Placemats ‘Circus’, Maison & Objet Paris e MACEF Milano). Nel 2015 Vittorio Sgarbi seleziona una sua opera per l’evento “Expo arte contemporanea” in occasione dell’Expo presso Villa Bagatti Valsecchi, Varedo (MB). Tra le personali si ricordano “Radioactive tea time”, “Acquadri”, “The most beloved” (Il Castello, Milano, 2013, 2014, 2017) e “Fuck this restaurant” (Galleria Pananti, Firenze, 2015). Collabora con Galleria Pananti, Galleria Annovi e Bonioni Arte.
Manuel Felisi. Di terra e d'acqua
16/05/2015 - 03/06/2015
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
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In occasione della decima edizione di “Fotografia Europea”, la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia propone, in collaborazione con Fai Giovani Reggio Emilia, “Di terra e d’acqua”, mostra personale di Manuel Felisi, artista milanese che parte da un supporto fotografico per dar vita a complesse opere d’arte multidisciplinari e polimateriche.
L’esposizione sarà allestita, dal 16 maggio al 3 giugno 2015, nella doppia sede della Galleria de’ Bonis (Viale dei Mille, 44/B) e di Palazzo Manenti (Corso Garibaldi, 5) che, sabato 16 maggio, alle ore 18.00, ospiterà il vernissage.
Accanto alla fotografia, Felisi si serve della pittura e del collage e sviluppa le sue opere attraverso diversi materiali, dalla tela alla carta, dal cemento armato alla resina.
La mostra si articola su due tematiche: la terra e l’acqua. Il primo nucleo di opere, esposte alla Galleria de’ Bonis, ha il suo cuore in una serie di pezzi su cemento armato che hanno come protagonista proprio la città di Reggio Emilia, per poi svilupparsi in opere su tela di più ampio respiro che esplorano ambiente e persone. A Palazzo Manenti sono invece presenti opere che ritraggono figure umane immerse nell’acqua in un’atmosfera rarefatta e onirica.
La collaborazione con la delegazione di Reggio Emilia del FAI Giovani ha reso possibile ambientare parte delle opere nella suggestiva cornice di Palazzo Manenti. L’edificio, dimora tardo-rinascimentale fondata su misure-simbolo e intessuta di episodi figurativi, racconta i cinque secoli di storia muraria e di eventi che lo hanno visto imprescindibile tassello e protagonista nella vita urbana, politica e artistica di Reggio Emilia. Ancor vivo nel Palazzo è un genius loci che non si disperde nelle mutate temperie culturali, ideologiche ed estetiche ma permane con forza tra le sue pietre.
È stato così possibile raddoppiare lo spazio espositivo per questo artista che sta vivendo un momento di grandissimo successo, scandito da importanti mostre in Italia e all’estero.
La mostra, realizzata con il sostegno di Reggiana Gourmet, Reggionline e Maioli Piante, sarà visitabile fino al 3 giugno 2015. La Galleria de’ Bonis è aperta da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Palazzo Manenti sarà eccezionalmente aperto al pubblico sabato 16 e domenica 17, sabato 23 e domenica 24 maggio ore 10.00-13.00 e 15.00-20.00. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.

Manuel Felisi nasce a Milano, dove vive e lavora. Ha partecipato, negli ultimi anni, a mostre personali e collettive a Roma, Milano, Lugano, Barcellona, Istanbul, Pechino. Le sue opere sono sempre presenti nelle principali fiere, da Bologna a Parigi e Basilea. Hanno scritto di lui Ivan Quaroni, Chiara Canali, Alberto Mattia Martini e tanti altri.
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Visible White 2015
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Come interpreti la famiglia nel contesto sociale contemporaneo e quali nuove iconografie possono rappresentarla?

Francesca Fabiani, Curatrice delle collezioni di fotografia del MAXXI Architettura di Roma, e Paul di Felice, Professore presso l’Università del Lussemburgo, sono i curatori di 'Familydom', IV edizione del Visible White Photo Prize 2015 e sono interessati a conoscere il tuo punto di vista fotografico su questo tema.

http://www.premioceleste.it/familydom

Familydom è una open call internazionale per progetti fotografici aperta a fotografi ed artisti senza limiti di età e di esperienza.

4.000 € di premi in denaro per il ‘Best Project’ e per il ‘Best Runner-up Project’.

10 progetti saranno selezionati da una giuria internazionale:
Peggy Sue Amison, Direttore Artistico, Est-Wing, Dubai
Christian Gattinoni, Professore, Ecole Nationale Supérieure de la Photographie, Arles
Elisa Medde, Managing Editor, Foam Magazine, Amsterdam

I progetti finalisti saranno esposti dal 15 maggio al 12 giugno 2015 presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze e saranno inclusi in un catalogo appositamente pubblicato.

Il termine ultimo per aderire è il 28 febbraio il 2015.

La quota di adesione per un Progetto che può presentare fino a 10 immagini è di 70 €.

Per aderire online: iscriviti gratuitamente a Celeste Network, trova il box Familydom al centro della tua pagina di amministrazione, clicca sul bottone 'Partecipa con un progetto’ e segui gli steps per il pagamento della quota e l’inserimento delle opere.

Familydom è organizzata da Celeste Network e Fondazione Studio Marangoni.

Per informazioni:
info@premioceleste.it
0577 1521988
Un viaggio - Gianni Ruspaggiari
26/10/2017 - 26/11/2017
Firenze (FI) - Toscana
Inserito da CSArt Serri
“Un viaggio” attraverso la recente produzione dell’artista reggiano Gianni Ruspaggiari, dal 26 ottobre al 26 novembre 2017, presso la Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia (Via Lelio Basso, 1).
La mostra, promossa dalla Casa di Cura e dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, sarà inaugurata giovedì 26 ottobre alle ore 17.30 con una presentazione del curatore Giuseppe Berti. Saranno presenti al vernissage, oltre all’artista e al curatore, Fabrizio Franzini (Presidente di Villa Verde) ed Enrico Manicardi (Presidente del Circolo degli Artisti).
In esposizione negli spazi di accoglienza e nella Sala Esagono al terzo piano della struttura, una quindicina di opere di medie e grandi dimensioni, realizzate prevalentemente dal 2009 al 2014.
«Gianni Ruspaggiari – scrive Giuseppe Berti – è un esploratore di colori e di segni. Placate la foga del gesto e la “cupa” violenza cromatica di precedenti esperienze, l’artista ora si esprime attraverso più morbidi registri compositivi dove il colore, fluido, libero e cangiante, si unisce ad un segno sottile che si fa figura, che diventa corpo, immagine pulsante di un desiderio carnale: una pittura, questa, che si potrebbe persino definire neo-secentesca e rubensiana, per lo meno nell’espansa e calda sensuosità della composizione. Infatti, sia nelle opere ad olio, sia in quelle di più piccolo formato condotte a tecnica mista (acrilico e acquerello), Ruspaggiari fa uso di una tavolozza esuberante di contrappunti cromatici e di valori tattili: un “canto libero” di viola, lilla, azzurro, arancio, rosso, bianco che si dispiega sulla tela o sul foglio ora con lenti e sfumati trapassi di toni, ora attraverso palpitanti esplosioni cromatiche in cui, in una felice combinazione di tachisme e di dripping, talvolta risuonano anche le note più gravi del nero».
«Il progetto – spiegano Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi – conferma ancora una volta l’importante collaborazione posta in essere una quindicina d’anni fa tra Villa Verde e il Circolo degli Artisti, “insieme per la cultura come strumento di salute”. La personale di Gianni Ruspaggiari è parte di una serie di mostre dedicate ad insigni artisti reggiani che si inseriscono a pieno titolo nel panorama pittorico del secondo Novecento».
L’esposizione, visitabile fino al 26 novembre 2017, negli orari di apertura della Casa di Cura, è accompagnata da un catalogo con le prefazioni di Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi ed il testo di Giuseppe Berti. Ingresso libero. Per informazioni: www.villaverde.it, www.circolodegliartisti.re.it.
Gianni Ruspaggiari è nato a Reggio Emilia nel 1935. Ha studiato presso il locale Istituto d’Arte Gaetano Chierici, interrompendo però gli studi per seguire il padre musicista a Saint Vincent. Fondamentale per la sua formazione è l’incontro in Val d’Aosta con l’artista torinese Annibale Biglione che gli fa conoscere le ricerche dei pittori delle avanguardie europee. Terminato il servizio militare, e rientrato in città nel 1958, stringe un forte sodalizio intellettuale con altri giovani artisti reggiani, anch’essi impegnati a elaborare nuovi linguaggi formali: Angela Bergomi, Nino Squarza, Mario Pini, Bruno Olivi, Marco Gerra. Gli anni Sessanta vedono dunque Ruspaggiari impegnato a sviluppare la propria ricerca alla luce delle nuove correnti artistiche americane ed europee: da De Kooning a Bacon, dall’Espressionismo astratto alla Pop Art, alla cui estetica – interpretata spesso anche in chiave optical attraverso l’impiego di un cromatismo acceso ma elegante – rimane legato per tutti gli anni Settanta. Progressivamente, negli anni e decenni successivi, “ritorna all’espressionismo informale, dapprima con la tecnica mista del collage, infine col recupero di una pittura ricca di velature di colore, e fortemente allusiva nei contenuti” (Emanuele Filini, Dizionario degli artisti reggiani, Reggio Emilia, 2003).