Evento: Carlo Vannini, “Reggiane”
11/03/2017 - 30/04/2017
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Data di inserimento: 03/03/2017 - 12:16
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 11/03/2017
Data di fine 30/04/2017
Descrizione
Vicolo Folletto Art Factories celebra la storia delle Officine Meccaniche Reggiane e degli artisti che le hanno trasformate in uno dei più grandi laboratori di Street Art d’Europa.
Dalle fotografie di Carlo Vannini, il libro “Reggiane”, pubblicato da corsiero editore con testi di Paolo Cagnan, Agnese Spinelli, Pietro Rivasi ed Enrico Stefanelli , e l’omonima mostra, allestita dall’11 marzo al 30 aprile presso la sede della Galleria (Vicolo Folletto, 1 – Reggio Emilia).
L’inaugurazione dell’esposizione fotografica e la presentazione del progetto editoriale che ne raccoglie la testimonianza si terranno domenica 12 marzo alle ore 17.30.
L’allestimento comprende oltre trenta fotografie di grandi dimensioni scattate da Carlo Vannini all’interno delle Officine Meccaniche Reggiane, con le opere che ne ricoprono i muri scrostati e devastati dal tempo e dall’incuria.
Il volume (formato 30x42 cm, 160 pagine) contiene quasi 200 fotografie che, con l’intensità tipica di Vannini, raccontano la storia di edifici sventrati e trasformati in giganteschi atelier.
Come scrive Enrico Stefanelli (direttore Photolux Festival), «Carlo Vannini osserva i segni degli artisti che hanno trascorso il loro tempo nelle Officine. Il punto di vista è quasi sempre quello frontale, spesso simmetrico, come nella migliore tradizione reggiana. A volte si sofferma sui particolari oppure ritaglia porzioni di muro. Attraverso la post-produzione Vannini pare allontanarsi dalla fotografia classica per avvicinarsi ad una reinterpretazione che invece sembra, per certi versi, molto simile alle opere grafiche degli artisti».
L’introduzione del libro è affidata a Paolo Cagnan (giornalista, già direttore della Gazzetta di Reggio) che per primo ha portato l’attenzione della città su quei luoghi e quegli artisti. L’approccio con la street art, dichiara Cagnan, è stato «folgorante, come i primi incontri “carbonari” con gli artisti (e alcuni splendidi amici che mi sono venuti in dote) che mi guardavano con sospetto. Avevano notato il mio interesse, ovviamente. Mi annusavano: erano lì perché volevano capire se potevano fidarsi. Ci sono volute settimane, mesi. Discussioni complicate con un mondo autoreferenziale, ideologicamente refrattario alla stampa e pieno di vezzi (oltre che di creatività, beninteso) che difficilmente si apre verso l’esterno. Ma qualcuno aveva deciso che ero stato promosso sul campo».
Le esperienze e la passione con cui sono nate le opere sono descritte, attraverso un’indistinta voce comune, dal racconto della giornalista Agnese Spinelli, scritto a partire da interviste ai protagonisti storici della scena artistica delle Officine Reggiane mescolate a ricordi diretti, mentre Pietro Rivasi (curatore di manifestazioni legate al mondo dell’arte urbana) ha puntualizzato la valenza della fotografia rispetto alla street art, alla sua divulgazione e alla sua conservazione.
«Un particolare ringraziamento – sottolineano il gallerista e l’editore – va a tutti gli street artist e i writer che hanno messo a disposizione il loro tempo, supportando il progetto. Non li citiamo uno a uno, come invece meriterebbero, solo per preservarne l’identità e la privacy».
«A oggi – concludono gli artisti attraverso la voce di Agnese Spinelli – non sappiamo quale futuro sarà riservato a quello che, di fatto, è il più grande laboratorio di street art d’Europa. La nostra arte è legata a doppio filo alla caducità, al trascorrere del tempo. Lungi da noi considerarci immortali. La nostra arte è spesso questione di minuti, è veloce, potente e scompare con la stessa velocità con cui è stata realizzata. Queste fotografie possono, in parte, mantenerne la memoria».
L’esposizione è aperta al pubblico da mercoledì a sabato, ore 16.30-19.30. Ingresso libero. Visite guidate e visite private fuori dagli orari di apertura su appuntamento. Per informazioni: tel. + 39 342 6741987, gallery@vicolofolletto.it, www.vicolofolletto.it.
Carlo Vannini è fotografo degli oggetti che fanno cultura: opere d’arte, reperti archeologici, restauri, strutture architettoniche, scorci urbanistici, ma anche manufatti senza nobiltà, eppure abitati da un forte senso della storia. È nato a Reggio Emilia nel 1956; lo zio pittore e il padre decoratore lo hanno avviato alla confidenza con i materiali artistici. Dopo una breve esperienza amatoriale, ha maturato una forte passione per la riproduzione professionale delle opere d’arte, che lo ha guidato in coinvolgenti avventure di documentazione del restauro, attraverso una progressiva acquisizione di tecniche fotografiche, quali ultravioletti, infrarossi, luce radente, luce trasmessa e luce a specchio. Insegna Fotografia per i Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha realizzato fotografie per cataloghi e libri d’arte con i maggiori editori italiani: Franco Maria Ricci, Mazzotta, Allemandi, Skira, Federico Motta, Silvana. Tra dicembre 2015 e maggio 2016 ha eseguito la campagna fotografica in giga pixel 1:1 della Cappella Sistina, per il libro
Altri eventi dell'inserzionista
Franz Baumgartner, Il respiro del silenzio
17/09/2016 - 22/10/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria VV8artecontemporanea di Reggio Emilia (Cortile di Palazzo Borzacchi, Via Emilia Santo Stefano 14) ospiterà, dal 18 settembre al 22 ottobre 2016, la seconda mostra personale dell’artista tedesco Franz Baumgartner, intitolata “Il respiro del silenzio”. L’esposizione sarà inaugurata sabato 17 settembre 2016, alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
Nato a Kleve, in Germania, nel 1962, Franz Baumgartner studia con Karl Marx a Colonia e con Dieter Krieg a Du?sseldorf, presso l’Accademia. È uno degli esponenti di spicco di quella nuova figurazione tedesca che ha mosso i primi passi negli anni Novanta.
In mostra, una serie di nuove opere, sia ad olio su tela che su carta, di piccolo e medio formato, realizzate appositamente per l’esposizione di Reggio Emilia.
L’esposizione è accompagnata da un testo critico di Sandro Parmiggiani. «Pur nel rigoroso controllo dei toni – scrive il critico d’arte – arricchiti di variazioni negli ultimi dipinti, credo che per la pittura di Baumgartner si possa evocare ciò che diceva Chardin: “Ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento”. Respirano, i dipinti dell’artista tedesco, un’atmosfera di solitudine e di abbandono, di “ogni passione spenta”, di una desertificazione dell’anima che ovviamente non può fare ricorso alle immagini (sole battente, sabbia, vento) che di solito associamo alla parola “deserto”. Le ultime opere ci dicono tuttavia che la vita ancora resiste e pulsa, con alcune modeste presenze che immediatamente evocano un sentimento di nostalgia che va a perturbare e illuminare la malinconia che ovunque pare essersi insinuata. Certo, in molti dipinti di Baumgartner, persiste una sorta di veleno plumbeo che sembra rivestire le cose, penetrare in ogni atomo dell’aria e in ogni recesso del reale…».
La mostra, sarà visitabile fino al 22 ottobre 2016, da martedì a sabato con orario 10.30-13.00 e 16.30-20.00, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103, m. 340 9232277, www.vv8artecontemporanea.it.
Marco Bolognesi, Blue Unnatural
02/05/2017 - 05/05/2017
Bologna (BO) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Luce blu e pioggia incessante, le astronavi sfrecciano nel cielo mentre i fasci di luce dei grandi robot guardiani pattugliano la terra. Manifesti di donne seminude e armate si stagliano sui palazzi inneggiando alla vittoria contro i “ribelli” a garanzia della pace. Sendai City wants you!
Dopo l’anteprima museale a Merano, Bologna e Napoli nell’ambito di “Sendai City”, mostra antologica di Marco Bolognesi curata da Valerio Dehò, il cortometraggio “Blue Unnatural”, nella versione definitiva (13 minuti, colore, animazione, HD Stereo, ITA, 2017), approda al “Future Film Festival” di Bologna e ad “Ibrida, festival delle arti intermediali” di Forlì.
La prima proiezione, nell’ambito della rassegna “Future Film Short”, si terrà martedì 2 maggio 2017, alle ore 23.00, nella Piazzetta Pier Paolo Pasolini di Bologna, con replica mercoledì 3 maggio alle ore 14.00; la seconda proiezione di terrà venerdì 5 maggio 2017, alle ore 19.30, nella Sala Rossa di Forlì. Sarà presente l’autore.
«Marco Bolognesi – dichiara Valerio Dehò – è uno dei pochi, se non l’unico, artista visivo contemporaneo che lavora dentro l’universo cyberpunk. La sua narrazione parte da un tema classico della letteratura cyber: immaginare un mondo in cui c’è chi controlla e chi è controllato».
All’interno del cortometraggio si ritrovano molti dei personaggi che caratterizzano la produzione di Bolognesi – donne mutanti, robot e cyborg – ma il vero cuore dell’opera è la città stessa, fantascientifica e cyberpunk, un mondo dove la libertà personale è annullata e perseguita, dove la comunicazione propagandistica si nutre dell’ossimoro della pace armata e operai privi di identità lavorano in catena di montaggio per costruire donne blu pronte a distruggere chiunque si opponga alla legge delle multinazionali.
Punto di partenza, il cinema di Antonio Margheriti. Tributo ad un grande regista di genere le cui pellicole, soprattutto horror e sci-fi, hanno fatto scuola nel b-movie italiano ed internazionale. Le scene di esterni sono state girate ex novo utilizzando il moke-up della città (proprio come si faceva negli anni ’60), con luci, mezzi volanti e pubblicità a schermo animate in post-produzione. Le scene di interni sono state realizzate a partire da piccole parti estratte dalle pellicole di Margheriti e rimontate in un mash-up complesso, stampato, fotogramma per fotogramma, sovra-dipinto a mano, digitalizzato e animato.
«Ho creato un mondo distopico – dichiara Marco Bolognesi – basato sulle “malformazioni” della nostra realtà come monito. Raccontare le proiezioni future di queste problematiche è discutere quelle contemporanee, concependo il fare politica dell’arte come analisi del sociale».
«L’universo in mutazione – conclude Valerio Dehò – vive le scorie del passato futuro, però ha in sé il germe di una forma evolutiva che si ripete. La saga continua, non termina qui, ci saranno altri episodi, altre avventure, altri blu da guardare e ricordare…».
Nelle giornate in cui sono previste le proiezioni di “Blue Unnatural” a Bologna e Forlì è, infatti, già in fase di lavorazione un nuovo cortometraggio di Marco Bolognesi in tre capitoli, nuovo tassello del Bomar Universe.
“Blue Unnatural” è la prima produzione del neo-nato Bomar Studio, realizzata in collaborazione con Abc (Bologna), Kunst Merano Arte (Merano), PAN (Napoli) e SetUp (Bologna).
Per informazioni ed approfondimenti: tel. 347 6785582, bomarstudio@gmail.com, www.marcobolognesi.co.uk, www.facebook.com/bomarstudio/.
Marco Bolognesi, artista multimediale la cui arte spazia dal disegno alla pittura, dal cinema alla fotografia e al video, nasce a Bologna nel 1974. Prima dei trent’anni, trasferitosi a Londra, vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Culturale Italiano dando così inizio ad una carriera internazionale: oltre a Londra, le sue opere sono esposte a Vienna, Salisburgo, Budapest, Miami, New York, Chicago e Singapore. Nel 2014, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” che si sviluppa in tre mostre personali che si susseguono tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna ed il PAN di Napoli. Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione “Perspectivas Italianas” della Bienal del Fin del Mundo in Cile ed in Argentina. Nel 2016, in occasione della Biennale Italia-Cina, parte del materiale di lavorazione del filmato d’animazione “Blue Unnatural” è presentato alla Plastik Factory di Pechino. Nel 2017, l’opera “Mock-up” è esposta nella collettiva “Our Place in Space” a Palazzo Cavalli Franchetti, Venezia. Mostra curata da Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA - European Space Agency e NASA.
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Carte e cartoni
03/12/2016 - 14/01/2017
Bologna (BO) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Per il periodo natalizio, dal 3 dicembre 2016 al 14 gennaio 2017, la Galleria de’ Bonis (viale dei Mille 44/B, Reggio Emilia) propone un’articolata collettiva di opere su carta e cartoncino dei maggiori artisti del Novecento italiano (con più di una puntata oltralpe): Afro, Pietro Annigoni, Antonio Bueno, Giuseppe Capogrossi, Nicola De Maria, Gianni Dova, Sam Francis, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Hans Hartung, Alberto Manfredi, Giorgio Morandi, Gino Severini, Mario Sironi.
La proposta spazia da disegni e schizzi preparatori fino a opere finite vere e proprie, da studi a matita a collage fino agli acquerelli, per indagare tutta la potenzialità del sorprendente supporto cartaceo.
Le opere scelte mettono a confronto la forza del segno propria dei disegni, che contengono tutta l’energia non ancora addomesticata dell’idea nascente dell’artista, con la delicatezza dell’acquerello o della china.
In galleria, anche molte opere insolite: il bozzetto in cartoncino dell’unica scultura mai realizzata da Guttuso: “L’edicola”, un’illustrazione satirica di Sironi per “Il Popolo d’Italia”, tre disegni di Morandi (una natura morta e due paesaggi), un collage di Capogrossi, un inusuale nudo femminile di Annigoni, una forte opera segnica di Hartung, un lavoro del 1970 di Sam Francis certificato direttamente dalla Sam Francis Foundation di Pasadena e diverse altre sorprese.
La mostra è un vero e proprio excursus attraverso il Novecento italiano, indagato a partire dagli autori che ne hanno scritto la storia. La scelta della carta permette selezionare opere particolari dei grandi della pittura in un percorso nuovo e stimolante. Le opere su carta sono, inoltre, un ottimo modo per accostarsi al collezionismo, scegliendo pezzi di grandi autori a prezzi più accessibili rispetto alle opere su tela.
L’esposizione sarà visitabile dal fino al 14 gennaio 2017, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Ingresso libero. Sabato 17 dicembre, alle ore 18.00, brindisi di auguri in galleria. Per le festività la galleria sarà chiusa i giorni 24-25-26 dicembre e dal 31 dicembre al 6 gennaio compresi.
Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
CONNESSIONI
15/12/2017 - 12/01/2018
Bologna (BO) - Emilia-Romagna
In occasione del suo primo anno di attività, lo Spazio Martucci 56 presenta la collettiva CONNESSIONI, promossa dall’Associazione culturale INTENTART e curata dalla dott.ssa Simona Pasquali, in cui espongono sei artisti rappresentativi del panorama artistico napoletano contemporaneo.
Si svolgerà dal 15 dicembre 2017 al 12 gennaio 2018 , presso lo Spazio Martucci 56 di Napoli.
Scheda mostra
Titolo - CONNESSIONI
Tipologia - mostra collettiva
Curatrice - Simona Pasquali
Artisti - Gerardo Di Fiore - Annabella Dugo
Eduardo Ferrigno - Clara Garesio
Giuseppe Pirozzi - Simone Ricciardiello
Sede espositiva -Spazio Martucci 56 (via Giuseppe Martucci n.56, Napoli)
Inaugurazione - venerdì 15 dicembre 2017 ore 18.00
Date - 15 dicembre 2017 - 12 gennaio 2018
Orari
martedì e mercoledì dalle 10.30 alle 13.30
dalle 17.00 alle 19.00
giovedì dalle 17.00 alle 19.00
venerdì dalle 10.30 alle 13.30
dalle 17.00 alle 19.00
Organizzazione - Associazione Culturale INTENTART Napoli
Info - Associazione Culturale INTENTART Napoli (www.intentartnapoli.it)
info@intentartnapoli.it / (+39) 3204887582
Facebook: Intentart Napoli
Spazio Martucci 56: tel. 0810320281
Facebook: Spazio Martucci 56