Evento: Fabrizio Ceccardi, Landscapes
06/05/2017 - 07/06/2017
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Data di inserimento: 26/04/2017 - 12:07
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 06/05/2017
Data di fine 07/06/2017
Descrizione
Nel paesaggio quotidiano, la rappresentazione dell’assoluto. La Galleria VV8artecontemporanea di Reggio Emilia (Cortile di Palazzo Borzacchi, Via Emilia S. Stefano 14) presenta, dal 7 maggio al 7 giugno 2017, “Landscapes”, mostra personale di Fabrizio Ceccardi, a cura di Claudia Zanfi.
L’esposizione, inserita nel circuito off di “Fotografia Europea”, sarà inaugurata sabato 6 maggio alle ore 18.00, alla presenza dell’autore.
Accompagnata da un ampio catalogo edito da Silvana Editoriale, la mostra segna l’inizio della collaborazione tra Fabrizio Ceccardi e VV8artecontemporanea, ma anche un punto fermo in una ricerca ultratrentennale, presentata negli anni in Italia e all’estero.
Il percorso espositivo comprende una ventina di immagini dagli anni ’90 al 2014-15. Un conciso excursus attraverso l’intera produzione dell’autore, dalle prime polaroid (pezzi unici che descrivono paesaggi interiori) e dalle opere della serie “Stanze segrete”, fino ai cicli “Out of Eden” e “Landscapes” (che dà il titolo alla mostra), oltre ad una composizione di immagini appartenenti ad “Inequality”.
«Lo sguardo dell’autore – scrive Claudia Zanfi – ci conduce a un’inedita interpretazione del paesaggio: attraverso di esso si possono vedere tutte le devianze e le linearità della natura. Le opere di Ceccardi narrano di tensioni, incontri, dialoghi, inquietudini. Riflettono le contraddizioni, le ansie e le fratture dell’umanità”.
«Nelle sue opere – aggiunge Roberto Mutti – sempre prodotte in copia unica come voluto richiamo alla peculiarità della pittura ma anche per ribadire la loro collocazione come momenti singoli facenti parte di una più ampia progettualità, molti sono i richiami che vanno dalla spettacolarità della Land Art alla creatività visionaria cara a Joseph Beuys passando per la lezione americana del ‘Dialectical Landscape’. Da tutto ciò nasce un’estetica che non si fa mai paradigma ma cambia per aderire esigenze suggerite dai progetti a cui l’autore dà vita».
L’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno 2017, da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento. Catalogo bilingue italiano/inglese di 144 pagine con 90 illustrazioni e testi di Claudia Zanfi e Roberto Mutti. Per informazioni: tel. 0522 432103, cell. 340 9232277, www.vv8artecontemporanea.it.
Nell’ambito della mostra, domenica 28 maggio 2017, alle ore 11.00, si terrà un matinée musicale offerto, per il secondo anno consecutivo, da VV8artecontemporanea a clienti e amici. Per l’occasione, i Musicali Domestici eseguiranno una scelta di brani storici e contemporanei, in dialogo con la proposta fotografica. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Fabrizio Ceccardi vive e lavora tra Reggio Emilia e Milano. Il suo percorso creativo inizia a metà degli anni Settanta, periodo in cui frequenta importanti artisti concettuali e fotografi. Partecipa alla stagione artistica delle performance, documentando diverse azioni. Negli stessi anni avvia una ricerca personale che lo porta ad utilizzare la tecnica del Polaroid Transfer, metodo con cui interviene sulla superficie dell’opera sfumando e cancellando parti dell’immagine per ottenere pezzi unici. Inizia così un percorso che lo porta ad esporre in Italia e all’estero. Da sempre vicino al mondo dell’arte, stringe una profonda amicizia con Giosetta Fioroni, insieme alla quale realizza diversi progetti editoriali. I suoi lavori, anche di grande formato, sono esposti nell’ambito di mostre personali e collettive. Ha al suo attivo collaborazioni con gallerie internazionali e pubblicazioni con importanti editori italiani e stranieri. Tra le recenti mostre si segnala “Landscapes” (RB Contemporary, Milano, 2017).
Altri eventi dell'inserzionista
OfficinARS – In Fieri
22/04/2018 - 12/05/2018
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
L’Associazione Villa Sistemi Reggiana presenta, dal 22 aprile al 12 maggio 2018, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Gavassa di Reggio Emilia, “OfficinARS – In Fieri”, esposizione collettiva con opere fotografiche di Nilo Australi, Francesca Bonomini, Federica Gonnelli, Barbara Rossi, Antonella Zito, vincitori dell’omonimo concorso.
Inserita nel circuito Off di “Fotografia Europea”, la mostra sarà inaugurata domenica 22 aprile dalle ore 18.00 alle 20.00. L’esposizione è realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con il Museo Storico Archeologico di Nola (NA), tappa successiva del progetto (9-30 giugno 2018).
Dopo i positivi riscontri ottenuti con la mostra inaugurale, allestita nel 2017, l’Associazione Villa Sistemi Reggiana ha proseguito la propria attività rivolta agli artisti emergenti attraverso un secondo concorso ad accesso gratuito, al quale hanno partecipato fotografi di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (scultore e docente di Scultura, Presidente della commissione), Mauro Carrera (curatore e critico d’arte) e Mauro Davoli (fotografo), ha selezionato i cinque vincitori – Nilo Australi, Francesca Bonomini, Federica Gonnelli, Barbara Rossi, Antonella Zito – le cui fotografie sono state inserite nel catalogo 2017-2018 dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana insieme alle opere di Alketa Delishaj, Pietro Dente, Jessica Ferro, Giuseppe Graziosi e Erjon Nazeraj, vincitori della prima edizione del concorso.
«Nel persistente dissidio tra presente e futuro, tra l’essere ancorati all’adesso e il proiettarsi verso il futuro – spiega Maria-Teresa Crispo, Presidente di Villa Sistemi Reggiana – si inserisce la ricerca di Nilo Australi, convinto che grazie alla scienza le nostre abitudini siano cambiate, ma che i criteri per tradurle in realtà si nutrano di simboli e metafore inalterate nel tempo. Francesca Bonomini ci racconta invece del senso di frustrazione, oppressione e prigionia che la società liquida conferisce. Un gioco di rappresentazioni pirandelliane, di maschere che si alternano e si contrappongono. Quel confine labile, percettibile che è riconoscibile anche negli scatti di Federica Gonelli. Qui l’impossibile diventa visibile, facendo scorgere altri mondi, delineando altri percorsi. Itinerario apparentemente opposto è quello intrapreso da Barbara Rossi in “Changing Landscape”, in cui si indagano mondi e forme di uno spazio, naturale e costruito, in modo che questi possano ricondurci a noi stessi, nel tentativo di ritornare alle radici, al mito, all’archetipo. La ricerca dell’identità è alla base anche del progetto “Mondi inanimati” di Antonella Zito. Questo processo euristico spinge l’individuo ad uscire dall’incertezza, dall’impersonalità, dalla omologazione a cui potrebbe tendere. La denuncia dell’immobilismo, apatia ed ipocrisia, diventa essa stessa un grido, uno slancio, un invito al dialogo ed un’apertura al mondo».
Nel corso dell’esposizione sarà presentato il catalogo “OfficinARS”, con testi di Mauro Carrera e Maria-Teresa Crispo, relativo all’attività 2017-2018. Si terranno, inoltre, diversi eventi collaterali, segnalati sul sito www.villasistemireggiana.it e sulla pagina www.facebook.com/villasistemireggiana. La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-17.00, sabato e domenica ore 18.00-20.00. Sabato 12 maggio 2018, ore 18.00-20.00, finissage con interventi di esperti del settore. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 272405, info@villasistemireggiana.it.
Raggi di biciclette
11/03/2017 - 09/04/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia presenta, dall’11 marzo al 9 aprile 2017, presso i Chiostri di San Domenico (Via Dante, 11), “Raggi di biciclette”: evento dedicato alla bicicletta che comprende una mostra collettiva, un cortometraggio, un video e un set fotografico.
Curato da Daniele Lunghini, il progetto è parte della più ampia manifestazione “tuttoruOta”, promossa da Tuttinbici – Associazione FIAB di Reggio Emilia e Circolo degli Artisti in collaborazione con Comune di Reggio Emilia, Fondazione per lo Sport, Biblioteca Panizzi e Musei Civici.
In occasione della tappa reggiana del centesimo Giro d’Italia – scrive Enrico Manicardi (Presidente del Circolo degli Artisti) – abbiamo pensato di gettare le basi per fare della bicicletta un oggetto di culto, da visitare come un’opera d’arte al museo».
In esposizione, dipinti, sculture, fotografie ed installazioni realizzate da Marianna Annunziata, Marco Arduini, Lisa Beneventi, Alberto Bertolotti, Naide Bigliardi, Luis Borri, Lucio Braglia, Maria Grazia Candiani, Cristina Costanzo, Loretta Costi, Gianluca Gimini, Nero Levrini, Laura Lucchi, Susy Manzo, Parker&Singer Photographers, Eugenio Paterlini, Cesare Pinotti, Carla Protti, Gianpaolo Sabbadini, Michele Sassi, Angelo Zani.
«Quando abbiamo una visione – scrive Daniele Lunghini – sentiamo l’istinto di avvicinarci e vederla da vicino. Quando vediamo una bici, non vediamo un oggetto. Vediamo un soggetto dal sorriso raggiante. Vediamo delle ruote rotolanti. Vediamo una tecnologia arcaica che rivendica per sé il 2.0. Vediamo la vittoria dell’espressionismo sull’impressionismo. Vediamo ruote che si che si fanno occhi e sole. Ruote ipnotiche. Vediamo la memoria che non abbiamo. Che sappiamo delle 33 coltellate a Cesare, ma non disegnare una bici a memoria. Vediamo la vita che ci scivola via come una ruota su una discesa senza freni. È come quando ci troviamo in un deserto di nebbia e d’improvviso la visione di un raggio. Sentiamo l’istinto di avvicinarci e vederlo da vicino».
Il percorso della mostra è completato dal cortometraggio “Io ti salverò!”, scritto, illustrato e diretto da Daniele Lunghini, e dal video “Bellezze in bicicletta” scritto da Giuseppe Berti. “Io ti salverò”, interpretato da Antonietta Centoducati e Gianni Binelli, racconta la storia di due ciclisti amici che dovranno fare i conti con la guerra. “Bellezze in bicicletta” illustra la storia della bicicletta tra Belle Époque e Neorealismo, Liberty e Postcubismo. Il video è realizzato dal Gruppo Videomaker del Circolo degli Artisti. Sarà inoltre allestito un set fotografico, gestito dai fotografi del Circolo degli Artisti, per offrire ai visitatori l’opportunità di farsi ritrarre in bicicletta. Il progetto comprende, infine, alcune opere realizzate dai ragazzi della scuola media Enrico Fermi.
L’esposizione, che verrà inaugurata sabato 11 marzo alle ore 11.00, sarà visitabile di sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00; da lunedì a venerdì su appuntamento per le scuole. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 554711, cell. 346 0142189, circolodegliartisti2016@gmail.com, www.circolodegliartisti.re.it.
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Tre anni sulla pietra
16/03/2017 - 25/04/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Negli spazi di Atipografia ad Arzignano (VI), dal 16 marzo al 25 aprile 2017, le opere di Marta Allegri, Giorgia Fincato e Stefano Mario Zatti offriranno un’ampia ricognizione sul territorio, inteso come spazio fortemente connotato dal punto di vista culturale.
Accompagnata da un giornale con testi di Elio Grazioli (critico d’arte e docente universitario), Marco Mioli (critico d’arte) ed Elena Dal Molin (direttore artistico Atipografia), l’esposizione sarà inaugurata giovedì 16 marzo alle ore 19.00.
L’insistenza è la carica espressiva dei tre artisti. Una dolce insistenza. Insistere etimologicamente significa “stare fermi”, sino al conseguimento dell’intento. “Tre anni sulla pietra” indica proprio questo stare. È un titolo figurativo, in contrasto con l’astrazione del lavoro dei tre autori, che si rifà ad un’antica storia orientale secondo cui, restando pazientemente seduti per tre anni su una pietra fredda, alla fine la si riscalderà.
La mostra costituisce, dopo “The Perfect Tannery” (indagine fotografica condotta da Mark Power e Stuart Franklin, membri di Magnum Photo, all’interno del distretto industriale di Arzignano), il secondo appuntamento della stagione 2016-2017 di Atipografia, dedicata al territorio, tra spazio ed identità.
“Tre anni sulla pietra” affronta questo tema da tre punti di vista molto differenti, quasi tre dimensioni di territorio. Marta Allegri trasforma oggetti di recupero, quasi sempre legati a materiali costruttivi, in qualcosa di nuovamente vitale. I disegni di Giorgia Fincato possono apparire come mappe di una geografia interiore. Stefano Mario Zatti presenta, infine, lavori di incisione che richiamano la storia contemporanea.
Per Atipografia, Marta Allegri, ha realizzato un’installazione site-specific – “sottoterra” – che comprende oltre cento pezzi, ispirata ad una portafinestra semidistrutta di un’officina abbandonata. Le reti a maglia esagonali, provenienti dalla discarica dell’ex colonia di Borca di Cadore, intrappolano frammenti di vetro raccolti durante i lavori di “cura” della terra intorno alla sua abitazione, che brillano grazie alla luce che filtra dalla finestra. «Mi piace trovare punti in comune nel lavoro maschile e femminile – spiega l’artista – tra la costruzione di un muro di mattoni e la tessitura di una coperta. Stessa lentezza nell’esecuzione, stessa fatica, stessa pazienza. Qualcosa a cui non ci si può sottrarre». È nato così un archivio fotografico, costituito soprattutto da finestre di fienili e case rurali intorno a Cavarzere (VE). Da questo materiale ha preso forma un’ulteriore installazione dedicata ai luoghi abbandonati, oggetto di libretti fotografici a tiratura limitata.
Giorgia Fincato espone una selezione di opere a china su carta. Scritture emotive, mappe della memoria rappresentate da una linea continua che si sviluppa su più piani prospettici. L’artista partecipa al progetto anche con l’installazione “Continua a cercarmi che arrossisco”, collezione di pezzi di ruggine trovati dal 2015 nel corso di lunghe passeggiate.
Stefano Mario Zatti mappa i luoghi che attraversa, siano essi ambientali, interiori, familiari, nascosti o ideali, tentando di restituire un senso alla nostra esistenza. Un linguaggio cuneiforme che, attraverso la reiterazione del gesto, diventa pratica per comprendere meglio il mondo. “Esodo celeste” è un’opera che si ispira ad una fiaba siriana secondo cui i morti diventano stelle. Zatti sta eseguendo, quindi, con una lama sottile, oltre 400 mila fori su un cartoncino nero retroilluminato contando sulle dita le vittime della guerra siriana. Il dittico “Sindone”, parte di un ciclo di più lavori, coniuga esperienza, fotografia e memoria. Esplorando luoghi appartati della montagna veneta, l’artista lascia un lenzuolo avvolto ad un sasso per mesi o anni, poi lo recupera. Il tessuto si impregna degli umori dell’acqua, della terra e della pietra, risvegliando l’olfatto e trattenendo traccia di ciò che ha coperto.
Tutti gli artisti hanno, inoltre, progettato un intervento site-specific per gli antichi cassetti della tipografia, invitando il visitatore a toccare con mano la loro ricerca, facendo scorrere i cassetti e scoperchiando vani inesplorati della memoria.
La mostra sarà visitabile da venerdì a domenica con orario 11.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 0444 1240019, info@atipografia.it, www.atipografia.it.
Visible White 2015
27/11/2014 - 28/02/2015
Firenze (FI) - Toscana
Inserito da Giulio Machetti
Come interpreti la famiglia nel contesto sociale contemporaneo e quali nuove iconografie possono rappresentarla?

Francesca Fabiani, Curatrice delle collezioni di fotografia del MAXXI Architettura di Roma, e Paul di Felice, Professore presso l’Università del Lussemburgo, sono i curatori di 'Familydom', IV edizione del Visible White Photo Prize 2015 e sono interessati a conoscere il tuo punto di vista fotografico su questo tema.

http://www.premioceleste.it/familydom

Familydom è una open call internazionale per progetti fotografici aperta a fotografi ed artisti senza limiti di età e di esperienza.

4.000 € di premi in denaro per il ‘Best Project’ e per il ‘Best Runner-up Project’.

10 progetti saranno selezionati da una giuria internazionale:
Peggy Sue Amison, Direttore Artistico, Est-Wing, Dubai
Christian Gattinoni, Professore, Ecole Nationale Supérieure de la Photographie, Arles
Elisa Medde, Managing Editor, Foam Magazine, Amsterdam

I progetti finalisti saranno esposti dal 15 maggio al 12 giugno 2015 presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze e saranno inclusi in un catalogo appositamente pubblicato.

Il termine ultimo per aderire è il 28 febbraio il 2015.

La quota di adesione per un Progetto che può presentare fino a 10 immagini è di 70 €.

Per aderire online: iscriviti gratuitamente a Celeste Network, trova il box Familydom al centro della tua pagina di amministrazione, clicca sul bottone 'Partecipa con un progetto’ e segui gli steps per il pagamento della quota e l’inserimento delle opere.

Familydom è organizzata da Celeste Network e Fondazione Studio Marangoni.

Per informazioni:
info@premioceleste.it
0577 1521988