Evento: Del futuro e dell’anima
14/09/2017 - 05/11/2017
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Data di inserimento: 06/09/2017 - 17:39
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 14/09/2017
Data di fine 05/11/2017
Descrizione
Le archeologie “Del futuro e dell’anima” di Brunivo Buttarelli e Myriam Cappelletti in mostra, dal 14 settembre al 5 novembre 2017, presso la Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia (Via Lelio Basso, 1).
Promosso dalla Casa di Cura e dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, il progetto sarà presentato al pubblico giovedì 14 settembre 2017, alle ore 17.30, da Fabrizio Pulcinelli (Direttore Generale di Villa Verde), Enrico Manicardi (Presidente del Circolo degli Artisti), Gaia Bertani e Nicla Ferrari (curatrici), Brunivo Buttarelli e Myriam Cappelletti (artisti).
Saranno presenti al vernissage il Maestro Ezio Bonicelli e le lettrici volontarie dell’Associazione “Degustibook” che alterneranno brani musicali suonati con il violino a letture sul tema del mare. Al termine sarà offerto un cocktail ai partecipanti.
Due percorsi espositivi paralleli che interessano l’esterno e l’interno di Villa Verde: una grande scultura di Brunivo Buttarelli nel giardino (accanto all’opera di Angelo Zani presentata nel 2016); una mostra pittorica di Myriam Cappelletti negli spazi di accoglienza e nei corridoi della struttura.
Brunivo Buttarelli, reduce da un’importante mostra al MUSE – Museo delle Scienze Trento, presenta nel parco di Villa Verde “Gasteropode”, una scultura imponente, realizzata nel 2015 in acciaio corten e marmo rosa di Verona. «Un reperto – scrivono le curatrici – emerso da un passato geologico, un “intruso” di non chiara provenienza che si impossessa di un ambiente che non sembrerebbe il suo. L’esistenza stessa di questa creatura, o di ciò che ne rimane, ci porta alla consapevolezza che niente sia immobile: ciò che siamo e conosciamo oggi non è altro se non una situazione transitoria. Dopotutto negli spazi in cui “Gasteropode” si palesa, sotto le lunghe braccia dei pini, una volta c’era il mare…».
Myriam Cappelletti presenta una quindicina di opere pittoriche, in parte realizzate per l’occasione, con riferimento al tema della natura intesa come il nostro “habitat”, quindi dimora. «È la forma dell’albero – spiegano Bertani e Ferrari – ad introdurci ad una rappresentazione della vita che diventa racconto grazie ad una miscellanea di materiali, strati, sovrapposizioni, simboli ed evocazioni d’affresco. L’opera di Cappelletti, passando per il sentiero del realismo magico, ci introduce ad un racconto fatto di emozioni e ricordi, con una pittura che si pone in bilico tra l’informale e il concettuale, senza tralasciare mai l’elemento figurato. I suoi toni, sempre pacati, nelle ultime tele cedono spazio a nuovi e più accesi cromatismi».
«Il progetto – spiegano Fabrizio Franzini, Presidente della clinica, ed Enrico Manicardi – nasce da una collaborazione quindicennale tra Villa Verde e il Circolo degli Artisti, “insieme per la cultura”, che ha portato alla realizzazione di mostre, conferenze, interventi di land art, nonché alla valorizzazione di artisti reggiani del recente passato. Il sodalizio tra arte e medicina crea i presupposti per un ambiente confortevole, utile ad agevolare il percorso di cura».
Le mostre, visitabili fino al 5 novembre 2017 negli orari di apertura della Casa di Cura, sono accompagnate da brochure con testi di Gaia Bertani e Nicla Ferrari. Ingresso libero. Per informazioni: www.villaverde.it, www.circolodegliartisti.re.it.
Brunivo Buttarelli nasce nel 1946 a Casalmaggiore (CR), dove vive e lavora. Si diploma nel 1968 all’Istituto P. Toschi di Parma dove, dal 1971 al 1990, è chiamato ad occupare la cattedra di Tecniche Pittoriche Murali. In questo periodo lavora prevalentemente come restauratore di pitture murali ed affreschi, più tardi anche di opere lignee e lapidee, e impegna molto del suo tempo nello studio e scoperta dell’archeologia. Fonda il C.C.S.P. (Centro Casalasco di Studi Paletnologici). Collabora con il Museo Tridentino di Scienze Naturali realizzando stratigrafie, planimetrie e disegni in molti scavi in Italia settentrionale. Nel 1986 inizia l’attività di pittore e scultore scenografo al Teatro Regio di Parma, incarico che dura fino al 1991. In quegli anni approfondisce la conoscenza delle materie prime – il legno, la pietra, il ferro, la carta, la resina – delle sue future sculture. Nel 1990 interrompe l’attività didattica per dedicarsi completamente alla ricerca scultorea. Ha presto parte a mostre, convegni e simposi nazionali e internazionali. Numerose sue opere sono in musei, in collezioni pubbliche e private.
Myriam Cappelletti nasce in Umbria, ma da molti anni vive e lavora a Prato. Frequenta il Liceo Artistico Buonarroti a Verona e si diploma a Lucca, proseguendo gli studi a Firenze, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diploma in Pittura, all’Accademia Cappiello dove si diploma in Grafica pubblicitaria. Negli anni ‘90 frequenta un corso biennale per approfondire lo studio dell’affresco che negli anni a venire le si rivela particolarmente congeniale, tanto che elabora una tecnica personale che prevede l’utilizzo di intonaci, col
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Barbara Giavelli, L’arte del mosaico
05/03/2017 - 06/05/2017
Chiozza di Scandiano (RE)
Inserito da CSArt Serri
“L’arte del mosaico” di Barbara Giavelli in mostra, dal 5 marzo al 6 maggio 2017, a Chiozza di Scandiano (RE).
Dopo l’esposizione estiva a Pietrasanta (LU) e la partecipazione alla rassegna “L’Arte svelata in luoghi insoliti”, a cura di Pina Tromellini, l’artista ha deciso di aprire al pubblico il proprio atelier per consentire ai visitatori di seguire il farsi dell’opera.
L’inaugurazione si terrà domenica 5 marzo con orario 15.00-19.00. Per l’occasione, una parte dello studio sarà adibita a sala espositiva con l’allestimento di una selezione di opere musive realizzate dal 2001 al 2016.
Come si legge nel testo di Pina Tromellini, pubblicato nel volume “L’Arte svelata in luoghi insoliti” (Vanillaedizioni, 2016), «Ci si innamora del proprio lavoro artistico; si può piangere dalla gioia se si raggiunge un traguardo prefissato. Succede a Barbara Giavelli, mosaicista che, dopo varie esperienze creative, ha scoperto il mosaico e l’ha trasformato in un’attività totalizzante. Sorprende la relazione che l’artista ha con le pietre, numerose, di colori diversi e di sfumature impensate. Ogni tanto le annaffia come farebbe con i fiori di un giardino, per esaltarne i colori. Il suo laboratorio infatti è un giardino di pietre: le distingue singolarmente e le sfiora con delicatezza, perché è convinta che diventeranno qualcosa di unico e prezioso. Gli smalti veneziani emanano luce dentro a bottiglie trasparenti, altre pietre sono ordinate in diversi contenitori. Per apprezzare i mosaici di Barbara occorre iniziare da qui, da una materia prima che non ha confini. Le pietre appartengono al mondo. Le pietre hanno bisogno di mani capaci per trasformarsi in bellezza».
In esposizione, anche piccoli oggetti, come fibbie, ciondoli ed opere da indossare.
L’Atelier di Barbara Giavelli (Via Brolo Sotto, 86 – Chiozza di Scandiano) è aperto al pubblico di martedì, mercoledì e venerdì ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 328 8978985, info@macauba.com, www.macauba.com.
Barbara Giavelli nasce a Reggio Emilia nel 1970. Da sempre attratta dall’arte, in particolare dalla pittura e dal disegno, sperimenta varie tecniche. Nel 2000 inizia a frequentare i corsi di pittura tenuti da Alessandra Ariatti che, contemporaneamente, la indirizza verso l’arte musiva. In un primo tempo affronta la tecnica del mosaico in modo autonomo, successivamente si rivolge al mosaicista Gian Domenico Silvestrone per acquisire maggiore dimestichezza con la materia. Già dai primi lavori, l’artista intuisce le potenzialità del mosaico e la possibilità di esprimere con tessere in pietra, ori e smalti veneziani il proprio sentire. Dopo un primo studio dei soggetti classici, concentra la propria attenzione sulla potenza espressiva del colore, sull’effetto della luce che colpisce la materia vitrea e la pietra. Vive e lavora a Chiozza di Scandiano (RE), trascorrendo lunghi periodi di ricerca a Pietrasanta (LU).
In Contemporanea 2015
10/10/2015 - 15/11/2015
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
Dopo il successo della prima edizione, torna “In Contemporanea”, un percorso espositivo che unisce sette gallerie d’arte di Reggio Emilia. Galleria de’ Bonis (www.galleriadebonis.com), Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO (www.duemilanovecento.it), Bonioni Arte (www.bonioniarte.it), Galleria 8.75 Artecontemporanea (www.csart.it/875), RezArte Contemporanea (www.galleriarezarte.it), dispari&dispari Project (www.dispariedispari.org) e 1.1_ZENONEcontemporanea (www.zenonecontemporanea.it) inaugureranno la prima mostra della stagione autunnale sabato 10 ottobre, a partire dalle ore 16.00. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia. In mostra, alla Galleria de’ Bonis “Olio su tela”, una monografica di Renato Guttuso, alla Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO la collettiva “Tante sfumature di grigio…” (Marco Gastini, Giorgio Griffa, Nunzio, Giuseppe Spagnulo, Walter Valentini), alla Galleria Bonioni la collettiva “Tensioni” con opere di venticinque artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri, alla Galleria 8.75 la personale di Candida Ferrari “Foglio su foglio”, presso dispari&dispari Project “Public Environment (opere pubbliche della collezione dispari&dispari)”, allo spazio 1.1_ZENONEcontemporanea “Altre visioni”, mostra personale di Riccardo Freddi, alla Galleria RezArte Contemporanea “The Art of Food Valley”, mostra a cura di Chiara Canali. Nel corso della manifestazione, ogni fine settimana, incontri, performance, presentazioni e visite guidate. #InContemporaneRE
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Sergio Zanni. Alla ricerca del perturbante
30/11/2018 - 29/03/2019
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
Si respira un senso di profondo mistero nelle opere dell’artista ferrarese Sergio Zanni, in mostra dal 30 novembre 2018 al 29 marzo 2019 presso la sede di BFMR & Partners a Reggio Emilia (Piazza Vallisneri, 4).
Il titolo dell’esposizione – “Alla ricerca del perturbante” – evoca un termine utilizzato da Sigmund Freud per indicare ciò che, familiare ed estraneo allo stesso tempo, provoca uno spaesamento, una situazione di latente incapacità di comprendere secondo i canoni tradizionalmente adottati. “Perturbanti” sono i protagonisti dell’opera pittorica e scultorea di Sergio Zanni: viandanti e viaggiatori senza meta, frutto di un immaginario poetico e surreale.
Il percorso della mostra si compone di una trentina di opere, tecniche miste su carta e su tavola, di medie e grandi dimensioni, realizzate negli anni Duemila, oltre a due sculture in terracotta, raffiguranti i protagonisti del suo fervido immaginario.
«Nello studio di Sergio Zanni, che s’affaccia su un cortile nella Ferrara antica – scrive il curatore Sandro Parmiggiani – si è presto circondati, quasi assediati, da una selva di figure: i personaggi creati dalla sua fantasia e realizzati prima in terracotta e poi nei materiali che consentono di ampliarne le dimensioni. Sono così nati nel tempo i personaggi che Zanni ha presentato in mostre, in Italia e all’estero, a partire dal 1973, e che lui stesso ha puntigliosamente elencato: eremiti; signori della pioggia; monumenti ai caduti; diavoli; custodi delle pianure; zingare; osservatori; camminatori; palombari; attendisti; figure senza davanti; piloti; cacciatori di nuvole; oblomov (il “mite-fantasma” del romanzo di Gon?arov); fumatori; pittori di guerra; angeli misteriosi; sirene; equilibristi, Ulisse e altri viandanti; naufraghi e figure controvento che, nonostante abbiano ormai l’acqua alla gola, s’ergono su barche che stanno inabissandosi…».
Opere che, come confessa lo stesso artista, nascono «dalla consapevolezza di vivere gli ultimi fuochi di un tempo, quello dell’umanesimo, giunto ormai alla fine, con il tempo della tecnologia e della scienza che eclissa un modo di essere che apparterrà sempre più al passato», nonostante “I cercatori dell’immutabile”, da lui raffigurati, perseverino nel tentativo di congelare il tempo.
In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 30 novembre a partire dalle ore 19.00, sarà visitabile l’anteprima della mostra, aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00, chiuso sabato, domenica e festivi. Per informazioni: tel. 0522 455000, info@bfmr.it, www.bfmr.it.
Sergio Zanni, pittore e scultore, nasce a Ferrara nel 1942. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna studiando pittura e approfondendo la ricerca sul modellato. All’attività artistica affianca fino al 1995 l’insegnamento all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara. A partire dal 1973 ha preso parte ad esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le mostre degli ultimi anni si segnalano: “54. Biennale di Venezia” (Padiglione Italia, Venezia, 2011), “Progetto Scultura 2011” (Castel Sismondo, Rimini, 2011), “In Illo Tempore / Daniela Carletti” (Castello della Rocca, Cento, Bologna, 2011), “Das Szenische in der Bildenden Kunst” – Rolf Escher, Sergio Zanni, Viktor Müllerstaedt (Georgia Berlin Galerie, Berlino, 2012), “Omaggio a Michelangelo Antonioni dagli amici della Galleria del Carbone” (Galleria del Carbone, Ferrara, 2012), “Biennale Internazionale di Scultura” (Castello di Racconigi, 2013), “I cercatori dell’immutabile” (Spazio Rosso Tiziano, Piacenza, 2013), “Künstler aus Ferrara, Italien” (Kreis Galerie, Norimberga, 2014), “Custodi di un tempo” (Museo MAGI’900, Pieve di Cento, Bologna, 2014), “Pellegrini, viaggiatori, viandanti” (Museo e Oratorio di Santa Maria della Vita, Bologna, 2016). Vive e lavora a Ferrara.
BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti e Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini, Giuseppe Maria Codazzi, Fausto De Nisco, Andrea Samaritani) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2018).
Astrattismi
21/11/2015 - 13/12/2015
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
La Galleria Marcantoni Arte Contemporanea di Pedaso (FM) presenta, dal 21 novembre al 13 dicembre 2015, “Astrattismi”, esposizione collettiva di artisti del XX secolo, a cura di Claudio Marcantoni.
In mostra, opere realizzate da Renato Barisani, Agostino Bonalumi, Eugenio Carmi, Piero Dorazio, Gianni Dova, Hans Hartung, Fernand Léger, Alberto Magnelli, Giuseppe Santomaso, Gino Severini, Graham Sutherland, Luigi Veronesi e molti altri.
Come spiega Claudio Marcantoni, «L’esposizione è l’esito di un collezionismo che, negli anni, ha avuto nella scelta di opere astratte il suo lietmotiv. Dipinti che sono entrati a far parte della raccolta della galleria strizzando l’occhio al mercato, ma senza trascurare mai l’importanza storica dell’artista. Carte e tele che raccontano l’arte del secolo scorso. Un linguaggio, quello astratto, che ha influenzato numerosi artisti nel loro modo di raccontare, affrontare e leggere la realtà. Nel XX secolo, infatti, l’arte abbandona i modelli della tradizione ed intraprende la sua più grande rivoluzione. “Astrattismi” vuol essere una promenade, un excursus storico che presenti due facce predominanti del linguaggio aniconico: quello geometrico e quello lirico. L’Astrattismo geometrico è dominato da un rigore e da un controllo razionale dell’espressione assoluti. La matematica e la geometria, intesa come indagine dei rapporti numerici, e lo studio delle proporzioni e delle misure tra sagome e colori sono punti di riferimento centrali e irrinunciabili per i pittori che seguono questa strada. L’Astrattismo lirico, da parte sua, lascia ampio spazio alla fantasia e all’universo personale dell’artista. Il termine “lirico” fa riferimento ad un atteggiamento poetico del pittore che trapela anche dai segni e colori stesi sulla tela, suggerito dalla relazione tra l’uomo e le forme. I mezzi espressivi utilizzati sono il colore, le linee, le forme e gli andamenti compositivi. A questi elementi è affidato il compito di esprimere significati; le forme astratte devono provenire da un’esigenza spirituale dell’uomo; si studiano le affinità tra pittura e musica: anche questa, infatti, suscita sensazioni senza voler imitare nulla».
La collettiva, che sarà inaugurata sabato 21 novembre alle ore 18.00, sarà visitabile fino al 13 dicembre 2015, tutti i giorni con orario 17.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 349 4306492, info@galleriamarcantoni.it, www.galleriamarcantoni.it, www.facebook.com/galleria marcantoni.