Evento: Riccardo Varini - A Po
09/02/2018 - 09/03/2018
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Data di inserimento: 26/01/2018 - 11:49
Luogo: Reggio Emilia () -
Data di inizio: 09/02/2018
Data di fine 09/03/2018
Descrizione
Mistero poetico, rinuncia alle parole e al rumore: alla Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia (Viale Lelio Basso, 1), dal 9 febbraio al 9 marzo 2018, una rapsodia in bianco del fotografo reggiano Riccardo Varini, dedicata al fiume Po, luogo dell’anima in cui risuona il silenzio del tempo.
La mostra, promossa dalla Casa di Cura e dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione culturale ARTyou, sarà inaugurata venerdì 9 febbraio alle ore 18.00 con una presentazione di Giuseppe Berti. Saranno presenti al vernissage, oltre all’artista e allo storico dell’arte, Fabrizio Franzini (Presidente di Villa Verde) ed Enrico Manicardi (Presidente del Circolo degli Artisti).
In esposizione, nella Sala Esagono al terzo piano della struttura, una ventina di fotografie realizzate dal 1979 ad oggi, stampate personalmente dall’autore su carta cotone. In occasione della serata inaugurale, sarà inoltre a disposizione dei visitatori una video-intervista a Riccardo Varini realizzata da Alessandro Scillitani sulle rive del Po.
La mostra, che trae il titolo – “A Po” – da un modo di dire familiare ai vecchi amanti del Grande Fiume, per indicare il progressivo percorso di avvicinamento alle acque, presenta una selezione di paesaggi chiari: fotografie sovraesposte che diventano palcoscenico dell’Assenza, eco di quella pittura “chiarista” di matrice lombarda ricorrente nelle scelte mature di Gino Gandini, al quale l’autore riconosce un debito estetico e formale.
«Del resto – scrive Giuseppe Berti – che Riccardo Varini sia un poeta lo sostengono tutti coloro che già si sono occupati criticamente di lui. Le sue fotografie, infatti, sono l’esito di uno sguardo “lento”, lirico e dilatato sulle cose del mondo le cui forme, sempre prossime a sfarsi nel colore chiaro della luce, appaiono evocate più che descritte; così che la realtà, depurata da ogni peso e materia, sembra dissolversi in un istante senza tempo per straniarsi, infine, oltre l’immediata esperienza dei sensi».
«Il progetto – spiegano per finire Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi – conferma ancora una volta la collaborazione tra Villa Verde e il Circolo degli Artisti, “insieme per la cultura come strumento di salute”. Con la personale di Riccardo Varini prosegue un percorso di approfondimento dedicato ad insigni artisti reggiani che si inseriscono a pieno titolo nel panorama italiano».
L’esposizione, visitabile fino al 9 marzo 2018 negli orari di apertura della Casa di Cura, è accompagnata da un catalogo con il testo critico di Giuseppe Berti e una breve nota di Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi. In contemporanea, negli spazi di accoglienza di Villa Verde, saranno esposte alcune fotografie di Marco Borciani e Daniele Corradini. Ingresso libero. Per informazioni: www.villaverde.it, www.circolodegliartisti.re.it.
Riccardo Varini nasce nel 1957 a Reggio Emilia. Fondamentali nel suo percorso sono Luigi Ghirri (1984) e il “chiarismo” della scuola di Guidi e Morandi. Nel 2006 fonda a Reggio Emilia una galleria dedicata esclusivamente alla fotografia, luogo d’incontro e formazione, dove tiene corsi di composizione e comunicazione. Nel 2007 le sue opere sono archiviate da Arturo Carlo Quintavalle presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fra i grandi nomi della fotografia italiana. Nel 2009 espone nell’ambito di “Fotografia Europea” (Galleria Parmeggiani, Reggio Emilia, prefazione di Arturo Carlo Quintavalle) e le sue opere sono archiviate dalla Fototeca della Biblioteca Panizzi. Espone successivamente in diverse città italiane, partecipando al “MIA Fair” (Milano, 2012, 2013, 2014), con immagine su “Le Monde”, e a “Photissima” (Torino, 2013). Le sue opere sono raccolte nei libri “Silenzi” (Meridiana, 2008, prefazione di Arturo Carlo Quintavalle), “Luoghi Comuni” (AbaoAQu, 2013, testi di Pierluigi Tedeschi ed Emanuele Ferrari), “Da Mare a Mare” (NFC Edizioni, Rimini, 2013, testi di Alessandra Bigi Iotti e Giulio Zavatta). Realizza, inoltre, vari libri d’artista in collaborazione con Toni Contiero. Nel 2013 partecipa al simposio su Luigi Ghirri organizzato dalla British School di Roma. Nel 2014 esce la sua monografia, curata da Arturo Carlo Quintavalle per Skira. Dalla collaborazione con diverse gallerie, nascono mostre internazionali a Berlino, Monaco, Montecarlo, Parigi e Tokio. Nel 2016 si dedica maggiormente ai suoi seminari, tenendo mostre alla Reggia di Colorno (PR) e ai Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia.
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Il segreto dei Giusti
23/01/2016 - 21/02/2016
Correggio (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dal 23 gennaio al 21 febbraio 2016 la Galleria Espositiva del Museo “Il Correggio” (Palazzo dei Principi, C.so Cavour, 7, Correggio) ospita la mostra “Il segreto dei Giusti”, una collettiva a cura di Margherita Fontanesi, promossa dal Comune di Correggio in occasione della Giornata della Memoria (mercoledì 27 gennaio).
L’esposizione, che sarà ufficialmente inaugurata domenica 24 gennaio alle ore 17.00, propone opere di Mirko Baricchi, Paul Beel, Ariela Böhm, Alfio Giurato, Fosco Grisendi, Ester Grossi, Lea Golda Holterman, Federico Infante, Massimo Lagrotteria, Marco Martelli, Matteo Massagrande, Sonia Maria Luce Possentini, Matteo Pugliese, Tobia Ravà, Max Rohr, Matteo Tenardi, Wainer Vaccari. Si tratta di artisti di rilievo internazionale, le cui opere hanno il compito di illustrare l’importantissimo ruolo dei Giusti fra le Nazioni, non ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvarono tantissimi ebrei dall’Olocausto.
Accanto alla pittura sono stati selezionati per la mostra anche sculture, fotografie e video, offrendo diversi mezzi espressivi e coinvolgendo nuove tipologie di artisti.
Da alcuni anni il Comune di Correggio ha scelto l’arte contemporanea come linguaggio complementare per parlare di Shoah, accanto ai veri e propri approfondimenti storici: se questi ultimi sono essenziali per la narrazione e la conoscenza dei fatti, il linguaggio dell’arte permette di creare quella giusta empatia che tocca le corde più profonde dell’animo umano e apre la strada alla comprensione della storia.
“Il tema, ampio e delicato, è stato affrontato mettendone in evidenza un aspetto in particolare, cioè il ruolo chiave dei Giusti fra le Nazioni che hanno salvato tantissime vite umane rischiando la propria”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. Non solo protagonisti storici dunque ma grandi esempi morali. Pur non dimenticando i sei milioni di morti della Shoah, la mostra spazia su storie a lieto fine, per ricordare come di fronte al Male si può dire anche no”.
Gli artisti selezionati da Margherita Fontanesi, ebrei e non ebrei, rappresentano bene il panorama dell’arte figurativa contemporanea: “Attraverso le loro opere”, continua il sindaco, “la mostra vuole invitare a conoscere meglio le storie dei Giusti e suggerisce spunti di riflessione su alcuni elementi chiave del loro modo di agire: l’importanza di soccorrere i più deboli, l’anonimato del bene, il coraggio del libero pensiero. Celebrare la Giornata della Memoria, quindi, non significa solo ricordare ciò che è stato, gli orrori che guerra e discriminazioni razziali hanno causato a milioni di innocenti, ma rappresenta un dovere istituzionale perché quelle testimonianze e quell’esperienza sono fondamentali per interpretare l’attualità e le sfide che questa ci pone”.
La mostra è realizzata grazie alla disponibilità di Bonelli Lab (Canneto sull’Oglio, MN), Bonioni Arte (Reggio Emilia), Cardelli & Fontana Arte Contemporanea (Sarzana, SP), Galleria de’ Bonis (Reggio Emilia), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), M77 Gallery (Milano), Punto sull’Arte (Varese), Galleria Restarte (Bologna), Spazio Testoni (Bologna), Zanini Arte (San Benedetto Po, MN).
La sede espositiva è aperta al pubblico il sabato ore 15.30-18.30 e la domenica ore 10-12.30 e 15.30-18.30. Apertura straordinaria, con orari domenicali, mercoledì 27 gennaio, Giornata della memoria. Gli altri giorni su appuntamento (tel. 0522 691806). Ingresso libero. Per informazioni: museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.
Come ideale finissage della mostra, sabato 20 febbraio, alle ore 17, nella sala conferenze “A. Recordati” di Palazzo dei Principi, il dott. Fausto Ciuffi, direttore della Fondazione Villa Emma di Nonantola, terrà una conferenza sul ruolo storico dei Giusti fra le Nazioni.
La Fondazione Villa Emma nasce nel 2004, ispirandosi alla solidarietà che sessant’anni prima aveva portato la comunità di Nonantola ad accogliere 73 giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro Paese. La Fondazione Villa Emma opera nei settori della ricerca storica, della formazione e della progettazione didattica; promuove iniziative culturali, con attenzione alla storia e alle memorie della seconda guerra mondiale, ai conflitti attuali, al dialogo tra le diversità e alle problematiche interculturali; intrattiene rapporti e scambi con istituzioni che in Italia e all’estero adottano analoghe prospettive di ricerca, con l’obiettivo di raccogliere e documentare i più importanti risultati dei loro studi.
Kai-Uwe Schulte-Bunert, Via Emilia Souvenir Shop
30/04/2016 - 02/06/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 30 aprile al 1 giugno 2016, “Via Emilia Souvenir Shop”, mostra personale di Kai-Uwe Schulte-Bunert, inserita nel Circuito Off di “Fotografia Europea”. Curata da Chiara Serri, l’esposizione sarà inaugurata sabato 30 aprile alle ore 17.00.
Per l’occasione, la Galleria si trasforma in un inedito “Souvenir Shop”, dove le memorie personali del fotografo, raccolte negli anni lungo la direttrice storica della via Emilia, si associano allo sguardo del visitatore, che ha la possibilità di fare proprio il ricordo perfetto, l’immagine che meglio sintetizza il suo viaggio.
In esposizione, un’ampia selezione di fotografie scattate negli ultimi dieci anni. Dalla serie “Passaggi” (2005-2006), che documenta il rapido cambiamento all’interno dei primi cantieri di Santiago Calatrava, a “Fondo vivo” (2009) e “Normale” (2012), che colgono istanti unici di banale quotidianità, fino all’anteprima del progetto “In between” (2014-2015), dedicato alle Officine Meccaniche Reggiane. La mostra si completa, inoltre, con “11x11” (2011) e “Baustelle” (2012), progetti dedicati allo scorrere del tempo, e con l’anteprima della serie “Colonia” (2014), incentrata sull’uso del colore da parte dell’architetto Edoardo Gellner all’interno del Villaggio Eni di Borca di Cadore (BL).
«Opere – scrive Chiara Serri – tra loro molto diverse, ma che presentano alcune costanti riferibili agli interessi dell’autore e alle scelte linguistiche maturate nel tempo. In primo luogo l’odore del cemento, il fermento del cantiere, la possibilità di rendere eterni attimi che non torneranno più, quindi l’idea stessa del muro, che si carica di ulteriori significati se associata alla storia di un fotografo nato in Germania Est. E poi la teatralità della scena, l’equilibrio compositivo, la visione ampia che dal particolare muove all’universale, alla società, al rapporto tra l’uomo (grande assente) e il paesaggio che porta le sue tracce».
L’esposizione sarà visitabile fino al 1 giugno 2016, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 7 e domenica 8 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875.
Kai-Uwe Schulte-Bunert nasce nel 1969 in Germania Est. Studia storia dell’arte e pubblicità. Dal 1999 si dedica esclusivamente alla fotografia. Nel 2002 avvia una personale ricerca sulle relazioni tra uomo, architettura e paesaggio, prendendo parte a mostre personali, collettive e festival fotografici italiani ed internazionali. Pubblica diversi libri e cataloghi. Vive tra Reggio Emilia e Berlino.
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Three Triptychs
29/09/2016 - 12/11/2016
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Marco Caiazzo
La galleria per le arti contemporanee Intragallery presenta Three Triptychs, mostra a cura di Mario Codognato, visitabile dal 29 settembre al 12 novembre 2016 presso la sede di via Cavallerizza a Chiaia. Inaugurazione giovedì 29 settembre alle ore 19.00 alla presenza degli artisti che espongono: David Batchelor, Rachel Howard, Henrietta Labouchere. I tre britannici presenteranno tre variazioni sul tema della tradizione compositiva del trittico: a confronto generazioni e percorsi diversi, legati però da un’interpretazione critica del medium pittorico, rivisitato in chiave architettonica e tridimensionale.
Dal testo critico del curatore della mostra, Mario Codognato: “Il lavoro di David Batchelor si focalizza sul rapporto con il colore generato dell'ambiente urbano e sottolineato da come lo vediamo e reagiamo alle sollecitazioni fisiche e psicologiche nell’era tecnologica in cui viviamo. Nel trittico per la mostra di Intragallery l’artista ha raccolto una serie di vecchi light boxes, di quelli che in genere pubblicizzano negozi e ristoranti, li ha ripuliti e montati in modo da formare delle installazioni verticali. I colori provenienti dai light boxes si riflettono contro la parete e il pubblico li percepisce vedono solo attraverso il loro riflesso. Un tramonto artificiale e sublime al contempo. La potenzialità visiva e psicologica del colore caratterizza anche il lavoro di Rachel Howard, che nel trittico per la mostra da Intragallery alterna e accosta senza ruoli o gerarchie tre momenti e adagi della pittura contemporanea: figurazione, astrazione e la rappresentazione bidimensionale a parete di un oggetto tridimensionale, in questo caso una stampella per vestiti, che ironicamente richiama all’appendiabiti di Trap di Marcel Duchamp. Nel lavoro di Henrietta Labouchere, tre pannelli liberamente ispirati ai tessuti dei kosode e ai paraventi giapponesi del periodo Edo vengono esposti in una sequenza crescente, allineandoli dal basso. Partendo dall'idea degli orli dei kosode, l’artista nella preparazione dei pannelli ha scelto dodici colori tipici dei kimono d'epoca Edo, applicando molti strati di colla di coniglio, dipinti con tonalità tali che alla fine, attraverso un sofisticato processo di levigatura, comparissero piccoli segni come delle cicatrici”.
Perché questo tema? “La simbologia del numero tre è pressoché infinita e riscontrabile nei miti di tutte le civiltà in tutte le latitudini. Tre è considerato il “numero perfetto“, in quanto espressione della Triade o Trinità. È il simbolo spirituale della pianta che allunga i suoi rami (triforcazione) e i Pitagorici lo consideravano sacro perché permette di tracciare il triangolo, figura perfetta”, dice Codognato. “Il Tre, è il prodotto dell’unione tra l’Uno, il principio attivo e il Due, il grembo che accoglie la creazione. Possiamo definirlo il primo prodotto del pensiero che si moltiplica e si espande; racchiude in sé sia il concetto di unione sia quello di espansione”.
5° Urban Contest del Pentastrattismo Italiano
16/09/2017 - 26/09/2017
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Filippo Chiappara
Il Movimento Pentastrattista sbarca sul lago di Garda. Infatti si terrà a Garda il 5° Urban Contest del Pentastrattismo italiano. Dopo aver toccato le città di Roma Napoli e Reggio Calabria il movimento ed i suoi artisti si spostano a nord. Ad ospitare questo quinto evento sarà il Comune di Garda che ha concesso al gruppo l'elegante location di Palazzo Pincini/Carlotti. La mostra pentastrattista inizierà il 16 settembre e terminerà il 26 dello stesso mese. L'ingresso è libero e la mostra è visitabile tutti i giorni con orario: 10/13 e 17/22.
La mostra è curata ed organizzata dall'associazione umbra Eureka Eventi d'Arte di Massimo Picchiami che per l'occasione ha selezionato personalmente i partecipanti di questo nuovo evento. Oltre a tre soci fondatori (Francesca Nicoli - Lucia Sanavio - Maura Menichetti) esporranno alcuni bravi artisti italiani e non solo (Caterina Manginelli - Filippo Chiappara - Alvaro Peña - Francesco Ulissi - Caterina Loiero - Fernanda Cabello (Fany) - Giuseppe Montanari - Mumari - Giuseppe Latella - Daniela Monti - Fabrizio Pia - Miriam Vitiello - Rita Burattini - Carla Curti - Vanessa Taverniti - Carmela Mafrica - Simona De Arcangelis - Anna Bagnato - Aldo Torri) i quali presenteranno alcune delle loro opere realizzate in questi ultimi anni. Il Pentastrattismo è un movimento d'arte nato nel febbraio del 2015 ad opera di cinque artisti fondatori. Oggi 2017 il movimento vanta oltre 30 iscritti e possiede artisti in Spagna, Senegal, Brasile ed Argentina. Il movimento prende spunto dalla parola greca Penta (Cinque) perché cinque sono considerate le sotto famiglie dell'arte astratta in generale. Nel Pentastrattismo ritroviamo l'arte informale e materica, la pittura segnica, analitica e concettuale. Lo scopo degli artisti fondatori è quello di fare conoscere al grande pubblico la loro arte, tecnica e creatività. Si tratta di artisti «emergenti» tutti quotati in importanti case d'asta del nostro territorio. Il cammino per diventare artisti «storicizzati» è lungo e tortuoso ma la strada da percorrere è quella giusta.
Prossimamente il movimento verrà presentato in televisione attraverso i canali tematici di Sky Arte. Si tratta di un percorso dovuto, risultato di anni di lavoro e sacrificio. Per qualunque info potete visitare il sito: www.eurekaeventiarte.net o pentastrattismo.jimdo.com. Info line: 339 1943484