Evento: Diorama / Napoli
07/03/2018 - 10/05/2018
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Inserzionista
Altro , Napoli
Dettagli
Data di inserimento: 01/02/2018 - 9:15
Luogo: Napoli (NA) - Campania
Data di inizio: 07/03/2018
Data di fine 10/05/2018
Descrizione
La galleria delle arti contemporanee Intragallery è lieta di ospitare nei suoi spazi espositivi di Napoli la mostra Diorama / Napoli, personale di Lapo Simeoni, che inaugurerà mercoledì 7 marzo dalle 18.30 alle 21.00, e terminerà il 10 maggio 2018.

Lapo Simeoni, ha ideato questo progetto espositivo pensando ad una personale visione di Napoli legata alla storia della città, dal passato fino a quella contemporanea, con i simboli della sua cultura, in un continuo dialogo multi-temporale tra passato e presente.
L’artista si è concentrato in particolare sul tema del rapporto Cittá-Mare-Storia-Miti -Vesuvio-Consumismo-Geopolitica.

Le tematiche predilette dall'artista recuperano con ironia e sottigliezza concettuale un'iconografia popolare che viene messa in discussione e sottoposta a slittamento di significato. Simeoni è un attivista estetico che afferma apertamente il proprio pensiero, ed ama sperimentare con materiali e accostamenti fino ad individuare quelli idonei a veicolare le proprie intuizioni. Talvolta la denuncia sociale che caratterizza le sue opere affronta personaggi e fatti di cronaca passata, oppure si serve di elementi storici per riflettere sul presente. I riferimenti ad avvenimenti, vengono espressi attraverso una simbologia precisa, spesso sono esplicitati nei titoli. Altre volte le immagini assumono tonalità poetiche, ma non si distaccano mai da un retrogusto tematico del tutto amaro, irrisolto.

La sua visione della città di Napoli viene dunque riportata in mostra come un Diorama contemporaneo, ispirato inizialmente dal romanzo fantastico Viaggio al centro della Terra di Jules Verne del 1864. Il racconto, considerato un romanzo scientifico, precursore della fantascienza, è inoltre uno dei primi esempi del filone avventuroso della ricerca del “mondo perduto”. Narra la storia di un viaggio al centro della Terra, che parte da un profondo vulcano in Islanda, si snoda attraverso numerose avventure, e termina nel nostro Mediterraneo, attraverso una rocambolesca uscita dal vulcano di Stromboli.
Così, suggestionato da questa scena fantastica, e ispirato dalla contemporanea realtà della città, Simeoni ci racconta il suo viaggio a Napoli, ricreando un nucleo intimo all’interno della galleria come fosse il centro del vulcano (viaggio al centro della terra), immaginandovi il ritrovamento di “reperti contemporanei” e del passato, che tra incoerenze e armonie, formeranno un Diorama di Napoli che sarà insieme meraviglia e denuncia.


BIO BREVE LAPO SIMEONI

Lapo Simeoni è nato ad Orbetello, (Gr) nel 1979. Esplorando varie tecniche espressive, l’arte di Lapo Simeoni affronta senza indugio temi che contemplano i risvolti postmoderni più scomodi della civiltà dei consumi.
L'arte di Simeoni affronta discorsi necessari, urgenti, invitando l'osservatore a porsi delle domande, a mettere in discussione gli stereotipi imperanti, i mezzi d'informazione, ma soprattutto ad interrogarsi su questioni quali la responsabilità sociale e le conseguenze che il potere delle immagini esercita sul nostro modo di percepire la realtà.
Ha conseguito il Foundation in Art and Design alla Central Saint Martins School of Art and Design di Londra. Tra le principali mostre dell’artista si ricordano:
Forever Never Comes Museo Archeologico e d´Arte della Maremma, Grosseto, a cura di Lapo Simeoni (2017/18); Bonelli Lab, Canneto sull´Oglio (MN)a cura di Matteo Galbiati e Livia Savorelli (2017) The Rebirth Tryad, a cura di Chiara Canali Reggia di Caserta, (2016), Quattro appunti su un viaggio a Cosenza, a cura di Alberto Dambruoso, Intragallery (NA), (2016), Residenza BoCS, Cosenza, (2015), Early Adopter, Allegra Nomad Gallery, Bucarest, Romania (2014), The Illusion of the Perfect Century, CORPO 6 Gallery, Berlino, Germania (2014), Il Tasto Rosso, The FORMAT Gallery, Milano (2014). The Foundation, Palazzo pubblico di Piazza del Popolo, Orbetello, (2013), SPAM!, Pastificio Cecere, Roma (2012), Ars Apocalipsis, Kunstverein Kreis Gutersloh, Germania (2011), IK MIS JE -I e MISS YOU, De Krabbedans exposities, Kunstuitleen, Eindhoven, Olanda, (2011), VIVA L’ITALIA!, Cassero Mediceo, Grosseto (2011), XIV BJCEM - Biennal of Young Artists, Skopje, Macedonia, (2010), Mind the gap, Altri Lavori In Corso Gallery, Rome (2010), 7 Italian Visions, Art.Lab Gallery, Basilea (2009), Empty City/ Mutant Place, Movin’ UP project, Beijing, Art Channel Gallery, Cina (2008). Vive e lavora a Berlino.

Altri eventi dell'inserzionista
Three Triptychs
29/09/2016 - 12/11/2016
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Marco Caiazzo
La galleria per le arti contemporanee Intragallery presenta Three Triptychs, mostra a cura di Mario Codognato, visitabile dal 29 settembre al 12 novembre 2016 presso la sede di via Cavallerizza a Chiaia. Inaugurazione giovedì 29 settembre alle ore 19.00 alla presenza degli artisti che espongono: David Batchelor, Rachel Howard, Henrietta Labouchere. I tre britannici presenteranno tre variazioni sul tema della tradizione compositiva del trittico: a confronto generazioni e percorsi diversi, legati però da un’interpretazione critica del medium pittorico, rivisitato in chiave architettonica e tridimensionale.
Dal testo critico del curatore della mostra, Mario Codognato: “Il lavoro di David Batchelor si focalizza sul rapporto con il colore generato dell'ambiente urbano e sottolineato da come lo vediamo e reagiamo alle sollecitazioni fisiche e psicologiche nell’era tecnologica in cui viviamo. Nel trittico per la mostra di Intragallery l’artista ha raccolto una serie di vecchi light boxes, di quelli che in genere pubblicizzano negozi e ristoranti, li ha ripuliti e montati in modo da formare delle installazioni verticali. I colori provenienti dai light boxes si riflettono contro la parete e il pubblico li percepisce vedono solo attraverso il loro riflesso. Un tramonto artificiale e sublime al contempo. La potenzialità visiva e psicologica del colore caratterizza anche il lavoro di Rachel Howard, che nel trittico per la mostra da Intragallery alterna e accosta senza ruoli o gerarchie tre momenti e adagi della pittura contemporanea: figurazione, astrazione e la rappresentazione bidimensionale a parete di un oggetto tridimensionale, in questo caso una stampella per vestiti, che ironicamente richiama all’appendiabiti di Trap di Marcel Duchamp. Nel lavoro di Henrietta Labouchere, tre pannelli liberamente ispirati ai tessuti dei kosode e ai paraventi giapponesi del periodo Edo vengono esposti in una sequenza crescente, allineandoli dal basso. Partendo dall'idea degli orli dei kosode, l’artista nella preparazione dei pannelli ha scelto dodici colori tipici dei kimono d'epoca Edo, applicando molti strati di colla di coniglio, dipinti con tonalità tali che alla fine, attraverso un sofisticato processo di levigatura, comparissero piccoli segni come delle cicatrici”.
Perché questo tema? “La simbologia del numero tre è pressoché infinita e riscontrabile nei miti di tutte le civiltà in tutte le latitudini. Tre è considerato il “numero perfetto“, in quanto espressione della Triade o Trinità. È il simbolo spirituale della pianta che allunga i suoi rami (triforcazione) e i Pitagorici lo consideravano sacro perché permette di tracciare il triangolo, figura perfetta”, dice Codognato. “Il Tre, è il prodotto dell’unione tra l’Uno, il principio attivo e il Due, il grembo che accoglie la creazione. Possiamo definirlo il primo prodotto del pensiero che si moltiplica e si espande; racchiude in sé sia il concetto di unione sia quello di espansione”.
Other Places di Matteo Basilé e Corrado Sassi
18/05/2017 - 30/06/2017
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Marco Caiazzo
Intragallery è lieta di presentare la doppia personale fotografica degli artisti Matteo Basilé e Corrado Sassi, “Other Places”, che inaugurerà a Napoli il 18 maggio 2017, alle ore 19, negli spazi di Via Cavallerizza a Chiaia 57, con la presenza degli artisti.
Il titolo scelto per la mostra, “Other Places”, invita lo spettatore verso luoghi altri, evocando visioni di realtà immaginate.
Entrambi gli artisti si esprimono attraverso la fotografia; Basilé progetta accuratamente la sua visione, prevedendo con esattezza gli elementi che restituiranno il suo racconto, mentre Sassi ha un approccio più istintivo: fotogrammi da lui raccolti in velocità, vengono poi sovrapposti, per creare una suo ideale luogo altro.

Matteo Basilé (1974) vive e lavora a Roma. Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale. Tommaso Cascella, il padre, scrive sul suo lavoro “C’è una lucidità feroce e impietosa che l’artigiano lavoro di pennello poteva solo evocare. I personaggi delle sue visioni sono abitanti di altri luoghi o non luoghi…..”.
Formalmente, Basilé cancella l’antagonismo tra l’immaginario e il reale, innescando un complesso sistema di porte scorrevoli emozionali. La poetica di Matteo Basilé è un universo iconografico, è il frutto della combinazione tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico. I viaggi onirici dell’artista alla fine ci guidano verso diversi piani di comprensione, sia sensoriali che intellettuali, dove ci rendiamo improvvisamente conto di questi aspetti della realtà, che di solito sono nascosti all’interno del nostro io interiore; pertanto, la sua profonda indagine del Sé, l’Altro e l’Altrove finalmente corrisponde alla sua personale esperienza di vita al di fuori del suo ambiente originario, affrontando allo stesso tempo il senso dell’esistenza e nel contesto delle confuse dinamiche inerenti al processo di globalizzazione.
In mostra saranno presentati tre suoi lavori della serie “PIETRA SANTA” (2016).

Anche Corrado Sassi (1965) vive e lavora a Roma. Studia fotografia a New York ed ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Negli ultimi anni la sua ricerca personale si è focalizzata su fotografia, installazioni, performances e video.
In mostra, sarà presentata una selezione di nuovi lavori che l’artista chiama voiles.
“Sono immagini prese talmente al volo da essere immediatamente percepite. Immagini che non raccontano storie particolari ma generano in noi altre immagini. I voiles non appartengono né al sogno né alla veglia, non intendono essere reali ma neanche trasognanti. La sospensione è la loro condizione ideale, appena atterrano inevitabilmente evaporano. In loro non c’è mistero ma non può esistere un voiles che non presenti un enigma, anche di poco conto.
Un voiles si fonda su due elementi: lo scorcio attraverso il quale l’immagine è catturata e la tecnica con cui questo scorcio è reso.
Tra i due elementi, fluttuante, la capacità di saper cogliere e rappresentare l’attimo in cui l’immagine percepita ancora non è arrivata all’intelletto. Monet chiamava questo attimo “impressione” e ha cercato questo momento per tutta la vita per poi perdersi nelle sue infinite ninfee. La tecnica, l’immagine velata, inscatolata, un po’ divisionista è asservita ad uno scopo: quello di darci un’impressione generale, un’atmosfera, o meglio una tonalità. Se potessero i voiles userebbero a tal fine oltre la vista anche l’olfatto e l’udito. Probabilmente, poiché ciò non gli è concesso, per pudore allora velano la propria superficie.” (cit. Valerio Paolo Mosco)
Per Corrado Sassi è la seconda esperienza espositiva alla Intragallery.

Schiller afferma che solo dove si gioca c’è arte, ed anche che il senso dell’immagine è l’immagine stessa, che l’incommensurabile è nell’apparenza, non nel significato. Nulla di nuovo: per i greci infatti éidos vuol dire sia immagine che idea. Ma afferma anche che l’immagine non può essere che frammento, perché noi tutti altro non siamo che frammenti, perché questa è la nostra condizione esistenziale.
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Concorso di pittura promosso da MAMI associazione culturale.
Scheda d'adesione e bando, su :
http://www.missartemodaitalia.com/Bando-Pittura2016.pdf
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