Evento: Francesca Catellani, Memories in Super8 (Daily life in Europe 1970/1980)
20/04/2018 - 17/06/2018
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Data di inserimento: 28/03/2018 - 10:57
Luogo: Reggio Emilia () -
Data di inizio: 20/04/2018
Data di fine 17/06/2018
Descrizione
La Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia ospita, dal 20 aprile al 17 giugno 2018, nell’ambito della tredicesima edizione di Fotografia Europea, Memories in Super8 (Daily life in Europe 1970/1980), esposizione personale di Francesca Catellani, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.
Il progetto è stato selezionato da un comitato composto da Diana Baldon, Laura Gasparini e Walter Guadagnini tra le oltre 300 proposte pervenute tramite open call da artisti e curatori nati o residenti in Europa.
In linea con il tema generale della manifestazione – RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie – Francesca Catellani presenta una selezione di oltre 400 fotografie che riguarda proprio una sorta di rivoluzione silenziosa, una testimonianza di rinnovamento e trasformazione che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti nel decennio cruciale tra il 1970 e 1980 in Italia e in Europa, dagli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ‘80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa, un vero e proprio secondo boom economico.
La fotografa ha raccolto con un minuzioso lavoro di ricerca tra l’Italia, le sue isole e l’Europa, un numero considerevole di filmini amatoriali girati in Super8. Materiale documentativo privato sottoposto ad una peculiare ed estesa postproduzione, tesa a ripulire la pellicola, eliminare il superfluo, restituire l’essenziale. Le immagini presenti in mostra sono state selezionate tra oltre 12.000 scatti: documenti d’epoca che manifestano trasformazioni sostanziali in atto, attraverso piccoli estratti di vita quotidiana. Il percorso espositivo comprende, inoltre, la proiezione di video digitalizzati che permettono al visitatore di immergersi completamente nell’atmosfera del periodo.
«Il progetto di Francesca Catellani – scrivono i curatori – si muove su due dimensioni. Da una parte quella strettamente legata alla documentazione di partenza, dall’altra quella del lavoro autoriale, la sezione Celeste Terrestre, nella quale la visione perde la focalizzazione iniziale per espandersi verso l’ambito trascendentale e l’essenzialità del momento. Si crea dunque un metaforico passaggio da un sentimento collettivo e profondamente sociale ad uno particolarmente intimistico e individuale. Nella sezione documentativa troviamo testimonianza di costumi, eventi e architetture che testimoniano una silenziosa rivoluzione, a partire dalla fine degli anni Sessanta fino ai primi anni Ottanta. Nel lavoro autoriale invece si passa ad una dimensione esistenziale ed intimista, che trova valore nella possibilità di dare un senso all’esistenza all’interno del rapporto spazio-temporale, e ci pone la riflessione sul cosa dovremmo fare del nostro futuro e del peso di ciò che abbiamo vissuto, che volenti o nolenti ci portiamo dietro».
Un lascito fotografico che implementa certamente un sentire collettivizzante del ricordo, portando l’artista a interrogarsi nel presente: «Cosa ne faremo del futuro?».
Nelle giornate inaugurali, la Galleria Parmeggiani (Corso Cairoli, 2) sarà aperta al pubblico con i seguenti orari: 20 aprile ore 19-23; 21 aprile ore 10-23; 22 aprile ore 10-20. Dal 25 aprile al 17 giugno la mostra sarà visitabile di venerdì ore 10-12, sabato, domenica e festivi ore 10-13 e 16-19; aperture straordinarie 26 e 30 aprile ore 10-12, 19 maggio (Notte dei Musei) aperto anche 21-24. Biglietto unico per accedere a tutte le mostre di Fotografia Europea, valido dal 20 aprile al 17 giugno (Euro 15, ridotto Euro 12). Per informazioni: Fondazione Palazzo Magnani (tel. +39 0522 444446, info@fotografiaeuropea.it, www.fotografiaeuropea.it).
Francesca Catellani nasce a Reggio Emilia nel 1971, città in cui vive e lavora. Artista poliedrica, proviene dal mondo del teatro e della danza. Studiosa di filosofie orientali, inizia a esprimersi attraverso il linguaggio fotografico nel 2010. Dall’attenzione al paesaggio esteriore quale rispecchiamento del mondo interiore nasce la prima mostra personale, Rodriguez Mon Amour, presentata con successo a Fotografia Europea 2016, sezione Off. Nel 2017, il nuovo progetto, Celeste Terrestre, presentato al Museo Palazzo dei Principi di Correggio (RE). La tappa intermedia del percorso che l’ha condotta verso questa nuova creazione, Memorie in super8 – Distillare il tempo, ha ricevuto una segnalazione della giuria del Premio Combat 2017. Per approfondimenti: www.francescacatellani.it.
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Arturo Bonfanti, Il coraggio della forma: il periodo 1960-1972
29/09/2018 - 17/11/2018
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Il coraggio di una poetica non mediata dal disegno, non urlata nei colori, non rassicurata dalla regolarità della geometria, non aderente a manifesti o ideologie. Senza artifici formali, senza facili scorciatoie, senza retorica, è l’astrattismo puro di Arturo Bonfanti, artista schivo, tra i più intensi del nostro Novecento per l’originale sintesi compositiva con cui ha saputo interpretare il dibattito artistico che ha ribaltato il concetto di arte in Italia e nel mondo.
La mostra “Il coraggio della forma: il periodo 1960-1972”, dedicata all’artista bergamasco, è l’ultima proposta controcorrente di VV8artecontemporanea di Reggio Emilia (Via dell’Aquila, 6c/6d), che prosegue il suo percorso nel Novecento collaborando ancora una volta con la galleria Lorenzelli Arte Milano. L’esposizione sarà inaugurata sabato 29 settembre 2018, alle ore 18.00.
“Il coraggio della forma” è il punto di arrivo di un lungo processo di sedimentazione iniziato negli anni Venti a Bergamo, proseguito a Milano a partire dal 1926 e in Europa con i viaggi del dopoguerra, passando attraverso lo studio dei primitivi italiani, gli accenti soverchianti delle avanguardie e il nuovo astrattismo italiano emergente. Un’osservazione silenziosa che Bonfanti ha coltivato in modo paziente e che negli anni Quaranta inizia a tradurre in una sintesi espressiva originale in cui risuonano gli echi della riflessione artistica contemporanea, dall’essenzialità di Paul Klee, alle intime armonie di Giorgio Morandi, alle sospensioni metafisiche di Giorgio De Chirico, ma sempre rifuggendo ogni adesione a cartelli o ideologie e compiendo un passo ulteriore rispetto ai propri modelli verso la forma archetipica assoluta.
“Il coraggio della forma” è l’espressione più matura di un’arte della sottrazione capace di tradursi, per una sorta di contrappasso, in pregnanza estetica. Manca il disegno: la pennellata di Bonfanti cala direttamente sulla superficie del quadro interagendo con la sua materialità. L’uso sobrio del colore tende al tono su tono nelle campiture cromatiche che digradano l’una sull’altra e si spinge fino alla completa negazione con gli acromi e lo sperimentalismo sulla materia degli AC murali. Le opere non portano titoli evocativi, ma solo codici alfabetici o denominazioni generiche. Che cosa resta? Il guizzo sottile che con discrezione forza la prevedibilità della geometria con l’invenzione che non ti aspetti, generando nuovi punti di equilibrio, piani lenti che scivolano, inedite intersezioni. Miracoli di armonia compositiva in cui la forma è sostanza più che mai.
“Il coraggio della forma” segna una nuova tappa del percorso di esplorazione sul Novecento portato avanti da Chiara Pompili e Alberto Soncini di VV8artecontemporanea, la galleria di Reggio Emilia che solo nel maggio scorso ha dedicato una mostra alle opere del decennio 1975-1985 di Piero Dorazio. Ma se già la scelta di dedicarsi a quel periodo poco frequentato dell’astrattista romano si collocava controcorrente, il profilo defilato di Bonfanti distingue questa nuova esposizione come un atto di coraggio che ancora una volta privilegia la qualità della proposta culturale rispetto a soluzioni di comodo più facilmente incanalabili nel main stream dell’attuale mercato dell’arte.
La mostra “Arturo Bonfanti, Il coraggio della forma: il periodo 1960-1972” sarà visitabile dal 29 settembre al 17 novembre, da lunedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103, info@vv8artecontemporanea.it, www.vv8artecontemporanea.it.
Flos, Floris - La declinazione di un fiore
28/05/2017 - 01/07/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Cantina Albinea Canali (Via Tassoni 213, Reggio Emilia) rende omaggio a Flora, divinità romana della fioritura, protettrice della vite e degli alberi da frutto, con la mostra “Flos, floris. La declinazione di un fiore”, curata da Luigi Borettini con opere pittoriche e fotografiche di Pietro Bandini, Carlo Ferrari, Giulio Montecchi e Sonia Strukul.
Realizzata in occasione della XXV edizione di “Cantine Aperte”, l’esposizione sarà inaugurata domenica 28 maggio 2017, alle ore 11.00. Saranno presenti al vernissage, oltre agli artisti invitati, Luigi Borettini (curatore), Stefano Colli (Event Manager Cantina Albinea Canali) e Ottavia Soncini (Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna).
«Un progetto che – spiega il curatore – desidera approfondire il tema della “Natura” posto in essere dalla precedente mostra, focalizzando questa volta l’attenzione sui fiori, reali o immaginari, e più in generale sulle varierà animali e vegetali che “abitano” il nostro territorio, parti fondanti di una biodiversità da tutelare e preservare».
Il percorso espositivo si articola in due sezioni: al primo piano, rispettivamente nella Sala dell’Ottocento e nella Sala dei Cavalieri, le ricerche pittoriche di Carlo Ferrari e Sonia Strukul; a piano terra, nella Sala delle Capriate, le fotografie di Pietro Bandini e Giulio Montecchi.
La ricerca di Carlo Ferrari é caratterizzata da una grande perizia tecnica, maturata attraverso lo studio dei maestri del tardo Cinquecento e del Seicento, così come da una scelta tematica che privilegia papaveri rossi, calle e amarillis. Nel panorama della pittura contemporanea, è uno dei pochissimi artisti che utilizza i materiali classici – colori naturali, olio di cartamo o di papavero, tele rigorosamente di lino – per studiare la luce promanata dal pigmento stesso, steso per velature successive.
Sonia Strukul, sulla scia dei pittori veneti del Cinquecento, è attratta dalla luce e dal colore. Tra i suoi temi ricorrenti: il camaleonte, animale mutevole, metafora di cambiamento ed adattabilità, ed il paesaggio, luogo in cui si esplica l’interiorità e, allo stesso tempo, si organizzano realtà complesse. Da alcune importanti collaborazioni nell’ambito del tessuto e del gioiello, trae l’utilizzo dei cristalli Swarovski, applicati uno ad uno sulla tela per esaltare la rifrazione luminosa.
La fotografia per Pietro Bandini è stratificazione di memorie ed immagini. Esposizioni multiple, ottenute in fase di ripresa, attraverso le quali descrive paesaggi umani e naturali. Atmosfere oniriche, apparizioni misteriose, composizioni surreali che catturano lo sguardo dello spettatore, conducendolo oltre la superficie dell’immagine. Fedele alla fotografia analogica in bianco e nero, l’autore stampa le sue opere su carta cotone, che esalta le forme restituendo un senso di tridimensionalità.
Giulio Montecchi si occupa dagli anni Ottanta di fotografia naturalistica. Ogni suo fotogramma si compone di tre elementi fondamentali: l’insetto, generalmente in movimento, l’inserto vegetale, che arricchisce l’inquadratura, ed il fondale dipinto, che dona profondità all’immagine. Puntando l’obiettivo sull’infinitamente piccolo, focalizza l’attenzione su animali e piante di uno stesso ambiente, la cui sopravvivenza dipende dall’integrazione delle diverse specie.
Realizzata con il patrocinio del Comune di Albinea (Re), la mostra sarà visitabile fino al 1 luglio 2017, da martedì a sabato ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00; chiuso 2 giugno. Ingresso libero. Nel corso dell’esposizione si terranno diversi incontri. Il programma completo sarà pubblicato sulla pagina facebook della Cantina: www.facebook/albineacanali. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0522 569505, canali@riunite.it, scolli@riunite.it.
Situata sulla principale strada di collegamento tra Reggio Emilia ed Albinea, la Cantina Albinea Canali nasce nel 1936 riunendo diversi vignaioli del Lambrusco e dell’Ancellotta e arrivando a contare, negli anni successivi, centosettanta conferenti. La Cantina Albinea Canali raccoglie le uve di un ristretto bacino, in una delle aree di maggior pregio, sotto il profilo dei suoli e del clima, dell’intera provincia reggiana. Dopo un accurato intervento di restauro conservativo, la sede affianca oggi alla produzione di vini di qualità anche una vasta gamma di servizi al pubblico, tra cui l’enoteca, la sala degustazione ed il Centro Convegni Albinea Canali, con sette ambienti, dotati di moderni impianti tecnologici, ideali per ospitare meeting e grandi eventi.
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LA POESIPITTURA IN MOSTRA A CAGLIARI
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Inserito da Giovanni Cardone
Si inaugura sabato 21 la mostra La Poesipittura presso Fly Hotel Cagliari Direttore Artistico Laura Ficco interverranno il Sindaco di Assemini Dr. Ing. MARIO PUDDU, l’Assessore alla Cultura Dott.ssa JESSICA MOSTALLINO la serata sarà sarà presentata e correlata dal . ANDREA NATERI poeta e scrittore e da Laura Ficco. La mostra si potrà visitare fino al 1 marzo 2015. Come ci dice ANDREA NATERI: “ Lo spettacolo è l’arte nuova del nostro tempo, che ha preso il posto della più discreta delle arti, la poesia”(Eugenio Montale); “la poesia è, ormai, un ‘genere’ letterario sempre più specialistico, che non interessa nessuno( Sebastiano Vassalli); “ la poesia è una possibilità infinitamente sospesa”(Giovanni Raboni); “la poesia è universale”( Giuseppe Conte); “la poesia è vero e proprio innamoramento”(Carlo Fruttero). Questi sono i pensieri di poeti e letterati sulla poesia e il suo ruolo ai nostri tempi. Ma la poesia è un’esigenza? Essa si è insinuata negli uomini fin dalla notte dei tempi, come espressione della propria sensibilità. Si tratta dell’arte, dell’attività letteraria di esprimere con elevata tensione spirituale il sentimento, soggettivo e insieme potenzialmente universale, di sé, della condizione umana, della realtà in forme metriche e non solo, anche per mezzo di altri linguaggi e metodi espressivi”. La poesia è la capacità, la forza di suggestionare, in particolare di commuovere, di far insorgere sentimenti elevati: dalle greche orazioni forensi alla calibrata arte oratoria romana, fino a tempi dei dittatori del nostro secolo, che con i loro discorsi riuscivano ad incantare il popolo intero, non possiamo negare la presenza di sfumature poetiche più o meno forti o anche sfruttate, volte a determinare tensione, affettiva e spirituale. Possiamo che dire che la relazione tra la letteratura e le arti figurative è stata nel tempo oggetto di un infinito numero di speculazioni che hanno dato vita a teorie, considerazioni e assiomi diversi e contestualmente applicabili. Trattandosi poi di una questione trasversale a diversi ambiti disciplinari, non deve stupire che sia stata interesse centrale per storici dell’arte, filosofi, estetologi, semiologi, letterati e artisti che, di volta in volta, hanno affrontato il problema in accordo ai propri fini teorici. Tutte le epoche si sono interrogate sul dialogo tra letteratura e arti figurative, sia attraverso pratiche artistiche vere e proprie, spesso frutto di sinergie intermediali, sia attraverso risposte critiche alle stesse, che hanno fatto di questo dialogo un oggetto di studio sempre nuovo. Sebbene però l’origine di questa relazione sia antica, è vero che il Novecento, e soprattutto gli ultimi decenni, è stato protagonista di un rinnovato interesse volto ad indagare le dinamiche interartistiche tra le due arti, e più in generale tra parola e immagine. Esporranno i seguenti artisti : TINO CAVAGNOLI, SELLY SELEN CINUS, LAURA FICCO, GIORGIO MELIS, MAURO PANI, LUIGI PORRA’, ORLANDO TOCCO.

Fly Hotel Cagliari
VIA PIEMONTE 22
Assèmini Cagliari - Sardegna
La Poesipittura

Dal 21 febbraio al 1 marzo

Tel: 070 941228- 070 941228

Giovanni Cardone


Fausto De Nisco. Intrichi e radure nel bosco della pittura
01/12/2017 - 13/04/2018
Napoli (NA) - Campania
Inserito da CSArt Serri
BFMR & Partners, studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali di Reggio Emilia che fa capo a Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio ospita, dal 1 dicembre 2017 al 13 aprile 2018, “Intrichi e radure nel bosco della pittura” di Fausto De Nisco, artista modenese che sonda le infinite possibilità del segno, della forma e del colore.
Curata da Sandro Parmiggiani, la mostra raccoglie una trentina di opere pittoriche realizzate negli ultimi tre anni: dipinti ad olio su tela di grandi dimensioni e lavori a tecnica mista su carta, nei quali si registra un abbondante uso del collage, tecnica d’elezione per lo studio della composizione. Il percorso espositivo è inoltre completato da un piccolo nucleo di carte degli anni Novanta.
«I dipinti di Fausto De Nisco – scrive il curatore – sono una sfida persistente a chi pensi di poterne immediatamente cogliere la bellezza e il senso attraverso uno sguardo fuggevole e sommario. Le linee che in un punto s’intrecciano e in un altro divergono, andando a formare geometrie della più varia ampiezza e natura, i colori, accostati con perizia, che trapassano da un punto, s’inabissano nel nulla e poi riaffiorano in un’altra parte del dipinto, le figurazioni che qua e là paiono germinare e prendere forma, per presto svanire e dissolversi in qualche lampo tonale: tutto concorre a definire le opere di De Nisco come luoghi di un mistero e di una rivelazione che, per coglierne qualche lacerto della genesi e dell’essenza segrete, esigono che si ripercorrano i sentieri lungo i quali si è inoltrato l’artista e si ricostruiscano le mappe che lui ha tracciato. De Nisco, riprendendo e sviluppando alcune esperienze della pittura europea ed americana del secolo scorso, parte, nella realizzazione dei suoi dipinti, da un nucleo, figurativo o geometrico, dal quale germinano e si dipartono liane che vanno a insediarsi in un’altra parte dell’opera, dando vita a una sorta di bosco in cui s’alternano intrichi e slarghi, viluppi e radure. L’arcipelago di isole che così si va formando è generato da suggestioni che attingono alla memoria personale dell’artista, alle sue passioni pittoriche, letterarie e musicali, all’innata e via via conquistata sensibilità per i rapporti, fondati sull’alternanza di equilibri e di scarti improvvisi, tra segni, forme, colori».
In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 1 dicembre a partire dalle ore 19.00, sarà visitabile l’anteprima della mostra, aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Per informazioni: tel. 0522 455000, info@bfmr.it, www.bfmr.it.
Fausto De Nisco è nato a Sassuolo (Modena) nel 1951, dove vive e lavora. Espone, dal 1984, in mostre personali e di gruppo, in gallerie private e in spazi pubblici, in Italia e all’estero. La sua opera ha riscosso l’interesse di critici e storici dell’arte, quali, tra gli altri, G. Celli, F. Caroli, C. Cerritelli, B. Bandini, S. Parmiggiani, C. Spadoni, R. Pasini, L. Conti, G. Granzotto. La sua prima mostra personale si è tenuta proprio a Reggio Emilia nel 1985, alla Galleria La Minima. Da allora, l’artista ha mantenuto uno stretto legame con la città che si è concretizzato con le personali “La fluidità della visione” (Palazzo Casotti, Reggio Emilia, 2009, testi di Sandro Parmiggiani e di Leonardo Conti) e “Frammenti nella memoria” (Galleria Radium Artis, San Martino in Rio, Reggio Emilia, 2013-14).
BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni, Alessandra Binini, Giuseppe Maria Codazzi) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2017).