Evento: Corrado Luglio, Serate Russe in Italia
29/04/2018 - 01/05/2018
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Data di inserimento: 17/04/2018 - 16:36
Luogo: Modena (MO) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 29/04/2018
Data di fine 01/05/2018
Descrizione
Dopo i positivi riscontri ottenuti a Tula in occasione delle “Serate Italiane in Russia”, con la premiazione del vincitore assoluto e l’acquisizione di due opere pittoriche da parte del Museo delle Belle Arti di Tula, Corrado Luglio è stato invitato a partecipare come artista fuori concorso, con una mostra personale, alla “Serate Russe in Italia” in programma dal 29 aprile al 1 maggio 2018 al Teatro Storchi di Modena.
La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Festival & Contest di Rimini, con il patrocinio del Comune di Modena, del Ministero della Federazione Russa e del Consolato Onorario della Federazione Russa di Ancona.
Allestita nella Sala del Ridotto del Teatro Storchi, l’esposizione di Corrado Luglio presenta otto dipinti della serie “Stimoli per creare”, unitamente a cinque copie d’artista realizzate a partire dai capolavori del passato.
“Stimoli per creare” è un progetto ideato nel 2013 e dedicato ai reciproci rapporti tra spazio, tempo, movimento e arte. Una produzione che coniuga studio del colore e precisione del segno, a volte morbido e sfumato, a volte semplificato in chiave pop. In bilico tra ripresa ironica e citazione colta, nelle composizioni di Corrado Luglio trovano posto Michelangelo e Kant, sportivi ed imprenditori, ma anche elementi di fisicalismo (dai quali si evince la formazione scientifica) e un considerevole repertorio di forme tratte dall’immaginario mediale. Icone archiviate separatamente che, nel farsi dell’opera, divengono tasselli di un unico racconto.
I d’après di Corrado Luglio, presenti in mostra accanto alla ricerca autoriale, nascono dai capolavori di Michelangelo, Botticelli, Caravaggio e Bouguereau. Opere attraverso le quali l’artista studia la tecnica del passato e perfeziona la propria, soppesando accuratamente proporzioni, linee e velature.
Per le “Serate Russe in Italia”, l’artista ha realizzato il dipinto “Il linguaggio universale dell'arte” con il quale sarà premiato il vincitore assoluto, così come era stato a Tula con l’opera “Alcide Cervi con nipoti nei primi anni Cinquanta”. Saranno inoltre premiati tre rappresentanti del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo con altrettanti ritratti inediti realizzati in accordo con l’Associazione Culturale Festival & Contest.
La mostra sarà aperta nelle giornate di domenica 29 aprile, lunedì 30 aprile e martedì 1 maggio 2018 in concomitanza con gli appuntamenti del Festival. Ingresso libero. Per informazioni: corradoluglio@alice.it, info@festivalcontest.net.
Corrado Luglio, nato a Gonzaga (Mn), vive e lavora a Carpi (Mo). Dopo gli studi superiori, esercita la libera professione nell’ambito dell'industrial design. Dal 2001 tiene, inoltre, corsi di formazione professionale per conto di scuole pubbliche e private, nonché per le imprese. Nel 2006 inizia lo studio delle belle arti che lo avvia alla ricerca in ambito artistico. Predilige una pittura di matrice figurativa, concentrandosi sul corpo e sul volto in tutte le sue espressioni. Nel 2011 avvia un’intensa attività espositiva che lo porta a partecipare a mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2017 la sua opera “Alcide Cervi con i nipoti nei primi anni Cinquanta” è scelta come premio per il vincitore assoluto all’International Festival & Contest “Serate italiane in Russia” di Tula. Per approfondimenti: www.csart.it/corradoluglio.
La manifestazione “Serate Russe in Italia” si pone come obiettivo il miglioramento della conoscenza tra Italia e Russia, così da superare le barriere linguistiche e culturali tramite il linguaggio universale dell’arte. Il format, giunto alla sua sesta edizione, prevede una serie di attività per gli artisti, di qualsiasi formazione, stile e genere, atte al confronto e alla collaborazione, sino alla realizzazione di un galà/spettacolo finale ad ingresso gratuito. Danza, musica, canto, cori, folclore, tradizioni popolari, belle arti e fotografia rappresenteranno la cultura dei due paesi in un contesto di amicizia e di scambi culturali. Nel corso della manifestazione, si terranno inoltre lo spettacolo “Vivat Ballet” del celebre coreografo russo Oleg Vinogradov (il cui ricavato andrà a favore della Fondazione ANT), una serata dedicata alla Fondazione Pavarotti e una conferenza/concerto tra docenti del Conservatori di Mosca e di Modena. Il programma completo è disponibile sul sito: www.festivalcontest.net.
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OfficinARS - Durante e dopo: Resilienza
01/12/2018 - 22/12/2018
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
Passaggio cruciale di ogni transizione, sistema, metodo, approccio, processo di cause ed effetti, sintesi del pregresso e approdo al futuro: Resilienza.
L’Associazione Villa Sistemi Reggiana presenta, dal 1 al 22 dicembre 2018, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Gavassa di Reggio Emilia, “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza”, esposizione collettiva con opere di Navid Azimi Sajadi, Penelope, Federica Poletti, Marika Ricchi, Thomas Scalco, vincitori dell’omonimo concorso. L’inaugurazione si terrà sabato 1 dicembre alle ore 17.00.
Giunto alla terza edizione, il Premio OfficinARS trae spunto dalla storia dell’edificio che lo ospita – scuola ottocentesca rivolta alle fanciulle povere – per individuare e promuovere gli artisti emergenti che operano sul territorio nazionale. Le attività promosse dall’associazione, presieduta da Maria-Teresa Crispo, tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.
La mostra “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza” è l’esito di un concorso ad accesso gratuito al quale hanno partecipato artisti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (Presidente della commissione – scultore e docente di scultura), Francesca Baboni (critico d’arte, curatrice) e Daniele De Luigi (curatore di fotografia e arte contemporanea) ha selezionato i cinque vincitori le cui opere saranno inserite nel catalogo annuale dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana e successivamente esposte al Museo Storico Archeologico di Nola (5-31 gennaio 2019).
«Siamo molto soddisfatti della nostra selezione – spiegano i giurati – perché rappresenta in modo puntuale ed efficace uno spaccato dell’arte giovane italiana. La scelta non è stata facile ma il risultato è sicuramente eterogeneo e tocca sia la pittura, la grafica che la scultura e installazione. Nei criteri ha sicuramente contribuito l’aderenza al tema che era stato suggerito, la capacità di avere una linea individuale e personale e l’originalità del lavoro presentato. Siamo molto contenti di avere tra i vincitori anche un artista iraniano, a dimostrazione di come il tema della resilienza possa essere espresso efficacemente dalla fusione di diverse culture».
Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e la collaborazione del Museo Storico Archeologico di Nola (NA) e del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi (LU). La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-18.00. Finissage: sabato 22 dicembre 2018, ore 18.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 272405, info@villasistemireggiana.it, www.villasistemireggiana.it, www.facebook.com/villasistemireggiana.
Profeti in Patria - Cammini d'artista a Montecchio Emilia. Graziano Pompili
21/02/2016 - 28/02/2016
Montecchio Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Con la mostra personale di Graziano Pompili, in programma fino al 28 febbraio 2016 al Castello Medievale di Montecchio Emilia (RE), si apre la rassegna “Profeti in patria - Cammini d’artista a Montecchio Emilia” promossa dall’amministrazione comunale. L’intento del progetto è quello di permettere ai cittadini di conoscere gli artisti che vivono ed operano nel Comune non solo attraverso la loro opera ma anche grazie a momenti di incontro e confronto personali.
Curata da Sandro Parmiggiani, l’esposizione presenta una selezione di opere in terracotta realizzate negli anni ’70 e ’80. Come scrive, infatti, il curatore, «A partire dal 1978, e per almeno un decennio, la terracotta diventa il materiale elettivo di Pompili, che dà vita a un ciclo di particolare fascino, le “Ri-archeologie”, terrecotte che ripropongono lo splendore delle sembianze dell’antico, riemerso dagli abissi del tempo: mostrano, infatti, ferite e mutilazioni, accentuate dal fatto che l’artista le riduce in frammenti all’uscita dal forno di cottura, per poi ricomporle con ganci di ferro».
Il percorso espositivo, pensato per gli spazi del Castello, comprende un’opera monumentale nell’atrio d’ingresso (“Domotica”, 2008), la sequenza ritmica di “Archeologia del ‘900” nella stanza laterale e tre opere riferibili alla prima metà degli anni ’80 – “Grande scudo”, “Acrolito”, “Emmaus” – immerse nell’ombra dei sotterranei.
«Queste cinque opere sul tema delle Ri-archeologie – spiega Graziano Pompili – realizzate più di vent’anni fa, dopo essere state esposte in decine di spazi pubblici e privati, sia in Italia che all'estero, trovano ora posto all'interno del piccolo Castello medievale di Montecchio Emilia, un luogo “ideale” nel quale si instaura un dialogo privilegiato tra la scultura e lo spazio che la contiene».
Domenica 21 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, l’artista sarà presente in mostra ed accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere esposte.
La personale è visitabile fino al 28 febbraio 2016 di lunedì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì ore 15.00-18.00, mercoledì ore 9.00-13.00, sabato ore 9.00-12.00. Ingresso libero. Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it, www.comune.montecchio-emilia.re.it).
Il ciclo di iniziative che il Comune di Montecchio Emilia ha inteso dedicare a Graziano Pompili proseguirà fino a giugno 2016 con mostre temporanee, appuntamenti ed incontri. Il prossimo evento espositivo sarà dedicato alla “Via Crucis” realizzata dall’artista nel 2003. L’opera sarà allestita dal 19 marzo 2016 negli spazi di Casa Cavezzi, quattrocentesco palazzo nel centro storico di Montecchio Emilia.
Graziano Pompili nasce a Fiume nel 1943. La sua formazione avviene all’Istituto d’Arte Internazionale per la Ceramica di Faenza e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 1977 diventerà docente di Scultura in marmo. Nel 1982 si stabilisce a Montecchio Emilia (RE). Molti sono i materiali con cui si è misurato nella sua attività di scultore: il marmo, la terracotta, il bronzo, il ferro, il legno e la pietra, realizzando anche opere di grandi dimensioni ed alcune installazioni. Tiene numerose mostre personali in Italia e all’estero, in musei pubblici e in gallerie private. Tra le recenti esposizioni, si segnalano: “La memoria del sacro” (Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2006; MUSMA, Matera, 2013; Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, Bologna, 2014), “ORT” (Castello di Pergine Valsugana, Trento, 2011) e “Der Feldweg” (Giardino di Daniel Spoerri, Seggiano, Grosseto, 2002). Vive e lavora tra Montecchio Emilia e Carrara.
Il Castello di Montecchio Emilia, di proprietà comunale, domina il centro storico ed è una delle più interessanti architetture fortificate matildiche della provincia. Non è nota la data della fondazione del Castello, esistente però già nel 1114 secondo un placito matildico, e denominato “Castrum vetus” nel 1259. Il suo primo nucleo probabilmente esisteva già nel X sec. d.C. La Rocca fu, nel XIII sec., oggetto di aspre contese fra i Vescovi e il Comune di Parma. Successivamente si avvicendarono, nel dominio del Castello, i Vicedomini e importanti famiglie afferenti alle signorie dei Visconti e degli Este. Nel 1426 Montecchio passò definitivamente sotto il controllo degli Estensi e, per la sua notevole importanza strategica, nel 1562 fu elevato a Marchesato. Fino all'Unità d'Italia – con la breve eccezione del periodo napoleonico – Montecchio seguì le sorti del Ducato Estense. Per secoli e fino al 1960, la Rocca fu adibita a carcere mandamentale.
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MARTINO MIDALI e MIART |8_17 APRILE 2016: “GILDA” di Betty Bee allo SPAZIOCORTE MIDALI
08/04/2016 - 17/04/2016
Montecchio Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da Raffaella Caruso
Martino Midali nel suo storico SPAZIOCORTE, al civico 23 di Via Bronzetti a Milano, dall’8 al 17 aprile, in occasione di MiArt 2016 presenta ”GILDA”, la video performance della sua Ambassador Betty Bee.

Lo stilista milanese accoglie tra le sue “donne ambasciatrici del suo stile”, Betty Bee, artista contemporanea tra le più forti ed eclettica del panorama artistico italiano. Lei, donna del sud, di quella Napoli che da poco ha accolto uno degli ultimi store a insegna Martino Midali, è, con il suo corpo e la sua mente, quel tutt’uno femmineo che ben si accosta alla filosofia midaliana.

In occasione di MIART, momento in cui MILANO diventa capitale dell’arte moderna e contemporanea, Martino Midali vuole accogliere nella sua “storica casa”, sempre aperta per gli eventi più importanti meneghini, ”GILDA”, la video performance simbolo di Betty Bee firmata per la prima volta nel 1995 e poi rivisitata nel 2016 “site specific” in 20 still video.

”GILDA”, prende il nome e vita proprio da quella Gilda del mitico film del 1946, dove Rita Hayworth crea la “donna desiderio” dello sguardo maschile, trasmutandola da persona a personaggio.

La Betty Bee Gilda prova a spezzare questo circolo vizioso, che spesso appaga più la donna stessa che uomo: si offre al desiderio (suo, di altri?) in una danza sensualissima e quasi tribale. Il modo, la maniera, così provocanti da, paradossalmente, creare una trasparente corazza in cui proteggere da quegli sguardi la propria anima.

Vera protagonista della performance più che Gilda è la brocca che accompagna l’artista nella sua danza. O ancora di più: protagonista è quella figura mito, formata da donna e anfora, che diventa simbolo completo della femminilità. Luogo, antro, serbatoio da cui tutti attingono, ma che nessuno è riuscito a colmare. Quella danza è lo “svuotamento”, il dono, il vuoto esistenziale - dell’artista che dona se stessa al suo estimatore, ma da lui non può ricevere. Un dono fine a se stesso.

L’intervento pittorico su ogni singolo frame fotografico, oltre a interpretare a livello semantico un’interessantissima variazione di segno e contaminazione, offre il repertorio più conosciuto e carnale di Betty Bee: i fiori, il filo spinato, le catene. Ogni simbolo isolato in un particolare, diventa focus compositivo, chiave interpretativa, elemento di distrazione da quanto accade realmente sulla scena. Lo spettatore è preso quasi in giro, con lui si gioca, irretendolo con il colore, l'ossessiva sensualità del lavoro.
Lo scarto tra l'istanza della narrazione e l'ambiguità delle immagini diventa infatti nella Bee un’analisi ironica del disadattamento contemporaneo verso la “visione” del presente.
Malessere, tentativo di benessere, derivante dal rapporto problematico con un “passato”, il suo passato, dal quale lei - come tutti noi – non può sfuggire. Ecco quindi che passato diventa presente, precedente diventa attuale. Il lavoro di Betty Bee nasce ancor prima di divenire.

Eccezionalmente, ”GILDA” di Betty Bee, rimarrà esposta anche in occasione dell’evento ”ITALIA: VIETATO SEDERSI!” del Salone del Mobile il 14 aprile 2016 (inizio h. 19).

L’Ambassador Betty Bee sarà tra i protagonisti della serata a fianco di Martino Midali

MIART
BETTY BEE in GILDA a cura di Raffaella A. Caruso
SPAZIOCORTE Midali _ via Fratelli Bronzetti 23, Milano
8 _17 aprile su appuntamento raffaellacaruso.rc@gmail.com

ITALIA: VIETATO SEDERSI! (Italian Crazy Cocktail su invito)
SPAZIOCORTE Midali _ via Fratelli Bronzetti 23, Milano
Giovedì 14 aprile 2016

Martino Midali Press & Communication
Milan, Via F.lli Bronzetti 23 |Ph. +39 02 7000 2379
MariaCristina Lani +39.335.8080574 | communication@martinomidali.com
Sara Matarrese +39.333.4296413 | pressoffice@martinomidali.com

martinomidali.com
La Nuova Pittura Oggetto
28/11/2015 - 17/12/2015
Montecchio Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria de’ Bonis presenta, dal 28 novembre al 17 dicembre 2015, nel suo spazio di viale dei Mille 44/B a Reggio Emilia, una mostra personale di Giuseppe Amadio, uno degli artisti più in voga del momento, rappresentante di quella “non-pittura” che sta facendo record di aggiudicazioni nelle aste europee e americane.
Il titolo della mostra, “La Nuova Pittura Oggetto”, si rifà alla calzante definizione di Gillo Dorfles di quel fenomeno pittorico degli anni Sessanta che riguardava artisti come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, che ruotavano intorno alla rivista “Azimuth” (fondata nel 1959 proprio da Castellani e Manzoni). Questi artisti erano autori di oggetti aniconici, opere tridimensionali e monocromatiche che modulavano la superficie della tela, bucandola, increspandola o estroflettendola ponendo sul retro centine, chiodi, lamine a creare modulazioni luminose.
Da qualche anno a questa parte la pittura oggetto è tornata ad essere una tendenza trainante e Giuseppe Amadio (Todi, Perugia, 1944) si è affermato come erede contemporaneo di questi grandi maestri raccogliendone il testimone.
Oggi Amadio, fra i primi 15 artisti italiani nel primo semestre 2015 per vendite, sta vivendo il suo momento d’oro.
In mostra alla Galleria de’ Bonis, opere recenti, per lo più di grandi formati, estremamente rappresentative dell’attuale percorso dell’artista.
Giuseppe Amadio con la sua astrazione riesce a trasformare il rigore formale in poesia. La sua ricerca è stata molto apprezzata da Piero Dorazio, con il quale ha collaborato per oltre un ventennio. Amadio ha assorbito diverse istanze poetiche del Maestro facendole proprie e rimeditandole nella sua originale cifra stilistica.
Con questa mostra la Galleria de’ Bonis propone un’interessante digressione rispetto al suo percorso abituale, incentrato sulla figurazione italiana, dimostrando come una galleria specializzata su un settore storico possa essere attenta anche al contesto contemporaneo e alle diverse forme espressive.
La mostra, che sarà inaugurata sabato 28 novembre alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 17 dicembre 2015, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00, 8 dicembre aperto. Per informazioni: tel. 0522 580605, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.