Evento: LA FORZA DELL'ARTE
15/09/2018 - 30/09/2018
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Inserzionista
Dettagli
Data di inserimento: 04/09/2018 - 16:43
Luogo: Arquà Petrarca (Padova) () -
Data di inizio: 15/09/2018
Data di fine 30/09/2018
Descrizione
Dopo la pausa estiva sabato 15 settembre alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari riprendono gli appuntamenti con l’arte nel borgo storico di Arquà Petrarca (Padova) a cura di Sonia Strukul. La mostra collettiva “La forza dell’arte”, patrocinata dalla Città di Arquà Petrarca, presenta le opere di sei artisti uniti dal filo rosso della passione per l’arte e dal carattere dominante di vite vissute al limite, allergiche al compromesso, ricche di libertà intellettuale: Domenico Cardella, Ivana Ceresa, Fabrizio Martinelli, Eros Rizzo, Innocente Ruggero e Barbara Scarparolo. La mostra rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 30 settembre.

Sei ritratti di artisti diversi tra loro per personalità, stili interpretativi e tematiche, uniti nella volontà di esprimere “La forza dell’arte”. Tra i sei protagonisti ci sono artisti che hanno seguito percorsi accademici con rigore e metodo, ma anche chi è approdato all’arte con approccio istintivo, maturando l’esperienza sul campo. Sono gli outsider che mettono in primo piano interiorità e creatività non priva di valore estetico comunicativo.
«L’animo umano genera arte e allo stesso tempo l’arte è generata dall’uomo – spiega la curatrice Sonia Strukul – L’artista è sempre interprete degli elementi più reconditi del mondo in cui vive, occorre trovare un punto tra chi compone l’opera e chi la contempla. L’arte è un enigma di carattere interiore e serve all’uomo per manifestare qualcosa che ha dentro di sé.»


LA FORZA DELL’ARTE
Cardella - Ceresa - Martinelli - Rizzo - Ruggero - Scarparolo
a cura di Sonia Strukul
Foresteria Callegari
Via Castello, 6 - 35032 - Arquà Petrarca (Padova)
dal 15 al 30 settembre 2018
inaugurazione 15 settembre ore 18.00
Ingresso libero

Orari di apertura:
martedì e giovedì 14.00-18.00
mercoledì – venerdì - domenica 15.30-19.30
sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.30
lunedì chiuso



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LANDSCAPE in mostra i paesaggi di Beggiao, Morgian e Tommasi
09/06/2018 - 30/06/2018
Arquà Petrarca (Padova)
Inserito da Angela Forin
Continuano gli appuntamenti con l’arte nel borgo storico di Arquà Petrarca (Padova) a cura di Sonia Strukul. Sabato 9 giugno alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari inaugura “Landscape” mostra d’arte contemporanea dedicata al paesaggio e alle sue diverse declinazioni nelle opere di tre artisti: Benito Beggiao, Morgian (al secolo Gianni Mortandello) e Giuliano Tommasi.
La mostra, con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca, rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 30 giugno, dal martedì a venerdì ore 15.30-19.30; sabato e domenica 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Il paesaggio rappresenta l’oggetto su cui la visione tradizionale si è maggiormente esercitata. Dipingere un paesaggio non è semplicemente riprodurre un oggetto tra i tanti della realtà visuale che ci circonda, ma è anche un modo per darle significato. Possiamo guardare un paesaggio come una parte del mondo reale, un luogo dell’identità e della memoria collettiva, uno specchio delle nostre emozioni, uno spazio di immersione sensoriale. Con “Landscape” la curatrice Sonia Strukul ha voluto porre l’attenzione su un soggetto tradizionale come il paesaggio donandogli una luce diversa e una diversa interpretazione grazie all’arte di tre importanti pittori: Benito Beggiao, Morgian e Giuliano Tommasi.

I paesaggi di Benito Beggiao lasciano spazio all'immaginazione e riportano lo spettatore a luoghi della memoria che riemergono dall'inconscio. La sua pittura diventa colore puro in una tecnica veloce, istintiva e moderna, soprattutto sulle grandi superfici pittoriche delle sue opere.
Morgian presenta una ricerca sul paesaggio urbano contemporaneo, tra città e metropoli. Realizzati ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, le opere a tratti ne fanno intravedere la trasparenza che dona loro una particolare vibrazione. Con Giuliano Tommasi ci immergiamo nella veduta veneta, uno stile classico, tipico dei pittori a tra 800 e 900, una visione tranquillizzante e rassicurante della natura che lo circonda. Paesaggi idilliaci, scorci di città idealizzati, che persistono nei nostri ricordi. Riaffiorano i colori, le atmosfere, gli odori, i rumori come in una fotografia sbiadita dal tempo, ma vivida nella memoria.


BIOGRAFIE

BENITO BEGGIAO pur non avendo fatto studi artistici, può vantare delle prestigiose collaborazioni per quanto riguarda il restauro. A fianco del Prof. Botter ha partecipato al restauro degli affreschi di Villa Coffler che si trova in Strada Battaglia e Villa Emo a Montecchia. La pittura è sempre stata la sua grande passione, anche se ha dovuto per esigenze familiari dedicarsi al commercio; ha gestito per anni un negozio di hobbistica e materiali per Belle Arti, dedicando ampio spazio a corsi di tecniche pittoriche. Numerose sono le mostre a carattere locale a cui ha partecipato. I soggetti che predilige sono i paesaggi e i fiori che con una tecnica molto personale, che si è affinata negli anni, diventano paesaggi dell’anima.

Gianni Mortandello in arte MORGIAN. La grande passione nasce negli anni ‘80 quando la sua creatività non si limita più alla propria attività artigianale-artistica, ma cerca sfogo altrove. Sente la necessità di esprimere appieno il proprio essere ed è così che inizia un percorso di ricerca frequentando gruppi di pittori con i quali perfeziona la sua tecnica. Iniziano le prime mostre collettive ad Arquà Petrarca, Padova ed Este. Nel 2016 alcune personali a Legnaro e Pernumia e, nel 2017, al Museo Civico di Stanghella, riscuotendo grande interesse e favore da parte del pubblico. In questa mostra ad Arquà Petrarca presenta alcuni quadri di paesaggi metropolitani ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, che a tratti fanno intravedere la trasparenza che li fa vibrare.

GIULIANO TOMMASI viene da una famiglia di pittori; il nonno, di cui Giuliano porta il nome, è stato un noto pittore nato sul finire dell’800 e deceduto nel 1949; egli ha insegnato all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico e alcune sue opere sono conservate presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova. Il padre Angelo, a sua volta pittore, è chiamato “il pittore delle Piazze“; una sua opera a carattere religioso si trova al Santuario di Padre Leopoldo Mandìc di Padova. Giuliano non ha fatto studi artistici, ma ha vissuto in un contesto artistico fin dall’infanzia; il padre Angelo è stato il suo maestro. Ha partecipato a numerose mostre e concorsi di pittura a carattere regionale, riscuotendo consensi. Il suo è uno stile pittorico che si può definire “classico” che si rifà al vedutismo veneto, sia per la scelta dei soggetti che per la tecnica. Dipinge prevalentemente scorci, vedute, paesaggi che fanno parte della nostra tradizione iconografica, retaggio degli insegnamenti ricevuti dalla sua famiglia di artisti


Ruggero Innocente / Paesaggi tra terra acqua cielo
25/11/2017 - 30/12/2017
Conselve (Padova)
Inserito da Angela Forin
Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano gli appuntamenti con l’arte a cadenza mensile. Dal 25 novembre al 30 dicembre 2017 saranno protagonisti i “Paesaggi tra terra acqua cielo” di Ruggero Innocente, maestro artigiano (titolo conferitogli da Confartigianato Europa) dipinge paesaggi legati al territorio Veneto, luogo dove affondano le sue radici. Ruggero Innocente coglie le atmosfere, i colori, le vibrazioni della sua terra, la bassa padovana, che celebra con messaggio forte e leggibile. Due gli eventi collaterali alla mostra: sabato 2 dicembre ore 18.00 Silvia Gorgi ci racconterà curiosità, storie inedite luoghi poco conosciuti, della città del Santo tratte dal suo libro “Forse non tutti sanno che a Padova” (Newton Compton editori, 2016). Mentre sabato 16 dicembre ore 18.00 verrà presentato il cortometraggio di Renata Berti “Confini violati” (2015).

“Paesaggi tra terra acqua cielo” verrà inaugurata sabato 25 novembre alle ore 18.00 è sarà visitabile da lunedì a sabato con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Il titolo della mostra “Paesaggi tra terra acqua cielo” coglie l’essenza dell’espressione creativa del Maestro Innocente: un’evoluzione rispetto alla pittura classica abituata a mezzi espressivi lenti, come la pittura a olio. Ruggero Innocente invece mette a punto una tecnica personalissima, simile ad un virtuosismo musicale: veloce, immediata, perfetta per cogliere l’attimo fuggevole. Non c’è tracciato né preparazione, i colori vengono stesi direttamente su una tavola di legno e asciugano rapidamente. I pennelli sono pochi, in particolare usa steli di saggina con cui riesce a riprodurre singolari effetti.

«Il suo sguardo sulla natura – sottolinea la curatrice Sonia Strukul – coglie i paesaggi in cui vive, la magnifica terra che è il nostro Veneto, in particolare la bassa padovana, dove terra acqua e cielo si fondono dando vita a luci, colori, atmosfere irripetibili. I suoi paesaggi sono un regalo, riescono a far rivivere emozioni che per chi abita queste terre sono nel cuore».

Durante il mese di mostra si terranno anche DUE EVENTI COLLATERALI pensati per approfondire tematiche legate alla terra del Veneto.
SABATO 2 DICEMBRE alle 18.00 la giornalista Silvia Gorgi presenterà il volume “Forse non tutti sanno che a Padova” (Newton Compton editori, 2016) che racconta curiosità, aneddoti, luoghi poco conosciuti, della città del Santo e della sua provincia. Territorio dal grandissimo fascino, da sempre in grado di attirare eminenti personalità del mondo delle arti e della cultura.
SABATO 16 DICEMBRE alle ore 18.00 verrà proiettato il cortometraggio di Renata Berti “Confini violati” (2015). Un video concettuale che scava sulle sofferenze subite dai soldati nella Prima Guerra Mondiale, che molto sangue hanno versato proprio sulle terre del Veneto dipinte da Innocente. Scopo dell’artista è far riflettere sulla condizione umana fino ad arrivare ad una contemplazione pietosa in linea con la nostra vera essenza.



BIOGRAFIA – RUGGERO INNOCENTE
Ruggero Innocente si diploma Maestro d’Arte all’Istituto Pietro Selvatico di Padova. Numerose sono le esperienze lavorative nell’ambito dell’artigianato artistico: è stato disegnatore tecnico negli anni ’70 alla Jolly Ceramica; negli anni ‘80 apre un’attività in proprio per la realizzazione di bambole in porcellana e viene chiamato ad avviarne una fabbrica in Romania. Realizza innumerevoli lavori in tutta la Provincia di Padova anche con commissioni per importanti Comuni e alberghi del bacino termale di Abano e Montegrotto. Ha lavorato in Austria e a Lione in Francia su espresso invito delle massime autorità. È stato docente di scuola media superiore, ha tenuto corsi per insegnanti di Educazione Tecnica e Artistica, chiamato più volte in qualità di insegnante per corsi all’avviamento professionale della Provincia di Padova.
In tutto questo avvicendarsi di impegni lavorativi e relativi riconoscimenti nell’ambito della ceramica non tralascia la pittura che negli anni diventerà la sua prima attività.


Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano le mostre a cadenza mensile a cura di Sonia Strukul. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.
Ruggero Innocente, maestro artigiano (titolo conferitogli da Confartigianato Europa) dipinge paesaggi legati al territorio Veneto, luogo dove affondano le sue radici. Ruggero Innocente coglie le atmosfere, i colori, le vibrazioni della sua terra, la bassa padovana, che celebra con messaggio forte e leggibile.
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Padiglione 1
Riccardo Varini, Fotografie 1979 – 2016
10/12/2016 - 08/01/2017
Conselve (Padova)
Inserito da CSArt Serri
Chiarore diffuso, lunghi silenzi, profondissima quiete. I Chiostri di San Domenico (Via Dante Alighieri 11, Reggio Emilia) ospitano, dal 10 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, la mostra fotografica di Riccardo Varini, a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Realizzata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, l’esposizione sarà inaugurata sabato 10 dicembre alle ore 17.00.
In mostra, oltre 170 fotografie stampate su carta cotone. Immagini che documentano il percorso di Riccardo Varini dal 1979 ad oggi, attraverso le serie fotografiche – “Bianchi”, “Chiari”, “Stanze”, “Notturni”, “Persone in pausa”, “Paesaggio urbano” – che corrono parallele all’interno della sua ampia produzione. Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con una selezione di immagini inedite, anteprima di due nuovi cicli, “Wabisabi” e “Still life”, in fase di realizzazione.
Raggiunta una certa maturità artistica, dopo l’archiviazione al CSAC di Parma, la monografia Skira e le tante mostre in Italia e in Europa, l’autore ha sentito l’esigenza di selezionare le immagini che meglio rappresentano la sua poetica (lontana dall’essere meramente descrittiva, come potrebbe sembrare da alcune fotografie “eclatanti”, volutamente escluse) e di presentarle, attraverso un progetto organico, alla città che ha accompagnato il suo percorso, dall’amore per la natura condiviso con il padre Luigi agli esordi fotografici legati alla scuola di Stanislao Farri, dall’interesse per i pittori chiaristi (Guidi, Morandi e il reggiano Gandini) all’incontro nel 1984 con Luigi Ghirri, che ha contribuito alla sua formazione e che ancora oggi considera il suo maestro, nonostante si sia progressivamente distaccato da una lingua comune per portare avanti una ricerca personale.
Se i “Bianchi” portano l’osservatore, attraverso distese di neve, dal visibile reale all’invisibile astratto, i “Chiari” (“Silenzi” e “Marine”) rendono il tempo lungo della fotografia, dove ogni intento descrittivo lascia campo all’introspezione, mentre le “Stanze”, attraverso tagli di luce e prospettive di interni, parlano di attese e abbandoni, così come i “Notturni” di matrice hopperiana, che rivendicano il valore della solitudine, e le “Persone in pausa”, in attesa della prima battuta, tra teatro e memoria. Infine la geometria, presente nel “Paesaggio urbano” con contrappunti taglienti di luce. Tra le anticipazioni, alcune fotografie della serie “Wabisabi” che, guardando all’imperfezione come valore, registra piccole lacerazioni e fratture, ed alcuni “Still life”, tra colori, riflessi e trasparenze.
«Riccardo Varini ha uno sguardo lento – scrive il curatore – uno sguardo obliquo, che scopre i dettagli, che mette insieme spazi, personaggi, luci ma anche ombre. Le sue foto sono in apparenza immagini immediate del vero, ma in realtà sono fotografie a lungo studiate, composte, costruite attraverso lunghe attese, anche quando sono scattate rapidamente cogliendo magari una tempesta di neve in riva al mare, dunque qualcosa di diverso, di affascinante, di nuovo».
La personale sarà visitabile di martedì, venerdì, sabato, domenica e festivi con orario 10.00-13.00 e 16.30-19.30 (apertura a richiesta per le scuole). Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 456477, musei@municipio.re.it, www.musei.re.it. Per approfondimenti: www.riccardovarini.it.
Riccardo Varini nasce nel 1957 a Reggio Emilia. Fondamentali nel suo percorso sono Luigi Ghirri (1984) e il “chiarismo” della scuola di Guidi e Morandi. Nel 2006 fonda a Reggio Emilia una galleria dedicata esclusivamente alla fotografia, luogo d’incontro e formazione, dove tiene corsi di composizione e comunicazione. Nel 2007 le sue opere sono archiviate da Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fra i grandi nomi della fotografia italiana. Nel 2009 espone nell’ambito di “Fotografia Europea” (Galleria Parmeggiani, Reggio Emilia, prefazione di Arturo Carlo Quintavalle) e le sue opere sono archiviate dalla Fototeca della Biblioteca Panizzi. Espone successivamente in diverse città italiane, partecipando al “MIA Fair” (Milano, 2012, 2013, 2014), con immagine su “Le Monde”, e a “Photissima” (Torino, 2013). Le sue opere sono raccolte nei libri “Silenzi” (Meridiana, 2008, prefazione di Arturo Carlo Quintavalle), “Luoghi Comuni” (AbaoAQu, 2013, testi di Pierluigi Tedeschi ed Emanuele Ferrari), “Da Mare a Mare” (NFC Edizioni, Rimini, 2013, testi di Alessandra Bigi Iotti e Giulio Zavatta). Nel 2013 partecipa al simposio su Luigi Ghirri organizzato dalla British School di Roma. Nel 2014 esce la sua monografia, curata da Arturo Carlo Quintavalle per Skira. Dalla collaborazione con diverse gallerie, nascono mostre internazionali a Berlino, Monaco, Montecarlo, Parigi e Tokio. Nel 2016 si dedica maggiormente ai suoi seminari, tenendo mostre alla Reggia di Colorno (PR) e ai Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia.