Evento: The Swimmers, Alketa Bercaj Delishaj
22/09/2018 - 17/10/2018
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Data di inserimento: 11/09/2018 - 10:00
Luogo: Reggio Emilia () -
Data di inizio: 22/09/2018
Data di fine 17/10/2018
Descrizione
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 22 settembre al 17 ottobre 2018, “The Swimmers”, mostra di Alketa Bercaj Delishaj, artista di origini albanesi da molti anni residente a Verona. Curata da Chiara Serri, la personale sarà inaugurata sabato 22 settembre alle ore 17.30.
«L’esposizione – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce da un meritevole progetto di promozione della creatività giovanile posto in essere dall’Associazione Villa Sistemi Reggiana. In occasione della collettiva dei vincitori del concorso “OfficinARS”, nell’autunno del 2017, abbiamo conosciuto Alketa, visionato le sue opere e deciso di presentare il suo lavoro in Galleria».
In mostra, una trentina di opere ad acrilico, tecnica mista e collage su tela, tutte realizzate nel 2017-2018. Visioni d’acqua e di cielo nelle quali si mescolano ricordi e sogni, in un gioco di rimandi tra passato, presente e futuro.
«Per Alketa Bercaj Delishaj, scrive la curatrice, i nuotatori sono surfisti del tempo, figure capaci di cavalcare l’onda, inabissarsi improvvisamente e riemergere dal passato nel presente. Il nuoto, del resto, per usare le parole del giornalista sportivo Marco Pastonesi, è sport di silenzi, immaginazione e fantasie. Ciò che colpisce vedendo le opere recenti dell’artista è il senso di profonda quiete. Racconti d’acqua che pongono la figura umana, spesso di piccole dimensioni o defilata, in dialogo con lo spazio che la circonda. Uno spazio infinito, onirico, caratterizzato da una costante cromatica – l’azzurro – e da un trattamento della superficie pittorica non estraneo a stratificazioni di colore».
La personale sarà visitabile fino al 17 ottobre 2018, di martedì, mercoledì, venerdì e sabato con orario 17.30-19.30 oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875.
Alketa Bercaj Delishaj nasce a Shkoder, in Albania. Dal 2001 vive e lavora a Verona. Ha preso parte a numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, collaborando con gallerie e istituzioni internazionali, tra cui il Ministero della Repubblica della Diaspora del Kosovo. Le sue opere fanno parte di collezioni private e sono state esposte in diversi paesi, tra cui Italia, Germania, Turchia, Paesi Bassi, Kosovo, e in centri importanti quali Londra e New York. Tra i vincitori del concorso artistico “OfficinARS”, promosso dall’Associazione Villa Sistemi Reggiana, nel 2017-18 Alketa Bercaj Delishaj ha partecipato alle esposizioni collettive allestite a Reggio Emilia e Nola (NA). Nel 2018 ha preso parte alla mostra “Maledetti Albanesi – Il mio zero non è il tuo zero”, a cura di Luigi Marastoni e Sebastiano Zanetti, allestita presso la Casa del Mantegna a Mantova. Accanto alla ricerca personale, organizza eventi d’arte e tiene corsi di pittura.
Altri eventi dell'inserzionista
La pelle che abito
16/09/2017 - 07/10/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
ReArt Arte Contemporanea e Belle Arti di Reggio Emilia (Viale Umberto I, 42/B) presenta, dal 16 settembre al 7 ottobre 2017, “La pelle che abito”, doppia personale di Marco Arduini ed Anna Barbara Olszewska.
Curata da Michael Peddio, l’esposizione sarà inaugurata sabato 16 settembre alle ore 18.00 alla presenza degli artisti. In mostra, una quindicina di opere pittoriche il cui comune denominatore è l’interesse per la figura femminile.
Marco Arduini presenta una selezione di dipinti ad inchiostro ed acrilico su tavola di matrice Pop, in cui il tema del viaggio viene restituito allo spettatore per momenti non consecutivi e fermo immagine.
Anna Barbara Olszewska propone un excursus attraverso la sua produzione pittorica degli ultimi dieci anni. Opere a tecnica mista che esplorano l’infinito universo femminile, dal ritratto al nudo, prendendo spunto anche dai disegni degli abiti creati per le case di moda ed indossati dalle modelle.
La mostra sarà visitabile fino al 7 ottobre 2017, da martedì a sabato con orario 9.30-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: cell. 370 3462813, spazioreart@gmail.com, www.belleartisupplies.com, www.facebook.com/ReArtBelleArti.
Marco Arduini nasce a Reggio Emilia. È pittore e incisore. La sua formazione artistica avviene all’Istituto d’Arte Gaetano Chierici di Reggio Emilia. Attualmente lavora su tavola, tela e carta antica. La sua ricerca, di matrice figurativa, presenta chiari riferimenti alla Pop Art americana. Esperienze rivisitate nei “Racconti di Viaggio” degli anni 60-70, ambientati anche nell’attualità. Usa tempera e acrilico, ottenendo dipinti di forte impatto emotivo e cromatico. Nelle carte antiche, molte delle quali risalenti all’800, si snodano racconti realistici, con piloti, macchine da corsa e aerei. Numerose le mostre personali e collettive. Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali la selezione al Premio Arte Mondadori (Milano, 2010). Ha esposto alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Emilia Romagna (Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro, 2011).
Anna Barbara Olszewska nasce in Polonia, dove consegue la maturità artistica. A diciotto anni fa visita ad alcuni parenti a Cavriago (RE) ed incontra Mariella Burani che la ingaggia come modella. Il suo interesse però è rivolto alla creazione. Frequenta quindi la scuola di Maramotti e inizia a fare la modellista, diventando successivamente stilista. Per vent’anni è stata stilista di prima linea di Mariella Burani. Parallelamente all’attività professionale, ha coltivato l’interesse per la pittura con mostre e riconoscimenti da parte della critica e del pubblico.
ReArt Arte Contemporanea e Belle Arti nasce nel 2017 a Reggio Emilia (Viale Umberto I, 42/B) per iniziativa di Barbara Nicoletto e Michael Peddio, accomunati dalla passione per la pittura e le belle arti. Accanto alla galleria, attrezzata per mostre personali e collettive, si trova la sezione belle arti, con prodotti e marchi selezionati. L’attività espositiva si è aperta nel febbraio 2017 con la personale “Frammenti” di Nicla Ferrari. A seguire, mostre collettive, giornate di lavoro e full immersion con gli artisti.
Linearità flessibile
28/11/2015 - 31/01/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Sessi, 1/F) presenta, dal 28 novembre 2015 al 31 gennaio 2016, “Linearità flessibile”, esposizione collettiva che ripercorre la storia dell’arte italiana dalla fine degli anni Sessanta ad oggi, con particolare attenzione alle opere di Marco Gastini, Giorgio Griffa, Elio Marchegiani e Vittorio Matino, riconducibili all’ambito della “Pittura Analitica”, detta anche “Pittura pittura”.
Curata da Erika Rossi, la mostra s’intitola “Linearità flessibile” in riferimento alla ricerca di Vittorio Matino, caratterizzata da linee quasi rette, da un ordine rigoroso che sottende tuttavia ulteriori significati. Un ossimoro teso a collocare la pittura in una dimensione concettuale, generata da una profonda riflessione sul concetto stesso del dipingere, scevro da ogni riferimento realistico o naturalistico.
In esposizione, oltre ad una grande opera ad olio su tela del 1976-977 di Vittorio Matino, la densa materia coloristica di Marco Gastini, l’essenzialità del segno di Giorgio Griffa e le raffinate grammature di colore di Elio Marchegiani. Il percorso espositivo si completa, quindi, con alcune piccole opere di Enrico Della Torre, due paesaggi di Carlo Mattioli, una struttura modulare di Paolo Scheggi ed una composizione spaziale di Walter Valentini.
Una panoramica sul secondo Novecento italiano e gli inizi del XXI secolo è, infine, offerta da opere selezionate di Omar Galliani, Luigi Ghirri, Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Alberto Manfredi, Pino Pinelli, Angelo Savelli, Ettore Spalletti e Jorrit Tornquist.
La mostra, che sarà aperta al pubblico a partire da sabato 28 novembre dalle ore 10, sarà visitabile fino al 31 gennaio 2016, tutti i giorni con orario 10-12,30 e 16-19,30, aperto anche domenica e festivi. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 580143, duemilanovecento@tin.it, www.duemilanovecento.it, www.facebook.com/duemilanovecento.
Nell’ambito dell’esposizione, sabato 5 dicembre, alle ore 18, si terrà il concerto di Annalisa Ferrarini (soprano) ed Elisa Montipò (pianoforte) per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato con grande generosità alla raccolta fondi e giocattoli in favore di AGEOP Ricerca Onlus (www.ageop.org), associazione che da oltre trent’anni accoglie e assiste i bambini e i ragazzi malati di tumore e le loro famiglie e finanzia la ricerca scientifica nella lotta al cancro infantile. L’evento è parte di “Musicali Domestici”, rassegna di concerti privati nelle case di Reggio Emilia, nata da un’idea di Francesca Codeluppi, Elena Bertacchini ed Elena Boni.
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Amanda Chiarucci. Rubedo
08/03/2019 - 28/04/2019
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Inserito da CSArt Serri
Alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43), dall’8 marzo al 28 aprile 2019, una mostra all’insegna della natura, del viaggio e della scoperta. Costituite da carte ripiegate su se stesse e porzioni di vita vissuta, le opere di Amanda Chiarucci sono diari senza parole, sculture silenziose che, come organismi viventi, si evolvono e si trasformano. Curata da Matteo Galbiati, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 8 marzo alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
Il titolo della personale – “Rubedo” – allude al compimento ultimo del processo di trasformazione alchemica, in cui l’anima si eleva al di sopra della materia. Amanda Chiarucci compie la sua alchimia utilizzando il mezzo espressivo dell’arte come transfer per la sua trasformazione interiore, ricongiungendo spirito e materia, natura e umanità, microcosmo e macrocosmo. Attraverso l’arte sublima la Natura, sotto la spinta ardente dello Spirito (Rubedo).
In mostra, una decina di opere realizzate dal 2016 al 2019 con la tecnica dell’Origami Modulare Tridimensionale, insieme scultoreo di moduli identici che vanno a costruire paesaggi e a tessere forme organiche. Nello specifico, il linguaggio scelto dall’artista è quello del Golden Venture, che si contraddistingue per un tipo di modulo a forma di triangolo rettangolo, ideale per la costruzione geometrica di montagne e strutture sinuose protese verso l’alto.
Il nome di questa tecnica proviene dalla storia di una nave, la Golden Venture, che nel 1993 naufragò davanti alla Rockaway Beach, a pochi chilometri da Manhattan, portando all’incarcerazione di centinaia di migranti di origine cinese. All’interno del penitenziario, i detenuti realizzarono oltre 10.000 sculture con la tecnica dell’Origami Modulare Tridimensionale, utilizzando riviste, carta millimetrata, carta igienica e colla. Esposte e vendute, queste opere hanno contribuito nel tempo a sostenere la loro causa.
In questa storia di immigrazione, Amanda Chiarucci riconosce parte della propria vita in quanto tante persone della sua famiglia, alla ricerca di felicità o fortuna, si sono spostate da un capo all’altro della Terra, rischiando tutto.
Un linguaggio, quello del Golden Venture, che consente all’artista di decodificare, attraverso processi di costruzione e stratificazione, ciò che non può essere percepito realmente, ovvero il tempo, il pensiero e il desiderio. Essi rimangono nella dimensione dell’invisibile, ma contengono una potente energia che Amanda Chiarucci registra, frammento dopo frammento, in una continua tensione verso l’alto che si esplica in talee, utopiche mappe del desiderio, altorilievi geografici modulati dall’impulso di esplorare il paesaggio (conosciuto e sconosciuto) e da un sentimento interiore di amore e rispetto verso la Natura e ogni forma di vita.
«Nella carta – dichiara l’artista – ci sono linee invisibili che sono il risultato di studi geometrici e calcoli matematici. L’origami cela l’essenza della forma, l’atto della creazione in chiave spirituale, poiché la geometria si trova in tutte le creazioni della Natura, come se si celasse al suo interno un disegno divino».
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 aprile 2019, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì; aperto Pasqua e 25 Aprile. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte, www.instagram.com/bonioniarte.
Nata a Cesena nel 1974, Amanda Chiarucci consegue la Maturità Classica a Forlì e il Diploma in Pittura e Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna. I suoi esordi artistici sono legati all’happening e alla performance. Realizza successivamente diversi cicli di opere – “Ninfa”, “Camicie di forza”, “Matrjoske”, “Madonne” – dedicate all’indagine della figura femminile, tra passato e presente, quotidianità e sacralità. La sua prima personale, “Matrjoske”, è allestita alla Galleria del Loggiato di Cesena. Nel 2005 risulta tra i vincitori del Premio Celeste, nella categoria Pittura Mediale, con l’opera “Finché il mio sangue non sia puro” e partecipa alla collettiva “Young Italian Painters” alla Sacy Gallery di Firenze. Il 2007 si apre con il ciclo di autoritratti e ritratti fotografici “Madonne”, esposto allo Spazio Cotogni di Forlì con la curatela di Giovanni Gardini. Nel 2014 espone al MEAM, Museo Europeo di Arte Moderna di Barcellona nell’ambito della collettiva “Martyrium Sanctae Eulaliae” e al MUSAS, Museo Storico Archeologico di Santarcangelo (RN) in occasione della collettiva “La scrittura disegnata, quaderni di artisti e scrittori contemporanei tra disegno, parola e invenzione quotidiana”, a cura di Claudio Ballestracci e Dacia Manto, nell’ambito della Biennale del Disegno di Rimini. Nel 2013 realizza il progetto “Talee” con una tecnica completamente differente da quelle utilizzate in precedenza (Golden Venture) per esplorare un tema fondamentale nella vita, ossia il tempo. Da qui la personale “Il sentimento