Evento: Francesco Fontanesi, Imago Hominis
29/09/2018 - 28/10/2018
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Data di inserimento: 12/09/2018 - 10:51
Luogo: Rubiera (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 29/09/2018
Data di fine 28/10/2018
Descrizione
Dando seguito all’ormai consolidata tradizione delle esposizioni di settembre organizzate dall’Amministrazione Comunale di Rubiera, presso il Complesso Monumentale de L’Ospitale (Via Fontana, 2), dal 29 settembre al 28 ottobre 2018, sarà allestita “Imago Hominis”, personale di Francesco Fontanesi, a cura di Umberto Nobili.
La mostra, realizzata con il contributo di Tetrapak Italia, verrà inaugurata sabato 29 settembre alle ore 17.30. Saranno presenti, oltre all’artista, Emanuele Cavallaro (Sindaco del Comune di Rubiera), Elena Lusvardi (Assessore alla Cultura del Comune di Rubiera) e Umberto Nobili (curatore).
L’esposizione sarà dedicata alla più recente produzione di Francesco Fontanesi, autore versatile, sperimentatore di tecniche e di materiali diversi, presente sulla scena artistica da molti decenni.
Il genitivo soggettivo dell’espressione latina del titolo – “Imago Hominis” – vuole sottolineare l’indagine condotta sull’uomo per il tramite di immagini ripensate e ricostruite dall’artista sulla base di gesti, sguardi e tracce di volti carpiti alla quotidianità. Esse, oltre a proporsi come occasioni di originale espressività artistica, intendono esplorare la condizione umana fin oltre i suoi margini e al fondo delle più riposte piaghe dell’anima.
«Con questa proposta – scrive Elena Lusvardi – Francesco Fontanesi ci svela l’Infinito che è dentro l’uomo e dentro di noi. L’Ospitale, secondo la sua originaria vocazione, ospita l’uomo in tutte le sue dimensioni, nella poliedrica individualità e nella diffusa universalità che riconduce tutti noi ad un’unica scintilla divina».
«Letto dall’interno dell’acuta sensibilità di Fontanesi – conclude Umberto Nobili – il mosaico umano montato sulla scena dei suoi quadri prende mobilità e verità nuove e si carica di suoni e voci suadenti che restituiscono una diversa e più appagante coerenza al fluire della vita e al suo mistero».
L’esposizione sarà visitabile di sabato con orario 16.00-19.00 e di domenica con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra con prefazione di Elena Lusvardi, testo critico di Umberto Nobili, apparato bio-bibliografico e riproduzione fotografica delle opere. Per informazioni: tel. 0522 622238, cultura@comune.rubiera.re.it, www.comune.rubiera.re.it.
Francesco Fontanesi, nato nel 1930 a Reggio Emilia, è conosciuto come insegnante di materie scientifiche presso l’ITC Scaruffi, ma soprattutto per le sue opere “materiche” di matrice espressionista e per le sculture in ceramica. Queste prime opere si trovano in molte collezioni private, presso edifici pubblici (chiese di S. Alberto, S. Giacomo, S. Luigi, S. Croce), presso il Liceo Classico Ariosto, presso l’Università di Modena e Reggio, presso la Galleria Alfieri di Piacenza e l’Università Bocconi di Milano. Proviene da studi scientifici, pur avendo sempre coltivato interessi per il mondo dell’arte sin dai tempi del liceo. È laureato in Scienze Naturali e in Farmacia. La sua esperienza nel campo della pittura si è avvalsa della giuda del critico d’arte Lando Orlich. Inizialmente orientato verso l’espressionismo e l’arte Fauves, sviluppata con un impasto materico di colori stesi talora con la spatola o direttamente coi tubetti, si è via via interessato a forme d’arte più moderne quali cubismo, forme di espressionismo astratto e informale. Quest’ultimo percorso lo ha visto utilizzare nelle sue opere anche materiali eterogenei alla pittura tradizionale, quali collage e oggetti applicati direttamente alla tela. Attenzione non minore è stata dedicata alla scultura, specialmente nel campo delle ceramiche con temi principalmente religiosi. Al colore Fontanesi ha sempre rivolto molte sue energie e molti suoi pensieri. Approdato, dopo aver navigato per molti nostalgici sogni e molti incantamenti, in un sorprendente paese dove i colori hanno tutte le fragranze le sensibilità e le calde accensioni di una luce “mediterranea” che deflagra anche si grigi, sui neri e nei blu delle notti. Questi colori, tuttavia, sono privi di consistenza, di spessore naturalistico, appaiono cioè liberi da ogni vincolo con il reale, liberi dunque, ad esempio, di trasformare una piazza in uno scintillante tappeto giallo, un albero in un acuto diapason rosso oppure di rivestire le case di azzurro e di violetto come un cielo in un crepuscolo d’estate. Il colore per Fontanesi non è solo una qualità della superficie, ma qualcosa che risplende dall’interno, rivelando l’essenza del mondo, qualcosa da sentire con la mente e con il corpo, qualcosa da immaginare, toccare odorare.
Altri eventi dell'inserzionista
Profeti in Patria - Cammini d'artista a Montecchio Emilia. Graziano Pompili
21/02/2016 - 28/02/2016
Montecchio Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Con la mostra personale di Graziano Pompili, in programma fino al 28 febbraio 2016 al Castello Medievale di Montecchio Emilia (RE), si apre la rassegna “Profeti in patria - Cammini d’artista a Montecchio Emilia” promossa dall’amministrazione comunale. L’intento del progetto è quello di permettere ai cittadini di conoscere gli artisti che vivono ed operano nel Comune non solo attraverso la loro opera ma anche grazie a momenti di incontro e confronto personali.
Curata da Sandro Parmiggiani, l’esposizione presenta una selezione di opere in terracotta realizzate negli anni ’70 e ’80. Come scrive, infatti, il curatore, «A partire dal 1978, e per almeno un decennio, la terracotta diventa il materiale elettivo di Pompili, che dà vita a un ciclo di particolare fascino, le “Ri-archeologie”, terrecotte che ripropongono lo splendore delle sembianze dell’antico, riemerso dagli abissi del tempo: mostrano, infatti, ferite e mutilazioni, accentuate dal fatto che l’artista le riduce in frammenti all’uscita dal forno di cottura, per poi ricomporle con ganci di ferro».
Il percorso espositivo, pensato per gli spazi del Castello, comprende un’opera monumentale nell’atrio d’ingresso (“Domotica”, 2008), la sequenza ritmica di “Archeologia del ‘900” nella stanza laterale e tre opere riferibili alla prima metà degli anni ’80 – “Grande scudo”, “Acrolito”, “Emmaus” – immerse nell’ombra dei sotterranei.
«Queste cinque opere sul tema delle Ri-archeologie – spiega Graziano Pompili – realizzate più di vent’anni fa, dopo essere state esposte in decine di spazi pubblici e privati, sia in Italia che all'estero, trovano ora posto all'interno del piccolo Castello medievale di Montecchio Emilia, un luogo “ideale” nel quale si instaura un dialogo privilegiato tra la scultura e lo spazio che la contiene».
Domenica 21 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, l’artista sarà presente in mostra ed accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere esposte.
La personale è visitabile fino al 28 febbraio 2016 di lunedì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì ore 15.00-18.00, mercoledì ore 9.00-13.00, sabato ore 9.00-12.00. Ingresso libero. Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it, www.comune.montecchio-emilia.re.it).
Il ciclo di iniziative che il Comune di Montecchio Emilia ha inteso dedicare a Graziano Pompili proseguirà fino a giugno 2016 con mostre temporanee, appuntamenti ed incontri. Il prossimo evento espositivo sarà dedicato alla “Via Crucis” realizzata dall’artista nel 2003. L’opera sarà allestita dal 19 marzo 2016 negli spazi di Casa Cavezzi, quattrocentesco palazzo nel centro storico di Montecchio Emilia.
Graziano Pompili nasce a Fiume nel 1943. La sua formazione avviene all’Istituto d’Arte Internazionale per la Ceramica di Faenza e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 1977 diventerà docente di Scultura in marmo. Nel 1982 si stabilisce a Montecchio Emilia (RE). Molti sono i materiali con cui si è misurato nella sua attività di scultore: il marmo, la terracotta, il bronzo, il ferro, il legno e la pietra, realizzando anche opere di grandi dimensioni ed alcune installazioni. Tiene numerose mostre personali in Italia e all’estero, in musei pubblici e in gallerie private. Tra le recenti esposizioni, si segnalano: “La memoria del sacro” (Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2006; MUSMA, Matera, 2013; Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, Bologna, 2014), “ORT” (Castello di Pergine Valsugana, Trento, 2011) e “Der Feldweg” (Giardino di Daniel Spoerri, Seggiano, Grosseto, 2002). Vive e lavora tra Montecchio Emilia e Carrara.
Il Castello di Montecchio Emilia, di proprietà comunale, domina il centro storico ed è una delle più interessanti architetture fortificate matildiche della provincia. Non è nota la data della fondazione del Castello, esistente però già nel 1114 secondo un placito matildico, e denominato “Castrum vetus” nel 1259. Il suo primo nucleo probabilmente esisteva già nel X sec. d.C. La Rocca fu, nel XIII sec., oggetto di aspre contese fra i Vescovi e il Comune di Parma. Successivamente si avvicendarono, nel dominio del Castello, i Vicedomini e importanti famiglie afferenti alle signorie dei Visconti e degli Este. Nel 1426 Montecchio passò definitivamente sotto il controllo degli Estensi e, per la sua notevole importanza strategica, nel 1562 fu elevato a Marchesato. Fino all'Unità d'Italia – con la breve eccezione del periodo napoleonico – Montecchio seguì le sorti del Ducato Estense. Per secoli e fino al 1960, la Rocca fu adibita a carcere mandamentale.
Maria Pellini, Cinque Opere sull'Amore
06/08/2017 - 27/08/2017
Casina (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
“Cinque Opere sull’Amore” di Maria Pellini in mostra, dal 6 al 27 agosto 2017, all’interno del Centro Convegni del Castello di Sarzano (ex chiesa di San Bartolomeo) a Casina (Reggio Emilia).
Realizzata con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia e del Comune di Casina, la mostra verrà inaugurata domenica 6 agosto, alle ore 18.00. L’esposizione sarà accompagnata da un ricco calendario di incontri, conferenze e performance teatrali ad ingresso gratuito sul tema dell’amore.
In mostra, cinque opere a tecnica mista su tela di grandi dimensioni, realizzate nel 2016 e nel 2017. Un progetto, condiviso con Gianluca Montanari, che intende rappresentare l’universalità dell’amore, oltre i limiti precostituiti.
«Non solo dipinti, ma anche parole e momenti di condivisione – spiega Maria Pellini – per dare vita ad uno spazio in cui il visitatore si senta cullato ed amorevolmente protetto, dove possa trovare, provare, sentire il luogo sacro di sé. Uno spazio di pace, ma anche un momento di ricerca ed estensione, di espansione per sentirsi Amore».
I cinque dipinti, tutti di matrice informale, saranno allestiti rispettivamente ai lati della navata unica, nelle due cappelle laterali e nella zona absidale, a ridosso dell’altare paleocristiano, contestualmente a testi poetici scritti dall’artista per accompagnare le opere.
Come spiega la storica dell’arte Francesca Mora, «Maria Pellini incrocia con spavalderia i ferri con l’arte, lavorando nel colore e nella materia con una forza non comune, così maschile per la brutalità e il vigore in cui si manifesta, ma al tempo stesso femminile nella sensibilità che la muove. L’artista si mostra come nuda davanti ai nostri occhi, non ha bisogno di inutili decori o di ammorbidire quella verità che sente l’urgenza di rivelarci... È in grado, con grande umiltà ma anche con una solida preparazione, di indicarci le vie del sentire dell’animo umano che possiamo percorrere di fronte alle sue opere, permettendoci al tempo stesso di scegliere in quale desideriamo camminare».
La personale sarà visitabile fino al 27 agosto 2017, di venerdì, sabato, domenica e festivi con orario 16.00-22.00. Ingresso libero. Per informazioni: maria@mariapellini.com, www.mariapellini.com.
Nell’ambito della mostra si terranno sei eventi ad ingresso gratuito con inizio alle ore 18.30: lunedì 7 agosto, “Imparare ad amare noi stessi attraverso la terapia della risata”, conferenza esperienziale a cura di Caterina Pettinato (Laureata in Psicologia, specializzata in coaching, formazione e neuroscienze); mercoledì 9 agosto, “Cibo, amore e nutrimento”, conferenza a cura di Francesca Piccinini (consulente nutrizionale di alimentazione macromediterranea); venerdì 11 agosto, “Le radici dell’amore”, presentazione dell’omonimo libro a cura di Caterina Villani (autrice) e Stefano Nava (illustratore); venerdì 18 agosto, “Amore...”, conferenza a cura di Sergio Gaiffi (Psicologo clinico, Psicoterapeuta); sabato 19 agosto, “Esperienze di vita”, conferenza esperienziale a cura di Graziella Saccocci (Docente di Biodanza) e Alda Grassini (Master Reiki); sabato 26 agosto, “La realtà dell’amore”, performance teatrale di Roberta Bedogni (autrice ed interprete).
Maria Pellini nasce a Reggio Emilia nel 1963. Diplomata in arte del tessuto presso l’Istituto d’Arte Gaetano Chierici di Reggio Emilia, inizia ad operare come decoratrice nel settore delle giostre tradizionali per luna park, esportate principalmente nei paesi arabi e in Europa. Nel 1999 esordisce nel mondo dell’arte con una ricerca personale che tuttora porta avanti con mostre personali a livello nazionale. Ha collaborato con le scuole medie inferiori Italo Calvino e San Giovanni Bosco di Reggio Emilia nell’ambito di “Mus-e” (Musique Europe), progetto ideato dal violinista Yihudi Menuin per favorire l’integrazione sociale con l’aiuto dell’arte, e con l’Associazione Nondasola per l’aiuto del singolo bambino o del gruppo. Promuove nel proprio atelier, e non solo, corsi e laboratori per bambini ed adulti improntati al benessere e alla ricerca interiore, creativa, grafica e pittorica. Opera e collabora con la cooperativa Zora per laboratori pittorici nella disabilità. Attiva all’interno dell’associazione Andos per laboratori (LIC Donna- luoghi di prevenzione) e consulente artistica per mostre all’interno della sede, nonché vicepresidente dell’Associazione Insieme si Può, opera sinergicamente con la biodanza unita al colore, all’espressione artistica e alla musicalità del cuore. È inserita nel volume “Donne & donne sulle tracce di Matilde di Canossa”, promosso dalla Regione Emilia Romagna. Nel 2016 la rivista “Marie Claire Maison” ha pubblicato alcune sue opere, selezionate dall’Architetto Designer Bruno Tarsia di Milano. Il suo atelier si trova presso il “Borgo delle Querce” a Pieve Modolena, in provincia di Reggio Emilia.
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Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile - Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
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RizzutoGallery (via Maletto 5, Palermo) è lieta di presentare “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile”, una mostra a tre voci che vede a fianco Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda, a cura di Helga Marsala, che sarà inaugurata sabato 23 settembre 2017 alle ore 18, e resterà visitabile fino al 18 novembre, dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00.
Stefano Cumia, artista palermitano con base a Milano, classe 1980, tra i più raffinati e interessanti esponenti della nuova astrazione pittorica italiana; un maestro come Nunzio (1954, Cagnano Amiterno, Abruzzo), tra le voci italiane più autorevoli nel campo delle scultura, riconosciuto fin dagli Anni Ottanta a livello internazionale; Turi Rapisarda, catanese di nascita, torinese d’adozione, talentuoso sperimentatore della fotografia, con una lunga carriera da outsider, fra traguardi professionali e spazi d’indipendenza. Le opere dei primi due, inedite, sono realizzate ad hoc per il progetto; quelle di Rapisarda appartengono a un ciclo del 2011 raramente esposto.
La mostra, che accosta tre linguaggi diversi (pittura, scultura, fotografia), sul filo di una stessa atmosfera umbratile e di una serie di riflessioni comuni sui meccanismi della visione, è parte di una ricerca curatoriale in corso, intorno alla relazione tra visibilità e invisibilità nel processo di formazione, nei percorsi di lettura e nello statuto concettuale dell’immagine.
Col termine “nyctography” (letteralmente “scrittura notturna”) Lewis Carroll, autore del leggendario “Alice nel paese delle meraviglie”, aveva battezzato una sua invenzione utile a fronteggiare quell’esigenza – così diffusa fra gli scrittori - di prendere appunti nel cuore della notte, sul filo di un’improvvisa ispirazione. Si tratta di un sistema di scrittura collegato a un “nyctografo”, piccola griglia ricavata da un tassello rettangolare di legno, i cui intagli servono da guida nel buio: una sorta di alfabeto astratto fatto di punti e linee, messo a punto da Carroll circa 60 anni dopo l’invenzione del linguaggio Braille. Scrittura in codice, dunque, da appuntare a occhi chiusi e trascrivere sul foglio il giorno dopo.
Da qui si dipanano una serie di suggestioni, per un viaggio simbolico e mentale lungo quello spazio notturno che è metafora di una visione altra, inattesa, radicale, cangiante: spazio di segni, forme, tracciati, soglie, buchi, velature, cecità e illuminazioni, scritture visive o testuali.
Nella serie di ritratti di Rapisarda dal titolo Unt Hitler (2011) i soggetti sono immersi in un’oscurità teatrale, quasi beckettiana, intenti a schermarsi da una luce invadente, che è denudamento, sistema di controllo e macchina spettacolare, per un’impropria “uscita dal margine, dall’intimo, dall’autentico, dal differente”. Passaggio netto dalla figura umana ai dipinti quasi monocromi di Cumia, fatti di tracce, gradienti, velature: l’immagine qui impone all’occhio - nell’assoluto contrasto tra la luce e il buio – “la necessaria disciplina per imparare a scorgere il nero nel nero, il bianco nel bianco, ma anche il segno e il colore celati nell’uno o nell’altro”. Infine le opere di Nunzio, astrazioni imponenti che aprono spazi di visibilità nel nero profondo e linee d’invisibilità nella tramatura dei materiali, tra l’articolazione di forme dispiegate in orizzontale e la testimonianza di ciò che la forma stessa era, col suo trasmutare: “L’oggetto plastico porta con sé la memoria indefinita dei materiali, dei luoghi d’origine, del primo sguardo e del prossimo, del non finito e dell’irrisolto”.

Nyctografie.
Scritture tra il visibile e l’invisibile
Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
a cura di Helga Marsala
Inaugurazione: sabato 23 settembre 2017 - ore 18
Dal 26 settembre al 18 novembre 2017
dal martedì al sabato | 16.00-20.00
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