Evento: Francesco De Molfetta e Giulia Maglionico. All You Can Eat!
29/09/2018 - 28/10/2018
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Data di inserimento: 19/09/2018 - 10:54
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 29/09/2018
Data di fine 28/10/2018
Descrizione
Menù “All You Can Eat!” alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) con opere di Francesco De Molfetta e Giulia Maglionico, tra attualità, politica e consumismo. Curata da Francesca Baboni, la bi-personale sarà inaugurata sabato 29 settembre alle ore 17.00.
«Il titolo della mostra – spiega la curatrice – fa riferimento alla celebre catena di ristoranti in cui è possibile mangiare di tutto a poco prezzo e in cui si scatenano delle vere e proprie gare alimentari incontrollate, dunque al concetto di arraffare e di abbuffarsi fino alla perdita di lucidità, sia in ambito consumistico (nel caso di De Molfetta) che in ambito politico (Maglionico). I due artisti indagano l’uno attraverso la pittura e l’altro la scultura, problematiche contemporanee e di estrema attualità quale l’idolatria maniacale di una estetica fittizia del cibo che diviene una droga e un surrogato di passiva felicità, le promesse mancate della politica e nel contempo il richiamo quasi bulimico all’ingordigia del potere, attraverso il gioco delle carte, il rifiuto di plastica abbandonato, i simboli della società capitalistica come il Mc Donald’s e le grandi multinazionali, simboli di un decadimento culturale oramai irreversibile».
In esposizione, una grande opera in vetroresina di Francesco De Molfetta (“Milkow”), accompagnata da una serie di piccole porcellane smaltate a terzo fuoco (tecnica tradizionale settecentesca), tutte riprese da calchi in gesso del Settecento, e l’inedita installazione pittorica dalla sfumatura socio-politica “Poker Face” di Giulia Maglionico che rimanda alle leadership internazionali, unitamente ad altre opere a tema alimentare.
Un progetto curatoriale che, per la prima volta, mette a confronto le ricerche dei due artisti, differenti per percorso e linguaggio, ma accomunati da uno sguardo acuto sulla società contemporanea.
La mostra sarà visitabile da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte, www.instagram.com/bonioniarte.

Francesco De Molfetta, classe 1979, vive e lavora a Milano. Il suo lavoro, scoperto dal famoso gallerista dell’Arte Povera Franco Toselli, è stato presentato in Italia e all’estero, in tutte le principali fiere d’arte a partire dal 2000. Ha esposto in Europa e nel mondo in musei e gallerie private. Nel dicembre 2013 è stato invitato al Museo L.A. MOCA in una mostra sulla scena artistica New Pop e Surrealista. Nel 2010 l’esplosione è con la sua provocazione alla Biennale d’Arte Sacra con la scultura di “Lourdes Vuitton” (La Madonna che indossa un abito Louis Vuitton). Ha collaborato con marchi come Nike, Henry Cotton’s, Fender chitarre e Lamborghini. Ha scritto e diretto quattro cortometraggi, uno dei quali ha vinto il primo premio Ambrogino d’Oro come opera migliore sulla città di Milano. Nel 2010 la prima sala museale a Vitoria, nei paesi Baschi, nel 2012 alla Biennale di Tolentino, nel 2017 una sala personale presso il Museo della Triennale di Milano.
Giulia Maglionico nasce a Firenze nel 1977. Nel 2003 si laurea in Lettere presso l’Università di Parma. Nel 2008, dopo diverse esperienze espressive e un diploma di grafico pubblicitario, approda alla pittura. Nel 2012 l’incontro con Rosanna Chiessi, storica gallerista del gruppo Fluxus, e con Francesca Baboni. Nello stesso anno l’artista inizia a lavorare con la Galleria Il Castello di Milano. Sempre nel 2012 viene selezionata come artista per la linea 55DSL gruppo DIESEL Industry, Breganze Vicenza. Nel 2013 disegna per la linea di design e-my del Gruppo Guzzini S.p.A. (Placemats ‘Circus’, Maison & Objet Paris e MACEF Milano). Nel 2015 Vittorio Sgarbi seleziona una sua opera per l’evento “Expo arte contemporanea” in occasione dell’Expo presso Villa Bagatti Valsecchi, Varedo (MB). Tra le personali si ricordano “Radioactive tea time”, “Acquadri”, “The most beloved” (Il Castello, Milano, 2013, 2014, 2017) e “Fuck this restaurant” (Galleria Pananti, Firenze, 2015). Collabora con Galleria Pananti, Galleria Annovi e Bonioni Arte.
Altri eventi dell'inserzionista
Francesco Casolari - Metropolis Collection
11/03/2017 - 08/04/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dalla “Metropolis” di Fritz Lang, città cyberpunk ante litteram ed emblema di un futuro ormai presente, la produzione calcografica di Francesco Casolari, bolognese classe 1982, trova negli strumenti offerti dall’incisione all’acquaforte il mezzo d’elezione per raccontare il paesaggio urbano contemporaneo, tra citazioni, fantasia e definizione calligrafica del dettaglio.
“Metropolis Collection” è il titolo della mostra allestita dal 12 marzo all’8 aprile alla Galleria VV8artecontemporanea di Reggio Emilia (Cortile di Palazzo Borzacchi, Via Emilia Santo Stefano 14), con inaugurazione sabato 11 marzo, alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
«Fare incisione nel 2017 – spiegano i galleristi Chiara Pompili e Alberto Soncini – è una scelta coraggiosa. Del lavoro di Francesco Casolari ci ha colpito la grande perizia tecnica, maturata in anni di studio e ricerca, nonostante la giovane età. Il nostro interesse va anche alla riproducibilità dell’opera che, per certi versi, assimila l’incisione alla fotografia, linguaggio che esploriamo da tempo».
In mostra, una quindicina di acqueforti, realizzate dal 2007 ad oggi, unitamente a due opere su tela, scansionate e stampate a plotter. L’allestimento comprende anche l’esposizione di una matrice su lastra di zinco. Se le tavole dei primi anni erano tirate su carta bianca con inchiostro nero, l’ultima produzione si caratterizza per cromatismi inaspettati che coinvolgono città, paesaggi futuristici e giungle incontaminate.
L’esposizione sarà visitabile fino all’8 aprile 2017, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103, cell. 340 9232277, www.vv8artecontemporanea.it.
Francesco Casolari nasce nel 1982 a Bologna, dove vive e lavora. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in “Design della Moda” a Treviso (Iuav, Venezia). È attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in “Arti Visive” presso l’Università di Bologna. Parallelamente agli studi, porta avanti una ricerca personale rivolta all’incisione, tecnica alla quale è avviato all’età di sei anni dalla nonna materna. Inaugura l’attività espositiva nel 2002, tenendo varie mostre in Italia e all’estero. Esposizioni personali presso Galleria Battito d’Ali (Treviso, 2012), Galleria Bi-Box (Biella, 2013), CA Gallery (Bologna, 2014), Ambasciata d’Italia a Oslo (Oslo, 2015), Miro Gallery (Bologna, 2016). Tra le collettive si segnalano: “Premio Arte Laguna” (Arsenale, Venezia, 2014), “Segni Moderni” (Orie Gallery, Tokyo, 2014; Galleria Casa Dugnani, Milano, 2014; Kaguraoka Gallery, Kyoto, 2015; Irohani Gallery, Osaka, 2015; Galleria Celeste, Niigata, 2015), “Arte contemporanea italiana” (Palm Beach, 2016; Bal Harbour, Miami, 2016; Palm Beach, 2017), “Nowruzaneh” (Chav Studio, Teheran, 2017; Diba Gallery, Kerman, 2017; Farzad Gallery, Mashhad, 2017). Ha preso parte a diverse fiere di settore, come Affordable Art Fair (Milano), The Others Art Fair (Torino), SetUp Contemporary Art Fair (Bologna). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
Bruno Canova, Mai più
22/01/2017 - 26/02/2017
Correggio (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dal 22 gennaio al 26 febbraio 2017 il Museo “Il Correggio” (Palazzo dei Principi, C.so Cavour, 7, Correggio) ospita la mostra “Mai più”, personale di Bruno Canova – artista testimone della Shoah – promossa dal Comune di Correggio in occasione del Giorno della Memoria. L’esposizione fa parte di un progetto internazionale, curato da Margherita Fontanesi e Lorenzo Canova, che vede coinvolto l’Istituto di Cultura Italiana di Lisbona che ospiterà, in contemporanea alla mostra di Correggio, disegni e grafiche dello stesso Bruno Canova.
Bruno Canova (1925 – 2012) è stato un grande interprete dell’arte italiana, avendo vissuto la terribile esperienza del campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. La mostra indagherà un aspetto in particolare della Shoah attraverso le opere di chi ha vissuto la guerra e la persecuzione in prima persona. Un approccio del tutto nuovo per esplorare ogni modo in cui l’arte può essere interprete e portavoce della storia.
Artista militante e antifascista, attivo nella Resistenza partigiana e per questo arrestato e deportato come prigioniero politico nel campo di concentramento di Brüx nel Sudetenland, Canova, nonostante il vissuto personale di oppositore politico, non ha messo solo il suo vissuto personale al centro del suo lavoro, ma ha dedicato molto spazio, nel suo narrare, alla persecuzione antiebraica. La maggior parte delle opere in mostra appartengono a un ciclo unitario di dipinti intitolato “L’arte della Guerra”, il cui nucleo principale risale agli anni ’70. Si tratta di opere di medie e grandi dimensioni, fra le quali si distinguono numerosi collage realizzati con documenti, quotidiani e manifesti dell’epoca che danno al lavoro un taglio quasi scientifico.
Attraverso le opere di Canova è possibile trovare l’intera parabola di nascita, sviluppo e fine del Nazifascismo.
“In questi anni stiamo caratterizzando le proposte di Correggio in occasione del Giorno della Memoria attraverso l’allestimento di percorsi artistici contemporanei”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. “Confortati in questa scelta dall’apprezzamento ricevuto, quest’anno ospitiamo la mostra di Bruno Canova, che propone il punto di vista di un artista che ha vissuto l’orrore dei campi di concentramento non perché ebreo, ma in quanto prigioniero politico. Grazie alla collaborazione con i curatori, la contemporaneità della mostra con l’esposizione all’Istituto di Cultura Italiana di Lisbona offre all’evento un respiro internazionale di cui siamo ovviamente felici”.
“Il linguaggio artistico fortemente espressionista di Canova”, spiega Margherita Fontanesi, “si intreccia ai documenti storici e ai ricordi personali in opere alle quali è impossibile sottrarre gli occhi e la coscienza. Nelle sue opere si trovano echi delle avanguardie di inizio Novecento, di Hieronymus Bosch e dei suoi quadri brulicanti di figure mostruose e disperate, della Neue Sachlichkeit ma anche dello stile degli amici e compagni con cui ha condiviso pittura e ideali: Renzo Vespignani, Mario Mafai, Antonietta Raphaël. Quello di Canova è un simbolismo non onirico ma storico e bellico al cui servizio è stata declinata la tecnica del collage, impiegata solitamente da movimenti artistici dai contenuti molto distanti da questo, come il futurismo e il dadaismo”.
Domenica 22 gennaio, alle ore 17, in occasione dell’inaugurazione della mostra, sarà presente a Correggio anche Lorenzo Canova – figlio dell’artista, critico d’arte, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università del Molise e direttore dell’Archivio Bruno Canova – che illustrerà al pubblico l’opera del padre.
L’esposizione sarà visitabile fino al 26 febbraio 2017, il sabato con orario 15,30 - 18,30 e la domenica ore 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30. Venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, apertura straordinaria con orario 10 - 12,30 e 15,30 - 18,30. Altri giorni su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 691806, museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.
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SGF & Friends
26/12/2015 - 06/01/2016
Carrara (MS) - Toscana
Inserito da Filippo Rolla
SGF & Friends

seconda edizione 2015 - sabato 19 dicembre ore 18.00 - Martinelli, via Santa Maria n. 13 – Carrara

Il Laboratorio di Scultura e Design SGF di Torano presenta la mostra collettiva di scultura e pittura dal titolo SGF & Friends - seconda edizione 2015 – sabato 19 dicembre ore 18.00 presso lo spazio espositivo di Martinelli, via Santa Maria n. 13 – Carrara, nell’ambito di PARKOUR l’arte in movimento, evento artistico organizzato dal Comune di Carrara.
Gli artisti-scultori presenti nella mostra collettiva di scultura dal titolo SGF & Friends - seconda edizione 2015 - sono: Francesca Bernardini, Simona De Lorenzo, Marta Fernandez, Mario Fruendi, Andrea Giusti, Stefano Grattarola, Karin Reichmuth, Filippo Rolla, Silvio Santini e Francesca Taliani.
I dieci artisti-scultori, con tematiche diverse e stili diversi, si incontrano e mostrano al pubblico un frammento della loro anima. Un frammento scolpito o dipinto che rappresenta la voglia di raccontare il tempo dell’interiorità, quello più intimo e segreto. Un tempo trasformato in opera d’arte che può esser così mostrato con sincerità al mondo e speranza per l’umanità.
La SGF, oggi Laboratorio di Scultura e Design, nasce nel 1971 a Torano, paese a monte di Carrara, dalla volontà di tre amici e compagni di scuola Silvio Santini, Paolo Grassi e Mario Fruendi.
Nei primi anni ‘70 la SGF è conosciuta come Scuola di Torano, una comunità informale di artisti, scultori ed artigiani del marmo che, proprio intorno a quel laboratorio, trovarono un luogo idoneo per far circolare liberamente pensieri, idee e progetti collegati al mondo dell’arte e della scultura.



Inaugurazione sabato 19 dicembre ore 18.00
Chiusura mercoledì 6 gennaio 2016
Spazio espositivo Martinelli
Via Santa Maria, n.13 – Carrara
Info Laboratorio di Scultura e Design SGF
Via Carriona, 47 Torano - Carrara (MS)
Tel. 0585 71454
www.sgfscultura.com

Eros Rizzo “Colore e anima”
20/01/2018 - 17/02/2018
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Dal 20 gennaio al 17 febbraio 2018 presso lo Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (Padova) si terrà “Colore e anima” mostra personale del pittore estense Eros Rizzo, allievo dell’indimenticato Vladimiro Evarchi, in arte Miro. Eros Rizzo è “il pittore di Este” per antonomasia, conosciutissimo e apprezzato non solo nella sua città che omaggia dipingendone monumenti, chiese, portici e palazzi con uno stile primitivo, visionario, istintivo. In corso di mostra sabato 3 febbraio alle ore 17.30 la giornalista Cristina Sartori presenterà il suo libro "Era mia nonna”, una storia straordinaria e insieme normale di una donna veneta nata nel 1902 e morta nel 2009, a 107 anni.
Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, l’esposizione sarà inaugurata sabato 20 gennaio alle ore 18.00 e sarà visitabile da lunedì a sabato con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Nella personale “Colore e anima” Eros Rizzo presenta per la prima volta le vedute della città di Conselve, tra cui il Duomo di San Lorenzo e Piazza XX Settembre. Un omaggio dell’artista alla cittadina che lo ospita e che attraverso la sua tavolozza cromatica mostra come non si è mai vista, una Conselve in una dimensione di sogno. Tra paesaggi, fiori, nature morte, spicca un solo soggetto umano, l'autoritratto attraverso cui l’Artista segue con lo sguardo i presenti accompagnandoli alla scoperta del suo mondo fatto di emozioni e colore.
«Non si può non rimanere affascinati dalla forza espressiva che ci arriva dalle opere di Eros Rizzo - sottolinea la curatrice Sonia Strukul - Il candore con cui il suo sguardo di artista si posa sulla realtà che lo circonda restituisce immagini dell'anima. Uno stile che ricorda il maestro olandese Van Gogh o l'italiano Antonio Ligabue: primitivo, visionario, istintivo, il vissuto viene riversato sulla tela senza mediazioni. Non c'è tavolozza, tutto si svolge sulla tela durante l'esecuzione».

Ulteriore approfondimento sulle tematiche legate alla terra del Veneto e delle sue storie sarà l’incontro di sabato 20 gennaio alle ore 18.00 con la giornalista e scrittrice Cristina Sartori che presenterà il suo libro “Era mia nonna”. Una “Grande Piccola Storia” di una donna veneta di straordinaria normalità vissuta in quel Novecento “dinamico e furibondo” come riuscì ad essere lei, Ada Favero, che nei suoi centosette anni di vita ha visto tutto: dai cavalli all’uomo sulla Luna; dai centesimi di Lira a quelli dell’Euro; dai lumi a petrolio all’accensione dei lampioni elettrici. Ha vissuto due Guerre; è sopravvissuta alla febbre Spagnola; ha vissuto il dramma del profugato. Cent’anni di grandi personaggi, rivoluzioni, eventi, disgrazie e invenzioni che a stento si potrebbero contenere in un millennio.