Evento: Intra moenia. Collezioni Cattelani
06/10/2018 - 13/01/2019
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Data di inserimento: 20/09/2018 - 12:30
Luogo: Soliera (MO) () -
Data di inizio: 06/10/2018
Data di fine 13/01/2019
Descrizione
Il Castello Campori, simbolo storico-architettonico della Città di Soliera (Mo), si apre all’arte contemporanea. Le contraddizioni dell’oggi e le aspettative per un futuro migliore nelle opere di 66 artisti italiani e internazionali che attingono ai valori universali dell’umanità. Curata da Lorenzo Respi, la mostra nasce da una collezione privata, la Collezione Cattelani, documentando per la prima volta il passaggio di testimone da Carlo Cattelani ai suoi eredi che, attraverso nuove acquisizioni, hanno contribuito a raccontare la storia dell’arte degli ultimi cento anni.

Nelle stanze recentemente restaurate del Castello Campori di Soliera (Mo), dal 6 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, sarà allestita la mostra Intra moenia, curata da Lorenzo Respi con opere provenienti dalle Collezioni Cattelani.
In esposizione, circa 80 tra dipinti, sculture, installazioni, disegni, grafiche e fotografie realizzati da 66 artisti di primo piano nel panorama dell’arte italiana e internazionale, come Karin Andersen, Francis Bacon, Günter Brus, Giuseppe Chiari, Ronnie Cutrone, Gilbert & George, Carsten Höller, Sol Lewitt, Renato Mambor, Larry Miller, Hermann Nitsch, Nam June Paik, Vettor Pisani, Franco Vaccari, Ben Vautier.
Promossa dal Comune di Soliera e dalla Fondazione Campori e prodotta da All Around Art con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e il supporto della Diocesi di Carpi, l’esposizione sarà inaugurata sabato 6 ottobre, alle ore 18.00.
Il titolo della mostra – Intra moenia – allude all’ubicazione della mostra, ovvero un fortilizio medievale ricostruito dagli Este nella seconda metà del ‘300, ma anche al senso di intimità che appartiene ad ogni collezione privata.
Per la prima volta, non si parla più di Collezione Cattelani, ma di Collezioni Cattelani, al plurale. Dopo la scomparsa di Carlo, raffinato collezionista d’arte sacra, conosciuto e apprezzato per le pubblicazioni d’arte e i prestiti museali, la sua eredità è stata raccolta della moglie Afra e dai figli Fabio, Laura, Tiberio, Annalisa e Annarita che, seguendo il proprio gusto, hanno dato vita a un ampio progetto collezionistico composto da più nuclei autonomi, tesi a superare la specificità della sacralità per indagare le dinamiche della società contemporanea.
«In linea con la necessaria interazione dialettica tra le opere e gli artisti, il percorso espositivo – spiega Lorenzo Respi – si svilupperà per confronti, suggestioni e contrapposizioni, affiancando linguaggi, stili e movimenti, senza una soluzione di continuità tra le tecniche utilizzate (pittura, scultura, fotografia, disegno, grafica...) e, soprattutto, senza seguire un rigoroso ordine cronologico che sminuirebbe il significato stesso della collezione, la sua peculiarità, che non è data dall’esaustività ma dal taglio critico (e di gusto) impresso dai suoi proprietari». Un allestimento corale in cui tutte le opere, moderne e contemporanee, dialogheranno tra loro senza distinzione di provenienza e proprietà, mantenendo così viva l’idea di una collezione universale.
Il progetto prevede anche una saletta dedicata esclusivamente ai bambini, una sorta di piccola mostra nella mostra, nella quale le opere e gli strumenti didattici multimediali saranno concepiti espressamente per essere fruibili dai più piccoli.
Si terranno, inoltre, visite guidate, laboratori didattici e letture animate per le scuole e per i bambini in età prescolare e scolare, realizzati in collaborazione con la Ludoteca “Il Mulino” di Soliera. Per le scuole materne ed elementari sono previsti accessi infrasettimanali riservati con accoglienza al Castello Campori, visita guidata e laboratorio artistico ispirato alla mostra. Per la libera utenza, il sabato pomeriggio saranno proposti alternativamente laboratori e letture con Kamishibai (gruppi di bambini di 4-6 anni o di 7-10 anni), seguiti da visita libera all’esposizione. Si terranno, inoltre, visite guidate specifiche per gli adulti, condotte da un erede della famiglia Cattelani che racconterà la genesi della collezione attraverso aneddoti e ricordi.
Una parte della mostra sarà allestita, infine, in un secondo spazio, particolarmente importante dal punto di vista simbolico, ovvero la Chiesa di San Pietro in Vincoli a Limidi di Soliera. In questa sede, saranno esposte a rotazione 8 opere delle Collezioni Cattelani, seguendo il calendario liturgico e il programma della parrocchia.
La mostra Intra moenia sarà visitabile presso il Castello Campori (Piazza Fratelli Sassi 2, Soliera) di sabato, domenica e nei giorni festivi con orario 10.00-13.00 e 15.00-20.00. Ingresso libero. Catalogo All Around Art con testi di Lorenzo Respi, Don Antonio Dotti ed eredi Cattelani, riproduzioni fotografiche delle opere e vedute dell’allestimento.
Per informazioni: Fondazione Campori (T. +39 059 568580, info@fondazionecampori.it, www.fondazionecampori.it); All Around Art (M. +39 366 5232551, info@aaa-allaroundart.com, www.aaa-allaroundart.com).
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Fosco Grisendi, Sidewalks
04/02/2017 - 05/03/2017
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
Fondi neri, contorni netti, campiture piatte. Le opere pop di Fosco Grisendi in mostra dal 4 febbraio al 5 marzo 2017 a Palazzo dei Musei, Reggio Emilia.
Nell’ambito dell’esposizione “Tutto quadra. Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei”, i Musei Civici di Reggio Emilia presentano il progetto “Millenials”, una serie di approfondimenti legati agli artisti più giovani che sono entrati a far parte del patrimonio di arte contemporanea della città.
Il primo appuntamento è dedicato al lavoro di Fosco Grisendi, artista originario di Parma che da anni vive e lavora a Reggio Emilia e di cui i Musei hanno recentemente acquisito l’opera “Stand your ground #8” (2014).
Curata da Alessandro Gazzotti e Chiara Serri, autrice del testo introduttivo, la personale sarà inaugurata sabato 4 febbraio alle ore 18,00. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia, raccoglie una trentina di opere su tela e su carta, realizzate dal 2014 al 2017.
La mostra trae il titolo – “Sidewalks” – da un dipinto di recente produzione in cui, per la prima volta, la figura umana è posta in dialogo con l’ambiente che la circonda. Oltre all’esposizione delle opere inedite che nascono da questo nuovo filone di ricerca, il percorso comprende anche due sezioni dedicate a precedenti produzioni: da un lato la serie “Stand your ground”, che usa il wrestling come metafora della società contemporanea, tra abuso di potere e messinscena teatrale, dall’altro i lavori a tema sportivo, alcuni dei quali presentati a SetUp Art Fair nel 2016.
«Dopo anni in cui i personaggi erano disposti su più livelli come tasselli di un ipotetico rebus – scrive Chiara Serri – e il successivo accentramento della figura, che nella serie “Stand your ground” diventa fulcro della visione con corpi di grande possanza, riproposti anche nei lavori a tema sportivo, ora l’uomo è immerso nel paesaggio, in una natura sublime, a tratti soffocante. I soggetti di questa nuova produzione sono prevalentemente adolescenti, intenti a camminare, a saltare, a partire zaino in spalla, a fare qualcosa che, tuttavia, non stanno ancora facendo e probabilmente non faranno mai. Ciò che interessa all’autore è l’attimo di sospensione, l’attesa, il tuffo che congela la visione, portando il visitatore a fermarsi, a riflettere, a mettere in dubbio la lettura più semplice, lineare, ciò che di fatto ci si aspetterebbe di vedere. Uno spazio cerniera tra realtà ed immaginazione, in cui arrivano solo pezzi di mondo, o meglio, pezzi di un mondo a pezzi: porzioni di corpi e frammenti di paesaggio combinati tra loro in un equilibrio precario, dove il dato reale, spesso lacunoso, è sorretto dall’invenzione».
La personale sarà visitabile da martedì a venerdì ore 9,00-12,00, sabato, domenica e festivi ore 10,00-13,00 e 16,00-19,00. Ingresso libero. Sabato 18 febbraio, alle ore 17,00, visita guidata gratuita condotta dall’artista. Per informazioni: tel. 0522 456477, musei@municipio.re.it, www.musei.re.it.
Nato a Parma nel 1976, Fosco Grisendi vive e lavora a Montecavolo di Reggio Emilia. Nel 2004 tiene la sua prima mostra, prendendo successivamente parte a numerose esposizioni personali e collettive. Dal 2015 collabora con la Galleria Bonioni Arte. Tra le recenti mostre si segnalano: “Stand your ground” (Officina delle Arti, Reggio Emilia, 2015, a cura di Chiara Serri; Spazio Inangolo, Penne, Pescara, 2015, a cura di Rossella Iorio; Ex Conservatorio Sant'Anna, Lecce, 2015, promossa da Artemide's Garden Art Gallery, a cura di Doriana Agrosì), “Incontro tra arte e boxe” (Torre di Porta Gabella, Ripa Teatina, Chieti, 2015, promosso da Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA e Comune di Ripa Teatina), “Circolare” (Autostazione, Bologna, 2015, promossa da Caravan Set Up, a cura di Simona Gavioli e Alice Zannoni), “Tensioni, 25 artisti dagli anni '50 ai giorni nostri” (Bonioni Arte, Reggio Emilia, 2015, a cura di Federico Bonioni), “Il segreto dei Giusti” (Museo Il Correggio, Correggio, Reggio Emilia, 2016, a cura di Margherita Fontanesi), “Tutto quadra – Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei” (Musei Civici, Reggio Emilia, 2016-17).
Kai-Uwe Schulte-Bunert, Via Emilia Souvenir Shop
30/04/2016 - 02/06/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 30 aprile al 1 giugno 2016, “Via Emilia Souvenir Shop”, mostra personale di Kai-Uwe Schulte-Bunert, inserita nel Circuito Off di “Fotografia Europea”. Curata da Chiara Serri, l’esposizione sarà inaugurata sabato 30 aprile alle ore 17.00.
Per l’occasione, la Galleria si trasforma in un inedito “Souvenir Shop”, dove le memorie personali del fotografo, raccolte negli anni lungo la direttrice storica della via Emilia, si associano allo sguardo del visitatore, che ha la possibilità di fare proprio il ricordo perfetto, l’immagine che meglio sintetizza il suo viaggio.
In esposizione, un’ampia selezione di fotografie scattate negli ultimi dieci anni. Dalla serie “Passaggi” (2005-2006), che documenta il rapido cambiamento all’interno dei primi cantieri di Santiago Calatrava, a “Fondo vivo” (2009) e “Normale” (2012), che colgono istanti unici di banale quotidianità, fino all’anteprima del progetto “In between” (2014-2015), dedicato alle Officine Meccaniche Reggiane. La mostra si completa, inoltre, con “11x11” (2011) e “Baustelle” (2012), progetti dedicati allo scorrere del tempo, e con l’anteprima della serie “Colonia” (2014), incentrata sull’uso del colore da parte dell’architetto Edoardo Gellner all’interno del Villaggio Eni di Borca di Cadore (BL).
«Opere – scrive Chiara Serri – tra loro molto diverse, ma che presentano alcune costanti riferibili agli interessi dell’autore e alle scelte linguistiche maturate nel tempo. In primo luogo l’odore del cemento, il fermento del cantiere, la possibilità di rendere eterni attimi che non torneranno più, quindi l’idea stessa del muro, che si carica di ulteriori significati se associata alla storia di un fotografo nato in Germania Est. E poi la teatralità della scena, l’equilibrio compositivo, la visione ampia che dal particolare muove all’universale, alla società, al rapporto tra l’uomo (grande assente) e il paesaggio che porta le sue tracce».
L’esposizione sarà visitabile fino al 1 giugno 2016, di martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 17.30-19.30, oppure su appuntamento; sabato 7 e domenica 8 maggio ore 10.30-12.30 e 17.30-19.30. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875.
Kai-Uwe Schulte-Bunert nasce nel 1969 in Germania Est. Studia storia dell’arte e pubblicità. Dal 1999 si dedica esclusivamente alla fotografia. Nel 2002 avvia una personale ricerca sulle relazioni tra uomo, architettura e paesaggio, prendendo parte a mostre personali, collettive e festival fotografici italiani ed internazionali. Pubblica diversi libri e cataloghi. Vive tra Reggio Emilia e Berlino.
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STIGMA
28/11/2014 - 08/12/2014
Palermo (PA) - Sicilia
Inserito da Tiziana Pantaleo
Da venerdì 28 novembre a lunedì 8 dicembre 2014, Spazio Alloro (via Alloro 129, Palermo) ospita STIGMA, mostra collettiva a cura di Tiziana Pantaleo, che mette insieme il lavoro di sei scultrici: Cristina Gerbino, Grazia Inserillo, Valeria Prestigiacomo, Noemi Priolo, Sara Rizzo e Gaetana Valguarnera.

Il lavoro di queste giovani artiste offre uno spaccato sulla realtà della scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo; nate tra il 1990 e il 1985, hanno tutte studiato con il maestro Salvatore Rizzuti, e sono in procinto di specializzarsi con il validissimo Daniele Franzella.

STIGMA non vuole essere semplicemente una mostra al femminile, e non vuole neanche ripercorrere i fiumi di inchiostro dedicati negli anni all’approfondimento e alla legittimazione della figura della donna nell’arte. E’ una mostra che ambisce a delineare un particolare campo, partendo dal doppio stigma che appartiene alle protagoniste: essere artiste ed essere scultrici.

La scultura è nella visione comune prerogativa degli uomini; più della pittura, e ancor di più della fotografia, presuppone particolare forza e virile manualità, ma queste ragazze danno la prova che in arte non ci sono identità di genere, e che l’essere donna non può venire inteso come “stile”, ancor meno se per questo definito “femminile”.

STIGMA
a cura di Tiziana Pantaleo

Cristina Gerbino (Mistretta, 1990)
Grazia Inserillo (Palermo, 1988)
Valeria Prestigiacomo (Carini, 1990)
Noemi Priolo (Palermo, 1990)
Sara Rizzo (Palermo, 1990)
Gaetana Valguarnera (Palermo, 1985)

inaugurazione venerdì 28 novembre 2014, ore 19
fino all’ 8 dicembre 2014
dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 20

Spazio Alloro
via Alloro, 129 – Palermo

info:
+39 091 5087727 - +39 338 8443204
spazioalloro@gmail.com
www.facebook.com/pages/SPAZIO-ALLORO/415671025191520


Elisa Bertaglia, Out of the blue
15/12/2016 - 29/01/2017
Palermo (PA) - Sicilia
Inserito da CSArt Serri
L’immaginario onirico e fiabesco di Elisa Bertaglia in mostra, dal 15 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017, presso Officine dell’Immagine di Milano (Via Atto Vannucci, 13). Curata da Matteo Galbiati, l’esposizione sarà inaugurata giovedì 15 dicembre alle ore 19.00.
Vincitrice del Premio Speciale Officine dell’Immagine ad Arteam Cup 2015, l’artista presenta in galleria una trentina di opere inedite, realizzate nel 2016 in America, durante la residenza d’artista promossa dalla ESKFF (Eileen S. Kaminsky Family Foundation) presso il MANA Contemporary di Jersey City.
Il titolo della mostra – “Out of the blue” – è tratto dall’omonima serie, esposta per la prima volta al pubblico. Un’espressione, parafrasabile in “Un fulmine a ciel sereno”, che Elisa Bertaglia ha rintracciato in un libro di Patricia Highsmith, letto durante il soggiorno americano. Da un lato il rimando alla letteratura, che da sempre accompagna il percorso dell’artista, dall’altro il colore blu, predominante nella sua nuova produzione.
Il progetto si articolerà in due sezioni: a piano terra, una selezione di opere pittoriche di medie e grandi dimensioni; al piano sottostante, lavori di piccolo formato progressivamente sostituiti da una pittura parietale site-specific che trasformerà il sotterraneo in un larario, luogo sacro, intimo e raccolto, dedicato alle divinità familiari. In questo contesto, saranno installate anche due opere tridimensionali, legate al vissuto dell’artista.
Un linguaggio lirico, evanescente ed altamente simbolico, quello di Elisa Bertaglia, che attraverso un vocabolario mitologico maturato negli anni propone una riflessione sul tema del doppio e della metamorfosi, alla ricerca di un’identità personale e collettiva.
Protagonisti delle sue opere, tutte realizzate a tecnica mista e collage su carta, tavola e faesite, sono bambine in età preadolescenziale ed animali, immersi in un paesaggio straniante, dove le regole prospettiche e compositive lasciano campo all’immaginazione.
«I personaggi di queste narrazioni – spiega Elisa Bertaglia – stanno tra loro in relazioni atipiche, inconsuete, portatrici di molteplici valenze simboliche: piccole bimbe-tuffatrici, attorcigliate da serpi, irte su rocce o avviluppate da edere e piante carnivore, alludono al difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Qui tutto è in metamorfosi; l’identità, e non solo il corpo, è in trasformazione e rinascita. Cani e lupi, corvi e aironi sono i garanti di quello stesso passaggio di crescita, protettori di un sottile squarcio di intimità».
Come sottolinea Matteo Galbiati, le opere della serie “Out of the blue” si differenziano dalla precedente produzione sia per la scelta cromatica che per l’impaginato: se i colori sono più intensi e nitidi, meno legati alla tradizione pittorica italiana, la composizione è più libera, svincolata da elementi paesaggistici, mentre il segno viene utilizzato in maniera pittorica, in dialogo con le campiture e gli inserti a colla875ge.
Apparentemente semplice e piacevole allo sguardo, la pittura di Elisa Bertaglia nasconde significati profondi e particolari spiazzanti: elementi duri, a tratti violenti, che spingono la narrazione oltre il piano dell’immaginazione, riportandola alla società contemporanea.
La personale sarà visitabile da martedì a venerdì con orario 15.00-19.00, sabato 11.00-19.00, altri orari, lunedì e festivi su appuntamento. Ingresso libero. Catalogo Vanilla Edizioni con testo di Matteo Galbiati. I visitatori potranno incontrare l’artista e seguire la realizzazione della pittura parietale site-specific il mercoledì ore 17.00-19.00 e il sabato ore 15.00-19.00. Per informazioni: tel. +39 02 91638, info@officinedellimmagine.it, www.officinedellimmagine.it.
Elisa Bertaglia nasce a Rovigo nel 1983. Si iscrive nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, presso l’Atelier di Pittura del professor Carlo Di Raco, conseguendo la Laurea di I livello nel 2006 e la Laurea di II livello in Pittura nel 2009. Dal 2008 inizia una ricca attività espositiva, instaurando diverse collaborazioni con critici, curatori e giornalisti. Tra le mostre principali: “Lo stato dell’arte” (54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Accademie, Tese di San Cristoforo - Arsenale, Venezia, 2011), “Dolomiti contemporanee” (Sospirolo, 2011; Taibon Agordino, 2012; Casso, 2013; Borca di Cadore, 2014), “Elisa Bertaglia” (MZ Gallery, Augsburg, 2014), “Bindwood” (Banca Sistema, Milano, 2015), “Arteam Cup” (Officina delle Zattere, Venezia, 2015; Palazzo del Monferrato, Alessandria, 2016). Nell’ambito di Arteam Cup 2016 si è aggiudicata il Premio Speciale Residenza Officine Saffi Milano. Vive e lavora a Rovigo.