Evento: Blu Ponti di Ceramica Francesco De Maio alla mostra “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”
19/10/2018 - 10/02/2019
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Data di inserimento: 16/10/2018 - 10:22
Luogo: Parigi () -
Data di inizio: 19/10/2018
Data di fine 10/02/2019
Descrizione
Nella più grande retrospettiva che si tiene al MAD di Parigi, la Ceramica Francesco De Maio
riproduce con le sue maioliche decorate a mano alcune opere di Gio Ponti.
C’è tutto Gio Ponti a Parigi dove la Ceramica Francesco De Maio presenta la riedizione di alcune grandi opere del celebre architetto italiano, riproducendo le maioliche bianche e blu e le straordinarie ceramiche in rilievo bianche e blu disegnate da Ponti per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento e le famose maioliche bianche e gialle in cotto fatto a mano che pavimentarono l’ultima residenza di Gio Ponti in Via Dezza, Milano.

Una mostra-omaggio, l’unica di questo tipo mai realizzata sull’opera di Gio Ponti, per testimoniare il genio progettuale e creativo del grande maestro, dall'architettura all'editoria, dalle ceramiche ai vetri.
L’esposizione che si tiene dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019 al MAD (Musée des Arts Décoratifs situato nell’area Marsan del Louvre), sarà una grande retrospettiva su Gio Ponti, a cura di Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas e Salvatore Licitra in collaborazione con “Gio Ponti Archives”.

Ripercorrendo momenti salienti della carriera del grandissimo designer, sono presenti oltre 500 pezzi provenienti da tutto il mondo. Un’opera straordinaria resa possibile anche dalla preziosa collaborazione della Ceramica Francesco De Maio, esclusivista mondiale per 5 continenti dei decori di Gio Ponti, che arricchisce con i suoi capolavori ceramici questa meraviglia.

In particolare, la Ceramica Francesco De Maio ricrea lo scenario di una stanza dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento con i colori del cielo e del mare delle maioliche bianche e blu che Gio Ponti realizzò tra il 1960 e il 1962 per pavimentare, con diverse combinazioni, la hall e le cento camere. E lo fa con il Decoro Tipo 8 della Collezione “Blu Ponti”. Maioliche rigorosamente decorate a mano in formato 20x20cm con spessore 12,5 millimetri, che riproducono fedelmente lo smalto, i colori, i decori e lo spessore di quelle fatte negli anni ’60 e con la riproduzione in cotto fatto a mano dei ciottoli a rilievo bianchi e blu disegnati all’epoca da Ponti per rivestire la hall dell’hotel.
Ma non solo. Dopo una lunga ricerca ceramica, la Ceramica Francesco De Maio è riuscita a riprodurre fedelmente la famosa maiolica 25x25cm in cotto fatto a mano rigato in diagonale bianco e giallo che Gio Ponti disegnò negli anni ’50 per pavimentare la sua casa di Via Dezza in Milano che abitò, con i suoi cari, dal '57 in avanti, arredata con tutte le invenzioni pontiane in fatto di pianta, pareti, mobili, oggetti. “Una casa dimostrativa. E in cui tutto felicemente veniva da una stessa mente e da una stessa mano”.

“Riprodurre fedelmente queste bellissime maioliche è stata per noi una sfida superata con grande orgoglio e soddisfazione. Così com’è un onore e un’emozione partecipare alla retrospettiva di Gio Ponti più grande al mondo”, dicono Gianni e Patrizia De Maio, rispettivamente Ceo ed Art Director della Ceramica Francesco De Maio. “Due anni di intensa ricerca ceramica e duro lavoro svolto all’interno dell’azienda insieme Salvatore e Anna Licitra e in continuo dialogo con i curatori della mostra”.

La retrospettiva su Gio Ponti realizzata in sinergia con la Ceramica Francesco De Maio, Salvatore Licitra, Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas, il Mad di Parigi, Gio Ponti Archives, Molteni&C, Richard Ginori, Domus, Elle Decoration e lo studio Wilmotte & Associés, valorizza uno dei più grandi protagonisti della storia del design italiano nel panorama internazionale.

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Scenari internazionali per La Ceramica Francesco De Maio che presenterà al Cersaie 2016 il sigillo ufficiale di Gio Ponti.
“Nel presente ci rappresentiamo il passato e intuiamo il futuro”. (Gio Ponti)
Il sigillo ufficiale di Gio Ponti per la Ceramica Francesco De Maio. La prestigiosissima firma dell’architetto, designer e saggista italiano, tra i maggiori del XX secolo sarà sulle piastrelle di questa azienda italiana, oggi eccellenza mondiale. La Ceramica Francesco De Maio sarà infatti esclusivista per 5 continenti (Europa, America, Africa, Oceania e Antartide) dei decori di Gio Ponti.
La Ceramica Francesco De Maio ha ottenuto la licenza originale per la riproduzione dei 30 decori bianco e blu che Gio Ponti realizzò tra il 1960 e il 1962 per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento, il primo hotel design al mondo. Ed oggi, dopo oltre 50 anni da quel giorno, la ceramica campana Francesco De Maio sarà esclusivista delle creazioni di Gio Ponti realizzando le piastrelle con i medesimi smalti, supporti e colori per i 30 decori nel segno della continuità della tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.
L’autorizzazione alla riproposizione dei decori del designer più importante al mondo è stata concessa alla Ceramica Francesco De Maio, tenutaria del Know-how della ex Ceramica D’Agostino, oggi Antiche Fornaci D’Agostino, azienda rilevata dalla Ceramica Francesco De Maio nel 1990, che ha assicurato la fedele riproduzione dei decori di Gio Ponti.
Il grandissimo architetto e designer Gio Ponti, fautore dell’industrial design e grande estimatore dell’artigianato, tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’70, amava venire a Salerno alla ex Ceramica D’Agostino. Qui studiò il rinnovamento del linguaggio della ceramica e, enfatizzando il contesto territoriale attraverso colori e tratti geometrici e naturalistici, ideò le celebri maioliche “Blu Ponti”, che oggi la Ceramica Francesco De Maio ripropone per unire artigianalità, territorialità e design in un fare tutto italiano.
La presentazione ufficiale “Blu Ponti" lunedì 26 settembre al Salone internazionale della ceramica per l'edilizia e l'arredobagno di Bologna in uno stand dedicato al celeberrimo designer. Un panorama non solo nazionale ma anche e soprattutto internazionale per la Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore che sarà al Cersaie fino al 30 settembre.
Blu Ponti di Ceramica Francesco De Maio alla mostra “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”
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Parigi
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Nella più grande retrospettiva che si tiene al MAD di Parigi, la Ceramica Francesco De Maio
riproduce con le sue maioliche decorate a mano alcune opere di Gio Ponti.
C’è tutto Gio Ponti a Parigi dove la Ceramica Francesco De Maio presenta la riedizione di alcune grandi opere del celebre architetto italiano, riproducendo le maioliche bianche e blu e le straordinarie ceramiche in rilievo bianche e blu disegnate da Ponti per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento e le famose maioliche bianche e gialle in cotto fatto a mano che pavimentarono l’ultima residenza di Gio Ponti in Via Dezza, Milano.

Una mostra-omaggio, l’unica di questo tipo mai realizzata sull’opera di Gio Ponti, per testimoniare il genio progettuale e creativo del grande maestro, dall'architettura all'editoria, dalle ceramiche ai vetri.
L’esposizione che si tiene dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019 al MAD (Musée des Arts Décoratifs situato nell’area Marsan del Louvre), sarà una grande retrospettiva su Gio Ponti, a cura di Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas e Salvatore Licitra in collaborazione con “Gio Ponti Archives”.

Ripercorrendo momenti salienti della carriera del grandissimo designer, sono presenti oltre 500 pezzi provenienti da tutto il mondo. Un’opera straordinaria resa possibile anche dalla preziosa collaborazione della Ceramica Francesco De Maio, esclusivista mondiale per 5 continenti dei decori di Gio Ponti, che arricchisce con i suoi capolavori ceramici questa meraviglia.

In particolare, la Ceramica Francesco De Maio ricrea lo scenario di una stanza dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento con i colori del cielo e del mare delle maioliche bianche e blu che Gio Ponti realizzò tra il 1960 e il 1962 per pavimentare, con diverse combinazioni, la hall e le cento camere. E lo fa con il Decoro Tipo 8 della Collezione “Blu Ponti”. Maioliche rigorosamente decorate a mano in formato 20x20cm con spessore 12,5 millimetri, che riproducono fedelmente lo smalto, i colori, i decori e lo spessore di quelle fatte negli anni ’60 e con la riproduzione in cotto fatto a mano dei ciottoli a rilievo bianchi e blu disegnati all’epoca da Ponti per rivestire la hall dell’hotel.
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Elisa Bertaglia, Out of the blue
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L’immaginario onirico e fiabesco di Elisa Bertaglia in mostra, dal 15 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017, presso Officine dell’Immagine di Milano (Via Atto Vannucci, 13). Curata da Matteo Galbiati, l’esposizione sarà inaugurata giovedì 15 dicembre alle ore 19.00.
Vincitrice del Premio Speciale Officine dell’Immagine ad Arteam Cup 2015, l’artista presenta in galleria una trentina di opere inedite, realizzate nel 2016 in America, durante la residenza d’artista promossa dalla ESKFF (Eileen S. Kaminsky Family Foundation) presso il MANA Contemporary di Jersey City.
Il titolo della mostra – “Out of the blue” – è tratto dall’omonima serie, esposta per la prima volta al pubblico. Un’espressione, parafrasabile in “Un fulmine a ciel sereno”, che Elisa Bertaglia ha rintracciato in un libro di Patricia Highsmith, letto durante il soggiorno americano. Da un lato il rimando alla letteratura, che da sempre accompagna il percorso dell’artista, dall’altro il colore blu, predominante nella sua nuova produzione.
Il progetto si articolerà in due sezioni: a piano terra, una selezione di opere pittoriche di medie e grandi dimensioni; al piano sottostante, lavori di piccolo formato progressivamente sostituiti da una pittura parietale site-specific che trasformerà il sotterraneo in un larario, luogo sacro, intimo e raccolto, dedicato alle divinità familiari. In questo contesto, saranno installate anche due opere tridimensionali, legate al vissuto dell’artista.
Un linguaggio lirico, evanescente ed altamente simbolico, quello di Elisa Bertaglia, che attraverso un vocabolario mitologico maturato negli anni propone una riflessione sul tema del doppio e della metamorfosi, alla ricerca di un’identità personale e collettiva.
Protagonisti delle sue opere, tutte realizzate a tecnica mista e collage su carta, tavola e faesite, sono bambine in età preadolescenziale ed animali, immersi in un paesaggio straniante, dove le regole prospettiche e compositive lasciano campo all’immaginazione.
«I personaggi di queste narrazioni – spiega Elisa Bertaglia – stanno tra loro in relazioni atipiche, inconsuete, portatrici di molteplici valenze simboliche: piccole bimbe-tuffatrici, attorcigliate da serpi, irte su rocce o avviluppate da edere e piante carnivore, alludono al difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Qui tutto è in metamorfosi; l’identità, e non solo il corpo, è in trasformazione e rinascita. Cani e lupi, corvi e aironi sono i garanti di quello stesso passaggio di crescita, protettori di un sottile squarcio di intimità».
Come sottolinea Matteo Galbiati, le opere della serie “Out of the blue” si differenziano dalla precedente produzione sia per la scelta cromatica che per l’impaginato: se i colori sono più intensi e nitidi, meno legati alla tradizione pittorica italiana, la composizione è più libera, svincolata da elementi paesaggistici, mentre il segno viene utilizzato in maniera pittorica, in dialogo con le campiture e gli inserti a colla875ge.
Apparentemente semplice e piacevole allo sguardo, la pittura di Elisa Bertaglia nasconde significati profondi e particolari spiazzanti: elementi duri, a tratti violenti, che spingono la narrazione oltre il piano dell’immaginazione, riportandola alla società contemporanea.
La personale sarà visitabile da martedì a venerdì con orario 15.00-19.00, sabato 11.00-19.00, altri orari, lunedì e festivi su appuntamento. Ingresso libero. Catalogo Vanilla Edizioni con testo di Matteo Galbiati. I visitatori potranno incontrare l’artista e seguire la realizzazione della pittura parietale site-specific il mercoledì ore 17.00-19.00 e il sabato ore 15.00-19.00. Per informazioni: tel. +39 02 91638, info@officinedellimmagine.it, www.officinedellimmagine.it.
Elisa Bertaglia nasce a Rovigo nel 1983. Si iscrive nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, presso l’Atelier di Pittura del professor Carlo Di Raco, conseguendo la Laurea di I livello nel 2006 e la Laurea di II livello in Pittura nel 2009. Dal 2008 inizia una ricca attività espositiva, instaurando diverse collaborazioni con critici, curatori e giornalisti. Tra le mostre principali: “Lo stato dell’arte” (54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Accademie, Tese di San Cristoforo - Arsenale, Venezia, 2011), “Dolomiti contemporanee” (Sospirolo, 2011; Taibon Agordino, 2012; Casso, 2013; Borca di Cadore, 2014), “Elisa Bertaglia” (MZ Gallery, Augsburg, 2014), “Bindwood” (Banca Sistema, Milano, 2015), “Arteam Cup” (Officina delle Zattere, Venezia, 2015; Palazzo del Monferrato, Alessandria, 2016). Nell’ambito di Arteam Cup 2016 si è aggiudicata il Premio Speciale Residenza Officine Saffi Milano. Vive e lavora a Rovigo.
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Alla Galleria Serio l’arte sonora di Nico Acquaviva ispirata alle opere d’arte selezionate dalla curatrice Sabrina Falzone.

L’arte sonora approda alla Galleria Serio con Nico Acquaviva e la sua performance musicale ispirata alle opere d’arte selezionate dalla curatrice Sabrina Falzone.
Sabato 8 settembre alle ore 18 nel contesto della mostra internazionale “Napoli in Arte” uno dei maggiori musicisti italiani, Nico Acquaviva, chitarrista storico di Fausto Leali, eseguirà una performance d’arte sonora con una tecnica di musica istantanea basata su una singolare traduzione dal segno al suono.
La mostra d’arte internazionale, curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone e ospitata dal gallerista Salvatore Serio, annovera artisti da tutta Europa: Frans Frengen dal Belgio, HE-LAM dalla Francia, Georgeta Stefanescu dalla Romania, Patrizia Croce dalla Svizzera e Norbert Zehm dall’Austria.
Tra gli artisti partenopei si distinguono Antonietta Righi, Manuela Caruso e Rovirò, mentre fra gli italiani esporranno Luca Marchetti L M Art, Antonio Mazzetti, Antonella Ninni Pecoraro, Giulia Occorsio, Donatella Marinucci e Amelia Romina Salladini.
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Artisti: Manuela Caruso, Patrizia Croce, Frans Frengen, HE-LAM, Stefano Iosca, Luca Marchetti L M Art, Donatella Marinucci, Antonio Mazzetti, Giulia Occorsio, Ninni Antonella Pecoraro, Daniela Rancati, Antonietta Righi, Rovirò, Amelia Romina Salladini, Georgeta Stefanescu, Norbert Zehm

“Napoli in Arte”
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Dall’8 al 14 settembre 2018
Presso Galleria Serio
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Vernissage: 8 settembre ore 18
Visitabile dal lunedì al sabato h.10.30 – 13.00 / 16.30 – 19.30
Ingresso libero
www.sabrinafalzone.info