Evento: Francesco Somaini. La stagione americana
24/11/2018 - 09/02/2019
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Data di inserimento: 09/11/2018 - 11:32
Luogo: Prato (PO) - Toscana
Data di inizio: 24/11/2018
Data di fine 09/02/2019
Descrizione
La Galleria Open Art di Prato presenta, dal 24 novembre 2018 al 9 febbraio 2019, “La stagione americana” dello scultore Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 – Como, 2005), uno degli artisti italiani contemporanei più rappresentati nei musei americani. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Somaini, la mostra sarà inaugurata sabato 24 novembre alle ore 17.30.
L’esposizione, attraverso opere selezionate, ripercorre la fase compresa tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, periodo in cui il lavoro di Somaini ha ottenuto un particolare consenso e una notevole attenzione da parte di collezionisti e istituzioni statunitensi.
Quasi tutte le opere che vengono presentate in questa occasione sono state in collezioni americane o sono state esposte nelle mostre che l’artista ha effettuato oltreoceano in quegli anni. Somaini è stato infatti tra i protagonisti dell’informale a livello mondiale, individuando, anche per mezzo della particolare conoscenza e cura dei processi di fonderia e di trattazione dei metalli, una via originale di indagine nel rapporto tra la materia e la sua definizione espressiva, tra il dinamismo delle forme e la loro qualificazione estetica.
Attraverso il riconoscimento ottenuto nelle Biennali di Venezia degli anni Cinquanta (dove ha esposto una prima volta nel 1950, ha avuto una presenza consistente nel 1954, nel 1956 e nel 1958 e ha ottenuto nel 1960 una sala personale) e i rapporti internazionali intrecciati in quegli anni, Somaini ricevette l’attenzione di critici di punta, tra cui figura Enrico Crispolti che dal 1957 segue il suo lavoro con costanza, fino a essere il curatore del catalogo ragionato della scultura, in corso di elaborazione, insieme a Luisa Somaini, storico dell’arte e figlia dell’artista. Si sono occupati del lavoro di Somaini critici francesi, come Léon Degand e Michel Tapié (Somaini ricevette il premio della critica alla Biennale di Parigi nel 1961). Giulio Carlo Argan lo presentò in occasione della prima personale americana (nella sede dell’Italian Cultural Institute di New York nel 1960), che aprì, dopo il successo conseguito nella Biennale di San Paolo del Brasile del 1959 - dove ottenne il premio come migliore scultore straniero - all'artista comasco le porte del collezionismo americano di alto profilo. Nelson e John D. Rockfeller, Joseph Hirshhorn, Lydia Kahn Winston Malbin, l’architetto Philip Johnson e numerosi altri collezionisti privati, oltre ad accaparrarsi suoi lavori, favorirono l’acquisizione di sue opere nei principali musei americani e la committenza di importanti opere monumentali di destinazione pubblica realizzate nel 1970 (per Baltimora, Atlanta e Rochester).
La mostra della Galleria Open Art, raccoglie importanti tracce di quella stagione, con opere significative dell’attività creativa della stagione informale come i due esemplari della serie dedicata alla “Proposta per un monumento” del 1958 e del 1963, sfociata nella grande opera di Baltimora, “Piccola Assalonne (Corona)” del 1959, “Nauta II” del 1960 (un piombo scavato a fiamma, esposto alla Biennale di Venezia dello stesso anno), “Racconto sul Cielo” del 1961, “Racconto Patetico I” del 1962, provenienti da collezioni statunitensi, come quella di John D. Rockfeller (“Racconto sul Cielo”), ed è l’occasione per una pubblicazione di prestigio, riccamente illustrata, con un saggio dello storico dell’arte Francesco Tedeschi che svolge una riflessione sul ruolo della scultura di Francesco Somaini nel contesto internazionale di quegli anni. Completano la pubblicazione schede delle opere esposte e note a cura dell’Archivio Somaini, diretto da Luisa Somaini, ed una antologia di testi critici e scritti di poetica dell’artista.
La Galleria Open Art (V.le della Repubblica 24, Prato) è aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.00-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica e festivi. Ingresso libero. Monografia bilingue edita da Carlo Cambi Editore a cura di Mauro Stefanini con saggio critico di Francesco Tedeschi. Per informazioni: t. +39 0574 538003, galleria@openart.it.
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Barbara Giavelli, L’arte del mosaico
05/03/2017 - 06/05/2017
Chiozza di Scandiano (RE)
Inserito da CSArt Serri
“L’arte del mosaico” di Barbara Giavelli in mostra, dal 5 marzo al 6 maggio 2017, a Chiozza di Scandiano (RE).
Dopo l’esposizione estiva a Pietrasanta (LU) e la partecipazione alla rassegna “L’Arte svelata in luoghi insoliti”, a cura di Pina Tromellini, l’artista ha deciso di aprire al pubblico il proprio atelier per consentire ai visitatori di seguire il farsi dell’opera.
L’inaugurazione si terrà domenica 5 marzo con orario 15.00-19.00. Per l’occasione, una parte dello studio sarà adibita a sala espositiva con l’allestimento di una selezione di opere musive realizzate dal 2001 al 2016.
Come si legge nel testo di Pina Tromellini, pubblicato nel volume “L’Arte svelata in luoghi insoliti” (Vanillaedizioni, 2016), «Ci si innamora del proprio lavoro artistico; si può piangere dalla gioia se si raggiunge un traguardo prefissato. Succede a Barbara Giavelli, mosaicista che, dopo varie esperienze creative, ha scoperto il mosaico e l’ha trasformato in un’attività totalizzante. Sorprende la relazione che l’artista ha con le pietre, numerose, di colori diversi e di sfumature impensate. Ogni tanto le annaffia come farebbe con i fiori di un giardino, per esaltarne i colori. Il suo laboratorio infatti è un giardino di pietre: le distingue singolarmente e le sfiora con delicatezza, perché è convinta che diventeranno qualcosa di unico e prezioso. Gli smalti veneziani emanano luce dentro a bottiglie trasparenti, altre pietre sono ordinate in diversi contenitori. Per apprezzare i mosaici di Barbara occorre iniziare da qui, da una materia prima che non ha confini. Le pietre appartengono al mondo. Le pietre hanno bisogno di mani capaci per trasformarsi in bellezza».
In esposizione, anche piccoli oggetti, come fibbie, ciondoli ed opere da indossare.
L’Atelier di Barbara Giavelli (Via Brolo Sotto, 86 – Chiozza di Scandiano) è aperto al pubblico di martedì, mercoledì e venerdì ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 328 8978985, info@macauba.com, www.macauba.com.
Barbara Giavelli nasce a Reggio Emilia nel 1970. Da sempre attratta dall’arte, in particolare dalla pittura e dal disegno, sperimenta varie tecniche. Nel 2000 inizia a frequentare i corsi di pittura tenuti da Alessandra Ariatti che, contemporaneamente, la indirizza verso l’arte musiva. In un primo tempo affronta la tecnica del mosaico in modo autonomo, successivamente si rivolge al mosaicista Gian Domenico Silvestrone per acquisire maggiore dimestichezza con la materia. Già dai primi lavori, l’artista intuisce le potenzialità del mosaico e la possibilità di esprimere con tessere in pietra, ori e smalti veneziani il proprio sentire. Dopo un primo studio dei soggetti classici, concentra la propria attenzione sulla potenza espressiva del colore, sull’effetto della luce che colpisce la materia vitrea e la pietra. Vive e lavora a Chiozza di Scandiano (RE), trascorrendo lunghi periodi di ricerca a Pietrasanta (LU).
I Santissimi
22/01/2016 - 19/02/2016
Parma (PR) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dopo il successo riscosso nella Cappella dell’Incoronazione del Museo Riso di Palermo, la mostra di Aldo Palazzolo e Fabio Iemmi “I Santissimi” approda, dal 22 gennaio al 19 febbraio 2016, allo spazio “Workout Pasubio” (Temporary) di Parma (Padiglione Nervi, Ex Manzini, Via Palermo).
L’esposizione è promossa da Leo van Moric© in collaborazione con l’Associazione Culturale “Workout Pasubio” (Temporary), con il patrocinio del Comune di Parma.
Un progetto nel quale l’arte incontra la tecnologia attraverso la fusione di fotografia, pittura e 3D projection mapping. In mostra, una decina di tavole di grandi dimensioni che rendono omaggio ad importanti testimoni della cultura e dell’arte internazionale dalla seconda metà del XX secolo ad oggi, come Patti Smith, Rudolf Nureyev, Manlio Sgalambro e Julian Beck.
Le opere esposte nascono dalle fotografie analogiche trattate da Aldo Palazzolo, ritrattista e sperimentatore, stampate su carta con una personalissima tecnica denominata “Liquid Light”, «capace di riflettere sullo sgomento della creatività delle origini» (Henry Favrod). Lavori rielaborati manualmente da Fabio Iemmi attraverso l’uso di intonaci naturali e tessuti scelti in base a trame ed orditi.
Il percorso espositivo, ideato da Studio GAAU, prevede la suddivisione dell’aula unica del Padiglione Nervi in una ritmata sequenza di cappelle laterali che culminano in una sorta di abside, nella quale è collocata l’opera transustanziale di Luigi Bertogalli.
Per 3D projection mapping s’intende una tecnica di proiezione su superfici non convenzionali, nello specifico una scultura pensile polimaterica creata da Fabio Iemmi. Luigi Bertogalli, applicando le ultime tecnologie al mondo dell’arte, ha prodotto una sintesi rielaborata dei ritratti, degli intonaci e dei pattern.
La pianta da cattedrale romanica e l’illuminazione dal basso vestono le figure di una profonda aura sacrale, alimentata anche dall’ambiente sonoro “Hanamichi” creato da [ guido.lusetti ] | [ loalue ] e da inedite percezioni olfattive.
La mostra, che sarà inaugurata venerdì 22 gennaio alle ore 18.00, sarà visitabile fino al 19 febbraio 2016, da mercoledì a venerdì ore 16.00-20.00, sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, domenica ore 16.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: Leo van Moric© (tel. +39 348 0948950, info@leovanmoric.it, www.leovanmoric.it). Il progetto sarà successivamente proposto ad Arezzo ed in altre città.
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PERCORSI di RENZO FORTIN
21/04/2018 - 12/05/2018
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Sabato 21 aprile alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari nello splendido borgo storico di Arquà Petrarca (Padova), inaugura la mostra “Percorsi” di Renzo Fortin a cura di Sonia Strukul. La mostra, con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca, rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 12 maggio, dal martedì alla domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00.

“Percorsi”, titolo esplicativo per una mostra in cui vengono presentanti i due filoni artistici intrapresi nella ricerca artistica di Renzo Fortin: notturni e presenze. Fil rouge dell’arte di Fortin è la componente spirituale, manifesta o celata, che vede l’opera come mezzo di elevazione verso quella parte di divino che è in noi.

I “notturni” di Renzo Fortin sono caratterizzati da un’atmosfera meditativa, quasi trasognata: la natura nel silenzio sembra parlare con lievi sussurri mentre luce ed ombra si incontrano. La pittura ad olio con cui l’artista esegue i suoi notturni è caratterizzata da numerosi passaggi e velature, uno stile raffinato che riconduce al Simbolismo, ma anche ai Preraffaelliti per lo studio diretto della natura e per il formato ovale ricorrente nei quadri di Fortin, molto usato in quel periodo. «L’ovale - come spiega l’artista - ricorda la figura umana fatta di curve e rotondità.» La forma ovale rispetto al cerchio ha due centri, lo sguardo entra nell’opera e ne percorre la superficie pittorica come un’ellissi cosmica. In queste opere è racchiuso l’inizio e la fine del giorno, la luce e il buio che si rincorrono all’infinito come simboleggia l’Uroboro, il serpente che si mangia la coda, animale che ricorre spesso nell’arte di Fortin.

Totalmente diverso lo stile delle opere grafiche del ciclo “presenze” in cui Fortin raffigura volti di persone defunte, sconosciuti che non hanno nessun legame con l’artista se non quello di essere vissute e aver lasciato un segno del loro passaggio: l’oggi c’è grazie a chi è venuto prima di noi e rivive nella memoria collettiva. In queste opere c’è grande attenzione al supporto con cui sono realizzate: manoscritti, atti notarili, quietanze, lettere datate anche oltre un secolo fa e vergate da una calligrafia ordinata. Attimi di vita quotidiana.
«Non si può dimenticare l’importanza fondamentale del Sacro nel percorso creativo di Renzo Fortin. – spiega Sonia Strukul - Il fulcro della sua poetica è l’Uomo inteso come creatura divina, creato ad immagine e somiglianza di Dio e in cui la Natura si riflette».


BIOGRAFIA
Renzo Fortin nasce a Este nel 1949, si diploma in pittura all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico di Padova con Paolo Meneghesso, prosegue gli studi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Bruno Saetti, C. Zotti, M. Guadagnino e dello storico e critico d' arte G. De Logu.
È stato per moltissimi anni docente di “Disegno e Storia dell’Arte”. Nel corso della sua lunga carriera artistica ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, inoltre ha illustrato libri di poesie e racconti. Nella chiesa di Prà d' Este e nell’Abbazia di Carceri (PD) sono esposte opere a carattere sacro. Dal 1990 dopo collaborazioni con maestri liutai costruisce violini rifacendosi alla tradizione cremonese.



PERCORSI / Renzo Fortin
a cura di Sonia Strukul
Foresteria Callegari
Via Castello, 6 - 35032 - Arquà Petrarca (Padova)
dal 21 aprile al 12 maggio 2018
inaugurazione 21 aprile ore 18.00
Orari di apertura: dal martedì alla domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00
Ingresso libero

Per informazioni:
www.arquapetrarca.com
info@arquapetrarca.com

Per informazioni sulle opere esposte:
Renzo Fortin
Tel. 338 9980271
renzo.fortin@gmail.com
www.renzofortin.com

Sonia Strukul
Tel. 392 4541345
strukulsonia@alice.it

Concorso
02/07/2014 - 15/02/2015
Padova (PD) - Veneto
Inserito da ExpoArt Magazine
Iscrizioni aperte fino al 15 Febbraio 2015

Bando di partecipazione - Premio d’Arte Contemporanea "Premio ExpoArt "

Il concorso Premio ExpoArt è promosso dal magazine EXPOART , con lo scopo

di dare visibilità ai nuovi talenti e agli artisti già affermati nel panorama artistico.

ExpoArt è un Magazine di arte contemporanea dove artisti, galleristi, critici e

collezionisti si ritrovano per condividere lavoro e passione in modo attivo e creativo.

Il concorso è aperto a tutti gli artisti, di ogni nazionalità, senza limiti di età,

per le seguenti tecniche: pittura, scultura e fotografia.


Premi:Saranno riconosciuti i seguenti premi, (il primo, il secondo, il terzo classificato)

e gli Special Awards e Special ExpoArt


1 premio: 800€uro

2 Premio: Copertina + una pagina intera sulla rivista ExpoArt (valore 500€uro)

3 Premio: 200euro

4 Premio Special Awards:Miglior Artista Under 30: Euro 100

5 Premio Speciale ExpoArt:Tutti i partecipanti saranno pubblicati sulla rivista d’arte

ExpoArt in ordine alfabetico con l’inserimento di un opera con relativa didascalia

tecnica, e propri dati (indirizzo, telefono, e-mail, sito web)


Comunicazione e informazione:

Il presente bando viene pubblicato sul sito https://www.dropbox.com/s/gkzkf7xqu2vpshc/PremioExpoArt.docx

Per qualsiasi informazione sul concorso è possibile contattare la segreteria organizzativa:

www.expoartcc.it E-mail: expoart@email.it