Evento: Marco Bolognesi al Museo Oscar Niemeyer per i 25 anni della Biennale di Curitiba
06/12/2018 - 30/12/2018
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Data di inserimento: 05/12/2018 - 16:33
Luogo: Curitiba () -
Data di inizio: 06/12/2018
Data di fine 30/12/2018
Descrizione
Dopo il successo riscosso nel 2017, l’artista italiano Marco Bolognesi espone ancora una volta al Museo Oscar Niemeyer - MON, nell’ambito della grande rassegna che, attraverso ricognizioni storiche e nuovi progetti, celebra i 25 anni della Biennale di Curitiba, punto di riferimento nell’arte contemporanea brasiliana ed evento di primo piano nel circuito internazionale.
La manifestazione, promossa da Fondazione Culturale di Curitiba, Municipalità di Curitiba, Museo Oscar Niemeyer - MON, Segreteria di Stato per la Cultura del Governo del Paraná e Ministero della Cultura del Governo Federale con il supporto di URBS, coinvolge, oltre al MON, sede delle mostre principali, anche altri centri culturali e spazi pubblici con programmi paralleli, interventi d’arte urbana ed esposizioni in gallerie e musei.
Curata da Tício Escobar e Luiz Carlos Brugnera, “Unspoken Deals” riunisce al MON artisti di spicco delle precedenti edizioni della Biennale. La mostra presenta opere di autori molto diversi, ma tra loro interconnessi. L’idea curatoriale si basa, infatti, sui possibili legami tra posizioni “irregolari” dell’immagine: da un lato gli artisti che favoriscono la forma, l’analisi dei mezzi di rappresentazione e l’economia concettuale, dall’altro quelli che enfatizzano il contenuto espressivo, l’onirico e l’irrazionale.
Marco Bolognesi espone, al primo piano dell’Eye Tower disegnata da Niemeyer, quattro opere della serie “Techno Mutant”, parte della mostra “Sendai city: the Truth”, curata nel 2017 da Massimo Scaringella. Fotografie di grandi dimensioni (100x70 cm) che, per la prima volta, mettono palesemente in luce la natura sociale della ricerca di Bolognesi che guarda costantemente alle vicende del contemporaneo, focalizzando la propria attenzione sul tema del “conflitto”. Conflitto come scontro profondo tra Occidente e Medio Oriente, come strumento di controllo, come ricerca esasperata di una verità che di fatto si risolve in un mero punto di vista. Protagonisti delle sue opere, sono esseri oscuri dal sapore fantascientifico, costretti a mutare per sopravvivere. Corpi di donne ibridati da armi giocattolo, tubi di plastica e materiali decontestualizzati, dipinti e fotografati, secondo la tecnica del così detto “collage corporeo”, elaborata dall’artista e consolidata negli anni. Il colore nero, che domina tutte le immagini, annulla lo spazio tra la figura e il fondo, fino alla perdita di ogni elemento identitario. La speranza, allora, risiede nelle stelle, nei titoli che, includendo i nomi di Adhara, Diphda, Hadar, Shaula, aprono al futuro.
La mostra “Unspoken Deals” è visitabile fino al 30 dicembre 2018 presso il Museo Oscar Niemeyer – MON. Per informazioni: www.museuoscarniemeyer.org.br. Per approfondimenti: http://bienaldecuritiba.com.br/2018/, www.marcobolognesi.co.uk.
La Biennale di Curitiba nasce nel 1993. Nel 1997 avvia una serie di progetti itineranti attraverso diversi stati del Brasile e paesi dell’America Latina, attività che prosegue ancora oggi. L’edizione del 2017 ha registrato più di 1 milione di visitatori dal Brasile e dal mondo negli oltre cento spazi ad essa dedicati a Curitiba e in altre città del Paraná, così come nello stato di Santa Catarina, in Argentina e Uruguay.
Marco Bolognesi (Bologna, 1974) è un artista contemporaneo che opera a livello internazionale. Ha vissuto a Londra, Vienna e Roma, per poi stabilirsi a Bologna. Fin dall’inizio della sua carriera, ha incentrato lo sviluppo della sua ricerca artistica sulla creazione di un mondo parallelo, futuribile e fantascientifico che prende vita grazie all’utilizzo diversi linguaggi: fotografia, disegno, video e installazioni. Nel 2002 vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, premio grazie al quale realizza la mostra “Woodland”: un progetto espositivo incentrato sulla tematica degli organismi geneticamente modificati che vede la collaborazione di grandi stilisti come Giorgio Armani, Vivienne Westwood e Dolce & Gabbana. Nel 2006 fonda a Londra la sua factory, la Bomar Edition, e inizia una collaborazione con la gallerista americana Cynthia Corbett e con la Galleria Carini e Donatini. Nel 2008 il suo cortometraggio “Black Hole”, incentrato sul tema dell’ibridazione e dei cyborg, vince l’“Indie Short Film Competition” in Florida e viene segnalato al “Festival di Roma” e all’“International Short Film Festival” di Clermont Ferrant. Nello stesso anno, una sua opera viene inserita all’interno della “Collezione Farnesina Experimenta”, la collezione del Ministero degli Esteri che promuove i talenti artistici emergenti. Nel 2009 inizia una lunga collaborazione con la gallerista anglo-cinese Olyvia Kwok presso la Olivia Fine Art Gallery di Londra e pubblica con Einaudi “Protocollo”, una graphic novel cyberpunk realizzata a quattro mani con lo scrittore Carlo Lucarelli. Nel 2011 realizza l’installazione “Mock-up” esposta all’Istituto Europeo di Design di Milano e partecipa alla collettiva londinese “What made us famous
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In Contemporanea 2016
30/09/2016 - 30/10/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Una città, sette gallerie, una mostra museale, un mese di incontri ed eventi per fare rete e diffondere la cultura del contemporaneo.
Dopo il successo delle prime due edizioni, torna “In Contemporanea”, il percorso espositivo che per tutto il mese di ottobre 2016 unisce sette gallerie d’arte moderna e contemporanea di Reggio Emilia.
La rassegna, che si presenta rinnovata e accresciuta, è arricchita quest’anno dalla collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e i Musei Civici, che ospiteranno una mostra pubblica.
L’edizione 2016 vede protagoniste Galleria de’ Bonis, Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO, Bonioni Arte, Galleria 8,75 Artecontemporanea, RezArte Contemporanea, 1.1_ZENONEcontemporanea e VICOLO FOLLETTO ART FACTORIES. La manifestazione è realizzata con il contributo di Gualtieri Centro Mobili, Medici Ermete, Miselli accessori per componenti oleodinamici e Zuliani Impresa Edile.
Novità di questa edizione sarà la mostra “In Contemporanea al Museo”, una collettiva allestita nelle sale espositive della Galleria Fontanesi, all’interno dei Musei Civici (via Spallanzani, 1, Reggio Emilia), con opere degli autori che espongono nelle sette gallerie partecipanti. La mostra, che sarà inaugurata venerdì 30 settembre alle ore 18.00, funge da ideale “sommario” dell’intera rassegna, oltre a costituire un importante momento di avvicinamento fra le gallerie e le istituzioni. La mostra sarà visitabile con ingresso gratuito per tutta la durata della rassegna (1-30 ottobre 2016), secondo gli orari di apertura dei Musei Civici: dal martedì al venerdì ore 9.00-12.00, sabato, domenica e festivi ore 10.00 -13.00 e 16.00-19.00.
Sabato 1 ottobre, a partire dalle ore 16.00, tutte le gallerie apriranno al pubblico le loro mostre, invitando appassionati d’arte, addetti ai lavori e collezionisti ad una passeggiata in centro, alla scoperta delle diverse proposte per la nuova stagione, in un piacevole circuito urbano.
In mostra, alla Galleria de’ Bonis (Viale dei Mille 44/B, www.galleriadebonis.com), “Rêve. Il sogno di Alberto Manfredi”, monografica dedicata all’amatissimo maestro reggiano, alla Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO (Via Sessi 1/F, www.duemilanovecento.it), “Figuratività dell’Invisibile”, mostra monografica di Enrico della Torre, da Bonioni Arte (Corso Garibaldi 43, www.bonioniarte.it), “Il destino dei fiori”, doppia personale di Giacomo Cossio e Massimo Pulini, a cura di Niccolò Bonechi, alla Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso G. Garibaldi 4, www.csart.it/875), “Lucide trasparenze”, personale di Claudio Gaddini, a cura di Chiara Serri, alla RezArte Contemporanea (Via Emilia all’Ospizio 34/D, www.galleriarezarte.it), “Umano non umano”, doppia personale di Silvano Scolari e Daniele Vezzani dedicata al disegno, alla 1.1_ZENONEcontemporanea (Via San Zenone 11, www.zenonecontemporanea.it), “Altre visoni”, mostra personale di Daniele Cestari, presso VICOLO FOLLETTO ART FACTORIES (Vicolo del Folletto 1, www.vicolofolletto.it), per il primo anno nella formazione di “In Contemporanea”, “rare-facto”, personale di Daniele Galliano.
Nel corso della manifestazione, ogni fine settimana, le diverse gallerie proporranno, alternandosi, ciascuna nel proprio spazio espositivo, un’iniziativa per la città: incontri con artisti, reading, presentazioni di libri e visite guidate, animando la rassegna e assicurandole vivacità.
“In Contemporanea” ospiterà anche la presentazione del percorso sugli open data creativi promosso dall’Amministrazione comunale e dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’Agenda digitale regionale. Si tratta di un progetto unico nel suo genere, che ha l’ambizione di mettere in dialogo le diverse espressioni artistiche e culturali con gli open data, per promuoverne il loro valore conoscitivo, economico, strategico.
Il filo conduttore dell’arte contemporanea accomuna le sette gallerie che, con le loro proposte, evidenziano il proprio indirizzo e le proprie scelte artistiche, tutte diverse ma complementari, in un’epoca come la nostra che ha fatto del “fare rete” la propria forza.
Hashtag: #InContemporaneaRE. Per approfondimenti: http://incontemporanea.eu, www.facebook.com/InContemporaneaRE, https://twitter.com/contemporaneaRE.

Phone and… / Informale
09/04/2016 - 25/04/2016
Guastalla (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
“Phone and… / Informale”: mostra personale di Oscar Piovosi dal 9 al 25 aprile 2016 nella Galleria del Palazzo Ducale di Guastalla (RE). Promossa dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Guastalla, l’esposizione è curata da Sergio Zanichelli. Il vernissage si terrà sabato 9 aprile, alle ore 17.30, alla presenza dei autorità cittadine, dell’artista e del curatore.
In mostra, una quarantina di opere tratte da due recenti serie realizzate dall’artista: “Phone and… / Distanze”, ciclo esposto nel 2015 alla Galleria L’Ottagono di Bibbiano (RE), ed “Informale”, un percorso inedito attraverso il quale il pittore abbandona temporaneamente la figura, lasciandosi andare alla libertà del gesto.
I dipinti della serie “Phone and… / Distanze” descrivono, come spiega l’artista, «l’era del tutti con il telefonino, l’era degli smartphone, dei telefonini intelligenti […], l’era di una nuova incomunicabilità causata dallo strumento di comunicazione per eccellenza». «Se la pittura, nel suo aspetto espressivo dipende dal proprio tempo – aggiunge Sergio Zanichelli – il lavoro di Piovosi esprime in modo diretto i comportamenti e le azioni della nostra società».
Le opere di matrice informale nascono, a livello pratico, dal tentativo di recuperare il colore acrilico che rimane sulla tavolozza, steso il giorno successivo su tele anch’esse di recupero. Una ricerca che, a livello concettuale, rivela il desiderio di sperimentare senza regole, liberando la mano.
Due cicli, tra loro molto distanti, che trovano un punto d’incontro nel colore.
Nell’ambito della mostra si terrà una conversazione sulle dipendenze dalla tecnologia e dai social media, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con l’Ufficio Cultura, Teatro, Museo del Comune di Guastalla. Saranno presenti il dott. Luigi Petazzini, Psicologo-Psicoterapeuta presso il Sert dell’AUSL di Reggio Emilia (Distretto Correggio-Guastalla), l’artista, il curatore e i rappresentanti della Pro Loco e delle Istituzioni. Data e orario saranno comunicati in occasione del vernissage.

L’esposizione sarà visitabile fino al 25 aprile 2016 presso il Palazzo Ducale di Guastalla (Via Gonzaga, 16), mercoledì ore 10.30-12.30, sabato e domenica ore 10.30-12.30 e 15.30-18.30. Ingresso gratuito. Per informazioni: Pro Loco Guastalla (cell. 328 7943204 / 340 8547295, www.prolocoguastalla.com, info@prolocoguastalla.com). Per contattare l’artista: Oscar Piovosi (cell. 338 4906665, www.oscarpiovosi.it, info@oscarpiovosi.it).
Oscar Piovosi nasce nel 1944 a San Polo d’Enza (RE). Apprendista in uno studio fotografico, acquisisce il gusto e il piacere dell’immagine. Dal 1960 al 1975 lavora creta e gessi in un laboratorio di ceramica artistica. Autodidatta, inizia a dipingere nel 1974 trovando la sua espressione ideale nella figura umana. Partecipa a concorsi e mostre fino al 1982, anno in cui intraprende una nuova attività professionale che lo porta a viaggiare, costringendolo ad interrompere la sua ricerca in ambito artistico. Riprende a dipingere nel 2007. Nel 2009 tiene la prima personale, iniziando ad esporre i nuovi lavori. Prende parte a mostre personali e collettive. Le sue ultime ricerche sono racchiuse in tre serie tra loro in dialogo: “ViaggiaMente”, “Up” e “Phone and... distanze”. Il suo nuovo progetto, “Informale”, si allontana dall’ambito figurativo, liberando il gesto. Vive e lavora a Reggio Emilia.
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DUBAI ART EXHIBITION
04/05/2017 - 10/05/2017
Caserta (CE) - Campania
Inserito da Gina Affinito
ITALIAN VANITY ART EXHIBITION | Dubai

Con l’intento di proseguire il proprio operato nella valorizzazione dell’arte visiva italiana all’estero, della promozione di giovani artisti italiani in Dubai e con l’intento di favorire l’approccio consapevole alla frequentazione di spazi espositivi della realtà emiratina, è nato il progetto Italian Vanity Art Exhibition, una mostra di arti visive che si svolgerà presso la Gallery of Light del Dubai Community Theatre & Arts Centre (DUCTAC) Mall Of The Emirates, nel periodo 4 - 10 maggio 2017.

La partecipazione è aperta a singoli artisti che operano in Italia o all'estero. Ogni artista può partecipare con n. 2 opere; le sezioni comprendono: pittura, fotografia, scultura, installazioni, in relazione alla superficie massima di esposizione.

Per Candidarsi

Inviare la propria candidatura compilando il form allegato al regolamento ed inoltrarlo, entro e non oltre la data del 16 aprile 2017, a:

iafdubai@gmail.com?
PARLARE AI MURI
27/02/2016 - 06/03/2016
Caserta (CE) - Campania
Inserito da Raffaella Caruso
PARLARE AI MURI è tra gli eventi collaterali dell’edizione primaverile di ArtParma Fair (Viale delle Esposizioni, 393/A dalle 10 alle 19 il 27/28 febbraio e il 4/5/6 marzo dalle 10 alle 19) kermesse d’arte moderna e contemporanea concomitante al Mercante in Fiera. Maurizio Ceccarelli e Teso offrono in questo progetto inedito e site specific a cura di Raffaella A. Caruso un focus su come street art, writing e concettuale possano dare vita a interessantissime contaminazioni fresche e “veloci” che solo il pop sa offrire in maniera accattivante.
Teso (aka di Corrado La Mattina) nasce a Cava De’ Tirreni nel 1982. Dalla solida formazione accademica e dal ricco curriculum espositivo (che va da Circumwriting a Napoli nel 2004–con presentazione di Bonito Oliva- al PAN nel 2011 ad I HAVE A DREAM a Palazzo Reale a Milano nel 2014) riesce con maturità a fare convivere l’anima della tradizione pittorica di ascendenza pop e concettuale con lo spirito libero di Street e writing, ove mette abilmente a frutto l’abilità nella deformazione della figura, nella distorsione, nell’ingrandimento quasi caricaturale del particolare. Le opere di Teso sono spiazzanti proprio per quest’apparente ambiguità di segno. Non i colori fluo del sogno, non quelli acidi di speranze intuite, mai dichiarate e già disilluse, ma piccoli capolavori del concettuale. Persino commoventi per quella ruvida eleganza, per quella l’attenzione al mondo che solo Beuys sapeva donare ai suoi lavori. La superficie su cui Teso opera è una t-shirt, impregnata di resine, stucchi, olio e spray. I colori sottotono, indefiniti, sporchi di altro. Il sangue di un soldato, il sudore dello sportivo, forse l’agonia dei martiri. Scrive Raffaella A. Caruso curatore dell’esposizione: “ Parlare ai muri è una frase idiomatica di sconforto… sto parlando al muro perché tu non mi ascolti. Ma in casi fortunati, che sono quelli dell’arte e del cuore, sono i muri a parlarci, accogliendo la protesta, la vita e la sensibilità di chi passa…Ho sempre rifiutato di vedere il lavoro degli street artist compresso, costretto in dimensioni e superfici per loro innaturali. La street nasce per strada, parla ancora più velocemente la lingua meticcia del pop, è gesto, è protesta non violenta. E proprio con Teso, allora in duo con Gola, ebbi l’intuizione di riportare per strada con l’indumento più pop e più street che il mondo conosca, la voce di quest’arte... Ci fu complice –era il 2013- l’indimenticabile Elio Fiorucci che ebbe a dichiarare “la Street Art è vita, è verità”. Ecco Teso iniziò allora a ragionare su come riportare le proprie opere per strada. Nascono così questi pezzi di muro del Bronx, di Berlino, della striscia di Gaza, di Milano o di Scampia, ovunque siano poste barriere dell’uomo all’uomo. Ora divise assurde, ora travestimenti da super eroi. Ma sempre vere e da toccare, come la vita”.
Maurizio Ceccarelli da anni fa del viaggio un’esperienza intima ed emozionale, riportando le proprie sensazioni in manifesti strappati. Non è il gesto dello strappo che lo attrae, ma l’amore per la carta, la sovrapposizione, la ricomposizione della storia, il riuscire a dare un senso altro alle immagini e alle parole spesso incise su quei manifesti, a far vivere al racconto uno svolgimento diverso. Le sue storie sono sempre ricche di colore e movimento (quello dello spettatore che corre per le metropoli) e nonostante questo elemento di disturbo il lettore trova subito il focus compositivo, il significato reale, abilmente guidato dall’andamento degli strappi, dall’intensità di retini tipografici che sanno dove fare posare lo sguardo.
L’ambiguità di segno è pure un’altra chiave di lettura di questi lavori che altrove sono stati letti come esercizio di decollage. Sono passati più di 50 anni e il decollage è ormai una tecnica usata da tanti pop artist nel mondo. Ceccarelli però per essi compie sempre un viaggio: per le strade del mondo alla ricerca dei manifesti e dentro di sé, e questo gli permette di cogliere in rapidi passaggi, camminando sulle banchine dei metro piccoli particolari tra i retini tipografici e tra i colori che ingannano i grigiori metropolitani. Sulle sue carte così c’è dell’altro. Sono le tag dei writer, i sussurri delle nostre debolezze o le urla di protesta che non riusciamo più a gridare. Le raccoglie, le fa sue riuscendo a trovare una poesia rara, anche nel dolore. Dalla sua ultima esposizione a Parigi, tra dicembre 2015 e gennaio 2016, ha portato non solo la testimonianza di uomo e di artista che è andato a fare il suo lavoro nonostante, ma un commovente #JesuisCharlie che parla di sangue con la leggerezza dei Peanuts e un ruvido Paris encore, Parigi ancora e nel cuore perché non si può rinunciare anche nel dolore al gioco delle assonanze…
E intorno nani e ballerine, geishe dell’altrove ed eroi di altri mondi , cercando insieme la Rivoluzione. Eh sì, i muri parlano…
FIERE DI PARMA · viale delle Esposizioni, 393A
27- 28 febbraio e 4-5-6 marzo
dalle 10.00 alle 19.00