Evento: Cancelli d'ombra
15/12/2018 - 16/01/2019
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Data di inserimento: 10/12/2018 - 12:51
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 15/12/2018
Data di fine 16/01/2019
Descrizione
La Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4) presenta, dal 15 dicembre 2018 al 16 gennaio 2019, la consueta collettiva di Natale con opere pittoriche, scultoree e fotografiche di una trentina di autori contemporanei, da Julia Bornefeld e Sandra Brandeis Crawford a Luca Caccioni, Claudio Costa e Graziano Pompili.
La mostra trae il titolo – “Cancelli d’ombra” – da una poesia di Andrea Basiricò che recita: «… E i cancelli d’ombra / della sera ricamano / i giardini / dove occhi di silenzio / si spengono / sull’orlo dell’asfalto…».
In esposizione, opere di Andrea Basiricò, Julia Bornefeld, Mirko Baricchi, Anna Bennicelli, Alketa Bercaj Delishaj, Elisa Bertaglia, Sandra Brandeis Crawford, Luca Caccioni, Corrado Campisi, Claudio Costa, Giovanni Cossu, Omar Galliani, Federica Giulianini, Ludmila Kazinkina, Nicoletta Moncalieri, Maria Morelli, Silvia Pavarini, Simone Pellegrini, Graziano Pompili, Turi Rapisarda, Enzo Silvi, Sebastiano Simonini, Orfeo Tamburi, Giuseppe Tirelli, Riccardo Varini.
Il percorso espositivo si arricchisce, inoltre, con le ricerche di Giorgio Bonilauri, Attilio Braglia, Antonella Davoli, Gino Di Frenna, Giovanna Magnani, Paolo Manganelli, Oscar Piovosi e Vilder Rosi, artisti e soci che animano lo spazio dell’Associazione Culturale 8,75 Artecontemporanea con momenti di dialogo e riflessione.
«La mostra – spiega il gallerista Gino Di Frenna – nasce dall’incontro tra la mia personale raccolta d’arte, maturata nei decenni, e le opere degli artisti presentati dal 1994 ad oggi in Galleria. Uno spazio che vive grazie al prezioso supporto dei soci e degli sponsor che ci permettono di proporre alla città mostre di artisti affermati, di eccellenze del territorio e di giovani talenti».
La collettiva, che sarà inaugurata sabato 15 dicembre 2018 alle ore 17.00, sarà visitabile fino al 16 gennaio 2019, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica con orario 17.00-19.00; gli altri giorni su appuntamento (tel. 340 3545183, ginodifrenna875arte@yahoo.it, www.csart.it/875, www.facebook.com/galleria875).
Altri eventi dell'inserzionista
Il segreto dei Giusti
23/01/2016 - 21/02/2016
Correggio (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dal 23 gennaio al 21 febbraio 2016 la Galleria Espositiva del Museo “Il Correggio” (Palazzo dei Principi, C.so Cavour, 7, Correggio) ospita la mostra “Il segreto dei Giusti”, una collettiva a cura di Margherita Fontanesi, promossa dal Comune di Correggio in occasione della Giornata della Memoria (mercoledì 27 gennaio).
L’esposizione, che sarà ufficialmente inaugurata domenica 24 gennaio alle ore 17.00, propone opere di Mirko Baricchi, Paul Beel, Ariela Böhm, Alfio Giurato, Fosco Grisendi, Ester Grossi, Lea Golda Holterman, Federico Infante, Massimo Lagrotteria, Marco Martelli, Matteo Massagrande, Sonia Maria Luce Possentini, Matteo Pugliese, Tobia Ravà, Max Rohr, Matteo Tenardi, Wainer Vaccari. Si tratta di artisti di rilievo internazionale, le cui opere hanno il compito di illustrare l’importantissimo ruolo dei Giusti fra le Nazioni, non ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvarono tantissimi ebrei dall’Olocausto.
Accanto alla pittura sono stati selezionati per la mostra anche sculture, fotografie e video, offrendo diversi mezzi espressivi e coinvolgendo nuove tipologie di artisti.
Da alcuni anni il Comune di Correggio ha scelto l’arte contemporanea come linguaggio complementare per parlare di Shoah, accanto ai veri e propri approfondimenti storici: se questi ultimi sono essenziali per la narrazione e la conoscenza dei fatti, il linguaggio dell’arte permette di creare quella giusta empatia che tocca le corde più profonde dell’animo umano e apre la strada alla comprensione della storia.
“Il tema, ampio e delicato, è stato affrontato mettendone in evidenza un aspetto in particolare, cioè il ruolo chiave dei Giusti fra le Nazioni che hanno salvato tantissime vite umane rischiando la propria”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. Non solo protagonisti storici dunque ma grandi esempi morali. Pur non dimenticando i sei milioni di morti della Shoah, la mostra spazia su storie a lieto fine, per ricordare come di fronte al Male si può dire anche no”.
Gli artisti selezionati da Margherita Fontanesi, ebrei e non ebrei, rappresentano bene il panorama dell’arte figurativa contemporanea: “Attraverso le loro opere”, continua il sindaco, “la mostra vuole invitare a conoscere meglio le storie dei Giusti e suggerisce spunti di riflessione su alcuni elementi chiave del loro modo di agire: l’importanza di soccorrere i più deboli, l’anonimato del bene, il coraggio del libero pensiero. Celebrare la Giornata della Memoria, quindi, non significa solo ricordare ciò che è stato, gli orrori che guerra e discriminazioni razziali hanno causato a milioni di innocenti, ma rappresenta un dovere istituzionale perché quelle testimonianze e quell’esperienza sono fondamentali per interpretare l’attualità e le sfide che questa ci pone”.
La mostra è realizzata grazie alla disponibilità di Bonelli Lab (Canneto sull’Oglio, MN), Bonioni Arte (Reggio Emilia), Cardelli & Fontana Arte Contemporanea (Sarzana, SP), Galleria de’ Bonis (Reggio Emilia), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), M77 Gallery (Milano), Punto sull’Arte (Varese), Galleria Restarte (Bologna), Spazio Testoni (Bologna), Zanini Arte (San Benedetto Po, MN).
La sede espositiva è aperta al pubblico il sabato ore 15.30-18.30 e la domenica ore 10-12.30 e 15.30-18.30. Apertura straordinaria, con orari domenicali, mercoledì 27 gennaio, Giornata della memoria. Gli altri giorni su appuntamento (tel. 0522 691806). Ingresso libero. Per informazioni: museo@comune.correggio.re.it, www.museoilcorreggio.org.
Come ideale finissage della mostra, sabato 20 febbraio, alle ore 17, nella sala conferenze “A. Recordati” di Palazzo dei Principi, il dott. Fausto Ciuffi, direttore della Fondazione Villa Emma di Nonantola, terrà una conferenza sul ruolo storico dei Giusti fra le Nazioni.
La Fondazione Villa Emma nasce nel 2004, ispirandosi alla solidarietà che sessant’anni prima aveva portato la comunità di Nonantola ad accogliere 73 giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro Paese. La Fondazione Villa Emma opera nei settori della ricerca storica, della formazione e della progettazione didattica; promuove iniziative culturali, con attenzione alla storia e alle memorie della seconda guerra mondiale, ai conflitti attuali, al dialogo tra le diversità e alle problematiche interculturali; intrattiene rapporti e scambi con istituzioni che in Italia e all’estero adottano analoghe prospettive di ricerca, con l’obiettivo di raccogliere e documentare i più importanti risultati dei loro studi.
Omar Galliani in Cina, “Lontano da Xian”
13/06/2018 - 30/06/2018
Pechino
Inserito da CSArt Serri
Il Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), con sede a Pechino, dal mese di giugno parla anche italiano. L’opera “Lontano da Xian” dell’artista Omar Galliani è entrata a far parte delle collezioni del Museo, accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams.
Il NAMOC, punto di riferimento culturale a livello nazionale, raccoglie oltre 110.000 pezzi che documentano lo sviluppo dell’arte in Cina dai tempi antichi ad oggi. Le collezioni includono anche dipinti del passato, opere di calligrafia, manufatti e lavori selezionati di maestri internazionali.
“Lontano da Xian” è un’opera a matita su tavola di 180x180 centimetri, realizzata nel 2016 ed esposta nel 2017 a Pechino, in occasione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte, manifestazione tesa ad individuare ricerche pittoriche e scultoree che propongano nuove visioni tra locale ed internazionale, arte, cultura e società.
«Il tema dell’ultima Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, “La via della seta”, e l’opera che ho scelto – spiega Omar Galliani – mostrano due direzioni di “sguardo”: Oriente e Occidente. Il volto resta celato. I tratti somatici si sottraggono all’identificazione dell’origine. Tutto si fonde e armonizza nel centro del quadro, dove la cosmogonia di un cielo stellato riempie un atanor / vaso simbolico del Tutto. Un melograno tatuato, simbolo di vita diffuso tra Oriente e Occidente, celebra il rito della vita e della rinascita. Nella vita nomade del mio disegno, “Lontano da Xian” si ferma oggi in uno dei più importanti musei della Cina. Diverse opere sono entrate nelle collezioni dei musei cinesi nei quali ho esposto dal 2000 ad oggi. “Lontano da Xian”, con il suo viaggio di sola andata, tesse un filo di seta rossa che cuce insieme Occidente e Oriente».
Quello di Omar Galliani con l’Oriente è un legame consolidato, riscontrabile e riconoscibile come cifra artistica in molte sue opere. La sua prima personale in Cina è allestita nel 2000, presso il Museo d’Arte Moderna (ex CAFA) di Pechino. Nel 2003 vince, insieme a Georg Baselitz, il premio per la miglior opera alla prima edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”. Nel 2006-2007 è protagonista di un grande tour della Cina (Shangai, Urban Planning Exhibition Center; Chengdu, Sichuan Art Museum; Suzhou, Museum of Fine Art; Jinan, Shandong Art Museum; Dalian, Dalian Art Exhibition Hall; Xian, Shanxi Museum of Fine Art; Wuhan, Gallery of Fine Arts of the Wuhan Academy; Hangzhou, Museum of Fine Art), in occasione del quale il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Jinan gli conferisce la laurea ad honorem in pittura. Un riconoscimento importante che gli consente di tenere un corso di pittura presso l’Accademia di Wuhan. Risale al 2011 la personale “Diario Cinese”, allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e al Museo di Tianjin, in occasione dell’anno culturale della Cina in Italia. Nel 2012 realizza la mostra “The Male, the Female, the Sacred. Omar Galliani in dialogue with drawing tradition”, a cura di Manuela Lietti e Wang Huangsheng, allestita nella nuova sede del CAFA Art Museum di Pechino, progettata da Arata Isozaki.
In occasione dell’acquisizione del dipinto “Lontano da Xian” da parte del Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), in Italia è stata prodotta da corsiero editore una cartella a tiratura limitata contente la realizzazione originale in litografia dell’opera.
Per approfondimenti sul lavoro di Omar Galliani, le mostre, le pubblicazioni e l’attività dell’Archivio è possibile visitare il sito www.omargalliani.com. Per ulteriori informazioni: info@omargalliani.com.
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RETROSPETTIVA DELLA PITTRICE NICOLETTA BELLI “UN VIAGGIO NEI COLORI E NELLA MATERIA"
01/08/2018 - 26/08/2018
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Mercoledì 1 Agosto, alle ore 18,30, presso l’Asilo Vecchio di San Vito di Cadore (BL), inaugurerà l’esposizione personale restrospettiva “Un viaggio nei colori e nella materia” della pittrice Nicoletta Belli.
Nella stessa occasione e presso lo stesso spazio espositivo avrà luogo l’apertura della mostra “La montagna immaginata”, collettiva di sedici artisti nell’ambito del decennale dell’evento “L’Arte A Lunga Conversazione”, Rassegna annuale collaterale al “Dolomiti Blues & Soul festival”.
Con il Patrocinio della Regione del Veneto e della Fondazione Dolomiti.
La pittura di Nicoletta Belli prende origine da sensibilità e razionalità, da un senso immediato e istintivo per la forma-colore, che la porta ad elaborare nel tempo una propria cifra stilistica fatta di scomposizione metonimica fra contenente e contenuto: i contorni delle cose si svuotano di materia e allo stesso tempo quest’ultima arriva a divenire sostrato su cui l’oggetto poggia, sposandosi con essa e tracciando la sigla che si configura altresì come sincretismo visivo di quanto in origine percepito unitariamente.
E’ una volontà di arrivare all’essenza, di raggiungere la natura più intima dei soggetti, senza per questo cedere ad un eccessivo trasporto empatico, trasfondendo la conoscenza entro un inquadramento geometrico regolare o irregolare in cui tutto possa acquisire nuove fattezze pur mantenendo le proprie.
Dal generale al particolare e ritorno: nature morte, animali, paesaggi e ritratti si pongono quali paradigmi percettivi con cui confrontarsi e raffrontare la propria esperienza, in foggia di realismo che attraversa le suggestioni dell’arte di Cézanne, del Cubismo e del Futurismo, del primo Astrattismo geometrico fino alla ridefinizione iconizzante della Pop Art. Evitando ad ogni modo di svuotare di identità, ma anche di consuetudine il ritrattato, che appare conservare intatti i suoi connotati distintivi e i tratti salienti della fisionomia, sebbene non addentrandosi in minuzie descrittive, ma mantenendo quell’aura di precisionismo della linea e quella tassellatura caratterizzante che divide il piano di fondo in sfumature di luce, secondo accordi tonali e complementari di tinte opportunamente scelte dipendentemente dalle caratteristiche psicologiche ed emozionali della persona ripresa, o proprie alla situazione riprodotta.
Questi accenti generano riflessione, si configurano come scissione di livelli costituenti la figura che scomponendosi e frammentandosi, disponendosi sulla bidimensionalità della tela inducono a cercare di entrare, col pensiero e l’immaginazione, più addentro al dipinto e a quanto offre allo sguardo, evidenziando una capacità di analisi che mira a restituire il rappresentato a sé stesso, dopo essersene rispettosamente appropriata, dopo averlo “compreso”, raccontato, circoscritto e apprezzato nei suoi aspetti comuni come in quelli salienti, producendo un’armonia pressoché musicale e peculiare ad ognuno.
La retrospettiva “Un viaggio nei colori e nella materia” riassume in maniera esauriente e progressiva oltre un ventennio di attività dell’artista, la quale esplorando il trascorso e il circostante perviene al personale, raggiungendo una sintesi che è specchio del suo sentire e amorevole traduzione del vissuto nel linguaggio della pittura.

In occasione del decennale della Rassegna annuale “Arte A Lunga Conversazione” sedici artisti esplorano in forma pittorica, ciascuno attraverso il proprio stile, modello rappresentativo, codice poetico ed espressivo, il tema della montagna. “Una montagna immaginata” è un titolo emblematico per esprimere quanto il paesaggio dolomitico ha ispirato e suggerito nei secoli - dalla fine del XVIII – inizio XIX secolo, allorché i suoi confini, rigogliosi o aspri e le sue cime fino allora considerate luoghi fantastici e invalicabili, regno di personaggi mitici e magiche creature dei boschi, cominciavano ad essere esplorati, fino ai giorni nostri - ad artisti operanti nell’ambito dei più diversi filoni e correnti di pensiero.
La montagna diviene luogo dell’anima, oltre che scenario suggestivo in cui ambientare le proprie raffigurazioni, spazio fisico e spazio metaforico, la tangibilità che si congiunge all’immateriale, quella sottile linea di demarcazione fra la terra e il cielo il cui confine ad un certo punto si fonde e attraverso l’immanenza del segno, del gesto, del colore che si spande sulla tela, degli aggiungimenti materici, del dissolversi dei contorni nel fluire dei pensieri e delle emozioni, ci ricongiunge al trascendente.
Quattro le opere presentate da ciascun partecipante, di piccolo formato, di genere figurativo o astratto, informale materico o segnico, fino alla grafica e al concettuale e ad una nuova modalità di figurazione che nella costruzione delle masse plastiche attraverso il colore mira a mettere in evidenza la potenza delle impressioni sensoriali e degli stati interiori.
La mostra resterà visitabile fino al 26 Agosto
Asilo Vecchio di San Vito di Cadore, Corso Italia 92/94
“Hey fratello! C’è una strada senza fine da scoprire”
23/01/2015 - 25/01/2015
Palermo (PA) - Sicilia
Inserito da Tiziana Pantaleo
“Hey fratello! C’è una strada senza fine da scoprire”
da un’idea di Davide Bramante e Andrè Cuoco

Maura Banfo, Giovanni Blanco, Davide Bramante, Adele Ceraudo, Francesco De Grandi, Giovanni Manunta Pastorello, Stefania Pennacchio, Pierluigi Pusole, Turi Rapisarda.

Venerdì 23 gennaio 2015 alle ore 21:00, in concomitanza con ArteFiera, sarà inaugurata “Hey fratello! C’è una strada senza fine da scoprire”, una mostra libera - nata da un’idea di Davide Bramante con l’appoggio e l’amichevole complicità di Andrè Cuoco, imprenditore e collezionista bolognese.

I due, amici di vecchia data, hanno pensato questa collettiva come un tributo all’amicizia e hanno insieme selezionato gli artisti in base alle loro preferenze, ai gusti personali e ai rapporti umani che li legano.
In mostra le opere di Adele Ceraudo, Maura Banfo, Giovanni Blanco, Davide Bramante, Francesco De Grandi, Stefania Pennacchio, Giovanni Manunta Pastorello, Pierluigi Pusole, Turi Rapisarda.

La mostra, ospitata da uno spazio indipendente in via Ermete Novelli 1, resterà aperta sabato 24 e domenica 25 gennaio, dalle ore 16:00 alle ore 21:00.

Inaugurazione venerdì 23 gennaio 2015, ore 21:00
Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2015, dalle 16:00 alle 21:00
Spazio indipendente - via Ermete Novelli 1, 40127 - Bologna