Evento: Barbara Giavelli. Introspezione
16/03/2019 - 24/03/2019
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Data di inserimento: 28/02/2019 - 19:05
Luogo: Scandiano (RE) () -
Data di inizio: 16/03/2019
Data di fine 24/03/2019
Descrizione
Le opere d’arte musiva di Barbara Giavelli in mostra, dal 16 al 24 marzo 2019, nell’Appartamento Estense della Rocca dei Boiardo a Scandiano (RE). Patrocinata dal Comune di Scandiano e realizzata in collaborazione con il circolo culturale OpenArt Scandiano, l’esposizione sarà inaugurata sabato 16 marzo, alle ore 17.30, in occasione della Fiera di San Giuseppe.
La personale s’intitola “Introspezione” in riferimento al rapporto intimo e profondo che l’artista ha con le pietre, che nel suo laboratorio sono suddivise in diversi contenitori e bottiglie trasparenti. «Le pietre – aveva scritto Pina Tromellini nella presentazione del volume “L’Arte svelata in luoghi insoliti” (Vanillaedizioni, 2016) – appartengono al mondo. Hanno bisogno di mani capaci per trasformarsi in bellezza».
Le stanze dell’Appartamento Estense ospiteranno una cinquantina di opere a mosaico, alcune delle quali con parti ad olio e foglia d’oro, realizzate dal 2002 al 2018. Se nelle prime stanze sarà esposta una cospicua selezione di lavori inediti o di recente produzione, il percorso della mostra si concluderà con un conciso excursus attraverso le opere storiche in mosaico e micro mosaico. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta alla parte tecnica, con la ricostruzione del tavolo di lavoro dell’artista e l’illustrazione di metodi diretti e indiretti, unitamente ad alcuni disegni a pastello e studi preparatori.
Se in passato Barbara Giavelli era interessata soprattutto alla figurazione, con mosaici iconici dedicati a Marylin Monroe e ad Alda Merini, a Giovanni Paolo II e alla musa Euterpe (tratta da Raffaello), così come ad animali reali e immaginari, la sua nuova produzione si caratterizza per la matrice prevalentemente astratta, tesa a valorizzare le linee, le forme e i colori.
La mostra sarà aperta al pubblico da lunedì a giovedì con orario 9.00-12.30 e 15.00-19.00, da venerdì a domenica ore 9.00-12.30 e 14.00-19.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 328 8978985, info@macauba.com, www.macauba.com.
Barbara Giavelli nasce a Reggio Emilia nel 1970. Da sempre attratta dall’arte, in particolare dalla pittura e dal disegno, sperimenta varie tecniche. Nel 2000 inizia a frequentare i corsi di pittura tenuti da Alessandra Ariatti che, contemporaneamente, la indirizza verso l’arte musiva. In un primo tempo affronta la tecnica del mosaico in modo autonomo, successivamente si rivolge al mosaicista Gian Domenico Silvestrone per acquisire maggiore dimestichezza con la materia. Già dai primi lavori, l’artista intuisce le potenzialità del mosaico e la possibilità di esprimere con tessere in pietra, ori e smalti veneziani il proprio sentire. Dopo un primo studio dei soggetti classici, concentra la propria attenzione sulla potenza espressiva del colore, sull’effetto della luce che colpisce la materia vitrea e la pietra. Tra le recenti personali si segnalano: “La forza del colore” (Atelier del Marzocco, Pietrasanta, Lucca, 2016), “L’Arte svelata” (Villa Arnò, Albinea, Reggio Emilia, 2016), “L’arte del mosaico” (Campanile del Duomo, Pietrasanta, Lucca, 2017), “Introspezione” (Campanile del Duomo, Pietrasanta, Lucca, 2018). Tra le recenti collettive si segnalano: 2^ Biennale internazionale di Palermo (Teatro Politeama, Palermo, 2015), “Eros e Thanatos” (Teatro Nuovo, Milano, 2015), “Ecclesia” (Museo dei Cappuccini, Reggio Emilia, 2015), “La donna nell’arte”, Galleria ARTtime, Udine, 2015), “Musiwa, Contemporary Art and Mosaic”, VII^ Edizione (Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, Firenze, 2018). Nel suo atelier di Chiozza di Scandiano (RE) tiene periodicamente corsi di mosaico. Vive e lavora a Chiozza di Scandiano (RE), trascorrendo lunghi periodi di ricerca a Pietrasanta (LU).
Altri eventi dell'inserzionista
Fabio Giampietro, The leap
15/12/2018 - 19/01/2019
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dopo un percorso internazionale, importanti mostre istituzionali (Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Palazzo Reale e La Triennale a Milano, solo per citarne alcune) e la vittoria del “Lumen Prize”, riconoscimento britannico che premia il meglio del binomio arte-tecnologia, le opere dell’artista milanese Fabio Giampietro tornano, dal 15 dicembre 2018 al 19 gennaio 2019, alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B). L’esposizione, intitolata “The leap” (il salto), sarà inaugurata sabato 15 dicembre alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
In mostra saranno esposte le sue famose “vertigo”, giungle di grattacieli visti dall’alto con prospettive vertiginose che, in questi anni, si sono arricchite di ricerca e di tecnologia, ormai non più classificabili semplicemente come paesaggi urbani ma come visioni interiori magnetiche e metafisiche.
Allo spettatore è riservato un punto di vista ben preciso, che si trova sulla sommità di un grattacielo, dal quale si è spinti a guardare verso il basso, sentendosi quasi risucchiati nel vuoto. Lo sguardo, tuttavia, non è rivolto all’esterno, ma all’interno.
Stando nella giungla di cemento della nostra vita siamo attratti e spaventati allo stesso tempo dal guardare dentro di noi alla ricerca di un punto fermo, di un vero centro, di una nostra identità autentica che spesso viene annullata dalla quotidianità e dalle convenzioni sociali (che si possono ritrovare nei grattacieli, spersonalizzati e tutti uguali).
Le opere di Fabio Giampietro sono un invito a vincere le nostre paure, a guardare verso il basso senza timore di cadere, a “saltare (to leap)” dentro di noi e ad affrontare le luci e le ombre che abbiamo nascoste nel profondo.
L’ultimo ciclo di dipinti, presenti in mostra, vede comparire sui grattacieli anche dei galeoni che conferiscono alle opere un senso di straniamento ancora maggiore, intervenendo sulle nostre idee di tempo e spazio, unendo antico e moderno, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per costruire una nuova dimensione. Alberi fluttuanti, grattacieli che si trasformano in onde, quadri dentro il quadro, vascelli in bilico sui tetti popolano le opere in mostra alla Galleria de’ Bonis, molte delle quali sono di grandi dimensioni.
Ciò che rende unica la mostra, facendola diventare esperienziale, è la possibilità di entrare letteralmente dentro il quadro, provando il brivido della vertigine attraverso il visore per la realtà virtuale che permetterà al pubblico di interagire con le opere superando la loro bidimensionalità.
La mostra sarà visitabile fino al 19 gennaio 2019, da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Ingresso libero. La Galleria resterà chiusa per le festività natalizie dal 23 dicembre 2018 al 2 gennaio 2019 compresi. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
Aqua Aura, Paesaggi Curvi
16/03/2019 - 05/05/2019
Ferrara (FE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
L'artista Aqua Aura espone a Ferrara, nella doppia sede della Palazzina Marfisa d'Este e della Sinagoga Grande della Scola Italiana, che per la prima volta nella sua storia apre le proprie porte all'arte contemporanea. La mostra, a cura di Maria Letizia Paiato e Chiara Serri, è realizzata in collaborazione con i Musei Civici d'Arte Antica e la Comunità Ebraica di Ferrara, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara e del MEIS. La mostra nasce dal desiderio di tracciare i contorni, attraverso lo svolgersi delle sue sale, di un tema spesso dimenticato, ovvero il “Paesaggio”, sdoganato come genere a sé stante nel Seicento. L’esposizione costituisce dunque un’occasione per focalizzare lo sguardo sulle ricerche dell’artista accomunate dal denominatore comune del paesaggio come generatore di significati, dagli studi del 2014 fino alle ultime propaggini dagli esiti ancora in corso, che raccolgono la produzione del 2018-19. Come scrive, infatti, Maria Letizia Paiato, «Le immagini dei paesaggi proposte da Aqua, che mostrano in prima battuta una forte emozione di carattere estetico, rivelando in ciò una diretta connessione con la storia del genere, si discostano dal passato per riorganizzare in chiave contemporanea un nuovo sentimento della rivelazione». La sezione della mostra allestita nelle stanze della Palazzina Marfisa d’Este ospita opere singole o afferenti alla stessa serie lungo un percorso strutturato per assonanze tematiche e formali. Accanto alle opere storiche, saranno presentati diversi lavori inediti. Nella Sinagoga Grande della Scola Italiana sarà, invece, presentata la videoinstallazione “Millennial Tears”, per la prima volta visibile a Ferrara. «Tutte le opere esposte – conclude Chiara Serri – si potrebbero dunque leggere come un tentativo estremo per preservare e conservare la natura, anche attraverso processi di musealizzazione o ricostruzione onirica, tesi a tramandare quella forma di bellezza che ci avvicina al senso del sublime, all’assoluto, al divino. Nelle mani di Aqua Aura, l’ultimo ghiaccio diventa, infatti, oggetto estetico, opera d’arte capace di fermare il tempo, anelando all’eternità». La mostra sarà aperta al pubblico presso la Palazzina Marfisa d’Este fino al 5 maggio, ingresso intero Euro 4,00, ridotto Euro 2,00 e gratuito fino ai 18 anni. La sezione allestita nella Sinagoga Grande della Scola Italiana sarà visitabile fino al 16 aprile 2019. Ingresso libero. Catalogo Vanillaedizioni con prefazioni di Tiziano Tagliani e Andrea Pesaro, testi critici di Maria Letizia Paiato e Chiara Serri. Inaugurazione: sabato 16 marzo, ore 18.
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Asia Contemporary Art Show Spring Edition
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Inserito da ottorino stefanini
L'artista romano Ottorino Stefanini presenterà alcune sue opere alla Fiera d'Arte Internazionale Asia Contemporary Art Show Spring Edition 2015 di Hong Kong
Stabat Mater 15-18, Donne in guerra
08/04/2016 - 24/04/2016
roma (RM) - Lazio
Inserito da CSArt Serri
Lo spazio WoPa Temporary di Parma (Via Palermo, 6) ospita, dall’8 al 24 aprile 2016, “Stabat Mater 15-18, Donne in guerra”, installazione audiovisiva di Pietro Bandini e Mauro Casappa dedicata alle donne che hanno vissuto la Grande Guerra e, per estensione, a tutte le donne che vivono oggi conflitti armati.
Realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale “Workout Pasubio” (Temporary) e le Officine On/Off di Parma, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 8 aprile alle ore 18.00.
A partire dalle fotografie di Pietro Bandini, tratte dalla serie “Animha” (2012-2015), un’installazione audiovisiva di Mauro Casappa che porta le donne in prima linea, evidenziando sacrifici e responsabilità pari a quelle dei soldati.
«Siamo andate noi nelle fabbriche svuotate – si legge nella sinossi poetica di Karima Cristina Crosali –, nei campi ondulati, per l’acqua e per il grano, per farci scudo contro un lungo giorno grave. […] Presenti, attente, desolate, in uniformi d’attesa, guardiane, sorelle di retrovie, tra i camini raffreddati e i pianti di fame degli ultimi nati. […]Speranza di ritorni di figli integri, in braccia e gambe, di compagni e fratelli ancor medicati ma caldi, da riabbracciare dopo l’ultimo giorno di armi. Madri, a tenere forte l’ingombro d’essere rimaste, sole, a vigilare con muscoli e senno. Dovrà pur finire la pazzia della morte che squarcia i corpi, che con tuffo di bomba, da sopra la nube, prende uomini e bestie donati senza ragione alla terra».
Con il progetto “Animha” Pietro Bandini racconta la difficoltà di essere realmente liberi, di esprimere se stessi al di là dei condizionamenti imposti dal vivere contemporaneo. Figure femminili che abitano luoghi sospesi, dove l’assenza di indicazioni spazio-temporali ed il mascheramento del volto portano ad associare all’immagine carattere di universalità. Ottenute in fase di ripresa su pellicola in bianco e nero, attraverso la doppia esposizione dello stesso fotogramma, le opere di Pietro Bandini sono stampate su supporti metallici corrosi ed irregolari, la cui materia densa e stratificata rivela brandelli di memoria.
In esposizione, sette fotografie appese a telai di ferro di grandi dimensioni (cm. 300x200x100), disposti a ferro di cavallo. Come spiega Mauro Casappa, ogni lastra è percossa da un frammento di rosario, azionato da un motore elettrico a velocità modulata. Un memento mori, ma anche una generale invocazione al bene, che trova riscontro nell’illuminazione periodica delle opere. Dal fondo buio e fumoso emergono, di tanto in tanto, voci e suoni lontani, ottenuti dalla registrazione di un brano per coro femminile sovrapposto centinaia di volte.
Nel corso della mostra si terranno tre eventi collaterali: domenica 10 aprile, ore 21.00, “Stabat Mater 15-18, SELF”, concerto quadrifonico per danzatrice e tavolo amplificato (ideazione, regia e musiche Mauro Casappa, coreografia e danza Nicoletta Cabassi); venerdì 15 aprile, ore 21.00, performance “Stabat Mater 15-18, Donne in guerra” (ideazione, regia e musiche Mauro Casappa, testi poetici di Karima Cristina Crosali, riproduzione 3D Oscar Accorsi, con Annalisa Pelacci, Francesca Grisenti, Gianfranco Tosi); venerdì 22 aprile, ore 21.00, performance di danza “Stabat Mater 15-18, Lucia” e “Stabat Mater 15-18, Chiara” (regia e musiche Mauro Casappa, coreografie ed interpretazioni Lucia Nicolussi Perego e Chiara Montalbani).
L’esposizione è visitabile fino al 24 aprile 2016, di mercoledì ore 16.00-23.30, giovedì ore 19.00-23.30 e domenica ore 16.00-23.30, oppure su appuntamento (cell. 347 4589365, stabatmater15.18@gmail.com). Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0521 283087, info@workoutpasubio.it, www.wopa-temporary.org. Per contattare Pietro Bandini: cell. 335 5800756, pietro.bandini@phocusagency.com. Per contattare Mauro Casappa: cell. 347 4589365, maurocasappa@libero.it.
Pietro Bandini vive e lavora in provincia di Parma. Da sempre interessato a fotografia, musica ed arti visive, dal 1996 è fotografo ufficiale del “Parma Jazz Frontiere Festival”. Partecipa a numerosi workshop dedicati alla fotografia musicale, collaborando con la rivista “Jazzit” e con il “Festival Internazionale della Chitarra Niccolò Paganini”. Nel 2004 è tra i soci fondatori di “Phocus Agency”. Pubblica i libri “Zone” (2004) e “The book is on the table” (2008). Conduce una ricerca artistica personale, presentata dal 2011 nell’ambito di mostre personali e collettive. Lavora su pellicola in bianco e nero e privilegia la luce naturale.
Mauro Casappa studia musica e composizione presso gli Istituti Musicali di Parma e di Reggio Emilia. Collabora con numerose Compagnie di Teatro e di Danza, con gli artisti plastico-figurativi Oscar Accorsi e Robert Morris e con il regista Peter Greenaway. Da anni si occupa di diffusione audio a canali multipli, in cui il suono “viaggia” nello spazio seguendo percorsi circolari e prospettici. Ha collaborato per diversi anni con “Reggio Children”, progetto formativo dedicato all’infanzia.