Evento: Guardami, Toccami, Ascoltami: Antonio Barrese
21/09/2019 - 03/11/2019
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Inserzionista
Dettagli
Data di inserimento: 10/09/2019 - 21:10
Luogo: Verona (VR) - Veneto
Data di inizio: 21/09/2019
Data di fine 03/11/2019
Descrizione
La galleria Arena studio d’arte inaugura la propria stagione espositiva con “GUARDAMI TOCCAMI ASCOLTAMI”, personale di Antonio Barrese, esponente fondatore del MID. Il Gruppo MID (Barrese, Grassi, Laminarca, Marangoni) nasce nel 1964. Nel 1965 partecipa a Nove Tendencije a Zagabria ed espone alla Galleria Danese di Milano.
L'attività del MID durò sino al 1972 (anno a partire dal quale gli artisti indirizzeranno la propria ricerca in maniera personale o dirottandola decisamente verso il design). Solo sette anni dunque, eppure fu prolifica in esperienze e in grado di affrontare con rigoroso metodo e libertà espressiva astrazione e immaterialità, luce e colore, installazioni e progetti ambientali, fotografie e film sperimentali, performance multisensoriali e momenti di silenzio, sempre con grande attenzione all'uso del linguaggio e alla sua possibilità di rideterminarsi in nuovi sistemi.
Attualmente Barrese si dedica alle proprie ricerche con lavori nuovi ed inediti, che questa mostra presenta per la prima volta.
L'operazione che ha intrapreso facendo vivere opere MID e proseguendo sulla loro scia la propria ricerca, ha il senso della costante riflessione sui fondamentali di uno specifico linguaggio e sulle sue possibilità combinatorie. Sviluppa i concetti di interattività e sinestesia. Il titolo stesso di questa mostra è emblematico e colma con una sorta di carnale evocazione il fraintendimento di un cinetismo freddo e distante da ogni emozione.
In mostra si trovano opere riconducibili all'esperienza MID (per tutte il grande Disco stroboscopico del 1965 che fu in esposizione a Zagabria), e passando per immagini-fotografia in esemplare unico che oggettivizzano l'astratto effetto della visione e attraverso i Generatori di linee traccianti e i Generatori di interferenze giunge sino agli Sparkling_Objects, le più recenti invenzioni dell'artista, con cui – come scrive Raffaella A. Caruso nel testo in catalogo – ”egli indaga ab origine il fenomeno luce, legandolo al suono, metafora della scintilla e a quell'adrenalina che l'uomo sempre ha all'accendersi del Fuoco”.
Con grande generosità Barrese guida il visitatore, dividendo l'esposizione in tre sezioni (oggetti da guardare, da toccare, da ascoltare) esemplificando un'unica, grande esperienza immersiva e multisensoriale.
“E se rimane la deferenza di fronte ad oggetti che fanno parte della storia dell'arte, la magia che essi producono è tutta dell'oggi o del Futuro…”


GUARDAMI, TOCCAMI, ASCOLTAMI
Antonio Barrese - Gruppo MID

Arena Studio d’arte
via Oberdan, 11 – Verona
0039 347 4820312 – 0039 342 7414481
www.arenastudiodarte.it

21 Settembre – 3 Novembre 2019
Vernissage:
Sabato 21 settembre - ore 18
Orari di apertura al pubblico:
10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.30
Lunedì su appuntamento

Catalogo, con testo di presentazione di Raffaella A. Caruso, disponibile in galleria e, in versione digitale, a questo link:
https://issuu.com/home/published/guardami_toccami_ascoltami
Altri eventi dell'inserzionista
Erk14 in mostra a Napoli tra neo-pop e concettuale
27/12/2018 - 10/01/2019
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Raffaella Caruso
Il 27 dicembre 2018 presso gli spazi espositivi di Palazzo Fondi in Via Medina 24, Napoli, verrà presentata la mostra personale di ERK14, tra neo-pop e concettuale.

L’artista napoletano attivo tra Roma, Milano e Napoli, dopo una lunga formazione nel campo del design e della moda ha realizzato una serie di opere che nascono dall’ibridazione dei linguaggi e dalla costante ricerca sulle simbologie del quotidiano, in costante ambiguità tra logica associativa e nonsense, tra forma pop e giochi semantici.
L’uso del monocromo contraddistingue le opere in acrilico su carta e in tela, queste ultime per la prima volta in mostra con le installazioni multimateriche che sfruttano le possibilità plastiche di vetro, plexiglass, legno e le stoffa.
L’essenzialità grafica che caratterizza l’intera produzione dell’artista non si traduce in una sintesi semantica, al contrario, Erk14 descrive i complessi meccanismi del linguaggio attraverso una agguerrita ricerca delle possibilità e delle costrizioni del segno. Inoltre, con l’ausilio di immagini iconiche, simboliche e ripetitive, ci pone di fronte al gioco del rebus e a enigmi da risolvere. Se per Michel Foucault “la Lingua universale inventa segni e sintassi, una grammatica che deve trovare il proprio luogo”, il luogo dei segni e della grammatica in Erk14 è nel quotidiano, pretesto di riflessione sul significato dell’arte come strumento sociologico.

ore 22.00
Concerto di Vivien Le Fay

Ingresso gratuito.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni
dalle ore 9:30 alle ore 19:00 fino all’11 Gennaio 2019.

La mostra «Erk 14» è prodotta da 400ml ed è a cura
di Federica Di Lorenzo

Patrocinio
Comune di Napoli

Sponsor
TUAX srl — Capware — Tecnologie per la Cultura — Stile Latino — Profilexpo Network — Allocca,Natali. — Riccardo Ruggiano scultore — London Store Napoli

Partner
Eidos Immagini Contemporanee
1 Opera Gallery

Testi

Raffaella A. Caruso e Franco Cipriano

Ringraziamenti
Gennaro Maria Elena Giannotti, Francesca Giagulli, Giulio Raffaele, Antonella Mignogna

erk14.com
Guardami, Toccami, Ascoltami: Antonio Barrese
21/09/2019 - 03/11/2019
Verona (VR) - Veneto
Inserito da Raffaella Caruso
La galleria Arena studio d’arte inaugura la propria stagione espositiva con “GUARDAMI TOCCAMI ASCOLTAMI”, personale di Antonio Barrese, esponente fondatore del MID. Il Gruppo MID (Barrese, Grassi, Laminarca, Marangoni) nasce nel 1964. Nel 1965 partecipa a Nove Tendencije a Zagabria ed espone alla Galleria Danese di Milano.
L'attività del MID durò sino al 1972 (anno a partire dal quale gli artisti indirizzeranno la propria ricerca in maniera personale o dirottandola decisamente verso il design). Solo sette anni dunque, eppure fu prolifica in esperienze e in grado di affrontare con rigoroso metodo e libertà espressiva astrazione e immaterialità, luce e colore, installazioni e progetti ambientali, fotografie e film sperimentali, performance multisensoriali e momenti di silenzio, sempre con grande attenzione all'uso del linguaggio e alla sua possibilità di rideterminarsi in nuovi sistemi.
Attualmente Barrese si dedica alle proprie ricerche con lavori nuovi ed inediti, che questa mostra presenta per la prima volta.
L'operazione che ha intrapreso facendo vivere opere MID e proseguendo sulla loro scia la propria ricerca, ha il senso della costante riflessione sui fondamentali di uno specifico linguaggio e sulle sue possibilità combinatorie. Sviluppa i concetti di interattività e sinestesia. Il titolo stesso di questa mostra è emblematico e colma con una sorta di carnale evocazione il fraintendimento di un cinetismo freddo e distante da ogni emozione.
In mostra si trovano opere riconducibili all'esperienza MID (per tutte il grande Disco stroboscopico del 1965 che fu in esposizione a Zagabria), e passando per immagini-fotografia in esemplare unico che oggettivizzano l'astratto effetto della visione e attraverso i Generatori di linee traccianti e i Generatori di interferenze giunge sino agli Sparkling_Objects, le più recenti invenzioni dell'artista, con cui – come scrive Raffaella A. Caruso nel testo in catalogo – ”egli indaga ab origine il fenomeno luce, legandolo al suono, metafora della scintilla e a quell'adrenalina che l'uomo sempre ha all'accendersi del Fuoco”.
Con grande generosità Barrese guida il visitatore, dividendo l'esposizione in tre sezioni (oggetti da guardare, da toccare, da ascoltare) esemplificando un'unica, grande esperienza immersiva e multisensoriale.
“E se rimane la deferenza di fronte ad oggetti che fanno parte della storia dell'arte, la magia che essi producono è tutta dell'oggi o del Futuro…”


GUARDAMI, TOCCAMI, ASCOLTAMI
Antonio Barrese - Gruppo MID

Arena Studio d’arte
via Oberdan, 11 – Verona
0039 347 4820312 – 0039 342 7414481
www.arenastudiodarte.it

21 Settembre – 3 Novembre 2019
Vernissage:
Sabato 21 settembre - ore 18
Orari di apertura al pubblico:
10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.30
Lunedì su appuntamento

Catalogo, con testo di presentazione di Raffaella A. Caruso, disponibile in galleria e, in versione digitale, a questo link:
https://issuu.com/home/published/guardami_toccami_ascoltami
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Profeti in Patria - Cammini d'artista a Montecchio Emilia. Graziano Pompili
21/02/2016 - 28/02/2016
Verona (VR) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
Con la mostra personale di Graziano Pompili, in programma fino al 28 febbraio 2016 al Castello Medievale di Montecchio Emilia (RE), si apre la rassegna “Profeti in patria - Cammini d’artista a Montecchio Emilia” promossa dall’amministrazione comunale. L’intento del progetto è quello di permettere ai cittadini di conoscere gli artisti che vivono ed operano nel Comune non solo attraverso la loro opera ma anche grazie a momenti di incontro e confronto personali.
Curata da Sandro Parmiggiani, l’esposizione presenta una selezione di opere in terracotta realizzate negli anni ’70 e ’80. Come scrive, infatti, il curatore, «A partire dal 1978, e per almeno un decennio, la terracotta diventa il materiale elettivo di Pompili, che dà vita a un ciclo di particolare fascino, le “Ri-archeologie”, terrecotte che ripropongono lo splendore delle sembianze dell’antico, riemerso dagli abissi del tempo: mostrano, infatti, ferite e mutilazioni, accentuate dal fatto che l’artista le riduce in frammenti all’uscita dal forno di cottura, per poi ricomporle con ganci di ferro».
Il percorso espositivo, pensato per gli spazi del Castello, comprende un’opera monumentale nell’atrio d’ingresso (“Domotica”, 2008), la sequenza ritmica di “Archeologia del ‘900” nella stanza laterale e tre opere riferibili alla prima metà degli anni ’80 – “Grande scudo”, “Acrolito”, “Emmaus” – immerse nell’ombra dei sotterranei.
«Queste cinque opere sul tema delle Ri-archeologie – spiega Graziano Pompili – realizzate più di vent’anni fa, dopo essere state esposte in decine di spazi pubblici e privati, sia in Italia che all'estero, trovano ora posto all'interno del piccolo Castello medievale di Montecchio Emilia, un luogo “ideale” nel quale si instaura un dialogo privilegiato tra la scultura e lo spazio che la contiene».
Domenica 21 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, l’artista sarà presente in mostra ed accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere esposte.
La personale è visitabile fino al 28 febbraio 2016 di lunedì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì ore 15.00-18.00, mercoledì ore 9.00-13.00, sabato ore 9.00-12.00. Ingresso libero. Per informazioni: Biblioteca Comunale di Montecchio Emilia (tel. 0522 861864, biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it, www.comune.montecchio-emilia.re.it).
Il ciclo di iniziative che il Comune di Montecchio Emilia ha inteso dedicare a Graziano Pompili proseguirà fino a giugno 2016 con mostre temporanee, appuntamenti ed incontri. Il prossimo evento espositivo sarà dedicato alla “Via Crucis” realizzata dall’artista nel 2003. L’opera sarà allestita dal 19 marzo 2016 negli spazi di Casa Cavezzi, quattrocentesco palazzo nel centro storico di Montecchio Emilia.
Graziano Pompili nasce a Fiume nel 1943. La sua formazione avviene all’Istituto d’Arte Internazionale per la Ceramica di Faenza e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 1977 diventerà docente di Scultura in marmo. Nel 1982 si stabilisce a Montecchio Emilia (RE). Molti sono i materiali con cui si è misurato nella sua attività di scultore: il marmo, la terracotta, il bronzo, il ferro, il legno e la pietra, realizzando anche opere di grandi dimensioni ed alcune installazioni. Tiene numerose mostre personali in Italia e all’estero, in musei pubblici e in gallerie private. Tra le recenti esposizioni, si segnalano: “La memoria del sacro” (Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2006; MUSMA, Matera, 2013; Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, Bologna, 2014), “ORT” (Castello di Pergine Valsugana, Trento, 2011) e “Der Feldweg” (Giardino di Daniel Spoerri, Seggiano, Grosseto, 2002). Vive e lavora tra Montecchio Emilia e Carrara.
Il Castello di Montecchio Emilia, di proprietà comunale, domina il centro storico ed è una delle più interessanti architetture fortificate matildiche della provincia. Non è nota la data della fondazione del Castello, esistente però già nel 1114 secondo un placito matildico, e denominato “Castrum vetus” nel 1259. Il suo primo nucleo probabilmente esisteva già nel X sec. d.C. La Rocca fu, nel XIII sec., oggetto di aspre contese fra i Vescovi e il Comune di Parma. Successivamente si avvicendarono, nel dominio del Castello, i Vicedomini e importanti famiglie afferenti alle signorie dei Visconti e degli Este. Nel 1426 Montecchio passò definitivamente sotto il controllo degli Estensi e, per la sua notevole importanza strategica, nel 1562 fu elevato a Marchesato. Fino all'Unità d'Italia – con la breve eccezione del periodo napoleonico – Montecchio seguì le sorti del Ducato Estense. Per secoli e fino al 1960, la Rocca fu adibita a carcere mandamentale.
Andrea Giovannini e Angelo Zani
14/09/2016 - 12/11/2016
Verona (VR) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
La Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde e il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia presentano, dal 14 settembre al 12 novembre 2016, due percorsi espositivi paralleli: all’interno della clinica, le opere pittoriche di Andrea Giovannini dedicate ai paesaggi fluviali della Bassa Reggiana; nel giardino antistante, le installazioni ambientali di Angelo Zani realizzate con elementi di scarto.
Entrambe le mostre saranno inaugurate mercoledì 14 settembre, alle ore 18.30, alla presenza di Fabrizio Franzini (Presidente Villa Verde), Enrico Manicardi (Presidente Circolo degli Artisti), Giuseppe Berti, Nicla Ferrari e Gaia Bertani (curatori), Andrea Giovannini ed Angelo Zani (artisti).
“Passeggiata” è il titolo della sezione di Andrea Giovannini, a cura di Nicla Ferrari e Gaia Bertani. In esposizione, dodici opere a tecnica mista su tavola di recente produzione, tutte dedicate alle pacate atmosfere dei paesaggi compresi tra la via Emilia e il Po. Come scrive, infatti, Nicla Ferrari, «La poetica di Giovannini contrasta con i ritmi frenetici che dominano il nostro tempo impedendoci di notare ciò che ci circonda, come la bellezza degli ambienti più semplici, quelli estranei agli effetti speciali, quelli meno frequentati dalle attività produttive, quelli capaci di suscitare struggimento e di trasformarsi in poesia».
“Le macchine gentili” è il titolo della sezione di Angelo Zani, a cura di Giuseppe Berti. Installazioni che nascono dall’assemblaggio di scarti industriali, riportati a nuova vita dall’intervento artistico, nell’ambito di un più ampio dibattito dedicato ad ecologia e sostenibilità ambientale. Come spiega Giuseppe Berti, «Zani opera con i rifiuti dell’industria trasformandoli in macchine gentili, macchine che hanno abbandonato la loro condizione di sterile celibato e che, acquisita ora una nuova identità, si riscattano dal loro status di inerte scarto industriale per recuperare una propria funzionalità: affatto opposta, però, a quella della loro prima vita, del loro originario impiego». Scarto dunque come valore positivo, opportunità e rinascita. Le installazioni “Fontana dei profumi” e “Il ciclo della vita” saranno esposte nel parco di Villa Verde oltre la data di chiusura dell’esposizione, nell’ambito di un percorso di arte ambientale che verrà a costruirsi nel tempo.
Le mostre, visitabili fino al 12 novembre 2016 negli orari di apertura della Casa di Cura, sono accompagnate da cataloghi e brochure con testi di Giuseppe Berti e Nicla Ferrari. Ingresso libero. Per informazioni: www.villaverde.it, www.circolodegliartisti.re.it.
«Il progetto – spiegano Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi – è frutto della collaborazione consolidata negli anni tra il Circolo degli Artisti e Villa Verde, da sempre attenta ad iniziative volte a migliorare la qualità dell’ambiente ospedaliero. Un dialogo che ha portato all’esposizione continuativa di quadri nei corridoi, all’organizzazione di conferenze di storia dell’arte, di mostre personali e di interventi di land art, nonché alla valorizzazione di autori reggiani del recente passato».
Andrea Giovannini nasce a Lugo di Ravenna nel 1962. Dopo gli studi artistici conseguiti a Reggio Emilia ed Urbino, ha maturato la propria ricerca espressiva collocandosi fra gli esponenti del Neovedutismo italiano delle ultime generazioni, dipingendo il paesaggio attraverso l’osservazione attenta della luce rappresentata come stato d’animo. Ha iniziato l’attività espositiva nel 1981, collaborando con diverse gallerie d’arte e partecipando ad importanti rassegne in Italia e all’estero. I viaggi in Europa e nelle regioni interne degli Stati Uniti sono stati decisivi per la ricerca espressiva dedicata alla spazialità come categoria descrittiva. Vive e lavora a Campagnola Emilia (Reggio Emilia).
Angelo Zani (Reggio Emilia, 1949), libero professionista laureato in ingegneria, si è occupato prevalentemente di pianificazione territoriale e protezione civile e, in questi campi, ha diretto progetti di livello nazionale e internazionale. In ambito artistico si è dedicato a musica, pittura, scultura e, negli ultimi anni in particolare, all'abbellimento di edifici pubblici. Sono sue le opere in ferro che decorano la facciata della scuola materna di Nave San Rocco e l’istallazione antistante la stazione dei vigili del fuoco di Pozza di Fassa (TN). Dal 2010 ha iniziato a presentare i suoi dipinti ottenendo significativi riconoscimenti in concorsi d’arte contemporanea, esponendo in Italia e all’estero. Vive e lavora a Reggio Emilia.