Evento: Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC
12/10/2019 - 20/09/2020
0 0
Effettua l'accesso per inserire un commento
0/0 Commenti
Inserzionista
Altro
Dettagli
Data di inserimento: 26/09/2019 - 11:56
Luogo: La Spezia (SP) - Liguria
Data di inizio: 12/10/2019
Data di fine 20/09/2020
Descrizione
Con la mostra "Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC", il Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia dedica un nuovo progetto espositivo alle sue collezioni permanenti. La mostra, a cura di Eleonora Acerbi, presenta una quarantina di lavori di grande formato, alcuni dei quali mai esposti prima. Inaugurazione: 12 ottobre 2019 ore 18.00, in occasione della XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.
Altri eventi dell'inserzionista
Forme e colori
17/12/2016 - 31/01/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 17 dicembre 2016 al 31 gennaio 2017, “Forme e colori”, mostra collettiva con opere realizzate dal venticinque artisti attivi dagli anni ’50 ai giorni nostri.
Il percorso espositivo si articola in due sezioni: da un lato la Pop Art di Franco Angeli, Tanto Festa e Mario Schifano, protagonisti della Scuola romana di Piazza del Popolo; dall’altro la Pittura Analitica di Rodolfo Aricò, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Gottardo Ortelli, Valentino Vago ed Arturo Vermi, con opere realizzate negli anni ’60 e ’70.
La mostra comprende, inoltre, un approfondimento dedicato alla scultura, con il bozzetto della scultura monumentale in acciaio corten realizzata da Paolo Minoli per la piazza di Cantù, un lavoro di Umberto Cavenago, una ceramica di Luca Freschi ed un’opera in gres porcellanato di Renata e Cristina Cosi, oltre a due oggetti di bronzo e legno dipinto di Pietro Consagra e Guillaume Corneille, fondatore del Gruppo Cobra.
Per finire, opere selezionate di Gianfranco Baruchello, Enzo Cacciola, Ennio Chiggio, Roberto Crippa, Lucio Fontana, Alberto Magnelli, Umberto Mastroianni, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri ed una tela di grandi dimensioni di Shozo Shimamoto, membro fondatore del movimento d’avanguardia Gutai.
Curata da Federico Bonioni, la collettiva sarà inaugurata sabato 17 dicembre 2016 alle ore 17.00. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2017, da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 19 e 26 dicembre ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, 25 dicembre e 1 gennaio ore 16.00-20.00. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 435765, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it.
DIPINTA. La metis dell’acqua - Omar Galliani
28/09/2019 - 03/12/2019
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
La Galleria di Piazza San Marco dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia ospita, dal 28 settembre al 3 dicembre 2019, “DIPINTA. La metis dell’acqua”, la prima mostra in assoluto di soli olii su tela di Omar Galliani, eseguiti tra il 1981 e il 2019. Curata da Eleonora Frattarolo, l’esposizione sarà inaugurata sabato 28 settembre alle ore 18.00.
Galliani, conosciuto soprattutto come inarrivabile disegnatore per l’uso della grafite su supporto ligneo e per le invenzioni iconografiche conseguenti all’uso di tali materiali, sin dagli esordi pratica, in realtà, anche la pittura ad olio, sicuramente definibile tecnica imprescindibile della sua ricerca.
Come avviene nell’ambito del linguaggio musicale infatti, Galliani fa della pittura “accompagnamento” al tema centrale del disegno, sviluppando nel suo grembo motivi autonomi di sostegno all’armonia poetica complessiva.
Scrive in catalogo Eleonora Frattarolo: «Con la presentazione di circa venti grandi quadri dedicati all’acqua, ai suoi addensamenti, ai suoi infiniti moti visibili e invisibili, DIPINTA è una riconsiderazione dello statuto della pittura e una ricapitolazione sul senso dei suoi gesti, moti fondamentali per produrre la forma. Il fluire dei pennelli rimanda d’altronde, per Galliani, inequivocabilmente alla metis dell’acqua e ai cangianti riflessi del mutamento e delle sue leggi».
La mostra, realizzata con il sostegno di Studio Vigato Arte Contemporanea e Caffè Florian, sarà visitabile da mercoledì a domenica con orario 10.30-17.30. Ingresso libero. Catalogo Vigato Editore con testo di Eleonora Frattarolo e ricco apparato iconografico. Per informazioni: T. +39 041 5208879, info@bevilacqualamasa.it, www.bevilacqualamasa.it.
Eventi che potrebbero interessarti
Gioielli Fantasia. Sogni americani
16/04/2016 - 02/10/2016
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
Dal 16 aprile al 2 ottobre 2016 Palazzo Mazzetti (Corso Vittorio Alfieri 357, Asti) ospita la mostra ”Gioielli Fantasia. Sogni americani”: oltre 500 esemplari di Gioielli Fantasia provenienti dalla Collezione personale di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.
L’esposizione, promossa da Palazzo Mazzetti e Città di Asti, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Asti.
Collane, spille, orecchini e bracciali tracciano l’evoluzione della Costume Jewelry e raccontano una storia articolata e affascinante, dalle riproduzioni di gioielli classici alle creazioni pop degli anni '50 e '60, concepite ed elaborate dai più importanti designer, come Trifari, Marcel Boucher, Coro, De Rosa, Eisenberg, Miriam Haskell, Eugène Joseff, Kenneth J. Lane, Pennino, fino a Wendy Gell e Iradj Moini.
La storica dimora astigiana, scrigno di raffinate raccolte di intagli, tessuti antichi e ceramiche, si offre come luogo ideale per un’esposizione dedicata ad un settore particolare delle arti decorative come quello del “gioiello fantasia”.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla riscoperta della produzione di costume jewelry, fenomeno socio-culturale nato negli Stati Uniti all’indomani della grande crisi del 1929-1939: con la drastica riduzione del mercato dei prodotti di lusso, la sperimentazione con materiali non preziosi diventa l’unica via di sopravvivenza per i gioiellieri, ma anche stimolo per la fantasia e per la messa a punto di nuove tecniche. Nascono ornamenti bellissimi e poco costosi che gli studi cinematografici di Hollywood non esitano ad adottare, facendoli diventare protagonisti della stagione d’oro del cinema americano. Sono gioielli molto grandi e vistosi, visibili durante le riprese e in grado di far risparmiare il denaro precedentemente speso per il noleggio di gioielli veri.
Nonostante l’utilizzo di pietre e leghe di costo contenuto, l’accuratezza delle finiture e il formato sorprendente sono il segno evidente delle straordinarie capacità creative dei designer dell’epoca e di una maggiore libertà di sperimentazione di nuovi materiali. Sono i gioielli indossati sugli abiti di scena dalle dive del cinema come Greta Garbo, Marlene Dietrich, Bette Davis e Vivien Leigh. Il leggendario Joseff crea monili per centinaia di pellicole di grande successo, tra cui “Via col Vento”. Ma anche le first ladies, come Mamie Eisenhower e Jacqueline Kennedy Onassis, non perdono l’occasione di esibirli in occasioni pubbliche.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha sviluppato l’interesse per questi gioielli fantasia «perché rappresentano un patrimonio culturale che ci riporta a tempi difficili e a grandi cambiamenti sociali... É importante il significato e il contenuto che essi trasmettono, la loro aderenza e precisione col momento storico in cui sono stati realizzati. Nella Costume Jewelry ricerco la creatività, la fantasia e apprezzo l’uso di materiali innovativi, come la gomma vulcanizzata, gli strass, la celluloide, la bachelite, il plexiglas e l’acrilico, capaci di anticipare tante tendenze future. Sono gioielli “poveri ma belli”, accessibili e alla portata di tutti».
Splendidamente falso, Trifari da Napoli a New York, Il gioiello va in scena, Dalla creatività al design, Ditelo con i fiori: sono solo alcune delle sezioni del percorso espositivo arricchito pannelli illustrativi, immagini e proiezioni.
La mostra sarà visitabile da martedì a domenica con orario 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30), chiuso il lunedì ad eccezione del 25 aprile e del 15 maggio. Biglietto intero € 5.00, ridotto € 3.00. Catalogo edito da Sagep, Genova. Per informazioni: tel. 0141530403, info@palazzomazzetti.it, www.palazzomazzetti.it.
Calligrafia d'acqua_Stevens Vaughn
04/11/2015 - 30/11/2015
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da Laura Scaringella
The Hafnia Foundation ha il piacere di presentare la seconda mostra personale dell’artista americano
Stevens Vaughn in Italia. Con questa esposizione negli ampi spazi della Galleria Innerspace17 di Torino
l’artista presenta una serie di lavori elaborati nell’ultimo periodo con il titolo di “Calligrafia d’acqua”,
curata da Massimo Scaringella.
“Un quadro non è qualcosa che riguarda un’esperienza: è un’esperienza”. Questo pensiero di Mark Rothko
riflette il lavoro di Stevens Vaughn, che esprime il senso di una essenzialita visiva, strutturalmente legata
alla visione ironica e colorata della vita, con il suo incontenibile segno una depistante linea gestuale,
guidata da una manuale irruenza, identita piena di un espressionismo emotivo e culturale inserito in una
solida realta . Stevens Vaughn utilizza la tecnica del “dripping”, che non significa tirare il colore in modo
casuale, ma una “ritualita ” che in ogni opera e composta come l’espressione di un pensiero non verbale,
trasformato in una struttura articolata e consolidata nella rivelazione della realta : macchie, colature veloci,
prepotenze cromatiche, si contengono la definizione dello spazio, contendendo alla natura e alla poesia la
ricerca delle soluzioni formali dell’opera, risolte in un uso inquietante di un elemento primordiale come e
l’acqua.
Stevens Vaughn con queste opere ci vuole persuadere che l’idea stimolante e allo stesso tempo
provocatoria di fare arte e entrare nell’anarchia dell’assenza della struttura. Ma incredibilmente, questi
lavori, pieni di luce e di colore, rinviano a una visione concreta del mondo dell’oggi, in cui l’artista ha ben
presente le assimilazioni che gli derivano dei diversi incroci culturali incontrati durante il suo percorso
formativo e creativo.
La mostra e accompagnata da un catalogo con testi di Massimo Scaringella, Qin Jian e Stevens Vaughn (in
inglese, cinese e italiano).
Ufficio