Evento: Massimiliano Galliani, LSDT - Le Strade del Tempo
02/10/2015 - 01/11/2015
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Data di inserimento: 25/09/2015 - 13:24
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 02/10/2015
Data di fine 01/11/2015
Descrizione
Dalla “Gioconda” di Leonardo Da Vinci, un progetto di Massimiliano Galliani per ripercorrere “Le Strade Del Tempo”.
Dopo la preview allo Spazioborgogno di Milano, la mostra “LSDT – Le Strade Del Tempo”, a cura di Alberto Zanchetta, approda, dal 3 ottobre al 1 novembre 2015, negli spazi ottocenteschi della Sinagoga di Reggio Emilia (Via dell’Aquila, 3/a).
Realizzata in collaborazione con Comune di Reggio Emilia – Musei Civici, la personale sarà inaugurata venerdì 2 ottobre alle ore 18.00, con una performance musicale di Erich Galliani (chitarra).
In esposizione, una selezione di opere pittoriche che riproducono le screpolature formatesi nel tempo sul capolavoro del Louvre. Affascinato dalla casualità delle linee, l’artista ha deciso di esplorare questo intrico di strade attraverso percorsi tecnici che gli hanno consentito di avvalersi di differenti supporti e materiali, dalla pittura ad olio alla foglia d’oro, dal vetro opaco alla polvere di marmo. A seconda della distanza con cui fruisce l’opera, lo spettatore può passare agilmente da un’esplicita figurazione (gli occhi di Monna Lisa) ad una lirica astrazione (le linee involontarie cagionate dal Craquelè).
Come scrive il curatore, «Il volto umano è segnato dalle rughe, che sono i segni del tempo, dell’esperienza, della vita trascorsa. Anche i ritratti – che la storia dell’arte ci ha tramandato in effigie – recano le tracce di questa “fatica d’esistere”; volti d’uomini e donne che sembrano aver visto tutto e di tutto, come fossero i testimoni di un passato che si riversa nel presente».
«Percorrere le strade del tempo nel campo dell’arte – conclude Massimiliano Galliani – rende sempre più acuta la curiosità nel portare alla luce i percorsi più affascinanti».
L’esposizione, che partecipa all’undicesima edizione della “Giornata del Contemporaneo” promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, è visitabile da venerdì a domenica con orario 10.30-12.30 e 16.00-19.30. Ingresso libero. Catalogo a tiratura limitata con testo di Alberto Zanchetta. Per informazioni: Musei Civici Reggio Emilia (tel. 0522 456477, musei@municipio.re.it, www.musei.re.it).
Altri eventi dell'inserzionista
Andrea Giovannini e Angelo Zani
14/09/2016 - 12/11/2016
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde e il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia presentano, dal 14 settembre al 12 novembre 2016, due percorsi espositivi paralleli: all’interno della clinica, le opere pittoriche di Andrea Giovannini dedicate ai paesaggi fluviali della Bassa Reggiana; nel giardino antistante, le installazioni ambientali di Angelo Zani realizzate con elementi di scarto.
Entrambe le mostre saranno inaugurate mercoledì 14 settembre, alle ore 18.30, alla presenza di Fabrizio Franzini (Presidente Villa Verde), Enrico Manicardi (Presidente Circolo degli Artisti), Giuseppe Berti, Nicla Ferrari e Gaia Bertani (curatori), Andrea Giovannini ed Angelo Zani (artisti).
“Passeggiata” è il titolo della sezione di Andrea Giovannini, a cura di Nicla Ferrari e Gaia Bertani. In esposizione, dodici opere a tecnica mista su tavola di recente produzione, tutte dedicate alle pacate atmosfere dei paesaggi compresi tra la via Emilia e il Po. Come scrive, infatti, Nicla Ferrari, «La poetica di Giovannini contrasta con i ritmi frenetici che dominano il nostro tempo impedendoci di notare ciò che ci circonda, come la bellezza degli ambienti più semplici, quelli estranei agli effetti speciali, quelli meno frequentati dalle attività produttive, quelli capaci di suscitare struggimento e di trasformarsi in poesia».
“Le macchine gentili” è il titolo della sezione di Angelo Zani, a cura di Giuseppe Berti. Installazioni che nascono dall’assemblaggio di scarti industriali, riportati a nuova vita dall’intervento artistico, nell’ambito di un più ampio dibattito dedicato ad ecologia e sostenibilità ambientale. Come spiega Giuseppe Berti, «Zani opera con i rifiuti dell’industria trasformandoli in macchine gentili, macchine che hanno abbandonato la loro condizione di sterile celibato e che, acquisita ora una nuova identità, si riscattano dal loro status di inerte scarto industriale per recuperare una propria funzionalità: affatto opposta, però, a quella della loro prima vita, del loro originario impiego». Scarto dunque come valore positivo, opportunità e rinascita. Le installazioni “Fontana dei profumi” e “Il ciclo della vita” saranno esposte nel parco di Villa Verde oltre la data di chiusura dell’esposizione, nell’ambito di un percorso di arte ambientale che verrà a costruirsi nel tempo.
Le mostre, visitabili fino al 12 novembre 2016 negli orari di apertura della Casa di Cura, sono accompagnate da cataloghi e brochure con testi di Giuseppe Berti e Nicla Ferrari. Ingresso libero. Per informazioni: www.villaverde.it, www.circolodegliartisti.re.it.
«Il progetto – spiegano Fabrizio Franzini ed Enrico Manicardi – è frutto della collaborazione consolidata negli anni tra il Circolo degli Artisti e Villa Verde, da sempre attenta ad iniziative volte a migliorare la qualità dell’ambiente ospedaliero. Un dialogo che ha portato all’esposizione continuativa di quadri nei corridoi, all’organizzazione di conferenze di storia dell’arte, di mostre personali e di interventi di land art, nonché alla valorizzazione di autori reggiani del recente passato».
Andrea Giovannini nasce a Lugo di Ravenna nel 1962. Dopo gli studi artistici conseguiti a Reggio Emilia ed Urbino, ha maturato la propria ricerca espressiva collocandosi fra gli esponenti del Neovedutismo italiano delle ultime generazioni, dipingendo il paesaggio attraverso l’osservazione attenta della luce rappresentata come stato d’animo. Ha iniziato l’attività espositiva nel 1981, collaborando con diverse gallerie d’arte e partecipando ad importanti rassegne in Italia e all’estero. I viaggi in Europa e nelle regioni interne degli Stati Uniti sono stati decisivi per la ricerca espressiva dedicata alla spazialità come categoria descrittiva. Vive e lavora a Campagnola Emilia (Reggio Emilia).
Angelo Zani (Reggio Emilia, 1949), libero professionista laureato in ingegneria, si è occupato prevalentemente di pianificazione territoriale e protezione civile e, in questi campi, ha diretto progetti di livello nazionale e internazionale. In ambito artistico si è dedicato a musica, pittura, scultura e, negli ultimi anni in particolare, all'abbellimento di edifici pubblici. Sono sue le opere in ferro che decorano la facciata della scuola materna di Nave San Rocco e l’istallazione antistante la stazione dei vigili del fuoco di Pozza di Fassa (TN). Dal 2010 ha iniziato a presentare i suoi dipinti ottenendo significativi riconoscimenti in concorsi d’arte contemporanea, esponendo in Italia e all’estero. Vive e lavora a Reggio Emilia.
Francesco Fontanesi, Imago Hominis
29/09/2018 - 28/10/2018
Rubiera (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Dando seguito all’ormai consolidata tradizione delle esposizioni di settembre organizzate dall’Amministrazione Comunale di Rubiera, presso il Complesso Monumentale de L’Ospitale (Via Fontana, 2), dal 29 settembre al 28 ottobre 2018, sarà allestita “Imago Hominis”, personale di Francesco Fontanesi, a cura di Umberto Nobili.
La mostra, realizzata con il contributo di Tetrapak Italia, verrà inaugurata sabato 29 settembre alle ore 17.30. Saranno presenti, oltre all’artista, Emanuele Cavallaro (Sindaco del Comune di Rubiera), Elena Lusvardi (Assessore alla Cultura del Comune di Rubiera) e Umberto Nobili (curatore).
L’esposizione sarà dedicata alla più recente produzione di Francesco Fontanesi, autore versatile, sperimentatore di tecniche e di materiali diversi, presente sulla scena artistica da molti decenni.
Il genitivo soggettivo dell’espressione latina del titolo – “Imago Hominis” – vuole sottolineare l’indagine condotta sull’uomo per il tramite di immagini ripensate e ricostruite dall’artista sulla base di gesti, sguardi e tracce di volti carpiti alla quotidianità. Esse, oltre a proporsi come occasioni di originale espressività artistica, intendono esplorare la condizione umana fin oltre i suoi margini e al fondo delle più riposte piaghe dell’anima.
«Con questa proposta – scrive Elena Lusvardi – Francesco Fontanesi ci svela l’Infinito che è dentro l’uomo e dentro di noi. L’Ospitale, secondo la sua originaria vocazione, ospita l’uomo in tutte le sue dimensioni, nella poliedrica individualità e nella diffusa universalità che riconduce tutti noi ad un’unica scintilla divina».
«Letto dall’interno dell’acuta sensibilità di Fontanesi – conclude Umberto Nobili – il mosaico umano montato sulla scena dei suoi quadri prende mobilità e verità nuove e si carica di suoni e voci suadenti che restituiscono una diversa e più appagante coerenza al fluire della vita e al suo mistero».
L’esposizione sarà visitabile di sabato con orario 16.00-19.00 e di domenica con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra con prefazione di Elena Lusvardi, testo critico di Umberto Nobili, apparato bio-bibliografico e riproduzione fotografica delle opere. Per informazioni: tel. 0522 622238, cultura@comune.rubiera.re.it, www.comune.rubiera.re.it.
Francesco Fontanesi, nato nel 1930 a Reggio Emilia, è conosciuto come insegnante di materie scientifiche presso l’ITC Scaruffi, ma soprattutto per le sue opere “materiche” di matrice espressionista e per le sculture in ceramica. Queste prime opere si trovano in molte collezioni private, presso edifici pubblici (chiese di S. Alberto, S. Giacomo, S. Luigi, S. Croce), presso il Liceo Classico Ariosto, presso l’Università di Modena e Reggio, presso la Galleria Alfieri di Piacenza e l’Università Bocconi di Milano. Proviene da studi scientifici, pur avendo sempre coltivato interessi per il mondo dell’arte sin dai tempi del liceo. È laureato in Scienze Naturali e in Farmacia. La sua esperienza nel campo della pittura si è avvalsa della giuda del critico d’arte Lando Orlich. Inizialmente orientato verso l’espressionismo e l’arte Fauves, sviluppata con un impasto materico di colori stesi talora con la spatola o direttamente coi tubetti, si è via via interessato a forme d’arte più moderne quali cubismo, forme di espressionismo astratto e informale. Quest’ultimo percorso lo ha visto utilizzare nelle sue opere anche materiali eterogenei alla pittura tradizionale, quali collage e oggetti applicati direttamente alla tela. Attenzione non minore è stata dedicata alla scultura, specialmente nel campo delle ceramiche con temi principalmente religiosi. Al colore Fontanesi ha sempre rivolto molte sue energie e molti suoi pensieri. Approdato, dopo aver navigato per molti nostalgici sogni e molti incantamenti, in un sorprendente paese dove i colori hanno tutte le fragranze le sensibilità e le calde accensioni di una luce “mediterranea” che deflagra anche si grigi, sui neri e nei blu delle notti. Questi colori, tuttavia, sono privi di consistenza, di spessore naturalistico, appaiono cioè liberi da ogni vincolo con il reale, liberi dunque, ad esempio, di trasformare una piazza in uno scintillante tappeto giallo, un albero in un acuto diapason rosso oppure di rivestire le case di azzurro e di violetto come un cielo in un crepuscolo d’estate. Il colore per Fontanesi non è solo una qualità della superficie, ma qualcosa che risplende dall’interno, rivelando l’essenza del mondo, qualcosa da sentire con la mente e con il corpo, qualcosa da immaginare, toccare odorare.
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Mostra Collettiva con le opere di Gianrico Agresta, Luisa Albert, Luigi Baratta, alessandra Carloni, Fabio Carmignani, Jacopo Mandich, Romain Mayoulou, Daniele Mini, Marina Tabacco e Giulio Zanet. Con la partecipazione di Danesi ArtDesign
Mondi
18/11/2017 - 18/11/2017
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Inserito da Marco Caiazzo
La galleria di arte contemporanea, Intragallery, ha il piacere di inaugurare, sabato 6 ottobre alle ore 11.30, la mostra “Mondi” di Peter Flaccus e Luca Padroni. Due artisti, che malgrado le differenze di approccio apparentemente radicali, si trovano in sintonia su molti aspetti della pittura. Tutti e due danno peso ad una organizzazione pittorica rigorosa, composta da linee insistenti e sottili, colori calibrati con cura, e nette discontinuità negli spazi specificati dei loro dipinti.
Per ambedue i pittori è fondamentale l’impegno artistico fondato su la possibilità espressiva della manipolazione materica che appartiene al mestiere del pittore

La carriera artistica del pittore americano Peter Flaccus si avvia all’inizio degli anni ’70 a New York, in seguito ai suoi studi presso l’ Amherst College e la Indiana University. All’inizio degli anni ’90 Flaccus si trasferisce a Roma dove vive ancora oggi. In Italia il suo lavoro si concentra sin dall’inizio sulla ricerca di nuove tecniche e linguaggi astratti, tra cui l’encausto. Ispirato da questa antica tecnica artistica, l’artista la studia, la sperimenta, scoprendo soluzioni innovative, raffinate ed inedite, segni di una novità nel contesto dell’arte contemporanea. La lunga carriera espositiva di Peter Flaccus inizia a New York presso la Zabriskie Gallery, per continuare in Italia e in Europa con mostre a Roma, Bologna, Bari, Napoli, in Svizzera e in Francia.

Il più giovane Luca Padroni nato negli anni ’70 vive e lavora a Roma. Ha frequentato la Slade School of Fine Arts di Londra, e da allora la sua pittura si è evoluta in una direzione soprattutto figurativa, caratterizzata di una narrazione soggettiva e vitale. Compone sia quadri di grandissimo formato utilizzando un audace tecnica di collage, sia quadri di formati più modesti dipinti con pastosi colori ad olio guidati da una mano sempre più virtuosistica. Le prime e numerose mostre di Luca Padroni risalgono alla fine degli anni 90 sia in Italia che all’estero. Nel 2017 inaugura l’importantissima mostra I valori personali a cura di Claudio Crescentini presso il Museo Macro di Testaccio a Roma.