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Gianni Bertini e Abbaco. Rifondare la coscienza del paese reale con la pittura
31/03/2022 - 03/04/2022
Milano (MI) - Lombardia
Inserito da Raffaella Caruso
Può l'arte assumere il ruolo della coscienza civile di un paese? Può farlo in maniera profetica, slegata paradossalmente dal tempo e dallo spazio e incantando lo spettatore con il fascino della bellezza colpirlo allo stomaco denunciando abusi, soprusi e l'orrore della guerra?

È quanto fa Gianni Bertini, grande artista europeo di cui ricorre il centenario della nascita (Pisa 1922- Caen 2010) con ABBACO, ciclo di lavori compiuto negli anni 70 e che rappresenta profeticamente con disarmante attualità l'ondata di violenza che sta travolgendo nuovamente l'Europa.

In mostra a Miart nella sezione Decades (10 artisti per 10 decenni di storia dell'arte italiana) presentato da Eidos in collaborazione con l'associazione Gianni Bertini (Associazione Gianni Bertini -) il progetto GIANNI BERTINI E ABBACO: rifondare la coscienza del paese reale con la pittura.

Sullo sfondo di paesaggi pittorici di matrice novecentista, consueti e rassicuranti, si svolgono le stesse scene di violenza che in questi giorni siamo obbligati a vedere e considerare mentre per il conflitto Russia/Ucraina tremendi venti di guerra spirano ancora sull'Europa... Non sono scene lontane: ci sono le nostre famiglie che fuggono (Corri uomo,1978), lasciando a terra padri (L'involto, 1978) madri (Lui piange,1977 - E lui ride, 1977) in una “normalità” sociale che ormai in Occidente pensavamo di avere raggiunto. Induce dunque Bertini una riflessione sul seme della violenza in Occidente, sul ruolo della famiglia (Speriamo ci ripari l'ombrello, 1977), sull'essere profugo (Una famiglia, 1980) in senso fisico e mentale come straniamento rispetto a realtà che pensavamo non ci dovessero più appartenere, e a distanza di quarant'anni dalla creazione di questi lavori sembra lanciare il monito: può ancora accadere!

Scriveva Gianni Bertini:
"Abbaco è una allocuzione scaduta d’uso che significa abbecedario. Nel mio caso indica il proposito di ricominciare un discorso partendo dalla base. E non per niente ho assunto come fulcro della rappresentazione il nucleo più elementare: l'uomo, la donna e il bambino in rapporto ad una società dove l'orrore è quotidiano.
Certe referenze tratte da quadri del passato vogliono solo indicare una continuità tra ieri e l'oggi. Talvolta la citazione ripropone scene di altre violenze, violenze antiche, per significare appunto che la violenza è sempre esistita.

Con ABBACO, ciclo condotto dalla metà degli anni 70 all'inizio degli anni 80 – gli anni della protesta, del terrorismo, del dibattito sul divorzio-, Gianni Bertini torna dunque alla pittura riuscendo ugualmente a non interrompere la ricerca Mec Art che lo rese attento interprete degli umori della contemporaneità. Sullo sfondo di una pittura di paesaggio classica (“Questo paesaggio l'ho introdotto per sottolineare meglio le scene di violenza che succedono in primo piano: la cronaca è messa in discussione dal contrappunto”) Bertini introduce personaggi drammatici riuscendo ancora oggi a creare nello spettatore una visione distonica e disturbante, in grado di indurre una riflessione sui fondamentali della pittura e della società.


Info
GIANNI BERTINI E ABBACO: rifondare la coscienza del paese reale con la pittura
Dove fieramilanocity_MiCo Pad 3 – Gate 5 viale Scarampo Milano
Eidos Immagini Contemporanee Both A83 – Sez. Decades
Quando 1-3 Aprile 2022 31 marzo preview su invito
Orari venerdì e sabato 11.30-20.00 domenica 10.00-17.00
Expoart ad ARTE GENOVA
31/01/2022 - 14/04/2022
Genova (GE) - Liguria
Inserito da ExpoArt Magazine
Gentile Artista SAREMO IN DISTRIBUZIONE CON UN NUMERO SPECIALE Continua la nostra Offerta speciale anche sul prossimo numero in uscita della nostra rivista cartacea EXPOART Magazine . Contattaci a expoartcc@gmail.com
Mostra Collettiva Internazionale "Natale con l'Arte Contemporanea a Venezia"
18/12/2021 - 10/01/2022
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
“NATALE CON L'ARTE CONTEMPORANEA A VENEZIA”
Mostra Collettiva Internazionale
Presentazione dello Storico e Critico d'Arte Prof. Giorgio Grasso
Evento a cura del Critico d'Arte Maria Palladino
Inaugurazione Sabato 18 Dicembre ore 16:00

“Natale con l'Arte Contemporanea a Venezia” è un evento realizzato per promuovere, ed interrogarsi, sul vero valore e significato dell'opera d'arte per gli uomini di tutti i tempi e culture, in un periodo storico travagliato come quello attuale, e in una circostanza, quale quella del Natale, che per il suo carattere intimistico ed introspettivo ci avvicina ancora di più al desiderio di bellezza e benessere. Per essere d'effetto ancor maggiore e permanente, è importante che questo benessere non sia legato possibilmente ad oggetti puramente consumistici ed effimeri, ma che rimanga stabile nel tempo, e produca effetti atti a migliorare il nostro stato interiore, sia esso psichico, morale, culturale, spirituale.
Il senso di un manufatto artistico, nel corso dei secoli, ha proceduto di pari passo con lo sviluppo degli strumenti atti a produrlo, e in generale della tecnica e della società, fino all'invenzione della fotografia, a fine '800. La storia vuole che da quel momento in poi, con le Avanguardie di inizio '900 e con i successivi sviluppi dell'Informale e del Concettuale, il bene artistico sia decaduto a puro pretesto per un vuoto esercizio intellettuale, o speculazione commerciale, svincolandosi innanzitutto dalla realtà oggettiva, per deviare in ambiti poco gestibili dalla comprensione comune, e che nulla sembrano avere a che vedere con il vero godimento estetico, che è un fatto di per sé stesso intimo e non comparabile a nessun altra esperienza, mentale o monetaria.
Arte quale vaticinio di un veggente ispirato, documento dell'evoluzione umana, status symbol di una èlite, manifesto ideologico, specchio delle tensioni interiori o merce di scambio: nel corso delle diverse epoche essa ha assunto tutti questi ruoli, divenendo funzionale ai mutamenti della società e degli interessi umani, al variare del ruolo dell'artista nel contesto sociale, del mercato dell'arte.
“Natale con l'Arte Contemporanea a Venezia” vuole essere un evento atto a riflettere su queste trasformazioni, fisiche e di senso, del lavoro dell'artista, promuovere l'originalità dell'opera autentica, la sua unicità e il suo valore intrinseco di bellezza ed armonia.
Il prodotto artistico come scrigno di sensibilità, memoria, sapienza, emozione, che diviene patrimonio durevole e luogo di rifugio per l'anima, creando un punto d'incontro fra contenuti e sentimenti, espressi e condivisi.
L'esposizione mira a mettere in evidenza tali caratteristiche identificative dell'oggetto d'arte, insieme all'indiscutibile portato tecnico, di conoscenza e di fattura, e al suo valore materiale.
Poter trarre beneficio dall'ammirazione e dalla gratificazione costante che la rappresentazione visiva di un sentimento, impressione, memoria, intuizione, pensiero, forgiati nella materia in maniera persistente, irripetibile, significante, è il dono imperituro che l'artista compie mettendo a frutto il proprio talento.
Per comprendere ed apprezzare la qualità vivificante del potere creativo, la sua natura edificante e di rigenerazione.

In esposizione opere degli artisti:
Alexandra Van Der Leeuw, Anna Concetta Porcino, Barbara Zaccheo, Carmelina D'Agati, Chiara Pradella, Dina Moscato, Fiorella Brenna, Germana Bedont, Gianluca Fratini, Gianni Giannettino, Giovanna Cutrone, Lada Stukan, Lilia Kaluzhyna, Luciana Perego, Marino Salvador, Matteo Milli, Monica Bonaventura, Nadia Ferrari, Piergiorgio Dessì, Riccardo Passuello, Roberta Musi, Roky Marchese, Simona Impellizzeri, Tiziana Tardito.

Venice Art Gallery, Calle del Tragheto 2799, Dorsoduro (fra Campo San Barnaba e Ca' Rezzonico).
La mostra resterà visitabile fino al 10 Gennaio.
Orari di apertura: giovedì – domenica 15:00 – 19:00. Ingresso libero nel rispetto delle attuali norme anti-Covid.

Per informazioni:
Maria Palladino
3341695479
audramsa@outlook.it
Love Pop – un modo di Amare le Cose
04/12/2021 - 29/01/2022
Napoli (NA) - Campania
Si è chiusa presso l'Imago Museum a Pescara una mostra della quale vi abbiamo presentato un estratto: Andy Warhol e Mario Schifano tra Pop Art e Classicismo. La retrospettiva ha rappresentato un percorso attraverso l’esperienza artistica di queste due figure che sono tra le più influenti nel mondo dell’arte e della cultura contemporanea internazionale.

La nuova Mostra curata dalla Rosini Gutman Collection, in esclusiva per Spazio 57, LOVE POP, prende spunto da una frase emblematica di Andy Warhol: “La Pop Art è un modo di amare le cose”.

In Mostra saranno presenti opere dei grandi artisti che hanno reso mitica la Pop Art ed anche di giovani artisti che la stanno “lanciando” attraverso il nuovo millennio sino sulla soglia dell’Arte Virtuale e degli, ormai famosi, NFT che renderanno il mercato dell’Arte più “democratico”!

Da sabato 4 Dicembre, presso lo Spazio 57 di Napoli, verranno presentate opere di: Andy Warhol, Raul 33, Robert Rauschenberg, Mario Schifano, Kiv, Niky de Saint Phalle, Teatro, Tano Festa, Roy Fox Lichtenstain, Marco Lodola, Gianluigi Toccafondo, Simone D’Auria, Gag, Mark Kostabi, Ilaria Rezzi, William Zanca, Mario Giacomelli, Skinky, Alexander Calder, Christo, Atomo, Joseph Beuys, Luca Alinari, Giovanni Gurioli ed i RAM - Regenerative Art Movement.

Fra le opere d’Arte esposte vi segnaliamo alcuni capolavori appartenenti alla Rosini Gutman Collection, come, ad esempio: Campbell’s Soup Dress di Andy Warhol del 1968, stampa su
cotone e cellulosa, firmata da Warhol; Shipboard Girl di Roy Lichtenstein, Litografia firmata del
1965; Nanà dansant, scultura in metallo colorato a mano dall’artista (realizzata da Niky de Saint
Phalle) con base costituita da una scultura in ferro tratto da oggetti industriali rigenerati (realizzata
da Jean Tinguely) che costituisce una importante opera realizzata dalla coppia di artisti, nel 1965.



Su richiesta saranno inviate le immagini delle opere.





Immagine copertina: Roy Lichtenstein - Shipboard Girl - Litografia firmata, anno 1965, cm 69x51,5





Titolo della Mostra: “Love Pop – un modo di Amare le Cose”
Luogo: Spazio 57 - via Chiatamone, 57 Napoli
Data: 4 Dicembre 2021 - 29 Gennaio 2022
Orari: dal Martedì al Venerdì: 14.00 - 19.00; Sabato: 10.00 - 19.00; Domenica 10.00 - 14.00.
Contatti: Cell. +39 348 7203795; e-mail: spazio57napoli@gmail.com; sito: www.spazio57.it
Ingresso: gratuito, non serve la prenotazione.




In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Legge del 23 luglio 2021 n. 105 tutti i visitatori di età superiore ai 12 anni dovranno esibire il Green Pass (Certificazione verde COVID-19) in corso di validità.
OPENING - TETSURO SHIMIZU - LUME
18/11/2021 - 18/01/2022
Milano (MI) - Lombardia
La Galleria Il Milione è lieta di annunciare la mostra Lume di Tetsuro Shimizu con testo critico di Matteo Galbiati.
Cinque anni dopo la sua ultima personale in Galleria, Shimizu con questa nuova mostra espone gli esiti più recenti della sua coerente ricerca artistica e della sua attenta indagine estetica. Attraverso una serie di opere degli anni 2020 e 2021, l’artista racchiude le ultime tensioni sensibili che l’impasto multiforme delle sue cremie è sempre in grado di rinnovare e mutare. Il suo lavoro è reso inconfondibile dai tagli-forme conferiti al quadro che “ne disabilitano l’oggettualità” e su queste superfici irregolari si predispone il suo linguaggio forte e delicato al contempo, ricco di un’espressività incisiva e caratterizzante che denuncia sempre la piena libertà narrativa del colore. “Shimizu pone l’immagine pittorica in uno stato di fibrillazione tensiva che esercita, nella definizione ultima dell’opera, un potere vorticoso e coinvolgente per lo sguardo che viene letteralmente assorbito dalle onde, dai segni, dai frammenti, dagli intrecci di una pennellata permanentemente viva e pulsante”. Il colore vive allora di infinite cromie che creano evoluzioni potenziali di qualcosa di incontrollabile e incoglibile e ciò “rende le sue opere una concatenazione di eventi narrativi che nel lavoro che deve ancora venire avrà, forse, la sua possibile risposta definitiva”. “Dipingere, quindi, è per l’artista un dovere da espletare in continuità con quanto appena trovato, è dovere di scavare nel profondo per far emergere ogni latenza inesplorata.”
Con Lume Shimizu riunisce una quindicina di opere di formati diversi che, seguendo un allestimento misurato e suddiviso per “temperature” cromatiche, le quali passano dal bianco al blu e culminano nel rosso, favoriscono quell’afflato poetico tipico del suo segno-gesto. “La pittura prevale come atto di coinvolgimento empatico, travolgente e inevitabile; non occorre alcuna rappresentazione veridica, nessuna deduzione riconducibile al reale, perché è un atto di sentimento, è forza propulsiva che avvolge l’immaginazione e apre con noi un in-comprensibile dialogo il cui codice è la spontaneità stessa con cui si coglie quella vertigine prodotta, nel nostro stesso sguardo, dal colore.” Su tutte le opere troneggia Anelito T-16 del 2020, opera monumentale che, assumendo una connotazione ambientale, trasferisce su vasta scala la potenza della pittura dell’artista, qui fortemente amplificata nello spazio espositivo.
A completamento della mostra la Galleria pubblicherà il suo consueto Bollettino (n°204) che raccoglie la riproduzione di alcune opere, le vedute della mostra, il testo critico di Matteo Galbiati e una biografia selezionata e aggiornata dell’artista. Alla versione cartacea si rende disponibile sul sito della galleria anche la versione versione web, liberamente scaricabile. In occasione della mostra sarà online la nuova versione del sito Internet della Galleria.
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