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Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC
12/10/2019 - 20/09/2020
La Spezia (SP) - Liguria
Inserito da CSArt Serri
Con la mostra "Oversize. Grandi capolavori dalle collezioni del CAMeC", il Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia dedica un nuovo progetto espositivo alle sue collezioni permanenti. La mostra, a cura di Eleonora Acerbi, presenta una quarantina di lavori di grande formato, alcuni dei quali mai esposti prima. Inaugurazione: 12 ottobre 2019 ore 18.00, in occasione della XV Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.
IL GIOCO DEL SÉ - Gabriella Gorini
26/09/2019 - 01/10/2019
Napoli (NA) - Campania
La performance IL GIOCO DEL SÉ di Gabriella Gorini, promossa dall’Associazione culturale INTENTART e curata dalla dott.ssa Simona Pasquali, è riconducibile al “gioco dell’Oca”.
Dal "Giro dell'oca", metafora del viaggio, al "Gioco del sè", viaggio interiore; dunque si parte e si va. I visitatori possono immedesimarsi in giocatori che iniziano un viaggio lungo il percorso metaforico della vita, attraverso caselle simboliche, incontrando ostacoli che rallentano il percorso del gioco e subendo le azioni scelte dal destino.
Si svolgerà dal 26 Settembre al 1 Ottobre 2019, presso lo Spazio Martucci 56 di Napoli.

Scheda performance:
Titolo - IL GIOCO DEL SÉ - Gabriella Gorini
Tipologia - performance
Curatrice - Simona Pasquali
Sede espositiva - Spazio Martucci 56 (via Giuseppe Martucci n.56, Napoli)
Inaugurazione - giovedì 26 Settembre 2019 ore 18.00
Date - 26 Settembre - 1 Ottobre 2019
Orari - lunedì, martedì e venerdì dalle 10.30 alle 13.00 / dalle 17.00 alle 19.00
Organizzazione - Associazione Culturale INTENTART Napoli
Info - Associazione Culturale INTENTART Napoli (www.intentartnapoli.it)
info@intentartnapoli.it / (+39) 3204887582 / Facebook: Intentart Napoli
Spazio Martucci 56: tel. 0810320281/ Facebook: Spazio Martucci 56

Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore
05/10/2019 - 15/11/2019
Parma (PR) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Biblioteca Palatina di Parma ospita, dal 5 ottobre al 15 novembre 2019, una retrospettiva dedicata a Gunter Böhmer (Dresda, 1911 - Montagnola, 1986), artista della Mitteleuropa, noto per aver illustrato, tra gli altri, libri di Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, perseguendo una totale unità tra testo e immagini.
L’esposizione, che porta il visitatore “Nell’officina di Gunter Böhmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore”, è promossa dal Comune di Collina d’Oro e dalla Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta, la Biblioteca Palatina e la Fondazione Museo Bodoniano. La mostra sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle ore 11.00 nella Sala Petitot.
In esposizione, alcuni degli esiti più significativi della ricchissima attività di illustratore di testi, soprattutto letterari, svolta da Böhmer (alcuni libri d’artista a tiratura limitata con litografie e incisioni originali; circa centocinquanta volumi che recano la riproduzione di suoi disegni e di tecniche miste su carta; oltre mille copertine disegnate). Numerosi sono gli autori cui Böhmer ha rivolto la propria attenzione, illustrandone alcune delle opere, a partire dal 1933, quando Hesse gli commissiona l’illustrazione del suo “Hermann Lauscher”. Ricordiamo, tra i tanti: Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Robert Walser, Edward Mörike, Georg Büchner, Jeremias Gotthelf, Nino Erné, Hans Walter, Ossip Kalenter, Edgar Allan Poe, William Faulkner, John Keats, Liam O’Flaherty, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, Honoré de Balzac, Hans Christian Andersen, i fratelli Grimm, Pedro Antonio de Alarcón.
Lo stile di Böhmer si evolve nel tempo: se all’inizio, nel segno sottile legato alla tradizione pittorica e illustrativa francese – pensiamo, tra i tanti nomi che si potrebbero citare, a André Dunoyer de Segonzac e poi a Bonnard, al cui “Parallèlement” possiamo rimandare per “L’Oleandro” di Böhmer, e successivamente a Raoul Dufy e a Henri Matisse –, si può cogliere quasi l’eco di uno sguardo che va alla scoperta delle bellezze del mondo e delle dolcezze della vita, presto i suoi disegni si caricano degli umori e delle passioni dell’espressionismo tedesco, con le sue durezze, le sue cupezze, le sue angosce, e del tramando di esperienze quali quelle di Picasso, di Alberto Giacometti e di Marino Marini, fino a qualche incursione nei grovigli e nei meandri del segno informale. Böhmer è comunque un illustratore nel quale sempre si può cogliere la tensione a un’immersione nella verità del testo, nel costante tentativo, come lui stesso affermò, di conseguire l’“unità tra testo e immagini” e di dare vita a un “organismo in cui tutti gli elementi letterari figurativi e tipografici compongono un’unità”. Confessa ancora Böhmer nel 1961 che a lui poco interessano strade che vengono battute (la decorazione, l’”arricchimento di fregi”, oppure una grafica libera, “musica d’accompagnamento” del testo), ma sperimentare un’“avventura psicologica”, “ciò che è proprio di una scelta interiore”.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2019, da lunedì al giovedì ore 9.00-18.00, venerdì e sabato ore 9.00-13.00, sabato 2 e 9 novembre chiuso. Ingresso libero. Per informazioni: Biblioteca Palatina (T. +39 0521 220411, b-pala@beniculturali.it, www.bibliotecapalatina.beniculturali.it); Fondazione Ursula & Gunter Böhmer (T. +41 091 123 456, info@fondazioneboehmer.ch, https://fondazioneboehmer.ch).
In occasione della mostra viene pubblicato un ricco catalogo, edito da Step di Parma, che reca, oltre ai saluti istituzionali di Ignazio Cassis (Consigliere della Confederazione Svizzera), di Sabrina Romelli (Presidente della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer e Sindaco del Comune di Collina d’Oro) e di Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta), i saggi introduttivi di Sandro Parmiggiani e di Alessandro Soldini, curatori della mostra e membri del Consiglio della Fondazione Böhmer; due testi di Böhmer sull’illustrazione del libro; un’ampia documentazione fotografica su alcuni dei più importanti volumi illustrati dall’artista; gli apparati bio-bibliografici finali.
DIPINTA. La metis dell’acqua - Omar Galliani
28/09/2019 - 03/12/2019
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
La Galleria di Piazza San Marco dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia ospita, dal 28 settembre al 3 dicembre 2019, “DIPINTA. La metis dell’acqua”, la prima mostra in assoluto di soli olii su tela di Omar Galliani, eseguiti tra il 1981 e il 2019. Curata da Eleonora Frattarolo, l’esposizione sarà inaugurata sabato 28 settembre alle ore 18.00.
Galliani, conosciuto soprattutto come inarrivabile disegnatore per l’uso della grafite su supporto ligneo e per le invenzioni iconografiche conseguenti all’uso di tali materiali, sin dagli esordi pratica, in realtà, anche la pittura ad olio, sicuramente definibile tecnica imprescindibile della sua ricerca.
Come avviene nell’ambito del linguaggio musicale infatti, Galliani fa della pittura “accompagnamento” al tema centrale del disegno, sviluppando nel suo grembo motivi autonomi di sostegno all’armonia poetica complessiva.
Scrive in catalogo Eleonora Frattarolo: «Con la presentazione di circa venti grandi quadri dedicati all’acqua, ai suoi addensamenti, ai suoi infiniti moti visibili e invisibili, DIPINTA è una riconsiderazione dello statuto della pittura e una ricapitolazione sul senso dei suoi gesti, moti fondamentali per produrre la forma. Il fluire dei pennelli rimanda d’altronde, per Galliani, inequivocabilmente alla metis dell’acqua e ai cangianti riflessi del mutamento e delle sue leggi».
La mostra, realizzata con il sostegno di Studio Vigato Arte Contemporanea e Caffè Florian, sarà visitabile da mercoledì a domenica con orario 10.30-17.30. Ingresso libero. Catalogo Vigato Editore con testo di Eleonora Frattarolo e ricco apparato iconografico. Per informazioni: T. +39 041 5208879, info@bevilacqualamasa.it, www.bevilacqualamasa.it.
Everything is illuminated. Geographies of Views Between History and Contemporaneity
19/09/2019 - 22/09/2019
Singapore
Inserito da CSArt Serri
Sei fotografi italiani portano a Singapore la cultura, la storia e la ricchezza dei luoghi che caratterizzano il nostro paese. Ancora una volta la DZ Engineering, società di Dino Zoli Group di Forlì amministrata da Monica Zoli e diretta da Roberto Grilli, si fa portavoce della cultura italiana nel mondo grazie al progetto “Everything is illuminated. Geographies of Views Between History and Contemporaneity”, ideato dalla Fondazione Dino Zoli, punto di riferimento culturale del gruppo imprenditoriale.
Curata da Gigliola Foschi e Nadia Stefanel con opere di Alessandra Baldoni, Luca Gilli, Cosmo Laera, Luca Marianaccio, Lucrezia Roda e Pio Tarantini, la mostra sarà allestita dal 19 al 22 settembre 2019 presso The Art House di Singapore, in occasione del Gran Premio di Formula 1.
La DZ Engineering, che attraverso la sua controllata DZE Asia Pte Ltd ha appena acquisito la realizzazione dei Sistemi Elettronici per il circuito cittadino di Hanoi, in Vietnam, paese in cui la Formula 1 farà il suo esordio nel 2020, realizza dal 2011 gli impianti di illuminazione e di comunicazione di pista sul circuito di Marina Bay, occupandosi anche dell’illuminazione artistica di alcuni edifici storici di Singapore. Dal 2017, anno in cui è stata conferita a Nadia Stefanel la direzione della Fondazione Dino Zoli, il lavoro connesso al settore MotorSport è stato accompagnato da importanti progetti espositivi: “Singapore: Motor Sport, a tale. An Italian project at The Art House” e “Cube Temple. An ethereal creation of wire mesh in Singapore by Edoardo Tresoldi” presso Cargo 39.
La mostra del 2019 – “Everything is illuminated. Geographies of Views Between History and Contemporaneity” – costituisce la preview di una più ampia esposizione, in programma dal 19 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 presso la sede della Fondazione Dino Zoli a Forlì.
I sei fotografi sono stati invitati a raccontare dodici siti storici e contemporanei illuminati dalla DZ Engineering (da Castel del Monte al Mausoleo di Galla Placidia – entrambi Patrimonio dell’UNESCO – dal Polo chimico di Ferrara allo Stadio Mapei di Reggio Emilia), che si offrono come lo spaccato di un Paese, l’Italia, capace di guardare al futuro senza dimenticare le sue molteplici e stratificate radici storiche.
«Dodici luoghi – scrive Gigliola Foschi – interpretati e narrati inseguendo una luce che svela e rivela, osservati nel tempo dilatato del crepuscolo, momento del cambiamento e dell’intimità, sospeso tra giorno e notte, tra una luce naturale in declino e una luce artificiale che avanza e crea nuove relazioni».
The Art House ospiterà, inoltre, alcune fotografie (scattate dal track designer Jarno Zaffelli) di edifici iconici di Singapore illuminati dalla DZ Engineering, come City Hall, Supreme Court, Esplanade, Gardens By The Bay e il negozio principale di Dolce&Gabbana a ION Orchard.
«Siamo orgogliosi di poter contribuire ancora una volta a rendere il Gran Premio di Formula 1 un successo. È sempre stata una grande soddisfazione fornire soluzioni di illuminazione su misura per Singapore, così come del resto facciamo in Italia», afferma Roberto Grilli.
«Ci auguriamo – aggiunge Monica Zoli – che la mostra sia in grado di suscitare l’interesse dei visitatori, dimostrando loro come l’illuminazione possa fare la differenza nella valorizzazione di diverse location, dalle cattedrali agli edifici storici, dagli stadi di calcio ai circuiti delle corse internazionali, dai porti alle aree industriali, alla vita».
Il progetto è realizzato in collaborazione con Ambasciata d’Italia a Singapore, Camera di commercio italiana a Singapore (ICCS), EuroCham; partner tecnico Epson Singapore. Orari di apertura al pubblico: 10.00-22.00. Vip Gala (su invito): 18 settembre, ore 18.00. Ingresso libero. Per informazioni: DZ Engineering (tel. +39 0543 1917350, www.dz-e.com); Fondazione Dino Zoli (tel. +39 0543 755770, info@fondazionedinozoli.com, www.fondazionedinozoli.com).
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