Angela Forin
Altro, Padova (PD) - Veneto
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L'UNIVERSO DI EROS RIZZO
10/03/2019 - 24/03/2019
Abano Terme (Padova)
Inserito da Angela Forin
Sabato 9 marzo 2019 alle ore 17.00 presso la Galleria del Montirone di Abano Terme (Padova) inaugura la mostra “L’universo di Eros Rizzo”, il pittore di Este per antonomasia, conosciutissimo e apprezzato non solo nella sua città, che omaggia dipingendone monumenti, chiese, portici e palazzi con uno stile primitivo, visionario, istintivo.

L’importante personale a cura di Sonia Strukul, con il patrocinio del Comune di Abano Terme, Assessorato alla Cultura, è stata pensata e voluta per celebrare il lungo percorso artistico di Eros Rizzo. Dalle sue famose vedute dedicate ad Este e a tutto il paesaggio dei colli Euganei, a scorci, nature morte, fiori, in particolare le amate rose, ma anche disegni, bozzetti e i suoi ritratti “psicologici”, la parte più intima e meno conosciuta della sua arte. “L’universo di Eros Rizzo” sarà visitabile ad ingresso libero fino a domenica 24 marzo con i seguenti orari: da martedì a domenica ore 10.00-12.30 e 15.00-18.00, lunedì chiuso.

Entrare nell'universo di Eros Rizzo è un’immersione in un mondo fatto di colore, di segno, di forma, di emozione, di comunicazione. È una costante ricerca per trovare un posto nel mondo ed Eros Rizzo lo ha trovato nelle sue opere. Questo è reso in particolar modo evidente nei suoi ritratti, corpi monumentali, quasi dei “ritratti psicologici” per usare le parole della curatrice Sonia Strukul, «una parte meno conosciuta dell’opera di Eros Rizzo, ma forse quella più intima e personale. Sono corpi che comunicano: non si può rimanere indifferenti, bella o brutta che sia la sensazione che suscitano difficilmente si riesce a togliere lo sguardo.»

In mostra sarà presente anche una sezione dedicata ai bozzetti preparatori per i suoi dipinti a olio. Eseguiti per lo più con un fine tratteggio sovrapposto a punta di penna, rivelano la struttura su cui poggia la pittura di Eros Rizzo. «Per me sono stati una grande scoperta – rivela Sonia Strukul – non si è distolti dal fascino che esercita il colore e si può ammirare la forma nella sua purezza. Qui il colore non può mascherare errori o ripensamenti, e rivelano la maestria e la padronanza tecnica dell’artista che gli permette di esprimere appieno la sua arte.»


Eros Rizzo nonostante la propensione verso la pittura dimostrata fin da giovante età non ha fatto studi artistici, ma ad indirizzo tecnico. Solo più tardi in età adulta grazie all’incontro con il pittore Vladimiro Evarchi in arte Miro, ha potuto dare voce alla sua vocazione pittorica. Altra figura importante nel percorso formativo è stato il Prof. Franco Rizzato che lo ha guidato tecnicamente, affinando il suo spirito di osservazione sulla luce, i giochi di chiari e scuri, le ombre che si creano, necessari per una migliore trasposizione della realtà. Tra le mostre passate segnaliamo la “Eros Rizzo” a Palazzo Gentilini di Este (2015); "Estensione" alla Chiesa di San Rocco di Este (2014); "La forza vitale del pennello di Eros Rizzo" alla Pescheria Vecchia di Este a cura del Prof. Renato Zoia (2013); “Trans-form-action arte in cantiere” a Pergine (TN) a cura di Daniela Rosi (2012); "Alchimie dell’arte dell’irriducibilità allo spirito saturnino" al Palazzo della Ragione di Verona a cura di Daniela Rosi (2010) e “Colore e anima” presso lo Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (PD) a cura di Sonia Strukul (2018).
Thomas Orthmann "Finestre sull'immaginario"
08/12/2018 - 20/01/2019
Fano (PU) - Marche
Inserito da Angela Forin
Un viaggio nell’arte: la pittura come viaggio nella pittura. Le opere di Thomas Orthmann sono composizioni pittoriche dalla tecnica impeccabile nelle quali convivono i grandi maestri dell’arte con riferimenti espliciti e citazioni degli artisti che più stimava: dai futuristi Depero e Balla al suprematismo di Malevic, la metafisica di De Chirico, Carrà, Sironi, Morandi, ma anche Picasso e Basquiat. «Spesso scelgo la mia forma tra le figure di altri pittori – spiegava Orthmann – Alcuni passeggiano nella natura, tanti la raffigurano. La mia passeggiata è nella storia dell’arte, nei libri e nelle riviste.»

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e patrocinata dal Comune di Fano, è a cura dell’artista Gesine Arps e presenta oltre 40 opere di piccole e grandi dimensioni. “Finestre sull’immaginario” inaugurerà sabato 8 dicembre alle ore 17.00 nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano (Via Montevecchio, 114) e rimarrà aperta ad ingresso libero nelle sale espositive del Sistema Museale di Palazzo Bracci Pagani “Diana Art Gallery” fino al 20 gennaio 2019, tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 17.00 alle 19.30.

Thomas Orthmann è mancato a giugno 2018, a pochi mesi dalla sua personale. L’artista e amica Gesine Arps, affiancata dalla moglie Erika, hanno gestito l’immenso archivio di 50 anni di carriera artistica e nella mostra “Finestre sull’immaginario” presentano lo sfaccettato universo del visionario artista dai


“Giapponismi” fino alle ultime tele, alcune incomplete. La curatrice Gesine Arps in corso di mostra ha organizzato anche tre appuntamenti tra poesia e musica che approfondiranno il rapporto tra la cultura italiana e tedesca.

Tutte le opere della mostra “Finestre sull’immaginario” sono raccolte in un catalogo in lingua italiana, inglese e tedesca, con testi critici di Roberta Ridolfi, Siegfried Wichmann e contributi di Guido Ugolini, Gesine Arps, Carlo Bruscia e Erika Orthmann.


THOMAS ORTHMANN: LA PITTURA COME VIAGGIO NELL’ARTE

Thomas Orthmann (1943-2018) nasce a Brema in Germania. Dopo essersi diplomato presso l’Accademia di Berlino ed aver frequentato il “The Slade School of Fine Art University College” a Londra (1967-1968), è stato Professore in importanti Scuole d’Arte di Berlino e nel 1999 vince il prestigioso “Prix international d'art contemporain” di Montecarlo. Negli ultimi 20 anni della sua vita (dal 1996 al 2018) ha scelto di vivere nelle Marche, nel piccolo borgo di San Giorgio di Pesaro. Impossibile elencare tutte mostre a cui ha partecipato in 50 anni di carriera in Germania, in Italia e in altre nazioni: Berlino, Brema, Bradford, Düsseldorf, Londra, Montecarlo, Monaco di Baviera, New York; e ancora Bologna, Gubbio, Spoleto, Macerata, Pesaro e naturalmente Fano.

La critica ha definito Orthmann un “ladro gentiluomo” per i molti “furti” che ha perpetrato nei confronti dei massimi esponenti della cultura figurativa di tutti i tempi. Le citazioni però sono dichiarate e restituite ad un livello superiore per giungere alla creazione di un universo del tutto originale. Le grandi tele di Orthmann incuriosiscono per la ricca simbologia, meravigliano per la fantasia e stupiscono per tecnica. Come “finestre sull’immaginario” le opere di Thomas Orthmann vivono in un’atmosfera sospesa tra sogno e ricordo, tra vissuto ed immaginato. Un percorso inedito ed originale che porta la mente dell’osservatore ad un senso di ritrovamento.

Un importante periodo del percorso artistico di Thomas Orthmann è stato ispirato dall’arte Giapponese, anche in questo caso rielaborata nell’astrazione e nel simbolismo. “Finestre sull’immaginario” dedicherà ampio spazio a questa serie di opere in cui l’improvvisazione giapponese e l’arte europea del movimento si fondono in una forma completamente nuova. Orthmann assume a modello di riferimento i maestri dell’ukiyo-e, e attraverso la sovrapposizione di linee e piani differenti, riesce a ricreare un effetto di sospensione che dona movimento all’immobilità e immutabilità delle xilografie giapponesi.

Qui sta il grande pregio di Thomas Orthmann: la vocazione alla considerazione e allo studio dell’arte, l’instancabile e prepotente vena creativa, la consapevolezza di essere andato oltre i confini del linguaggio codificato per proporre nuovi percorsi all’affascinante linguaggio dell’arte.




CALENDARIO DI INCONTRI

Durante le settimane di mostra la curatrice e artista Gesine Arps, già conosciuta anche come organizzatrice di importanti eventi (come la mostra d’arte contemporanea internazionale “Sentimento Agreste” che dal 1998 ha seguito per 16 anni nella suggestiva cornice del Teatro del Trionfo di Cartoceto) ha voluto dedicare alla città di Fano una serie di incontri, ad ingresso libero, con che approfondiranno il rapporto tra la cultura italiana e tedesca.


MANIFESTAZIONI “IN TONO”

Venerdì 21 dicembre 2018 ore 20.30 / Palazzo Bracci Pagani
POESIA E MUSICA: UN GIOCO INTORNO AL SOLSTIZIO
Tre poeti presentano t
LA FORZA DELL'ARTE
15/09/2018 - 30/09/2018
Arquà Petrarca (Padova)
Inserito da Angela Forin
Dopo la pausa estiva sabato 15 settembre alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari riprendono gli appuntamenti con l’arte nel borgo storico di Arquà Petrarca (Padova) a cura di Sonia Strukul. La mostra collettiva “La forza dell’arte”, patrocinata dalla Città di Arquà Petrarca, presenta le opere di sei artisti uniti dal filo rosso della passione per l’arte e dal carattere dominante di vite vissute al limite, allergiche al compromesso, ricche di libertà intellettuale: Domenico Cardella, Ivana Ceresa, Fabrizio Martinelli, Eros Rizzo, Innocente Ruggero e Barbara Scarparolo. La mostra rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 30 settembre.

Sei ritratti di artisti diversi tra loro per personalità, stili interpretativi e tematiche, uniti nella volontà di esprimere “La forza dell’arte”. Tra i sei protagonisti ci sono artisti che hanno seguito percorsi accademici con rigore e metodo, ma anche chi è approdato all’arte con approccio istintivo, maturando l’esperienza sul campo. Sono gli outsider che mettono in primo piano interiorità e creatività non priva di valore estetico comunicativo.
«L’animo umano genera arte e allo stesso tempo l’arte è generata dall’uomo – spiega la curatrice Sonia Strukul – L’artista è sempre interprete degli elementi più reconditi del mondo in cui vive, occorre trovare un punto tra chi compone l’opera e chi la contempla. L’arte è un enigma di carattere interiore e serve all’uomo per manifestare qualcosa che ha dentro di sé.»


LA FORZA DELL’ARTE
Cardella - Ceresa - Martinelli - Rizzo - Ruggero - Scarparolo
a cura di Sonia Strukul
Foresteria Callegari
Via Castello, 6 - 35032 - Arquà Petrarca (Padova)
dal 15 al 30 settembre 2018
inaugurazione 15 settembre ore 18.00
Ingresso libero

Orari di apertura:
martedì e giovedì 14.00-18.00
mercoledì – venerdì - domenica 15.30-19.30
sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.30
lunedì chiuso



LANDSCAPE in mostra i paesaggi di Beggiao, Morgian e Tommasi
09/06/2018 - 30/06/2018
Arquà Petrarca (Padova)
Inserito da Angela Forin
Continuano gli appuntamenti con l’arte nel borgo storico di Arquà Petrarca (Padova) a cura di Sonia Strukul. Sabato 9 giugno alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari inaugura “Landscape” mostra d’arte contemporanea dedicata al paesaggio e alle sue diverse declinazioni nelle opere di tre artisti: Benito Beggiao, Morgian (al secolo Gianni Mortandello) e Giuliano Tommasi.
La mostra, con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca, rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 30 giugno, dal martedì a venerdì ore 15.30-19.30; sabato e domenica 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Il paesaggio rappresenta l’oggetto su cui la visione tradizionale si è maggiormente esercitata. Dipingere un paesaggio non è semplicemente riprodurre un oggetto tra i tanti della realtà visuale che ci circonda, ma è anche un modo per darle significato. Possiamo guardare un paesaggio come una parte del mondo reale, un luogo dell’identità e della memoria collettiva, uno specchio delle nostre emozioni, uno spazio di immersione sensoriale. Con “Landscape” la curatrice Sonia Strukul ha voluto porre l’attenzione su un soggetto tradizionale come il paesaggio donandogli una luce diversa e una diversa interpretazione grazie all’arte di tre importanti pittori: Benito Beggiao, Morgian e Giuliano Tommasi.

I paesaggi di Benito Beggiao lasciano spazio all'immaginazione e riportano lo spettatore a luoghi della memoria che riemergono dall'inconscio. La sua pittura diventa colore puro in una tecnica veloce, istintiva e moderna, soprattutto sulle grandi superfici pittoriche delle sue opere.
Morgian presenta una ricerca sul paesaggio urbano contemporaneo, tra città e metropoli. Realizzati ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, le opere a tratti ne fanno intravedere la trasparenza che dona loro una particolare vibrazione. Con Giuliano Tommasi ci immergiamo nella veduta veneta, uno stile classico, tipico dei pittori a tra 800 e 900, una visione tranquillizzante e rassicurante della natura che lo circonda. Paesaggi idilliaci, scorci di città idealizzati, che persistono nei nostri ricordi. Riaffiorano i colori, le atmosfere, gli odori, i rumori come in una fotografia sbiadita dal tempo, ma vivida nella memoria.


BIOGRAFIE

BENITO BEGGIAO pur non avendo fatto studi artistici, può vantare delle prestigiose collaborazioni per quanto riguarda il restauro. A fianco del Prof. Botter ha partecipato al restauro degli affreschi di Villa Coffler che si trova in Strada Battaglia e Villa Emo a Montecchia. La pittura è sempre stata la sua grande passione, anche se ha dovuto per esigenze familiari dedicarsi al commercio; ha gestito per anni un negozio di hobbistica e materiali per Belle Arti, dedicando ampio spazio a corsi di tecniche pittoriche. Numerose sono le mostre a carattere locale a cui ha partecipato. I soggetti che predilige sono i paesaggi e i fiori che con una tecnica molto personale, che si è affinata negli anni, diventano paesaggi dell’anima.

Gianni Mortandello in arte MORGIAN. La grande passione nasce negli anni ‘80 quando la sua creatività non si limita più alla propria attività artigianale-artistica, ma cerca sfogo altrove. Sente la necessità di esprimere appieno il proprio essere ed è così che inizia un percorso di ricerca frequentando gruppi di pittori con i quali perfeziona la sua tecnica. Iniziano le prime mostre collettive ad Arquà Petrarca, Padova ed Este. Nel 2016 alcune personali a Legnaro e Pernumia e, nel 2017, al Museo Civico di Stanghella, riscuotendo grande interesse e favore da parte del pubblico. In questa mostra ad Arquà Petrarca presenta alcuni quadri di paesaggi metropolitani ad olio con spatola su superficie in lamina di alluminio, che a tratti fanno intravedere la trasparenza che li fa vibrare.

GIULIANO TOMMASI viene da una famiglia di pittori; il nonno, di cui Giuliano porta il nome, è stato un noto pittore nato sul finire dell’800 e deceduto nel 1949; egli ha insegnato all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico e alcune sue opere sono conservate presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova. Il padre Angelo, a sua volta pittore, è chiamato “il pittore delle Piazze“; una sua opera a carattere religioso si trova al Santuario di Padre Leopoldo Mandìc di Padova. Giuliano non ha fatto studi artistici, ma ha vissuto in un contesto artistico fin dall’infanzia; il padre Angelo è stato il suo maestro. Ha partecipato a numerose mostre e concorsi di pittura a carattere regionale, riscuotendo consensi. Il suo è uno stile pittorico che si può definire “classico” che si rifà al vedutismo veneto, sia per la scelta dei soggetti che per la tecnica. Dipinge prevalentemente scorci, vedute, paesaggi che fanno parte della nostra tradizione iconografica, retaggio degli insegnamenti ricevuti dalla sua famiglia di artisti


PERCORSI di RENZO FORTIN
21/04/2018 - 12/05/2018
Arquà Petrarca (Padova)
Inserito da Angela Forin
Sabato 21 aprile alle ore 18.00 presso gli spazi espositivi della Foresteria Callegari nello splendido borgo storico di Arquà Petrarca (Padova), inaugura la mostra “Percorsi” di Renzo Fortin a cura di Sonia Strukul. La mostra, con il patrocinio della Città di Arquà Petrarca, rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 12 maggio, dal martedì alla domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00.

“Percorsi”, titolo esplicativo per una mostra in cui vengono presentanti i due filoni artistici intrapresi nella ricerca artistica di Renzo Fortin: notturni e presenze. Fil rouge dell’arte di Fortin è la componente spirituale, manifesta o celata, che vede l’opera come mezzo di elevazione verso quella parte di divino che è in noi.

I “notturni” di Renzo Fortin sono caratterizzati da un’atmosfera meditativa, quasi trasognata: la natura nel silenzio sembra parlare con lievi sussurri mentre luce ed ombra si incontrano. La pittura ad olio con cui l’artista esegue i suoi notturni è caratterizzata da numerosi passaggi e velature, uno stile raffinato che riconduce al Simbolismo, ma anche ai Preraffaelliti per lo studio diretto della natura e per il formato ovale ricorrente nei quadri di Fortin, molto usato in quel periodo. «L’ovale - come spiega l’artista - ricorda la figura umana fatta di curve e rotondità.» La forma ovale rispetto al cerchio ha due centri, lo sguardo entra nell’opera e ne percorre la superficie pittorica come un’ellissi cosmica. In queste opere è racchiuso l’inizio e la fine del giorno, la luce e il buio che si rincorrono all’infinito come simboleggia l’Uroboro, il serpente che si mangia la coda, animale che ricorre spesso nell’arte di Fortin.

Totalmente diverso lo stile delle opere grafiche del ciclo “presenze” in cui Fortin raffigura volti di persone defunte, sconosciuti che non hanno nessun legame con l’artista se non quello di essere vissute e aver lasciato un segno del loro passaggio: l’oggi c’è grazie a chi è venuto prima di noi e rivive nella memoria collettiva. In queste opere c’è grande attenzione al supporto con cui sono realizzate: manoscritti, atti notarili, quietanze, lettere datate anche oltre un secolo fa e vergate da una calligrafia ordinata. Attimi di vita quotidiana.
«Non si può dimenticare l’importanza fondamentale del Sacro nel percorso creativo di Renzo Fortin. – spiega Sonia Strukul - Il fulcro della sua poetica è l’Uomo inteso come creatura divina, creato ad immagine e somiglianza di Dio e in cui la Natura si riflette».


BIOGRAFIA
Renzo Fortin nasce a Este nel 1949, si diploma in pittura all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico di Padova con Paolo Meneghesso, prosegue gli studi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Bruno Saetti, C. Zotti, M. Guadagnino e dello storico e critico d' arte G. De Logu.
È stato per moltissimi anni docente di “Disegno e Storia dell’Arte”. Nel corso della sua lunga carriera artistica ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, inoltre ha illustrato libri di poesie e racconti. Nella chiesa di Prà d' Este e nell’Abbazia di Carceri (PD) sono esposte opere a carattere sacro. Dal 1990 dopo collaborazioni con maestri liutai costruisce violini rifacendosi alla tradizione cremonese.



PERCORSI / Renzo Fortin
a cura di Sonia Strukul
Foresteria Callegari
Via Castello, 6 - 35032 - Arquà Petrarca (Padova)
dal 21 aprile al 12 maggio 2018
inaugurazione 21 aprile ore 18.00
Orari di apertura: dal martedì alla domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00
Ingresso libero

Per informazioni:
www.arquapetrarca.com
info@arquapetrarca.com

Per informazioni sulle opere esposte:
Renzo Fortin
Tel. 338 9980271
renzo.fortin@gmail.com
www.renzofortin.com

Sonia Strukul
Tel. 392 4541345
strukulsonia@alice.it

Ruggero Innocente / Paesaggi tra terra acqua cielo
25/11/2017 - 30/12/2017
Conselve (Padova)
Inserito da Angela Forin
Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano gli appuntamenti con l’arte a cadenza mensile. Dal 25 novembre al 30 dicembre 2017 saranno protagonisti i “Paesaggi tra terra acqua cielo” di Ruggero Innocente, maestro artigiano (titolo conferitogli da Confartigianato Europa) dipinge paesaggi legati al territorio Veneto, luogo dove affondano le sue radici. Ruggero Innocente coglie le atmosfere, i colori, le vibrazioni della sua terra, la bassa padovana, che celebra con messaggio forte e leggibile. Due gli eventi collaterali alla mostra: sabato 2 dicembre ore 18.00 Silvia Gorgi ci racconterà curiosità, storie inedite luoghi poco conosciuti, della città del Santo tratte dal suo libro “Forse non tutti sanno che a Padova” (Newton Compton editori, 2016). Mentre sabato 16 dicembre ore 18.00 verrà presentato il cortometraggio di Renata Berti “Confini violati” (2015).

“Paesaggi tra terra acqua cielo” verrà inaugurata sabato 25 novembre alle ore 18.00 è sarà visitabile da lunedì a sabato con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Il titolo della mostra “Paesaggi tra terra acqua cielo” coglie l’essenza dell’espressione creativa del Maestro Innocente: un’evoluzione rispetto alla pittura classica abituata a mezzi espressivi lenti, come la pittura a olio. Ruggero Innocente invece mette a punto una tecnica personalissima, simile ad un virtuosismo musicale: veloce, immediata, perfetta per cogliere l’attimo fuggevole. Non c’è tracciato né preparazione, i colori vengono stesi direttamente su una tavola di legno e asciugano rapidamente. I pennelli sono pochi, in particolare usa steli di saggina con cui riesce a riprodurre singolari effetti.

«Il suo sguardo sulla natura – sottolinea la curatrice Sonia Strukul – coglie i paesaggi in cui vive, la magnifica terra che è il nostro Veneto, in particolare la bassa padovana, dove terra acqua e cielo si fondono dando vita a luci, colori, atmosfere irripetibili. I suoi paesaggi sono un regalo, riescono a far rivivere emozioni che per chi abita queste terre sono nel cuore».

Durante il mese di mostra si terranno anche DUE EVENTI COLLATERALI pensati per approfondire tematiche legate alla terra del Veneto.
SABATO 2 DICEMBRE alle 18.00 la giornalista Silvia Gorgi presenterà il volume “Forse non tutti sanno che a Padova” (Newton Compton editori, 2016) che racconta curiosità, aneddoti, luoghi poco conosciuti, della città del Santo e della sua provincia. Territorio dal grandissimo fascino, da sempre in grado di attirare eminenti personalità del mondo delle arti e della cultura.
SABATO 16 DICEMBRE alle ore 18.00 verrà proiettato il cortometraggio di Renata Berti “Confini violati” (2015). Un video concettuale che scava sulle sofferenze subite dai soldati nella Prima Guerra Mondiale, che molto sangue hanno versato proprio sulle terre del Veneto dipinte da Innocente. Scopo dell’artista è far riflettere sulla condizione umana fino ad arrivare ad una contemplazione pietosa in linea con la nostra vera essenza.



BIOGRAFIA – RUGGERO INNOCENTE
Ruggero Innocente si diploma Maestro d’Arte all’Istituto Pietro Selvatico di Padova. Numerose sono le esperienze lavorative nell’ambito dell’artigianato artistico: è stato disegnatore tecnico negli anni ’70 alla Jolly Ceramica; negli anni ‘80 apre un’attività in proprio per la realizzazione di bambole in porcellana e viene chiamato ad avviarne una fabbrica in Romania. Realizza innumerevoli lavori in tutta la Provincia di Padova anche con commissioni per importanti Comuni e alberghi del bacino termale di Abano e Montegrotto. Ha lavorato in Austria e a Lione in Francia su espresso invito delle massime autorità. È stato docente di scuola media superiore, ha tenuto corsi per insegnanti di Educazione Tecnica e Artistica, chiamato più volte in qualità di insegnante per corsi all’avviamento professionale della Provincia di Padova.
In tutto questo avvicendarsi di impegni lavorativi e relativi riconoscimenti nell’ambito della ceramica non tralascia la pittura che negli anni diventerà la sua prima attività.


Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano le mostre a cadenza mensile a cura di Sonia Strukul. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.
Ruggero Innocente, maestro artigiano (titolo conferitogli da Confartigianato Europa) dipinge paesaggi legati al territorio Veneto, luogo dove affondano le sue radici. Ruggero Innocente coglie le atmosfere, i colori, le vibrazioni della sua terra, la bassa padovana, che celebra con messaggio forte e leggibile.
In nome dell'Uomo, l'arte contro la violenza
12/11/2017 - 02/12/2017
Zero Branco (TV) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Per la prima volta a Treviso l’arte contemporanea fa il suo ingresso nella lotta contro la violenza sulle donne. E lo fa attraverso un’importante mostra d’arte dal titolo evocativo “In nome dell’Uomo” che si terrà dal 12 novembre al 2 dicembre 2017 a Villa Guidini (Zero Branco, Treviso). Un manifesto di denuncia che, grazie ad un importante lavoro di ricerca della curatrice Barbara Codogno, si propone come momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza.

“In nome dell’Uomo” è un progetto d’arte contemporanea fortemente voluto e realizzato grazie al sostengo della Commissione Intercomunale Pari Opportunità (CPOI), presieduta da Simona Guardati, e i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Zero Branco. Si avvale dei patrocini della Commissione per la Realizzazione delle Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione del Veneto, Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Treviso e dell’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Treviso; della collaborazione di Cambiamento Maschile Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Montebelluna e dell’associazione culturale Cittadellarte; e del contributo di BHR Treviso Hotel, in qualità di main sponsor. “In nome dell’Uomo” è realizzata anche grazie al supporto tecnico di EtnoFilm, InPrint Pubblicità e Tanis Root.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 17.00 e rimarrà aperta il martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00; venerdì e sabato ore 9.00-13.00; domenica ore 15.00-18.00. Ingresso libero.

Si potrebbe quasi dire che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all'orrore, non sappiamo più reagire. La donna però è e resta il centro dal quale si dipanano tutte le altre riflessioni sulla violenza. Che la donna subisca violenza è purtroppo assodato. Che sia l'uomo a infliggerla è purtroppo dato di fatto. Ma di che uomo stiamo parlando?

Ecco quindi un titolo importate: In nome dell’Uomo. Dove Uomo con la lettera maiuscola diventa l'Uomo che sceglie di stare al fianco delle donne, dei bambini, dei fragili, incoraggia la bellezza il talento la giustizia, combatte insieme alle donne per un mondo senza violenza.
Ma Uomo è anche la somma di “uomo e donna”, è il genere umano che fortemente deve lottare contro la violenza su bambini, animali, ambiente, omofobia.
«In nome dell'Uomo fa un passo in più - spiega la curatrice Barbara Codogno - non solo rifuggo, condanno e non pratico la violenza, ma in nome dell'Uomo sono chiamato sulla Terra per fare il bene, per fare il meglio che può fare un Uomo. Se cambiasse l'atteggiamento violento che in molti assumono, quella violenza subdola e diffusa - una consuetudine che ormai ci ha anestetizzato - allora saremo di fronte ad un cambiamento culturale epocale, che includerebbe necessariamente anche la fine della violenza sul corpo della donna».

L'Uomo di domani è un Uomo nuovo. E dice no alla violenza.


ARTISTI

Sedici artisti, tra le eccellenze locali e nazionali che lavorano specificatamente sul tema della violenza, sono stati chiamati a presentare una loro riflessione che non vuole essere gridata ma proporre soluzioni, superamento e speranza. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “In nome dell’Uomo” affronta il tema affidandosi all'interpretazione di ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

Emanuela CALLEGARIN / Adolfina DE STEFANI / KETRA / Antonello MANTOVANI / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Alberto SAKA / Gabriella SANTUARI / Bärbel SCHMIDTMANN / Elisabetta SGOBBI / Felice TAGLIAFERRI / Andrea TAGLIAPIETRA / Giovanni Oscar URSO / Marco VECCHIATO / Mariarosa VIO / Grazia ZATTARIN.

IN NOME DELL’UOMO / L’arte contro la violenza
a cura di Barbara Codogno
Villa Guidini a Zero Branco (TV)
12 novembre – 2 dicembre 2017
martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00
venerdì e sabato ore 9.00-13.00
domenica ore 15.00-18.00
ingresso libero, chiuso lunedì
A Firenze "Mirabilia" di Gesine Arps
03/06/2017 - 30/06/2017
Firenze (FI) - Toscana
Inserito da Angela Forin
Dal 3 al 30 giugno 2017 l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, presso la Sala delle Esposizioni in Via Ricasoli n.68, angolo Piazza San Marco, ospita la mostra monografica di Gesine Arps dal titolo “Mirabilia”. L’esposizione, a cura di Nicola Micieli, presenta 50 opere dell’artista tra quadri, installazioni, sculture di piccole e grandi dimensioni tra le quali la “Colomba della pace”, un’installazione interattiva alta due metri che dopo essere stata esposta alla Basilica di Assisi e aver viaggiato tra Italia, Francia, Olanda e Germania, arriva a Firenze. “Mirabilia” sarà una mostra itinerante che arriverà a dicembre a Palazzo Bracci Pagani di Fano.

“Sono lieta che l’Accademia delle Arti del Disegno accolga nella sua sala esposizioni un’artista come Gesine Arps - dichiara la Presidente Cristina Acidini - che così conferma la sua personale sintonia non solo con l’arte italiana, ma anche con la rete delle istituzioni che ne favoriscono lo sviluppo e la tutela. Artista davvero europea, di risonanza internazionale, nel suo passaggio fiorentino Gesine Arps compie una tappa importante di quel suo instancabile viaggio reale e metaforico che Bianca Röhle nel 2009 ha così descritto con efficace sintesi: “Viaggia dalla preistoria alla storia biblica, alle culture del lontano Oriente, al Gotico, fino ad arrivare al presente a volo libero o con lo skateboard, in nave, astronave o in sogno”.

Gesine Arps ha ricevuto molti riconoscimenti sia in Italia che all’estero ed il suo lavoro rappresenta un ponte fra due culture artistiche europee di profondo e autorevole spessore, infatti, nata e cresciuta in Germania, ha vissuto gli anni della formazione artistica e compiuto i suoi studi in Italia. I suoi grandi dipinti spaziano dalle reminiscenze senesi alle dichiarate ascendenze rinascimentali e urbinati fino alla tradizione espressionista e postimpressionista, alle arti primitive e ai graffitisti metropolitani.

Artista senza compromessi, Gesine Arps esprime nitidamente la sua personalità: immediata, energica e piena di sorprese. Le sue opere toccano nitidamente l’anima ed esaltano la fantasia attraverso immagini oniriche e mondi ideali che sono rappresentati con segni, materiali e colori che emozionano profondamente. Per queste ragioni il suo lavoro artistico può essere accostato alla categoria estetica dei “Mirabilia”, in quanto costituiscono in ogni loro aspetto una fonte inesauribile di stupore. La vena creativa della Arps non si esaurisce nella pittura, ma si esprime anche attraverso la scultura plurimaterica, le installazioni e la poesia con i quali racconta il suo mondo interiore, ricco di architetture fantasiose, di immaginazione gioiosa, di quotidiano e di eccezionale. Tutto è frutto di meditazione e contemplazione.

Alla mostra “Mirabilia” sarà presentata l’anteprima del documentario “GesineArps - VoyageVers la Lumiére” coprodotto da Mizen Fine Art e Loop Art e realizzato da Niki Ottimofiore.

Tutte le opere di “Mirabilia” sono raccolte in un catalogo realizzato dalla Mizen Fine Art Edizioni, in lingua italiana e inglese, con testi critici di Cristina Acidini, Alberto Berardi, Nicola Micieli, Mika Obata, Marisa Zattini e poesie di GesineArps.


INAUGURAZIONE MOSTRA
Sabato 3 giugno 2017, ore 17.30
Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno
Via Ricasoli, n. 68 (angolo Piazza San Marco), Firenze

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno 2017 nei seguenti orari:
Da martedì a sabato: ore 10.00 - 13.00 / 17.00 - 19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni:

Accademia delle Arti del Disegno
Via Orsanmichele, 4, 50123, Firenze
Telefono: 055 219642
Email: info@aadfi.it
www.aadfi.it
www.facebook.com/aadfi
ALLOTROPI - Carla Rigato e Giorgio Trinciarelli
14/05/2017 - 04/06/2017
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da Angela Forin
“Pur nella differenza semantica di espressione e di segno si scorge, nelle opere di Carla Rigato e di Giorgio Trinciarelli, una potenza espressiva che rimanda ai primordi energetici della creazione del mondo. Agli ALLOTROPI, dal greco Allos ( altro ) e Tropos ( modo ), i primi atomi rintracciati agli albori della vita e formati dallo stesso elemento chimico. Così come in linguistica, gli allotropi vengono detti etimologici, perché riferiti a vocaboli di significato diverso o affine, che risalgono per vie differenti alla stessa forma originaria.

Wunderkammer DUE
A cura di Adolfina De Stefani
14 MAGGIO | 4 giugno 2017
cittadellarte, Galleria L'Oleandro Rosa
San Marco, 1958 Calle De La Fenice, VENEZIA
Inaugurazione Sabato 13 Maggio 2017 ore 20,00
Presentazione e critica di Barbara Codogno
Spontaneo quotidiano / Daniela Barone
08/04/2017 - 06/05/2017
Conselve (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano gli appuntamenti con l’arte a cadenza mensile. Dall’8 aprile al 6 maggio sarà protagonista l’arte della ceramica contemporanea con le preziose creazioni nate dall’immaginazione della padovana Daniela Barone. Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, la mostra “Spontaneo quotidiano” sarà inaugurata sabato 8 aprile alle ore 18.00. La mostra è visitabile da lunedì a sabato con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Daniela Barone crea i suoi oggetti a mano, sperimenta e azzarda per creare pezzi unici e non ripetibili. Creati con le argille, come terraglie, grès, porcellana, terra refrattaria e semi-refrattaria, e decorati con smalti, ossidi e cristallina colorata, i suoi vasi “Fascia” sono diventati pezzi unici da collezione. La ceramica contemporanea italiana è ricca sia nel numero di artisti che nelle diversità espressive e rappresenta una fusione unica fra grande tradizione e una moderna interpretazione dell'arte. Nel ceramista-artista c'è unità di disegno e di esecuzione, cooperazione tra mani e personalità: designer e artigiano sono la stessa persona. I vasi “Fascia” di Daniela Barone sono sintesi di tecnica e pensiero poetico-intuitivo, come dice l'artista: “Per me la cosa importante è vivere la bellezza nella vita quotidiana” ed è in questo momento che l’arte dell’uomo viene investita di un più ricco significato.

Daniela Barone si è avvicinata al mondo della ceramica più di vent'anni fa, lavorando all'interno di un laboratorio creativo legato al sociale. È partita senza seguire una scuola di pensiero predefinita, ma orientandosi esclusivamente su intuizioni ed ispirazioni del momento. Poco per volta ha appreso le varie tecniche sperimentandosi, con successi e disastrosi fallimenti. Successivamente ha partecipato a diversi corsi di forgiatura e smaltatura a Nove, Faenza e anche a Padova affinando alcune nuove tecniche, che nel tempo ha rielaborato fino a renderle proprie. Da dieci anni con impegno costante lavora nel proprio laboratorio.

Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano le mostre a cadenza mensile a cura di Sonia Strukul. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.
Grazie alla lungimiranza di imprenditori come i due fondatori del gruppo Meltias, il dott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, dal 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, mirati alla divulgazione delle varie sfaccettature del mondo artistico e culturale. Un nuovo concetto di Farmacia come luogo di benessere sia fisico che emotivo; un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. Arte come conforto dell’anima, messaggio salvifico per la cura del corpo e della mente.


SPONTANEO QUOTIDIANO / Daniela Barone
a cura di Sonia Strukul
Spazio Espositivo Farmacia MELTIAS
Via Vittorio Emanuele II, 21 - Conselve (Padova)
dall’8 aprile al 6 maggio 2017
vernissage sabato 8 aprile ore 18.00
Orari di apertura:
da lunedì a sabato ore 8.30-12.45 e 15.30-19.45
Ingresso libero

Per informazioni:
Farmacia Meltias Conselve
Tel. 049 5384165
www.farmaciemeltias.it
conselve@farmaciemeltias.it

Per informazioni sulle opere esposte:
Daniela Barone
barone.daniela@email.it
www.dibaroneceramicheartistiche.it

Sonia Strukul
Tel. 392 4541345
strukulsonia@alice.it
LOVE and VIOLENCE
11/02/2017 - 02/04/2017
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
La mostra “Love and Violence”, aperta al pubblico dall’11 febbraio al 2 aprile 2017 in Galleria Cavour, nasce come manifesto di denuncia contro la violenza sulle donne, ma con un importante lavoro di ricerca delle curatrici, si estende a tutte le forme di violenza e vuol essere un momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza.
Organizzata dal Comune di Padova, Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche e patrocinata da la Nuova Provincia di Padova, con il sostegno di Confartigianato Imprese Veneto e Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, la mostra è a cura di Barbara Codogno e Silvia Prelz.
La mostra sarà inaugurata venerdì 10 febbraio alle ore 18.00 e rimarrà aperta dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00; ingresso libero.

Scriveva Martin Luther King: «Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni». Si potrebbe quasi dire, infatti, che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all'orrore, non sappiamo più reagire. Non prendiamo le distanze dai tanti abusi, soprusi, dalle menzogne, dai ricatti... Perché se è pur vero che la violenza sulle donne ha raggiunto quelle drammatiche cifre che hanno le guerre o i genocidi (da qui la parola femminicidio, appunto), è altrettanto vero che violenza è una modalità di pensiero e azione che irrompe in moltissime dinamiche e relazioni. Come parlare di tutto questo attraverso l'arte?

Ventisette artisti, tra le eccellenze locali fino ai vertici dell'arte internazionale, sono stati chiamati a esasperare e risolvere questo binomio e il conseguente disequilibrio violento che si può innescare quando si esce dalla modalità dell'amore. Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “Love and Violence” affronta il tema affidandosi all'interpretazione
di ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale.

In mostra sarà messo a disposizione del pubblico un foglio di sala elettronico a supporto della visita. Come nei grandi musei, per la prima volta in Galleria Cavour, sarà presente una postazione con laptop liberamente utilizzabile dove grazie ad una tecnologia di ultima generazione brevettata da Volare Design & Project, si potrà accedere ad informazioni e approfondimenti sulla mostra e sugli artisti presenti.


Catalogo Cleup Editore, testi critici di Francesca Bottacin e Alessia Castellani.


ARTISTI

Gesine ARPS / Nabil BOUTROS / Angelo BRUGNERA / Emanuela CALLEGARIN / Franz CHI / Francky CRIQUET / Marta CZOK / Piera DE NICOLAO / Adolfina DE STEFANI / Tetsuo HARADA / KETRA / Antonello MANTOVANI / Marisa MERLIN / Shozo MICHIKAWA / Maria MICOZZI / Luigi MILANI / Angelo MURIOTTO / Stefano REOLON / Carla RIGATO / Jacek Ludwig SCARSO / Bärbel SCHMIDTMANN / Ayumi SHIGEMATSU / Andrea TAGLIAPIETRA / Roberta UBALDI / Giovanni Oscar URSO / Shofu YOSHIMOTO / Grazia ZATTARIN.
PITTORI DEL ?900 dalla collezione Flavio Vanin
21/01/2017 - 25/02/2017
Conselve (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Piero Bertacco, Luigi Brunello, Gianni Longinotti, Alberto Biasi, Giorgio Celiberti, Cinzio Veneziani, Vittorio Gussoni, Ernesto Treccani, Mario Cestari e molti altri ancora. Uno spaccato sui pittori del ?900, veneti e non solo, della collezione di Flavio Vanin sarà in mostra dal 21 gennaio al 25 febbraio 2017 nello Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (Padova). Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, l’esposizione sarà inaugurata sabato 21 gennaio alle ore 18.00. Ingresso libero.

Dalla passione per l’antiquariato prima e per l’arte in seguito, nasce la collezione del Novecento di Flavio Vanin che raccoglie arte contemporanea, pittorica e oggettistica, non tralasciando qualche prezioso pezzo d’antiquariato come un carillon di fine Settecento, una serie di gioielli dell'Ottocento ancora conservati negli astucci originali e orologi francesi sormontati da piccole sculture. Una collezione nell’insieme molto vasta, che comprende opere del ‘400 fino ad artisti come Hartung, Schifano, Pistoletto, e che non sarà possibile presentare interamente. Tra le opere selezionate dalla curatrice spicca un Alberto Biasi molto particolare, prima che si dedicasse all'arte programmata.

«Collezionare è per Flavio Vanin una passione irrefrenabile – spiega la curatrice Sonia Strukul - è una forma simbolica, intellettuale, attraverso la quale fabbricare ponti, erigere dialoghi con il passato e il presente che celebra le correnti e gli orientamenti dell’arte. La collezione diventa anche costruzione di un mondo che non è solo quello del collezionista, ma è anche uno spaccato di cultura che rappresenta la vitalità e le trasformazioni che si sono succedute nelle varie epoche. L’importanza di un collezionista sta nella qualità delle opere, a seconda delle intenzioni e attitudini e per le motivazioni delle scelte, è un atto d'amore».

Flavio Vanin nasce a Venezia nel 1951, fin da ragazzo manifesta un forte interesse per l’arte. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Centro Arti e Mestieri alla San Giorgio Cini di Venezia, dove inizia a cimentarsi e produrre le sue prime opere sotto la guida dei maestri Paolo Girardello e Pio Penzo. Negli anni ’70 si appassiona all’antiquariato acquistando ruderi per restituirli all’antico splendore. Negli anni ha continuato a collezionare oggetti d’arte di vario genere, mobili, quadri, oggettistica, preziosi che per la prima volta, in occasione di questa mostra, verranno esposti al pubblico.

Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano le mostre a cadenza mensile a cura di Sonia Strukul. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.
Grazie alla lungimiranza di imprenditori come i due fondatori del gruppo Meltias, il dott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, dal 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, mirati alla divulgazione delle varie sfaccettature del mondo artistico e culturale. Un nuovo concetto di Farmacia come luogo di benessere sia fisico che emotivo; un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. Arte come conforto dell’anima, messaggio salvifico per la cura del corpo e della mente.
Frammenti d’arte, Franca Grigoletto.
03/12/2016 - 31/12/2016
Conselve (PD) - Veneto
Inserito da Angela Forin
Gioielli, dipinti e piccole sculture di oreficeria: i Frammenti d’arte dell’artista Franca Grigoletto dal 3 al 31 dicembre 2016 saranno in mostra nello Spazio Espositivo Farmacia Meltias di Conselve (Padova). Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, l’esposizione sarà inaugurata sabato 3 dicembre alle ore 18.00. Ingresso libero.

Frammenti d’arte. Già dal titolo la curatrice Sonia Strukul ha voluto evidenziare la poliedricità e la curiosità nella sperimentazione di Franca Grigoletto, artista di grande talento che si muove in una ricerca di mezzi e tecniche con un comune denominatore: dare significato a ogni sua opera oltre a ciò che appare.

«Il valore di un gioiello di ricerca sta sopratutto nello sviluppo del disegno. Disegnare significa osservare, ricordare, analizzare e organizzare le informazioni visive al fine di esprimere un’idea materialmente – spiega la curatrice Sonia Strukul – È la difficoltà di realizzazione o il bisogno di spiegare un’idea o di esprimere un punto di vista, oppure la dimensione del pezzo, la natura dei materiali, o il fascino della tecnologia, a rendere un oggetto particolarmente interessante».

Non solo gioielli, ma anche sculture, dipinti, pannelli che rimandano a un’idea di macro gioielleria, e ancora spille gigantesche e pendenti macroscopici. La gioielleria di Franca Grigoletto è ricerca sperimentale con l'impiego di materiali avulsi da quelli tradizionali come l’oro e l’argento che permettono realizzazioni ricche di originali possibilità inventive. La ricerca artistica sta anche nel significato dell’opera che accomuna sia i ritratti dipinti che gli oggetti d’oreficeria: se nelle tele si colgono l'essenza e i tratti psicosomatici, nel gioiello progettato si fa riferimento alla persona a cui è destinato l’oggetto stesso.

In corso di mostra sarà organizzato sabato 17 dicembre alle ore 18.00 un incontro con Franca Grigoletto dal titolo “Il mondo dell’oreficeria, la lavorazione”. Un occasione per conoscere l’Artista e scoprire i segreti dell’arte orafa con illustrazione delle tecniche di lavorazione dei metalli nobili e la loro suddivisione nelle varie fasi di lavorazione, dalla fusione del metallo alla realizzazione di un gioiello.

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FRANCA GRIGOLETTO Si diploma Maestro d'Arte in Oreficeria all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico di Padova ed è l'oreficeria che caratterizza il suo percorso artistico e professionale. Per molti anni gestisce un negozio/laboratorio dove realizza le sue creazioni, ha delle collaborazioni internazionali importanti con la ditta tedesca Friedrich Dittler, partecipa a numerose mostre di gioielleria, tiene seminari.

La mostra, realizzata con il patrocinio della Città di Conselve, sarà ospitata nello Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova), un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. In questo contesto, per volontà del dott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, nel 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, dove ritrovare utili informazioni e, al contempo, visionare opere d’arte per perseguire il proprio benessere. La farmacia quindi come luogo del benessere sia fisico che emotivo.



FRANCA GRIGOLETTO
Frammenti d’arte
a cura di Sonia Strukul
Spazio Espositivo Farmacia MELTIAS
Via Vittorio Emanuele II, 21, Conselve (PD)
dal 3 al 31 dicembre 2016
vernissage sabato 3 dicembre ore 18.00
Orari di apertura:
da lunedì a sabato ore 08.30-12.45 e 15.30-19.45
Ingresso libero

Per informazioni:
Farmacia Meltias Conselve
Tel. 049 5384165
www.farmaciemeltias.it
conselve@farmaciemeltias.it
Le “Sospensioni” di Carla Rigato in mostra al Palazzo della Cancelleria Apostolica Vaticana di Roma
27/11/2016 - 08/12/2016
Roma (RM) - Lazio
Inserito da Angela Forin
La pittrice e scultrice veneta Carla Rigato è tra gli artisti chiamati ad esporre alla 31° edizione de “Il Metaformismo. L’arte Contemporanea nelle antiche dimore”, curata dallo storico e critico Giulia Sillato, che si terrà al Palazzo della Cancelleria Apostolica di Roma dal 27 novembre all’8 dicembre 2016. L’artista esporrà due opere della serie “Sospensioni”, realizzate nel 2016, frutto della riflessione sulla precarietà della condizione umana.

«Siamo sospesi. La nostra esistenza è un continuo essere travolti, essere portati in alto per poi ricadere e nuovamente rialzarci, senza soluzione di continuità.La nostra vita è sospesa come la schiuma delle onde».

Ispirate al tema marino su tonalità di colore che alcuni critici riconducono ai fondali lirici dei pittori veneti, le “Sospensioni” segnano un temporaneo abbandono da parte di Carla Rigato dell’uso del pennello e della spatola per sperimentare nuovi strumenti con i quali imprimere le proprie emozioni sulla tela.

Questo perché, per usare le parole della stessa Giulia Sillato, autrice di un saggio critico presente nel volume “Rigato. Il richiamo della Creazione” (Editoriale Giorgio Mondadori, 2015): «Carla Rigato è artefice di un linguaggio pittorico complesso, che non si ripete e non crea generi. Il messaggio dell’artista è cogliere delle cose il dettaglio essenziale; scegliere tra le cose quelle di cui trattare in pittura lasciando ad essa la responsabilità di modellare forme con il puro colore che, interagendo con la luce, plasma prima nell’occhio e poi nel cuore, l’impressione dell’oggetto reale».

Il risultato sono opere senza spazio e senza tempo in totale libertà compositiva, una memoria pregna di sensazioni, di emozioni, di suggestioni catturate e rimandate direttamente sulla tela dalla materia del colore. Un colore a volte violento, drammatico, corrosivo, a volte morbido, lirico, melodico. Anche quando il linguaggio figurativo riappare è pur sempre trasfigurato dal colore, dalla libertà, dall'intensità dell’emozione, dalla poetica dell’interiorità.

Date queste premesse, non stupisce dunque che Carla Rigato sia stata scelta per partecipare ad una esposizione che ha come propria cifra caratteristica quella di scegliere solo “i maestri del nostro futuro” sulla base della qualità, sull’originalità e sull’unicità della proposta artistica.

La mostra verrà inaugurata domenica 27 novembre alle ore 17.00 presso la Sala Capitolare della Basilica di San Lorenzo in Damasco con un concerto di musica lirica che vedrà la pianista Barbara Cabattiani accompagnare il mezzosoprano-contralto Maria Ràtcova e il soprano Sabrina Testa. In programma musiche di Offenbach, Puccini, Donizzetti, Bizet, Mozart, Arditi Grieg, Camille Saint Saëns.

Pubblicazione del Catalogo: 24Ore Cultura.

Orari di apertura: dal 27 novembre all’8 dicembre tutti i giorni 10.00-13.30/ 15.30-19.30

Ingresso libero