Evento: Marco Casentini. Drive In
03/07/2020 - 01/09/2020
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Data di inserimento: 26/06/2020 - 12:14
Luogo: Umbertide (PG) - Umbria
Data di inizio: 03/07/2020
Data di fine 01/09/2020
Descrizione
La Rocca di Umbertide ospita, dal 3 luglio al 1° settembre 2020, “Drive In”, mostra personale di Marco Casentini, tra gli artisti astratti italiani più rappresentativi della sua generazione.
Promossa dal Comune di Umbertide in collaborazione con FerrarinArte e Kromya Art Gallery, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 3 luglio alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
La mostra arriva alla Rocca di Umbertide come tappa di un tour che dal 2017 ha coinvolto musei ed istituzioni italiane ed estere, come la Bocconi Art Gallery di Milano, il MOAH - Museum of Art and History di Lancaster, la Reggia di Caserta e il Cultural Centre Science and Technology Museum di Kuwait City.
«Melodie senza fine e senza centro, i dipinti di Marco Casentini – scrive il critico d’arte Federico Sardella –, essi stessi luogo ove accade la pittura; nella ricchezza dei piani sovrapposti e nella lucentezza delle tinte, offrono una sinestetica poetica del paesaggio urbano e specialmente dei suoi luoghi d’affezione».
«In “Drive In” – spiega lo stesso artista – c’è il ricordo del viaggio, è un entrare dentro la mia arte e seguirne i contorni e le sensazioni. Lo spazio espositivo diventa il luogo dove lo spettatore può percepire le emozioni che ho condiviso. Allo stesso tempo, poiché tutte le mie opere fanno riferimento a luoghi o a esperienze di viaggio, “Drive In” è anche una riflessione metaforica sul tema dell’essere in un altro luogo».
Nel caos calmo delle opere di Marco Casentini l’obiettivo è perseguire la luce del colore. Esplorando la geometria degli spazi attraverso i pigmenti e le forme, l’artista crea ambienti ideali in cui potersi riconoscere. Lavori che, ad Umbertide, si pongono in dialogo con gli spazi della fortezza medievale, dando vita ad un’opera d’arte totale.
In occasione della mostra, sarà presentato il catalogo “Drive In” (2020) con testi di Andi Campagnone, Federico Sardella, Luca Palermo e Fatemeh Asiri, prefazione di Giorgio Ferrarin e ricco apparato iconografico.
La Rocca di Umbertide è aperta al pubblico da martedì a domenica e nei giorni festivi con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30, chiuso il lunedì. È richiesto l’uso di dispositivi di protezione individuale. Ingresso intero Euro 5, ridotto Euro 3, gratuito per ragazzi fino ad 11 anni. Il biglietto comprende anche l'ingresso al Museo Comunale di Santa Croce. Per informazioni: T. +39 075 9413691, rocca-v@libero.it, www.comune.umbertide.it.
Marco Casentini, nato nel 1961 alla Spezia, vive fino all’età di 26 anni tra La Spezia e Lucerna, in Svizzera, dove nel 1983 tiene la sua prima mostra personale presso la galleria Nanu. Nel 1998 si trasferisce a Milano. I quadri del primo periodo milanese sono connotati da un uso del colore tipicamente lombardo: ocra, terre, verdi, gli stessi colori che si possono osservare nel paesaggio urbano della città. A partire dal 1996 inizia a viaggiare negli Stati Uniti, inizialmente attraverso l’Ovest e in seguito negli stati centrali e dell’Est. I colori, e soprattutto la luce della California, entrano in maniera determinante nella sua creatività: abbandona l’uso delle terre e la sua tavolozza si arricchisce di nuovi colori e soprattutto di nuove atmosfere. Vive per sei anni a Los Angeles ed instaura rapporti con gallerie americane che lo rappresentano tutt’oggi. Nel 2005 riceve il prestigioso premio della fondazione Pollock-Krasner di New York e nel 2010 il Premio Poeti e Artisti Liguri nel Mondo Lerici PEA. Ha tenuto esposizioni museali personali presso il Museum für Konkrete Kunst di Ingolstadt in Germania, la Mestna Galerija di Nova Gorica, il Torrance Art Museum di Torrance in California, il Bakersfield Museum of Art di Bakersfield in California, il Riverside Art Museum di Riverside in California, il CAMeC della Spezia, la Reggia Reale di Caserta, il MOAH - Museum of Art and History di Lancaster in California, il Science and Technology Museum di Kuwait City e in gallerie private a Milano, Lucerna, Monaco di Baviera, Francoforte, Parigi, Chicago, Phoenix, Los Angeles, San Diego, San Francisco, Palm Desert, Ketchum, New York, Miami e Taipei. Attualmente vive a Milano ed insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera, trascorrendo ogni anno lunghi periodi a Los Angeles.
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Elio Marchegiani, Il peso del colore – le grammature degli anni ‘70
07/04/2017 - 29/04/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Conoscenza dell’arte, metodo scientifico, studio dei materiali e visione del fare artistico trasversale a diverse discipline compongono l’universo pittorico di Elio Marchegiani in mostra, dal 7 al 29 aprile 2017, alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B).
L’esposizione si concentra sulle “Grammature di colore”, fortunato ciclo pittorico degli anni ‘70. In questa serie, Elio Marchegiani, da sempre interessato al dialogo fra scienza e arte, si propone con successo di indagare il peso fisico del colore. Le opere consistono, dunque, in strisce di pigmenti disposte su vari supporti: intonaco, lavagna e addirittura rame. Per ognuna di esse, l’artista individua il peso esatto del colore impiegato.
Da un processo artistico affrontato con un approccio scientifico e filosofico – il “peso del colore” non potrebbe essere interpretato anche come una profonda metafora del senso della pittura? – nascono opere estremamente armoniose ed equilibrate, governate da una geometria che non è mai rigida, ma sempre leggera e impalpabile come i pigmenti di cui è fatta.
Il percorso della mostra comprende opere scelte su intonaco, lavagna, rame ed anche oro zecchino 24 Kt. Di particolare rilevanza, una delle primissime grammature su lavagna del 1973 e due rari lavori su intonaco con cornice bianca.
Docente di “Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio” e poi di “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Marcheggiani è stato invitato a tre edizioni della Biennale di Venezia. Il suo mercato gode, in questo momento, di una grande vivacità e le sue opere – le “Grammature in particolare” – sono sempre più richieste.
L’esposizione sarà visitabile dal fino al 29 aprile 2017, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00, chiuso 25 aprile. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
Elio Marchegiani (Siracusa, 1929) inizia a dipingere e ad organizzare eventi culturali in Sicilia, per poi iniziare a viaggiare e a lavorare a Parigi, Milano, Roma, Bologna. Mario Nigro e Gianni Bertini sono i primi artisti che stimolano veramente la sua fame di ricerca e sperimentazione ma sarà affascinato e influenzato molto anche dall’esempio e dalla frequentazione di Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana. Buona parte del suo lavoro si basa sul rapporto fra scienza e arte, con un approccio a quest’ultima decisamente multidisciplinare. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e, nel 1968, è invitato alla Biennale di Venezia, partecipazione che verrà replicata anche nel 1972 e nel 1986. Nel corso della sua carriera realizza diverse opere e installazioni pubbliche (Parigi, New York, San Francisco). Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’Estero.
Alberto Manfredi, Petits plaisirs
24/04/2015 - 13/05/2015
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Con i “Petits Plaisirs” di Alberto Manfredi, la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B) rende omaggio ad un grande artista della sua città.
La mostra, in programma dal 24 aprile al 13 maggio 2015, presenta una selezione di opere di piccolo formato, realizzate dal 1959 al 1995.
I dipinti scelti hanno come soggetti le donne, i paesaggi cittadini e gli interni tanto cari al Maestro. “Petits Plaisirs”, praline, piccoli momenti di piacere, da gustarsi poco a poco.
Nonostante Mino Maccari, di cui fu assistente all’Accademia di Roma, lo chiamasse ironicamente “l’emiliano”, Manfredi si è sempre distinto per un modo di dipingere scevro da ogni provincialismo e anzi permeato da una profonda cultura di matrice europea, tedesca e francese soprattutto.
Se la laurea in Lettere ha arricchito le sue opere di quelle atmosfere che si respirano nei romanzi di Kafka, La Fontaine, Baudelaire e Campana (che Manfredi ha anche illustrato), la conoscenza della Storia dell’Arte ha rivestito la sua pennellata con citazioni colte: le sue radici protonovecentesche si rivelano, infatti, in inevitabili rimandi a Modigliani, Beckmann e Grosz.
Erotismo e ironia, malinconia e disincanto, scomposizione e profondità emergono da tutte le opere selezionate dalla Galleria de’ Bonis, in un clima parigino anni ’30 che si ritrova sia nei soggetti femminili, con le loro atmosfere di bordelli e can-can, sia nei paesaggi, con quei tetti e comignoli da Ville Lumière e i tavolini da bistrot.
Una piacevole e insolita contraddizione, per finire, rende uniche le figure femminili di Manfredi, nelle quali si fondono sguardi duri, profili taglienti e pose sensuali.
La personale sarà visitabile fino al 13 maggio 2015, dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, giovedì dalle 10 alle 13, aperto 25 aprile, chiuso 1 maggio. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
Alberto Manfredi (Reggio Emilia, 1930-2001) è stato pittore ed incisore. Laureato in Lettere all’Università di Bologna ha detenuto per molti anni la cattedra di incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Numerosissime sono le mostre personali che hanno sancito la fama di questo artista anche fuori dai confini locali: alla Galleria del Milione e alla Galleria Il Mappamondo di Milano, alla Galleria Pananti di Firenze, al Palazzo del Parlamento Europeo di Strasburgo, alla Bouquinerie de l’Institut di Parigi, culminate pochi mesi prima della sua scomparsa in una grande mostra antologica di oltre cento dipinti, organizzata a Palazzo Magnani nella sua Reggio Emilia.
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Noa Noa Art Residency
01/03/2017 - 30/04/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
Noa Noa Art Residency è un progetto di residenza artistica a Bali, finalizzato ad ospitare artisti internazionali nelle migliori condizioni per poter sviluppare la loro creatività in un ambiente immerso nella natura, alla scoperta dell’Oriente Indonesiano.
Noa Noa Art Residency si ispira a alla figura di Paul Gauguin. “Noa Noa” ricorda, infatti, il titolo del diario di viaggio dell’artista che ben sintetizza la filosofia della residenza. «Sono fuggito – scrive Gauguin – da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro nella Verità, divento uno con la natura».
Il bando è aperto a tutti gli artisti, senza limiti di età e nazionalità, purché dimostrino una significativa competenza nella propria disciplina (pittura, disegno ed illustrazione, installazione, fotografia, video art, digital art) e accettino le condizioni indicate nell’application on line: http://noanoaartresidency.com/apply-now/.
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2017. I candidati dovranno accompagnare l’iscrizione con cinque opere della loro produzione. Tutte le domande ricevute entro il termine indicato nel bando saranno esaminate da una giuria di professionisti del settore che decreterà i cinque vincitori. La commissione giudicatrice è composta da Martina Corbetta (Presidente), Roberto Pisoni (Direttore di Sky Arte), Rossella Farinotti (Curatore e critico d’arte, titolare di LabRouge), Matteo Bergamini (Giornalista di Exibart).
I cinque artisti selezionati saranno ospitati dal 1 al 17 luglio 2017 in una esclusiva residenza a Bali (Seminyak), dove potranno lavorare utilizzando strutture e materiali forniti dall’organizzazione stessa.
Noa Noa Art Residency, oltre all’ospitalità e allo studio, offre un programma finalizzato all’interazione con artisti locali ed incoraggia l’esplorazione, la ricerca e la creatività con “Artist’s Pocket Diary”, un percorso che comprende l’assistenza al lavoro in studio, escursioni culturali, meeting e laboratori con artisti del territorio.
Al termine della residenza saranno organizzate due mostre: la prima in una galleria di Bali, la seconda in Italia, da Martina’s Gallery (Monza Brianza), entro dicembre 2017.
Per maggiori informazioni sulle modalità e la quota di iscrizione è possibile visitare il sito http://noanoaartresidency.com/.
Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile - Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
23/09/2017 - 18/11/2017
Palermo (PA) - Sicilia
Inserito da Tiziana Pantaleo
RizzutoGallery (via Maletto 5, Palermo) è lieta di presentare “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile”, una mostra a tre voci che vede a fianco Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda, a cura di Helga Marsala, che sarà inaugurata sabato 23 settembre 2017 alle ore 18, e resterà visitabile fino al 18 novembre, dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00.
Stefano Cumia, artista palermitano con base a Milano, classe 1980, tra i più raffinati e interessanti esponenti della nuova astrazione pittorica italiana; un maestro come Nunzio (1954, Cagnano Amiterno, Abruzzo), tra le voci italiane più autorevoli nel campo delle scultura, riconosciuto fin dagli Anni Ottanta a livello internazionale; Turi Rapisarda, catanese di nascita, torinese d’adozione, talentuoso sperimentatore della fotografia, con una lunga carriera da outsider, fra traguardi professionali e spazi d’indipendenza. Le opere dei primi due, inedite, sono realizzate ad hoc per il progetto; quelle di Rapisarda appartengono a un ciclo del 2011 raramente esposto.
La mostra, che accosta tre linguaggi diversi (pittura, scultura, fotografia), sul filo di una stessa atmosfera umbratile e di una serie di riflessioni comuni sui meccanismi della visione, è parte di una ricerca curatoriale in corso, intorno alla relazione tra visibilità e invisibilità nel processo di formazione, nei percorsi di lettura e nello statuto concettuale dell’immagine.
Col termine “nyctography” (letteralmente “scrittura notturna”) Lewis Carroll, autore del leggendario “Alice nel paese delle meraviglie”, aveva battezzato una sua invenzione utile a fronteggiare quell’esigenza – così diffusa fra gli scrittori - di prendere appunti nel cuore della notte, sul filo di un’improvvisa ispirazione. Si tratta di un sistema di scrittura collegato a un “nyctografo”, piccola griglia ricavata da un tassello rettangolare di legno, i cui intagli servono da guida nel buio: una sorta di alfabeto astratto fatto di punti e linee, messo a punto da Carroll circa 60 anni dopo l’invenzione del linguaggio Braille. Scrittura in codice, dunque, da appuntare a occhi chiusi e trascrivere sul foglio il giorno dopo.
Da qui si dipanano una serie di suggestioni, per un viaggio simbolico e mentale lungo quello spazio notturno che è metafora di una visione altra, inattesa, radicale, cangiante: spazio di segni, forme, tracciati, soglie, buchi, velature, cecità e illuminazioni, scritture visive o testuali.
Nella serie di ritratti di Rapisarda dal titolo Unt Hitler (2011) i soggetti sono immersi in un’oscurità teatrale, quasi beckettiana, intenti a schermarsi da una luce invadente, che è denudamento, sistema di controllo e macchina spettacolare, per un’impropria “uscita dal margine, dall’intimo, dall’autentico, dal differente”. Passaggio netto dalla figura umana ai dipinti quasi monocromi di Cumia, fatti di tracce, gradienti, velature: l’immagine qui impone all’occhio - nell’assoluto contrasto tra la luce e il buio – “la necessaria disciplina per imparare a scorgere il nero nel nero, il bianco nel bianco, ma anche il segno e il colore celati nell’uno o nell’altro”. Infine le opere di Nunzio, astrazioni imponenti che aprono spazi di visibilità nel nero profondo e linee d’invisibilità nella tramatura dei materiali, tra l’articolazione di forme dispiegate in orizzontale e la testimonianza di ciò che la forma stessa era, col suo trasmutare: “L’oggetto plastico porta con sé la memoria indefinita dei materiali, dei luoghi d’origine, del primo sguardo e del prossimo, del non finito e dell’irrisolto”.

Nyctografie.
Scritture tra il visibile e l’invisibile
Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
a cura di Helga Marsala
Inaugurazione: sabato 23 settembre 2017 - ore 18
Dal 26 settembre al 18 novembre 2017
dal martedì al sabato | 16.00-20.00
RIZZUTOGALLERY
Palermo, via Maletto, 5
091. 7795443 - 347.1769901
www.rizzutogallery.com
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