Evento: Mostra personale di pittura "Trasfigurazioni Poetiche" di Walter Maritati
31/08/2015 - 19/09/2015
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Inserzionista
Gallerista , Padova
Dettagli
Data di inserimento: 23/08/2015 - 20:12
Luogo: Padova (PD) - Veneto
Data di inizio: 31/08/2015
Data di fine 19/09/2015
Descrizione
MOSTRA PERSONALE DI PITTURA DELL’ARTISTA WALTER MARITATI
“TRASFIGURAZIONI POETICHE”
A CURA DI MARIA PALLADINO, PRESSO SUPERFLASH STORE PADOVA, VIA VIII FEBBRAIO 24, (ANGOLO PIAZZA CAVOUR). INAUGURAZIONE SABATO 5 SETTEMBRE ALLE ORE 18,00. VISITABILE DAL 31 AGOSTO AL 19 SETTEMBRE, IN ORARIO: LUNEDì - SABATO 13,30-19,00.
La pittura di Walter Maritati riesce a coinvolgere lo spettatore attuando un richiamo sottile alla dimensione dell’inconscio: chi guarda queste opere resta quasi avvinto, trasportato al di là del qui e ora, in una sospensione dei sensi e delle facoltà intellettive che riconduce a ricordi lontani, al sogno, a tutte quelle immagini vissute e rielaborate, riprodotte dalla fantasia e dal desiderio. Perché nelle favole, come anche nei miti, esiste sempre un fondo di verità. Così qui, nello spazio dell’opera, ci troviamo sostanzialmente a confrontarci con noi stessi, col vissuto comune e la comune sensibilità condivisa, rintracciandovi una sorta di sottile, ideale identificazione.
Questi lavori coinvolgono inoltre, per l’afflato poetico che li pervade, lì dove la dimensione metafisica ben si coniuga al respiro romantico, al realismo ricercato, ma anche rivissuto e reinterpretato attraverso il filtro della personalità: soggetti ricorrenti sono paesaggi solitari immersi in una nebbia tenera, lattiginosa e persistente, quasi un’alba perenne, in cui l’Io individuale può perdere sé stesso, per riemergerne infine vivificato.
Tale dimensione che apparentemente esclude l’uomo, in realtà ne conserva le tracce, ne rivela il passaggio, ne apre allo sguardo gli ambienti di vita: l’essere umano fa da coprotagonista, sia esso la piccola figura che passa e si cela in questi spazi, sia esso rappresentato dallo sguardo discreto, eppure scrupoloso e attento dell’artista, narratore esterno al contesto, ricreatore del suo mondo.
Il colore si dissolve in sfumature impalpabili, che sovrapponendosi e aggiungendosi in questa continua ricerca di profondità e leggerezza contribuisce ad accrescerne ed accentuarne la magìa. 13.08.2015 Maria Palladino
CURRICULUM VITAE
Walter Maritati è nato a Brindisi nel 1953. All'età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Bergamo, vi resta per dodici anni e poi si trasferisce a Roma.
Il periodo vissuto a Bergamo è importante per il suo futuro artistico: amicizie e circostanze particolari lo avvicinano alla pittura.
All'inizio la sua "tavolozza" è ristretta a pochi colori, per lo più grigi, una realizzazione monocromatica condizionata dai paesaggi nebbiosi del bergamasco.
A Roma inizia ad esporre in mostre collettive e personali raccogliendo i primi consensi al suo lavoro: il pubblico apprezza l'espressione poetica e sognante di quei paesaggi lacustri avvolti nella nebbia definendola una pittura estremamente personale ed espressiva.
Dipinge esclusivamente con colori ad olio, che sfuma costantemente fino a rendere impercettibile la pennellata. Velature sovrapposte gli permettono di mantenere la trasparenza del colore nella realizzazione della nebbia. I soggetti ricorrenti sono barche e paesaggi immersi nella nebbia, nature morte, papaveri, scorci di case rurali.
Nei suoi dipinti non c'è figura umana ma se ne avverte le presenza. Ha realizzato numerose personali nelle principali città italiane e dal 1988 fa parte dell'Associazione Cento Pittori Via Margutta di Roma. Attualmente vive e lavora a Perugia.
Le personali più recenti:
- S. Sepolcro (AR), giugno 2000;
- Bormio (SO), luglio 2001;
- Foggia, aprile 2003;
- Spello (PG), giugno 2003;
- Roma, Gall. dei Leoni, 2002, 2005, 2007;
- Orvieto (PG), giugno 2011;
- Cervo (IM), maggio 2014;
- Gubbio (PG), settembre 2014.
PER INFORMAZIONI: MARIA PALLADINO 3341695479 WWW.WALTERMARITATI.COM
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Mostra personale della pittrice Monica Bisogno, “Genetikòs”in galleria MoMArt a Padova
18/04/2015 - 17/05/2015
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Mostra personale della pittrice Monica Bisogno, “Genetikòs”
A cura di Giancarlo Bonomo, Maria Palladino
Presso la Galleria MoMArt, Riviera Mussato 4, 35139 Padova
Inaugurazione sabato 18 aprile 2015, ore 17,30
La mostra resterà visitabile fino al 17 maggio, in orario: dal lunedì al sabato 15,30-19,30
Ingresso libero
“...Monica Bisogno è una ricercatrice attenta e preparata, un’archeologa della sua Essenza che vuol portare alla luce tesori, reperti nascosti nella psiche, reminiscenze ancestrali e concezioni animiche inespresse. Ella è artista di volumi e forme dinamiche intimamente connesse al mistero della propria genesi. E’ coinvolta nel profondo in qualcosa che la sua anima avverte distintamente e che le parole del linguaggio convenzionale non potrebbero esprimere appieno. Inizia un percorso quasi meditativo di esplorazione libera, svincolata dai canoni del reale manifesto. Non vi è ragionamento organizzato in via preliminare o la coazione imposta dal pensiero, tuttavia nulla è lasciato al caso.
Forme levigate, leggere e prive di spigoli, fluttuano con assoluta naturalezza in uno spazio indistinto che le accoglie, come in un gioco di sospensioni.
Il tratto, deciso ed affermato, vuol restituire anzitutto la consistente concretezza delle masse ed il continuo sussulto di contrazione ed espansione delle stesse. Nella fase realizzativa la Bisogno vuol rendere tangibile il suo indefinito sentire. La concretezza prende il posto dell’astrazione...”
Giancarlo Bonomo, testo tratto dal catalogo “Monica Bisogno, “Cardioids, forme sottili oltre il pensiero”, a cura di Giancarlo Bonomo, ed. La Tipografica srl, 2012

Biografia
Monica Bisogno nasce in Svizzera il 24 maggio del 1972 (R?üti nel Canton Zurigo). Presto suo padre Ciro e sua madre Lucia si trasferiscono a Locarno nel Canton Ticino dove Monica frequenta le scuole dell’obbligo.
Nel 1987 inizia a Torino il Liceo Artistico Statale per poi concluderlo nella sua città d’origine, Napoli. Nella capitale partenopea approfondisce le sue nozioni presso l’Accademia di Belle Arti dove nel 1998 si diploma a pieni voti, ottenendo così la licenza in pittura. Pochi mesi dopo, diventa madre di una bambina che negli anni a seguire, sarà la sua musa ispiratrice per molti lavori e spunti di riflessione.
Negli anni successivi il suo debutto professionale la impegna in qualità prima di decoratrice (laboratorio artigianale “I Re Magi”), in seguito come stuccatrice presso la Napoli Restauri.
Nel 2001 il ritorno in Svizzera. Da questo momento in avanti, Monica intraprende un viaggio che la porta ad analizzare attraverso la pittura, un paesaggio introspettivo, oltre la pelle, oltre la fisicità del corpo. Non abbandona mai del tutto il linguaggio figurativo, ma sviluppa un codice di forme e colori che la contraddistingue sempre più.
Finalmente nel 2012, l’incontro con Marina Reina, che diventa sua manager e che la presenta a Giancarlo Bonomo, critico raffinato e innovativo, conosciuto nell’ambiente artistico e presso la Biennale di Venezia. Nel 2013 esce la prima pubblicazione “CARDIOIDS, forme sottili oltre lo spazio”, curata da Bonomo, che viene presentata per la prima volta a Trieste, durante la mostra omonima. Sempre nello stesso anno, Monica e il suo lavoro approdano, tra gli altri impegni, anche in teatro. L’artista realizza una serata evento per raccontare la sua arte, attraverso la musica, immagini in movimento, con la collaborazione di musicisti, mimi e oratori. Giancarlo Bonomo in quest’occasione farà da filo conduttore attraverso una critica accurata e piena di spunti di riflessione.
Impegnata quotidianamente nel suo atelier, Monica continua la sua ricerca artistica.
Biografia tratta dal pieghevole “Monica Bisogno, “Genetikòs””, a cura di Giancarlo Bonomo, ed. Art Events Mazzoleni, 2014

Per informazioni: Maria Palladino: e-mail: audramsa@katamail.com
www.momart.padova.it
info@momart.padova.it
www.monicabisogno.ch
Mostra personale di pittura "Trasfigurazioni Poetiche" di Walter Maritati
31/08/2015 - 19/09/2015
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
MOSTRA PERSONALE DI PITTURA DELL’ARTISTA WALTER MARITATI
“TRASFIGURAZIONI POETICHE”
A CURA DI MARIA PALLADINO, PRESSO SUPERFLASH STORE PADOVA, VIA VIII FEBBRAIO 24, (ANGOLO PIAZZA CAVOUR). INAUGURAZIONE SABATO 5 SETTEMBRE ALLE ORE 18,00. VISITABILE DAL 31 AGOSTO AL 19 SETTEMBRE, IN ORARIO: LUNEDì - SABATO 13,30-19,00.
La pittura di Walter Maritati riesce a coinvolgere lo spettatore attuando un richiamo sottile alla dimensione dell’inconscio: chi guarda queste opere resta quasi avvinto, trasportato al di là del qui e ora, in una sospensione dei sensi e delle facoltà intellettive che riconduce a ricordi lontani, al sogno, a tutte quelle immagini vissute e rielaborate, riprodotte dalla fantasia e dal desiderio. Perché nelle favole, come anche nei miti, esiste sempre un fondo di verità. Così qui, nello spazio dell’opera, ci troviamo sostanzialmente a confrontarci con noi stessi, col vissuto comune e la comune sensibilità condivisa, rintracciandovi una sorta di sottile, ideale identificazione.
Questi lavori coinvolgono inoltre, per l’afflato poetico che li pervade, lì dove la dimensione metafisica ben si coniuga al respiro romantico, al realismo ricercato, ma anche rivissuto e reinterpretato attraverso il filtro della personalità: soggetti ricorrenti sono paesaggi solitari immersi in una nebbia tenera, lattiginosa e persistente, quasi un’alba perenne, in cui l’Io individuale può perdere sé stesso, per riemergerne infine vivificato.
Tale dimensione che apparentemente esclude l’uomo, in realtà ne conserva le tracce, ne rivela il passaggio, ne apre allo sguardo gli ambienti di vita: l’essere umano fa da coprotagonista, sia esso la piccola figura che passa e si cela in questi spazi, sia esso rappresentato dallo sguardo discreto, eppure scrupoloso e attento dell’artista, narratore esterno al contesto, ricreatore del suo mondo.
Il colore si dissolve in sfumature impalpabili, che sovrapponendosi e aggiungendosi in questa continua ricerca di profondità e leggerezza contribuisce ad accrescerne ed accentuarne la magìa. 13.08.2015 Maria Palladino
CURRICULUM VITAE
Walter Maritati è nato a Brindisi nel 1953. All'età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Bergamo, vi resta per dodici anni e poi si trasferisce a Roma.
Il periodo vissuto a Bergamo è importante per il suo futuro artistico: amicizie e circostanze particolari lo avvicinano alla pittura.
All'inizio la sua "tavolozza" è ristretta a pochi colori, per lo più grigi, una realizzazione monocromatica condizionata dai paesaggi nebbiosi del bergamasco.
A Roma inizia ad esporre in mostre collettive e personali raccogliendo i primi consensi al suo lavoro: il pubblico apprezza l'espressione poetica e sognante di quei paesaggi lacustri avvolti nella nebbia definendola una pittura estremamente personale ed espressiva.
Dipinge esclusivamente con colori ad olio, che sfuma costantemente fino a rendere impercettibile la pennellata. Velature sovrapposte gli permettono di mantenere la trasparenza del colore nella realizzazione della nebbia. I soggetti ricorrenti sono barche e paesaggi immersi nella nebbia, nature morte, papaveri, scorci di case rurali.
Nei suoi dipinti non c'è figura umana ma se ne avverte le presenza. Ha realizzato numerose personali nelle principali città italiane e dal 1988 fa parte dell'Associazione Cento Pittori Via Margutta di Roma. Attualmente vive e lavora a Perugia.
Le personali più recenti:
- S. Sepolcro (AR), giugno 2000;
- Bormio (SO), luglio 2001;
- Foggia, aprile 2003;
- Spello (PG), giugno 2003;
- Roma, Gall. dei Leoni, 2002, 2005, 2007;
- Orvieto (PG), giugno 2011;
- Cervo (IM), maggio 2014;
- Gubbio (PG), settembre 2014.
PER INFORMAZIONI: MARIA PALLADINO 3341695479 WWW.WALTERMARITATI.COM
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Presentazione del Manifesto del Demorfismo Fotografico
30/04/2014 - 30/04/2014
Padova (PD) - Veneto
Inserito da galleria berga
Alla Galleria Berga la prima presentazione di Giovanni Bevilacqua del Manifesto del Demorfismo Fotografico.
“Noi vogliamo usare il mezzo fotografico per muovere i palazzi, per dare un movimento a quello che sta fermo”, questa la frase che apre il Manifesto del Demorfismo Fotografico e con il quale Giovanni Bevilacqua, artista già conosciuto negli spazi della Galleria Berga grazie alla sua personale “INVISIBILIA”, introduce la sua nuova ricerca nel campo della fotografia.

Il Manifesto del demorfismo é solo un modo per affermare il nostro tempo e, con lui, la nostra arte, libera l'artista fotografo da regole e obbligazioni fotografiche, rendendolo creatore di immagini, dandogli la possibilità di esplorare il suo mondo creativo. La macchina fotografica diventa un mezzo atto non più alla semplice cattura dell'attimo, ma un pennello con il quale l'artista fotografo dipinge sulla propria tela, le sue emozioni, le sue fantasie.
Arte nel senso pieno della parola. La fotografia non può sempre essere considerata come la sorella povera delle arti, schiacciata tra la pittura e il cinema, ma deve acquistare un ruolo proprio tra le arti più pure.
A chi si oppone additando l'uso di software per modificare e costruire le immagini, ci sentiamo di rispondere che: “La scultura contemporanea si fa ancora con martello e scalpello, Cattelan "scolpisce" le sue opere, Donald Judd ha usato la lima e la raspa per fare le sue scatole perfette...chi fotografa in bianco e nero non é comunque un manipolatore visto che cancella i colori per aumentare la drammaticità dell'immagine? Non é anche questa una manipolazione della realtà che comunque é a colori?”.
L'uomo progredisce, e usa i mezzi che la sua epoca gli mette a disposizione per dare sfogo alle sue emozioni con quanto ha a portata di mano.
Il Demorfismo Fotografico consacra la sregolatezza fotografica, la libertà dell'artista nella composizione dell'immagine, i puristi dell'immagine catturata , gli street photographer, i matrimonialisti i reporter...
Il pullman é grande c'è posto per tutti chi vuol salire ....si accomodi, certo non saremo noi a denigrare chi si esprime differentemente con la macchina fotografica, sarebbe un controsenso.

Citazioni di Giovanni Bevilacqua
Contemporary Visions ArtCloud #2
07/03/2014 - 30/03/2014
Ravenna (RA) - Emilia-Romagna
Inserito da Marta Fiorentini
Festival di Arte Contemporanea
Dal 7 al 30 marzo 2014

Opening 7 marzo ore 19:00 con perfomance dell’artista russo Mischa Badasyan

c/o Multiverso
Via del Campo d’Arrigo 42/r Firenze

www.dayone-art.com


Contemporary Visions è il festival di arti visive ideato e organizzato dalla fiorentina DAY ONE (www.dayone-art.com), composto da cinque “ArtCloud” (sessioni espositive) e si svolgerà da gennaio a novembre 2014. Senza ricevere finanziamenti pubblici o privati, si sviluppa con l’intento di scoprire nuove proposte nel panorama nazionale e internazionale per aumentare e migliorare l’offerta d’arte contemporanea a Firenze.

Questo secondo appuntamento Artlcoud#2 sarà inaugurato venerdì 7 marzo ore 19:00 dalla performance del giovane russo di origini armeno-georgiane Mischa Badasyan che presenterà per la prima volta in Italia la sua ultima performance SUPERNOVA, realizzata e prodotta durante cinque mesi di residenza artistica in Armenia e già presentata tra gli altri al Queerriotclub di Berlino.
mischa badasyan supernova

Mischa nato nel 1988 a Rostov sul Don (Russia) ha studiato Scienze Politiche alla Rostov South University e ha lavorato nel sociale, per i diritti umani, LGBT e ambientali, tutte tematiche fondamentali nella sua opera. In Inghilterra assiste ad una performance di Marina Abramovic e ad un concerto di Bjork, saranno per lui due esperienze fondamentali tanto da spingerlo ad intraprendere la strada delle performance. Considera il suo lavoro “arte viva” in quanto fermamente convinto che l’arte esista solo attraverso le nostre esperienze di vita. “Non vi è alcuna necessità di utilizzare oggetti fisici per creare, si diventa arte noi stessi. L’arte dovrebbe essere immateriale come ognuno di noi, sentimenti di profondo amore del mondo, della Terra e dell’Umanità… l‘arte, per me, è energia. Esiste solo come uno scambio di energia.

Durante l’esecuzione dal vivo, sono in grado di sentire l’energia dal mio pubblico. Attraverso l’interazione con il mio pubblico, gli spettatori non solo entrano a far parte del mio lavoro, ma la loro energia influenza la mia esibizione.”

Numerosi anche questa volta gli artisti presenti in mostra: Ancora Teresa, Francesco Mangiaracina, Gjert Rognli, Marco Fabozzi, Habiba Zouabi, Marija Golinger, Nicolò Pertoldi, Marta Fiorentini e Akiko Kotani. Le loro opere, tra pittura e fotografia, animeranno lo spazio espositivo del Multiverso sino al 30 marzo.