Evento: Mirko Baricchi, Archè, Ben prima del nome chiamato
09/06/2016 - 17/07/2016
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Data di inserimento: 19/05/2016 - 17:39
Luogo: Arzignano (VI) - Veneto
Data di inizio: 09/06/2016
Data di fine 17/07/2016
Descrizione
“Archè, Ben prima del nome chiamato”: mostra personale di Mirko Baricchi dal 9 giugno al 17 luglio 2016 presso gli spazi di Atipografia ad Arzignano (VI).
Accompagnata da un giornale con testi di Luca Beatrice (storico e critico d’arte), Marco Mioli (critico d’arte) ed Elena Dal Molin (direttore artistico Atipografia), l’esposizione sarà inaugurata giovedì 9 giugno alle ore 18.30. La presentazione si terrà alle ore 19.30.
La mostra è parte di una programmazione annuale dedicata all’epochè, ovvero alla sospensione del giudizio, considerata come necessaria data l’assoluta incertezza di ogni conoscenza concernente la realtà esterna. Un tema precedentemente analizzato da Denis Riva con “Carte sospese” e da Elisa Bertaglia ed Enrica Casentini con “Erranza”.
Con “Archè” Mirko Baricchi ricerca un momento, un non-tempo, in cui galleggiano tutti gli ingredienti che improvvisamente costituiranno l’immagine. «L’epidermide della carta – spiega l’artista – lascia trasparire, avvilisce o evidenzia processi precedenti, alcuni dei quali ormai scomparsi, altri in potenza che diventano improvvisamente atto». In un momento storico segnato da una profonda assenza di valori, da fedi religiose contrapposte e da grande incertezza, l’autore sente l’esigenza di “porre tra parentesi il mondo” (Edmund Husserl), concentrandosi sulla pittura come medium, come materia ancor prima che linguaggio.
In esposizione, una decina di grandi opere a tecnica mista su carta, quasi tutte realizzate nel 2016, unitamente ad alcune tele in formato 30x40 cm, afferenti ad un ciclo dedicato alla natura morta e al paesaggio, oltre al video “De Rerum” (2015), realizzato in collaborazione con Uovo Quadrato, in cui una lepre, elemento ricorrente nella poetica di Baricchi, ruota in loop sul proprio asse, immersa in una sorta di nebbia, in un liquido amniotico che culla lo spettatore con una ninna nanna composta dall’artista a partire da carillon rallentato. L’allestimento, pensato nel rispetto dei muri di Atipografia, ricchi di storia e memoria, gioca con la luce, dando ampio respiro alle opere esposte.
Come spiega Elena Dal Molin, «L’anno dell’epochè non poteva che chiudere con Mirko Baricchi. La carta, resa trasparente, si apre a più piani pittorici: l’uso della grafite e della tempera separatamente danno una forte sensazione di tridimensionalità. Ci appare un paesaggio surreale, sospeso, dove ci si sente stranamente a proprio agio. Nei colori, quasi primari, e nei segni semplici in grafite riconosciamo forme primitive che si accordano immediatamente, forme archetipe».
La personale, realizzata grazie anche al supporto Cardelli & Fontana artecontemporanea e Bonioni Arte, sarà visitabile da venerdì a domenica con orario 11.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 0444 1240019, info@atipografia.it, www.atipografia.it.
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Andrea Saltini, Sopravvivere a Picasso
09/06/2018 - 07/07/2018
Modena (MO) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
La Galleria ArteSì di Modena (Via Fonte d’Abisso, 10) presenta, dal 9 giugno al 7 luglio 2018, “Sopravvivere a Picasso”, mostra di Andrea Saltini a cura di Cristina Muccioli. Realizzata in collaborazione con Magnificat Ars Societas, l’esposizione sarà inaugurata sabato 9 giugno alle ore 18.30.
Per la prima volta interamente dedicati ad una personale, gli ampi spazi della Galleria ArteSì, diretta da Maria Teresa Mori, ospitano la nuova produzione dell’artista, tuttora in progress: quindici opere inedite su tela e su tavola caratterizzate da continue citazioni e rimandi (prima fra tutte l’opera da cui trae il titolo la mostra, la cui iconografia richiama esplicitamente “Guernica” di Picasso), ma anche dall’uso di argilla, gesso, pigmenti e inchiostri cinesi. Il percorso espositivo è completato, infine, da un excursus attraverso tre recenti serie pittoriche: “The Razors Edge” (2017-18), “Come puoi vivere a testa in giù?” (2016), “Trovami un modo migliore per uscirne” (2015-16).
«Andrea Saltini – scrive Cristina Muccioli – ha avuto tempi metabolici e di sedimentazione geologici. Adesso, il suo gesto su tela o su carta, le sue visioni, vanno più veloci della luce elettrica. Andrea è un cortocircuito vertiginoso tra memoria, sapere, sentimenti, pungoli emotivi, urgenze espressive. “Niuno mai come costui toccò i colori”, scriveva quel toscano-centrico irredento di Giorgio Vasari a proposito di Correggio. Lo avrebbe scritto anche di Saltini, che pure predilige i bianchi e i neri, perché li reinventa da virtuoso cercando i grigi, i suoi, come Yves Klein ha dato la caccia al blu. Titolo ironico e leggero – “Sopravvivere a Picasso” – a contrappeso di quella densità di contenuto e di forma che contraddice e tacita la prognosi infausta sulla figurazione italiana. Qui si fanno i conti con i giganti, sentiti Maestri non per essere banalmente emulati, né sovvertiti o desacralizzati, ma per essere rianimati attraverso un’infaticabile ricerca della propria unicità, della propria verità, per rinascere a vita nova. Se ne esce stremati, incantati, assorbiti, innamorati».
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 7 luglio 2018, lunedì e domenica ore 17.00-19.30, martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 10.30-12.30 e 17.00-19.30, chiuso giovedì. Ingresso libero. Per informazioni: tel. +39 338 6764679, galleria@artesimodena.com, www.artesimodena.com, www.facebook.com/artesimodena, www.instagram.com/artesimodena.
Andrea Saltini, pittore, poeta e direttore artistico, nasce nel 1974 a Carpi (Mo), dove vive e lavora. Il primo semestre del 2018 è stato per lui particolarmente importante, con tre mostre personali (“The Razors Edge”, a cura di Alessandra Radaelli, MAC – Fondazione Maimeri, Milano; “Ritual de lo Habitual”, a cura di Marta Santacatterina, Rizomi Art Brut, Parma; “Sopravvivere a Picasso”, a cura di Cristina Muccioli, Galleria ArteSì, Modena) e la partecipazione a fiere d’arte internazionali (“Scope Art Show 2018”, Metropolitan Pavillon, Chelsea, New York; Salon du Dessin, Palais Brongniart, Parigi; “Lausanne Art Fair”, Expo Beaulieu Lausanne, Losanna). Sempre nel 2018 è stato prodotto un documentario dedicato all’artista, intitolato “La balena e il gamberetto” (produzione Italia/Sudafrica, in collaborazione con Magnificat Ars Societas). Nel 2017 è uscito il volume “Ritual de lo Habitual. 31 opere fatali” (Fermoeditore). È invece del 2016, anno in cui l’artista ha avviato la sua collaborazione con l’agenzia di promozione e distribuzione Magnificat Ars Societas, la monografia A.P.M. che racchiude dieci anni di attività. Dopo gli studi artistici e un Master UDP in comunicazione, Andrea Saltini ha portato avanti un’intensa attività espositiva, supportata anche da numerosi premi e riconoscimenti, con mostre in Italia e all’estero, nonché la partecipazione alla ‘55. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia”, nel Padiglione Nazionale della Costa Rica. L’interesse dell’artista si estende, infine, al campo della moda: dal 2015 collabora con MD75, per cui realizza periodicamente progetti dedicati.
Alessandra Binini, Un mondo senza forza di gravità
02/12/2016 - 28/04/2017
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
BFMR & Partners, studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali che fa capo a Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio, ospita, dal 2 dicembre 2016 al 28 aprile 2017, la mostra personale di Alessandra Binini, artista di S. Polo d’Enza (RE) da sempre interessata al tema della donna e del sacro.
Presentata da Sandro Parmiggiani, l’esposizione s’intitola “Un mondo senza forza di gravità” in riferimento ai soggetti delle opere esposte, in cui la figura femminile, protagonista indiscussa della scena, si libra lieve nell’aria, come se la Terra fosse un tappeto elastico su cui saltare senza fine, per riscattarsi dalle sofferenze e dalle solitudini del vivere quotidiano.
In mostra, una trentina di opere ad olio su tela e su tavola, alcune delle quali di grandi dimensioni, tutte realizzate dal 2003 ad oggi.
«Nei dipinti di Alessandra Binini – scrive Sandro Parmiggiani – la donna diventa una figura angelicata, intrisa di sensibilità e spiritualità, delineata con perizia nei tratti del volto, nelle sembianze del corpo e nella luce degli occhi, portatrice di un’identità unica, irriducibile, che si dispiega attraverso infinite condizioni esistenziali, compresa la maternità, così essenziale per il destino dell’umanità. Il sacro è per l’artista il territorio dove andare alla scoperta del mistero e di ogni possibile, inatteso incontro ed esperienza mistica – non a caso, del resto, la tesi finale della Binini all’Accademia di Urbino fu sull’arte religiosa del Novecento. I ritratti di Alessandra sono pervasi da un’intensità, da una forza espressiva, da una tensione elegiaca non comuni; volti e corpi, anche quando possono recare nella carne i segni di qualche ferita, sono sempre segnati da un legame sottile con la storia della pittura (dal Rinascimento ai Preraffaelliti inglesi). Ovunque, anche quando lei s’inoltra nei territori dell’ironia, perduto è ogni confine tra sogno, realtà, visione e memoria di un tempo in cui l’intensità e la felicità del vivere potevano, e ancora possono, debellare e riscattare ogni miseria dell’umana esperienza».
In occasione del vernissage su invito, previsto per venerdì 2 dicembre a partire dalle ore 19.00, sarà visitabile l’anteprima della mostra, aperta al pubblico da lunedì a venerdì con orario 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Per informazioni: tel. 0522 455000, info@bfmr.it, www.bfmr.it.
Alessandra Binini nasce nel 1963 a S. Polo d’Enza (RE), dove vive e lavora. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 1990. I Musei Civici di Reggio Emilia le organizzano la personale “Tra Pesi e Piume” nel 2003. Ultimo evento espositivo del 2016 è “Miserere”, un’istallazione nel Duomo di Pietrasanta (LU) dedicata ai pellegrini che hanno percorso la Via Francigena nell’anno del Giubileo della Divina Misericordia.
BFMR & Partners è uno studio di Dottori Commercialisti Revisori Legali fondato nel 2007 da Gian Matteo Bonomo, Silvio Facco, Luigi Attilio Mazzocchi e Leonardo Riccio. Accanto all’attività professionale, sostiene da anni l’arte e la cultura attraverso la promozione di esposizioni dedicate ad artisti e fotografi (Daniele Vezzani, Carlo Mastronardi, Nani Tedeschi, Angelo Davoli, Nadia Rosati, Wal, Toni Contiero, Riccardo Varini, Richard B. Datre, Giuliano Della Casa, Marco Paoli, Carlo Ferrari, Luca Gilli, Corrado Tagliati, Stanislao Farri, Carlo Vannini, Domenico Grenci, Ermanno Foroni) e la sponsorizzazione di rilevanti iniziative culturali (Attività di Palazzo Magnani 2009 e 2010, “Fotografia Europea” 2010-2016).
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Giacomo Montanaro in In the Middle of Nowhere
16/05/2014 - 27/06/2014
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Giovanni Cardone
Si inaugurerà venerdì 16 maggio alle ore 19.00 presso lo Spazio Eventitre di Napoli la mostra personale di Giacomo Montanaro “In the Middle of Nowhere” a cura della Galleria Il ritrovo di Rob Shazar , il nuovo progetto dell’artista torrese, a quasi sei anni dal precedente Parete Lavica, si presenta con una novità sorprendente: l’assenza di ogni traccia di figura umana. Essa viene presunta ed evocata nelle 50 opere in mostra: edifici industriali abbandonati, relitti sociali, scorie economiche, persi in un deserto bianco e solitario. Nello scritto critico di Gloria Gradassi ella ci dice :“Questo spostamento ha avuto un suo doppio nell’evoluzione cromatica, che ha ora tutto un altro baricentro: il nuovo bianco del supporto si è sostituito al nero dei fondi e la pittura si è come invertita, dal negativo al positivo, il tocco non è più un graffito ma una velatura chiaroscurata, i colori, più contenuti danno corpo a volumi armonici, il dinamismo infine, non è nella ripetizione ma dentro la forma e nella pennellata. La gestualità, placata nelle nuove strutture, alimenta una composizione meno nervosa, come se l’urgenza espressiva, e quel senso epico che accompagnava la figura umana semplificata, si fosse tramutato in qualcosa di molto più contenuto e denso. Montanaro in questi lavori recenti usa l’acido a volte con la delicatezza di un acquarello, discostandosi dai gesti elettrici dei suoi precedenti lavori. Gli edifici industriali sono sagome geometriche attraverso le quali l’artista sonda tutte le sfumature cromatiche e le diverse profondità della sua pennellata. Messe a confronto con la descrittività analitica di un genere che ha dato molto nella fotografia, queste periferie appaiono come fantasmi inconsci, pure visioni pittoriche nelle quali la realtà è completamente trasfigurata e riletta secondo un codice capace di reinventarla e di creare un intrigo visivo che ha il sapore del nuovo e soprattutto che porta indelebile il segno di Giacomo Montanaro”.



NOTIZIE UTILI
In the Middle of Nowhere
Dal 16 maggio al 27 giugno 2014
Info: Eventitre – via T.G. Blanch, 23 80143 Napoli - tel +39 0810484111 – infoe23@gmail.com
Galleria Il ritrovo di Rob Shazar, Via Diaz, 26 – Sant’Agata De’ Goti (BN) tel. +39 0824 832837 mob. +39 339 1532484 shazar@virgilio.it www.galleriashazar.com
ORARIO VISITE: Lunedì – venerdì 16,30/19,00 – altri giorni a richiesta su appuntamento

Carmine Calò. Anime Nascoste
18/03/2017 - 19/04/2017
Ercolano (NA) - Campania
Inserito da Ciro Delfino
Le "Anime Nascoste" di Carmine Calò in mostra a Castel dell'Ovo

 
Inaugura sabato 18 marzo 2017 alle ore 17.30 nella Sala delle Carceri di Castel dell'Ovo "Anime Nascoste", arte e poesia di Carmine Calò.
Il percorso dell'artista avellinese, un visionario viaggio oltremondano, diviene tangibile attraverso le sculture ed i componimenti che ha scelto di esporre in una cornice così ricca di suggestioni, quale la Sala delle Carceri del Castello.
“Anime Nascoste”, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, è un lavoro rivolto ai sentimenti, a quei luoghi dell'anima che Calò ha percorso e vissuto. Un viaggio interiore, sotto forma di installazioni e parole. L'artista vede "Anime Nascoste" come un punto di rottura con le sue precedenti produzioni, una svolta che è felice di celebrare a Napoli, città sempre più ricettiva e stimolante per il Contemporaneo.
L’intero lavoro è formato da 6 opere, ciascuna seguita da un testo poetico. Fra queste spicca Mefite, simbolo della terra, luogo particolarmente caro alla memoria di Calò, simbolo delle sue origini. Mani, ali, barche, vulcani, nella fascinosa e trasognante ambientazione delle Carceri del Castello di Megaride, Calò ricostruisce così il suo percorso artistico-poetico. Descrive ciò che ha visto sotto forma di eleganti ed evocative sculture e lo racconta coi suoi versi.
La mostra sarà visitabile fino al 17 aprile 2017, ed è accompagnata dal catalogo edito da Delta3, pubblicato in occasione dell'opening.
"Carmine Calò ha reificato con la sua creatività, coniugata alla sorprendente manualità identificativa di un particolare talento di scultore, la sostanza poetica di una visione. La sua opera, attualissima, si propone alta e solenne come i sempre ammirati capolavori dei Maestri che vollero affidare ai posteri le loro macchine per pensare. Le loro ali hanno fatto volare tanti artisti: quelle di Calò, a misura di pensiero e sentimento, valgano a rivolgere l’attenzione degli uomini umani alle istanze della vita, che ci esige pensosi del mistero." Commenta Angelo Calabrese nel testo critico che accompagna l'esposizione.
L’arte di Calò investiga la vita, che è insieme regola e desiderio;a metà strada tra realtà e immaginazione, comunica l’ineffabile con la meraviglia della poesia visionaria. 
L'artista, da sensibile poeta e scultore, propone un'implosione di luce che dalla vita, dal principio, transita fino al centro assoluto dell’anima, la quale si svela, appunto, proprio durante il viaggio.

Sede: Sala delle Carceri, Castel dell'Ovo, Napoli
Opening: 18 Marzo 2017 ore 17.30
Date: 19 marzo – 17 aprile 2017
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 15. alle 18; domenica dalle ore10.30 alle 13
Ingresso: libero