Evento: Ritratto e Figura
29/03/2014 - 12/04/2014
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Inserzionista
Dettagli
Data di inserimento: 26/03/2014 - 7:44
Luogo: Bologna (BO) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 29/03/2014
Data di fine 12/04/2014
Descrizione
presso la galleria ArteBo di Roberto Lacentra diversi artisti esporranno il loro modo di interpretare la figura e il ritratto
inaugurazione il giorno 29 marzo alle ore 17.30
la mostra sarà visibile fino al 12 aprile
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presso la galleria RossoCinabro
via Cadorna 28 Roma

Il campo di sperimentazione degli artisti presenti si sviluppa intorno la necessità di riscoprire una esigenza comunicativa, la propria originaria identità, l’impulso interiore da cui ciascuno trae nutrimento e che gli artisti non vogliono, né possono tralasciare dalla propria pratica creativa. Ogni artista rappresenta nelle sue opere il suo microcosmo, una profondità e una stratificazione culturale e antropologica che è impossibile trascurare, perché offre gli strumenti per cogliere le ragioni degli accadimenti legati alla quotidianità e al suo continuo divenire. Lo spazio psicologico, il proprio mondo, il portato di esperienze personali, la percezione del farsi delle cose, attivano una narrazione non solo sulla storia individuale ma su quella di tutti. Dunque vedere un’opera, o meglio ancora incontrare un artista, vuol dire fare esperienza dello spazio psicologico altrui per capire meglio il nostro, conoscere il senso del tempo, del farsi delle cose in cui siamo immersi. E' proprio una peculiarità dell'artista possedere un'attitudine duttile, plastica a concepire il mondo come un continuo divenire che reinventa ad ogni passo nuovi teatri per l'umanità un modo di elaborare i pensieri, di progettare il nostro futuro.

Artisti: Valeria Boncoraglio, Enrico Bovati, Ernesto Catapano, Rita Rossella Ciani, Sergio Cioffi, Marta, Fiorentini, Federico Fistarol, Sylvia Giro, Matteo Mancini, Stefano Mariotti, Riccardo Montanari, Daniela Rebecchi, Paolo Remondini, Alfio Sacco, Elvira Salonia
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a cura di Cristina Madini
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Cinque anni dopo la sua ultima personale in Galleria, Shimizu con questa nuova mostra espone gli esiti più recenti della sua coerente ricerca artistica e della sua attenta indagine estetica. Attraverso una serie di opere degli anni 2020 e 2021, l’artista racchiude le ultime tensioni sensibili che l’impasto multiforme delle sue cremie è sempre in grado di rinnovare e mutare. Il suo lavoro è reso inconfondibile dai tagli-forme conferiti al quadro che “ne disabilitano l’oggettualità” e su queste superfici irregolari si predispone il suo linguaggio forte e delicato al contempo, ricco di un’espressività incisiva e caratterizzante che denuncia sempre la piena libertà narrativa del colore. “Shimizu pone l’immagine pittorica in uno stato di fibrillazione tensiva che esercita, nella definizione ultima dell’opera, un potere vorticoso e coinvolgente per lo sguardo che viene letteralmente assorbito dalle onde, dai segni, dai frammenti, dagli intrecci di una pennellata permanentemente viva e pulsante”. Il colore vive allora di infinite cromie che creano evoluzioni potenziali di qualcosa di incontrollabile e incoglibile e ciò “rende le sue opere una concatenazione di eventi narrativi che nel lavoro che deve ancora venire avrà, forse, la sua possibile risposta definitiva”. “Dipingere, quindi, è per l’artista un dovere da espletare in continuità con quanto appena trovato, è dovere di scavare nel profondo per far emergere ogni latenza inesplorata.”
Con Lume Shimizu riunisce una quindicina di opere di formati diversi che, seguendo un allestimento misurato e suddiviso per “temperature” cromatiche, le quali passano dal bianco al blu e culminano nel rosso, favoriscono quell’afflato poetico tipico del suo segno-gesto. “La pittura prevale come atto di coinvolgimento empatico, travolgente e inevitabile; non occorre alcuna rappresentazione veridica, nessuna deduzione riconducibile al reale, perché è un atto di sentimento, è forza propulsiva che avvolge l’immaginazione e apre con noi un in-comprensibile dialogo il cui codice è la spontaneità stessa con cui si coglie quella vertigine prodotta, nel nostro stesso sguardo, dal colore.” Su tutte le opere troneggia Anelito T-16 del 2020, opera monumentale che, assumendo una connotazione ambientale, trasferisce su vasta scala la potenza della pittura dell’artista, qui fortemente amplificata nello spazio espositivo.
A completamento della mostra la Galleria pubblicherà il suo consueto Bollettino (n°204) che raccoglie la riproduzione di alcune opere, le vedute della mostra, il testo critico di Matteo Galbiati e una biografia selezionata e aggiornata dell’artista. Alla versione cartacea si rende disponibile sul sito della galleria anche la versione versione web, liberamente scaricabile. In occasione della mostra sarà online la nuova versione del sito Internet della Galleria.
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