Evento: www.galleriaduomo.it
27/06/2014 - 02/08/2014
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Inserzionista
Artista , Carrara
Dettagli
Data di inserimento: 23/06/2014 - 16:59
Luogo: Carrara (MS) - Toscana
Data di inizio: 27/06/2014
Data di fine 02/08/2014
Descrizione
WWW.GALLERIADUOMO.IT
Emiliano Barattini
Luigi Biagini
Simone Fazio
Fabrizio Lorenzani
Silvio Santini
Alfredo Sasso
Smail Zizi
mostra collettiva a cura di Filippo Rolla

Sarà visibile fino alla fine di agosto presso la Galleria Duomo in Via Finelli 22 a Carrara la mostra collettiva dal titolo WWW.GALLERIADUOMO.IT a cura di Filippo Rolla ed inaugurata nel mese di maggio.

L’esposizione, inserita nel circuito artistico degli eventi Marble Weeks 2014, è una presentazione al pubblico della collezione della Galleria, nata da poco più di un anno nel centro storico di Carrara, ed al contempo un omaggio agli artisti presenti. Proprio per questo dal 27 giugno al 6 luglio, giorni di Marble Weeks, la mostra sarà visibile dalle 18.00 alle 24.00 e poi proseguirà fino ad agosto con l’orario estivo di apertura al pubblico della Galleria, venerdì sabato e domenica dalle 21.00 alle 24.00.

Le opere di scultura, pittura e fotografia definiscono le singole personalità degli artisti Emiliano Barattini, Luigi Biagini, Simone Fazio, Fabrizio Lorenzani, Silvio Santini, Alfredo Sasso e Smail Zizi. I loro pensieri, le loro visioni artistiche, il loro legame con il territorio vogliono rappresentare il simbolo della città di Carrara, che la Galleria Duomo reinterpreta e restituisce alla fruizione del pubblico.
Così come spiega il curatore Filippo Rolla “le sculture di Barattini, Lorenzani, Santini e Zizi, le tele di Fazio e di Sasso, le fotografie di Biagini si intrecciano in maniera tale da trasformare l'immagine in fonte di meditazione, l'oggetto diventa quasi un'analisi interiore mentre la figura suscita un'attenta osservazione e modifica l'astratto in riflessione.
Non c’è artista che guardi e rappresenti il mondo in maniera uguale ad un altro e la ricchezza sta proprio nel fatto di poter condividere diversi punti di vista e diversi modi di vivere l'arte. Un incontro interiore ed artistico che appartiene all'uomo coinvolgendolo nella sua identità e nei suoi ruoli di protagonista nei confronti del mondo e della sua esistenza.”


SCHEDA TECNICA
Mostra: WWW.GALLERIADUOMO.IT
Artisti: Emiliano Barattini, Luigi Biagini, Simone Fazio, Fabrizio Lorenzani, Silvio Santini, Alfredo Sasso, Smail Zizi
Curatore: Filippo Rolla
Periodo espositivo: Giugno – luglio – agosto 2014
Luogo: Galleria Duomo – via Finelli, 22 Carrara
Con il patrocinio di: Comune di Carrara e Club UNESCO - Carrara dei Marmi – della provincia di Massa Carrara
Orario: dal 27 giugno al 6 luglio 18.00/24.00 ; fino a fine agosto ven. sab. dom. 21.00/24.00 oppure su appuntamento contatto tel. 0585 / 71839

Ufficio stampa:
info@galleriaduomo.it
tel. 0585 / 71839

Informazioni:
www.galleriaduomo.it


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27/06/2014 - 02/08/2014
Carrara (MS) - Toscana
Inserito da Filippo Rolla
WWW.GALLERIADUOMO.IT
Emiliano Barattini
Luigi Biagini
Simone Fazio
Fabrizio Lorenzani
Silvio Santini
Alfredo Sasso
Smail Zizi
mostra collettiva a cura di Filippo Rolla

Sarà visibile fino alla fine di agosto presso la Galleria Duomo in Via Finelli 22 a Carrara la mostra collettiva dal titolo WWW.GALLERIADUOMO.IT a cura di Filippo Rolla ed inaugurata nel mese di maggio.

L’esposizione, inserita nel circuito artistico degli eventi Marble Weeks 2014, è una presentazione al pubblico della collezione della Galleria, nata da poco più di un anno nel centro storico di Carrara, ed al contempo un omaggio agli artisti presenti. Proprio per questo dal 27 giugno al 6 luglio, giorni di Marble Weeks, la mostra sarà visibile dalle 18.00 alle 24.00 e poi proseguirà fino ad agosto con l’orario estivo di apertura al pubblico della Galleria, venerdì sabato e domenica dalle 21.00 alle 24.00.

Le opere di scultura, pittura e fotografia definiscono le singole personalità degli artisti Emiliano Barattini, Luigi Biagini, Simone Fazio, Fabrizio Lorenzani, Silvio Santini, Alfredo Sasso e Smail Zizi. I loro pensieri, le loro visioni artistiche, il loro legame con il territorio vogliono rappresentare il simbolo della città di Carrara, che la Galleria Duomo reinterpreta e restituisce alla fruizione del pubblico.
Così come spiega il curatore Filippo Rolla “le sculture di Barattini, Lorenzani, Santini e Zizi, le tele di Fazio e di Sasso, le fotografie di Biagini si intrecciano in maniera tale da trasformare l'immagine in fonte di meditazione, l'oggetto diventa quasi un'analisi interiore mentre la figura suscita un'attenta osservazione e modifica l'astratto in riflessione.
Non c’è artista che guardi e rappresenti il mondo in maniera uguale ad un altro e la ricchezza sta proprio nel fatto di poter condividere diversi punti di vista e diversi modi di vivere l'arte. Un incontro interiore ed artistico che appartiene all'uomo coinvolgendolo nella sua identità e nei suoi ruoli di protagonista nei confronti del mondo e della sua esistenza.”


SCHEDA TECNICA
Mostra: WWW.GALLERIADUOMO.IT
Artisti: Emiliano Barattini, Luigi Biagini, Simone Fazio, Fabrizio Lorenzani, Silvio Santini, Alfredo Sasso, Smail Zizi
Curatore: Filippo Rolla
Periodo espositivo: Giugno – luglio – agosto 2014
Luogo: Galleria Duomo – via Finelli, 22 Carrara
Con il patrocinio di: Comune di Carrara e Club UNESCO - Carrara dei Marmi – della provincia di Massa Carrara
Orario: dal 27 giugno al 6 luglio 18.00/24.00 ; fino a fine agosto ven. sab. dom. 21.00/24.00 oppure su appuntamento contatto tel. 0585 / 71839

Ufficio stampa:
info@galleriaduomo.it
tel. 0585 / 71839

Informazioni:
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Tra follia e realtà
24/11/2018 - 06/01/2019
Pietrasanta (LU)
Inserito da Filippo Rolla
Officina Bonci presenta Tra follia e realtà di Andrea Giusti, una mostra personale di pittura a cura di Filippo Rolla, nello spazio espositivo del Ristorante – Lounge Bar, in Piazza della Repubblica a Pietrasanta (LU) con inaugurazione Sabato 24 novembre alle ore 18.00.

La mostra Tra follia e realtà delinea due aspetti formali della ricerca di Andrea Giusti che riguardano il soggetto, dall'astratto si passa al figurativo, ed il supporto, dalla tela al legno, per arrivare al cartoncino.

Questa ricerca del soggetto e del supporto è figlia del tempo, di un tempo opportuno, il Kairòs, che si coglie nel momento in cui la follia prende il sopravvento e diventa realtà nell’opera finita.

Infatti, racconta Giusti che quando la follia incontra la sua mente, al cuore non resta che ascoltarla e alle mani dipingere la storia di quell’incontro.

Filippo Rolla


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Marco Bolognesi, Blue Unnatural
02/05/2017 - 05/05/2017
Pietrasanta (LU)
Inserito da CSArt Serri
Luce blu e pioggia incessante, le astronavi sfrecciano nel cielo mentre i fasci di luce dei grandi robot guardiani pattugliano la terra. Manifesti di donne seminude e armate si stagliano sui palazzi inneggiando alla vittoria contro i “ribelli” a garanzia della pace. Sendai City wants you!
Dopo l’anteprima museale a Merano, Bologna e Napoli nell’ambito di “Sendai City”, mostra antologica di Marco Bolognesi curata da Valerio Dehò, il cortometraggio “Blue Unnatural”, nella versione definitiva (13 minuti, colore, animazione, HD Stereo, ITA, 2017), approda al “Future Film Festival” di Bologna e ad “Ibrida, festival delle arti intermediali” di Forlì.
La prima proiezione, nell’ambito della rassegna “Future Film Short”, si terrà martedì 2 maggio 2017, alle ore 23.00, nella Piazzetta Pier Paolo Pasolini di Bologna, con replica mercoledì 3 maggio alle ore 14.00; la seconda proiezione di terrà venerdì 5 maggio 2017, alle ore 19.30, nella Sala Rossa di Forlì. Sarà presente l’autore.
«Marco Bolognesi – dichiara Valerio Dehò – è uno dei pochi, se non l’unico, artista visivo contemporaneo che lavora dentro l’universo cyberpunk. La sua narrazione parte da un tema classico della letteratura cyber: immaginare un mondo in cui c’è chi controlla e chi è controllato».
All’interno del cortometraggio si ritrovano molti dei personaggi che caratterizzano la produzione di Bolognesi – donne mutanti, robot e cyborg – ma il vero cuore dell’opera è la città stessa, fantascientifica e cyberpunk, un mondo dove la libertà personale è annullata e perseguita, dove la comunicazione propagandistica si nutre dell’ossimoro della pace armata e operai privi di identità lavorano in catena di montaggio per costruire donne blu pronte a distruggere chiunque si opponga alla legge delle multinazionali.
Punto di partenza, il cinema di Antonio Margheriti. Tributo ad un grande regista di genere le cui pellicole, soprattutto horror e sci-fi, hanno fatto scuola nel b-movie italiano ed internazionale. Le scene di esterni sono state girate ex novo utilizzando il moke-up della città (proprio come si faceva negli anni ’60), con luci, mezzi volanti e pubblicità a schermo animate in post-produzione. Le scene di interni sono state realizzate a partire da piccole parti estratte dalle pellicole di Margheriti e rimontate in un mash-up complesso, stampato, fotogramma per fotogramma, sovra-dipinto a mano, digitalizzato e animato.
«Ho creato un mondo distopico – dichiara Marco Bolognesi – basato sulle “malformazioni” della nostra realtà come monito. Raccontare le proiezioni future di queste problematiche è discutere quelle contemporanee, concependo il fare politica dell’arte come analisi del sociale».
«L’universo in mutazione – conclude Valerio Dehò – vive le scorie del passato futuro, però ha in sé il germe di una forma evolutiva che si ripete. La saga continua, non termina qui, ci saranno altri episodi, altre avventure, altri blu da guardare e ricordare…».
Nelle giornate in cui sono previste le proiezioni di “Blue Unnatural” a Bologna e Forlì è, infatti, già in fase di lavorazione un nuovo cortometraggio di Marco Bolognesi in tre capitoli, nuovo tassello del Bomar Universe.
“Blue Unnatural” è la prima produzione del neo-nato Bomar Studio, realizzata in collaborazione con Abc (Bologna), Kunst Merano Arte (Merano), PAN (Napoli) e SetUp (Bologna).
Per informazioni ed approfondimenti: tel. 347 6785582, bomarstudio@gmail.com, www.marcobolognesi.co.uk, www.facebook.com/bomarstudio/.
Marco Bolognesi, artista multimediale la cui arte spazia dal disegno alla pittura, dal cinema alla fotografia e al video, nasce a Bologna nel 1974. Prima dei trent’anni, trasferitosi a Londra, vince “The Artist in Residence Award” all’Istituto Culturale Italiano dando così inizio ad una carriera internazionale: oltre a Londra, le sue opere sono esposte a Vienna, Salisburgo, Budapest, Miami, New York, Chicago e Singapore. Nel 2014, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto “Sendai City” che si sviluppa in tre mostre personali che si susseguono tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna ed il PAN di Napoli. Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione “Perspectivas Italianas” della Bienal del Fin del Mundo in Cile ed in Argentina. Nel 2016, in occasione della Biennale Italia-Cina, parte del materiale di lavorazione del filmato d’animazione “Blue Unnatural” è presentato alla Plastik Factory di Pechino. Nel 2017, l’opera “Mock-up” è esposta nella collettiva “Our Place in Space” a Palazzo Cavalli Franchetti, Venezia. Mostra curata da Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA - European Space Agency e NASA.
RETROSPETTIVA DELLA PITTRICE NICOLETTA BELLI “UN VIAGGIO NEI COLORI E NELLA MATERIA"
01/08/2018 - 26/08/2018
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Mercoledì 1 Agosto, alle ore 18,30, presso l’Asilo Vecchio di San Vito di Cadore (BL), inaugurerà l’esposizione personale restrospettiva “Un viaggio nei colori e nella materia” della pittrice Nicoletta Belli.
Nella stessa occasione e presso lo stesso spazio espositivo avrà luogo l’apertura della mostra “La montagna immaginata”, collettiva di sedici artisti nell’ambito del decennale dell’evento “L’Arte A Lunga Conversazione”, Rassegna annuale collaterale al “Dolomiti Blues & Soul festival”.
Con il Patrocinio della Regione del Veneto e della Fondazione Dolomiti.
La pittura di Nicoletta Belli prende origine da sensibilità e razionalità, da un senso immediato e istintivo per la forma-colore, che la porta ad elaborare nel tempo una propria cifra stilistica fatta di scomposizione metonimica fra contenente e contenuto: i contorni delle cose si svuotano di materia e allo stesso tempo quest’ultima arriva a divenire sostrato su cui l’oggetto poggia, sposandosi con essa e tracciando la sigla che si configura altresì come sincretismo visivo di quanto in origine percepito unitariamente.
E’ una volontà di arrivare all’essenza, di raggiungere la natura più intima dei soggetti, senza per questo cedere ad un eccessivo trasporto empatico, trasfondendo la conoscenza entro un inquadramento geometrico regolare o irregolare in cui tutto possa acquisire nuove fattezze pur mantenendo le proprie.
Dal generale al particolare e ritorno: nature morte, animali, paesaggi e ritratti si pongono quali paradigmi percettivi con cui confrontarsi e raffrontare la propria esperienza, in foggia di realismo che attraversa le suggestioni dell’arte di Cézanne, del Cubismo e del Futurismo, del primo Astrattismo geometrico fino alla ridefinizione iconizzante della Pop Art. Evitando ad ogni modo di svuotare di identità, ma anche di consuetudine il ritrattato, che appare conservare intatti i suoi connotati distintivi e i tratti salienti della fisionomia, sebbene non addentrandosi in minuzie descrittive, ma mantenendo quell’aura di precisionismo della linea e quella tassellatura caratterizzante che divide il piano di fondo in sfumature di luce, secondo accordi tonali e complementari di tinte opportunamente scelte dipendentemente dalle caratteristiche psicologiche ed emozionali della persona ripresa, o proprie alla situazione riprodotta.
Questi accenti generano riflessione, si configurano come scissione di livelli costituenti la figura che scomponendosi e frammentandosi, disponendosi sulla bidimensionalità della tela inducono a cercare di entrare, col pensiero e l’immaginazione, più addentro al dipinto e a quanto offre allo sguardo, evidenziando una capacità di analisi che mira a restituire il rappresentato a sé stesso, dopo essersene rispettosamente appropriata, dopo averlo “compreso”, raccontato, circoscritto e apprezzato nei suoi aspetti comuni come in quelli salienti, producendo un’armonia pressoché musicale e peculiare ad ognuno.
La retrospettiva “Un viaggio nei colori e nella materia” riassume in maniera esauriente e progressiva oltre un ventennio di attività dell’artista, la quale esplorando il trascorso e il circostante perviene al personale, raggiungendo una sintesi che è specchio del suo sentire e amorevole traduzione del vissuto nel linguaggio della pittura.

In occasione del decennale della Rassegna annuale “Arte A Lunga Conversazione” sedici artisti esplorano in forma pittorica, ciascuno attraverso il proprio stile, modello rappresentativo, codice poetico ed espressivo, il tema della montagna. “Una montagna immaginata” è un titolo emblematico per esprimere quanto il paesaggio dolomitico ha ispirato e suggerito nei secoli - dalla fine del XVIII – inizio XIX secolo, allorché i suoi confini, rigogliosi o aspri e le sue cime fino allora considerate luoghi fantastici e invalicabili, regno di personaggi mitici e magiche creature dei boschi, cominciavano ad essere esplorati, fino ai giorni nostri - ad artisti operanti nell’ambito dei più diversi filoni e correnti di pensiero.
La montagna diviene luogo dell’anima, oltre che scenario suggestivo in cui ambientare le proprie raffigurazioni, spazio fisico e spazio metaforico, la tangibilità che si congiunge all’immateriale, quella sottile linea di demarcazione fra la terra e il cielo il cui confine ad un certo punto si fonde e attraverso l’immanenza del segno, del gesto, del colore che si spande sulla tela, degli aggiungimenti materici, del dissolversi dei contorni nel fluire dei pensieri e delle emozioni, ci ricongiunge al trascendente.
Quattro le opere presentate da ciascun partecipante, di piccolo formato, di genere figurativo o astratto, informale materico o segnico, fino alla grafica e al concettuale e ad una nuova modalità di figurazione che nella costruzione delle masse plastiche attraverso il colore mira a mettere in evidenza la potenza delle impressioni sensoriali e degli stati interiori.
La mostra resterà visitabile fino al 26 Agosto
Asilo Vecchio di San Vito di Cadore, Corso Italia 92/94