Evento: CALLIGRAFIA D’ACQUA opere di Stevens Vaughn
18/05/2015 - 30/09/2015
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Data di inserimento: 18/05/2015 - 17:21
Luogo: Venezia (VE) - Veneto
Data di inizio: 18/05/2015
Data di fine 30/09/2015
Descrizione
THE HAFNIA FUNDATION
presenta
CALLIGRAFIA D’ACQUA
OPERE DI Stevens Vaughn

a cura di Massimo Scaringella

INAUGURAZIONE: mercoledi 6 maggio 2015 - 18 h

Negli splendidi ambienti del quattrocentesco palazzo Dolfin Bollani che domina Campo Marina e in occasione della 56° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, l’artista americano Stevens Vaughn presenta la sua prima mostra personale in Italia dal titolo “Calligrafia d’acqua” curata da Massimo Scaringella.

L’esperienza artistica di Stevens Vaughn retaggio delle sue esperienze in Cina e Giappone, evolve il modo di vedere oltre l’espressione estetica in una condizione di privilegio fantastico. Perche non guarda fuori, ma dentro. Dentro alle sue origini, dentro al suo essere, scegliendo il gesto ideale, la forma ideale, tra proporzioni da contraddire, colori da esibire e segni onirici da sublimare. L’artista afferma: <“Ho un fascino per i rituali. I rituali creano un senso dell’ordine nella mia esistenza Il mistero è l’essenza del mio essere”>.

“Un quadro non è qualcosa che riguarda un’esperienza: è un’esperienza”. Si potrebbe partire da questo pensiero di Mark Rothko per descrivere il lavoro di Stevens Vaughn che esprime il senso di una essenzialità visiva, solo apparentemente confusa, ma strutturalmente legata alla visione ironica e colorata della vita, che esprime con il suo incontenibile segno una depistante linea gestuale, guidata da una manuale irruenza, identità piena di un espressionismo emotivo e culturale inserito in una solida realtà. La struttura, forse meglio dire la “ritualità” di ogni opera è composta quindi come l’espressione di un pensiero non verbale, trasformato in una struttura articolata e consolidata nella rivelazione della realtà, dove si raccoglie un esercizio stilistico capace di trasformare il desiderio nell’ironia della creatività, in una dilatazione differita del tempo e dello spazio. Macchie, colature veloci, prepotenze cromatiche, si contengono la definizione dello spazio, contendendo alla natura e alla poesia la ricerca delle soluzioni formali dell’opera, risolte in un uso inquietante di un elemento primordiale come è l’acqua.

Nel fare arte Stevens Vaughn utilizza sempre, come un rituale, la tecnica del “dripping” che non significa tirare il colore in modo casuale. Al contrario, significa con una ricerca sperimentata, distribuire ogni goccia di pigmento con un suo ordine relativo dove l’instabilità del getto fluido libero può dare origine a figure diverse: può rompersi in gocce, può schizzare a seconda dell’impatto con la superficie ma sempre in maniera bilanciata o, come in una parte degli lavori più recenti, la piegatura del foglio determina la superficie cromatica. Sia come sia, non concede mai nulla allo stile ne alle esigenze dello spettatore, ma solo al tenace e paziente rincorrersi del colore, spesso diluito con acqua che lo rende più veloce, sui fogli immacolati di carta, esprimendo una ricerca di qualcosa che c’è che esiste. Spesso non c’è nemmeno una storia da descrivere e si arriva direttamente all’interno dell’immagine piegando la tecnica all’esigenza espressiva della visione.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Massimo Scaringella, Qin Jian e Stevens Vaughn (in inglese, cinese e italiano).


dal 7 maggio al 30 settembre del 2015


PALAZZO DOLFIN BOLLANI
CAMPO SANTA MARINA 6073/6074 – SESTIERE DI CASTELLO - VENEZIA

Presso Office: Laura Scaringella T +39 3381081088 scaringella.laura@gmail.com http://www.stevensvaughn.com
Orario: 11-19. Chiuso il martedi.
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Calligrafia d'acqua_Stevens Vaughn
04/11/2015 - 30/11/2015
Torino (TO) - Piemonte
Inserito da Laura Scaringella
The Hafnia Foundation ha il piacere di presentare la seconda mostra personale dell’artista americano
Stevens Vaughn in Italia. Con questa esposizione negli ampi spazi della Galleria Innerspace17 di Torino
l’artista presenta una serie di lavori elaborati nell’ultimo periodo con il titolo di “Calligrafia d’acqua”,
curata da Massimo Scaringella.
“Un quadro non è qualcosa che riguarda un’esperienza: è un’esperienza”. Questo pensiero di Mark Rothko
riflette il lavoro di Stevens Vaughn, che esprime il senso di una essenzialita visiva, strutturalmente legata
alla visione ironica e colorata della vita, con il suo incontenibile segno una depistante linea gestuale,
guidata da una manuale irruenza, identita piena di un espressionismo emotivo e culturale inserito in una
solida realta . Stevens Vaughn utilizza la tecnica del “dripping”, che non significa tirare il colore in modo
casuale, ma una “ritualita ” che in ogni opera e composta come l’espressione di un pensiero non verbale,
trasformato in una struttura articolata e consolidata nella rivelazione della realta : macchie, colature veloci,
prepotenze cromatiche, si contengono la definizione dello spazio, contendendo alla natura e alla poesia la
ricerca delle soluzioni formali dell’opera, risolte in un uso inquietante di un elemento primordiale come e
l’acqua.
Stevens Vaughn con queste opere ci vuole persuadere che l’idea stimolante e allo stesso tempo
provocatoria di fare arte e entrare nell’anarchia dell’assenza della struttura. Ma incredibilmente, questi
lavori, pieni di luce e di colore, rinviano a una visione concreta del mondo dell’oggi, in cui l’artista ha ben
presente le assimilazioni che gli derivano dei diversi incroci culturali incontrati durante il suo percorso
formativo e creativo.
La mostra e accompagnata da un catalogo con testi di Massimo Scaringella, Qin Jian e Stevens Vaughn (in
inglese, cinese e italiano).
Ufficio
CALLIGRAFIA D’ACQUA opere di Stevens Vaughn
18/05/2015 - 30/09/2015
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da Laura Scaringella
THE HAFNIA FUNDATION
presenta
CALLIGRAFIA D’ACQUA
OPERE DI Stevens Vaughn

a cura di Massimo Scaringella

INAUGURAZIONE: mercoledi 6 maggio 2015 - 18 h

Negli splendidi ambienti del quattrocentesco palazzo Dolfin Bollani che domina Campo Marina e in occasione della 56° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, l’artista americano Stevens Vaughn presenta la sua prima mostra personale in Italia dal titolo “Calligrafia d’acqua” curata da Massimo Scaringella.

L’esperienza artistica di Stevens Vaughn retaggio delle sue esperienze in Cina e Giappone, evolve il modo di vedere oltre l’espressione estetica in una condizione di privilegio fantastico. Perche non guarda fuori, ma dentro. Dentro alle sue origini, dentro al suo essere, scegliendo il gesto ideale, la forma ideale, tra proporzioni da contraddire, colori da esibire e segni onirici da sublimare. L’artista afferma: <“Ho un fascino per i rituali. I rituali creano un senso dell’ordine nella mia esistenza Il mistero è l’essenza del mio essere”>.

“Un quadro non è qualcosa che riguarda un’esperienza: è un’esperienza”. Si potrebbe partire da questo pensiero di Mark Rothko per descrivere il lavoro di Stevens Vaughn che esprime il senso di una essenzialità visiva, solo apparentemente confusa, ma strutturalmente legata alla visione ironica e colorata della vita, che esprime con il suo incontenibile segno una depistante linea gestuale, guidata da una manuale irruenza, identità piena di un espressionismo emotivo e culturale inserito in una solida realtà. La struttura, forse meglio dire la “ritualità” di ogni opera è composta quindi come l’espressione di un pensiero non verbale, trasformato in una struttura articolata e consolidata nella rivelazione della realtà, dove si raccoglie un esercizio stilistico capace di trasformare il desiderio nell’ironia della creatività, in una dilatazione differita del tempo e dello spazio. Macchie, colature veloci, prepotenze cromatiche, si contengono la definizione dello spazio, contendendo alla natura e alla poesia la ricerca delle soluzioni formali dell’opera, risolte in un uso inquietante di un elemento primordiale come è l’acqua.

Nel fare arte Stevens Vaughn utilizza sempre, come un rituale, la tecnica del “dripping” che non significa tirare il colore in modo casuale. Al contrario, significa con una ricerca sperimentata, distribuire ogni goccia di pigmento con un suo ordine relativo dove l’instabilità del getto fluido libero può dare origine a figure diverse: può rompersi in gocce, può schizzare a seconda dell’impatto con la superficie ma sempre in maniera bilanciata o, come in una parte degli lavori più recenti, la piegatura del foglio determina la superficie cromatica. Sia come sia, non concede mai nulla allo stile ne alle esigenze dello spettatore, ma solo al tenace e paziente rincorrersi del colore, spesso diluito con acqua che lo rende più veloce, sui fogli immacolati di carta, esprimendo una ricerca di qualcosa che c’è che esiste. Spesso non c’è nemmeno una storia da descrivere e si arriva direttamente all’interno dell’immagine piegando la tecnica all’esigenza espressiva della visione.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Massimo Scaringella, Qin Jian e Stevens Vaughn (in inglese, cinese e italiano).


dal 7 maggio al 30 settembre del 2015


PALAZZO DOLFIN BOLLANI
CAMPO SANTA MARINA 6073/6074 – SESTIERE DI CASTELLO - VENEZIA

Presso Office: Laura Scaringella T +39 3381081088 scaringella.laura@gmail.com http://www.stevensvaughn.com
Orario: 11-19. Chiuso il martedi.
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Corrado Luglio, Serate Russe in Italia
29/04/2018 - 01/05/2018
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
Dopo i positivi riscontri ottenuti a Tula in occasione delle “Serate Italiane in Russia”, con la premiazione del vincitore assoluto e l’acquisizione di due opere pittoriche da parte del Museo delle Belle Arti di Tula, Corrado Luglio è stato invitato a partecipare come artista fuori concorso, con una mostra personale, alla “Serate Russe in Italia” in programma dal 29 aprile al 1 maggio 2018 al Teatro Storchi di Modena.
La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Festival & Contest di Rimini, con il patrocinio del Comune di Modena, del Ministero della Federazione Russa e del Consolato Onorario della Federazione Russa di Ancona.
Allestita nella Sala del Ridotto del Teatro Storchi, l’esposizione di Corrado Luglio presenta otto dipinti della serie “Stimoli per creare”, unitamente a cinque copie d’artista realizzate a partire dai capolavori del passato.
“Stimoli per creare” è un progetto ideato nel 2013 e dedicato ai reciproci rapporti tra spazio, tempo, movimento e arte. Una produzione che coniuga studio del colore e precisione del segno, a volte morbido e sfumato, a volte semplificato in chiave pop. In bilico tra ripresa ironica e citazione colta, nelle composizioni di Corrado Luglio trovano posto Michelangelo e Kant, sportivi ed imprenditori, ma anche elementi di fisicalismo (dai quali si evince la formazione scientifica) e un considerevole repertorio di forme tratte dall’immaginario mediale. Icone archiviate separatamente che, nel farsi dell’opera, divengono tasselli di un unico racconto.
I d’après di Corrado Luglio, presenti in mostra accanto alla ricerca autoriale, nascono dai capolavori di Michelangelo, Botticelli, Caravaggio e Bouguereau. Opere attraverso le quali l’artista studia la tecnica del passato e perfeziona la propria, soppesando accuratamente proporzioni, linee e velature.
Per le “Serate Russe in Italia”, l’artista ha realizzato il dipinto “Il linguaggio universale dell'arte” con il quale sarà premiato il vincitore assoluto, così come era stato a Tula con l’opera “Alcide Cervi con nipoti nei primi anni Cinquanta”. Saranno inoltre premiati tre rappresentanti del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo con altrettanti ritratti inediti realizzati in accordo con l’Associazione Culturale Festival & Contest.
La mostra sarà aperta nelle giornate di domenica 29 aprile, lunedì 30 aprile e martedì 1 maggio 2018 in concomitanza con gli appuntamenti del Festival. Ingresso libero. Per informazioni: corradoluglio@alice.it, info@festivalcontest.net.
Corrado Luglio, nato a Gonzaga (Mn), vive e lavora a Carpi (Mo). Dopo gli studi superiori, esercita la libera professione nell’ambito dell'industrial design. Dal 2001 tiene, inoltre, corsi di formazione professionale per conto di scuole pubbliche e private, nonché per le imprese. Nel 2006 inizia lo studio delle belle arti che lo avvia alla ricerca in ambito artistico. Predilige una pittura di matrice figurativa, concentrandosi sul corpo e sul volto in tutte le sue espressioni. Nel 2011 avvia un’intensa attività espositiva che lo porta a partecipare a mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2017 la sua opera “Alcide Cervi con i nipoti nei primi anni Cinquanta” è scelta come premio per il vincitore assoluto all’International Festival & Contest “Serate italiane in Russia” di Tula. Per approfondimenti: www.csart.it/corradoluglio.
La manifestazione “Serate Russe in Italia” si pone come obiettivo il miglioramento della conoscenza tra Italia e Russia, così da superare le barriere linguistiche e culturali tramite il linguaggio universale dell’arte. Il format, giunto alla sua sesta edizione, prevede una serie di attività per gli artisti, di qualsiasi formazione, stile e genere, atte al confronto e alla collaborazione, sino alla realizzazione di un galà/spettacolo finale ad ingresso gratuito. Danza, musica, canto, cori, folclore, tradizioni popolari, belle arti e fotografia rappresenteranno la cultura dei due paesi in un contesto di amicizia e di scambi culturali. Nel corso della manifestazione, si terranno inoltre lo spettacolo “Vivat Ballet” del celebre coreografo russo Oleg Vinogradov (il cui ricavato andrà a favore della Fondazione ANT), una serata dedicata alla Fondazione Pavarotti e una conferenza/concerto tra docenti del Conservatori di Mosca e di Modena. Il programma completo è disponibile sul sito: www.festivalcontest.net.
Other Places di Matteo Basilé e Corrado Sassi
18/05/2017 - 30/06/2017
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Marco Caiazzo
Intragallery è lieta di presentare la doppia personale fotografica degli artisti Matteo Basilé e Corrado Sassi, “Other Places”, che inaugurerà a Napoli il 18 maggio 2017, alle ore 19, negli spazi di Via Cavallerizza a Chiaia 57, con la presenza degli artisti.
Il titolo scelto per la mostra, “Other Places”, invita lo spettatore verso luoghi altri, evocando visioni di realtà immaginate.
Entrambi gli artisti si esprimono attraverso la fotografia; Basilé progetta accuratamente la sua visione, prevedendo con esattezza gli elementi che restituiranno il suo racconto, mentre Sassi ha un approccio più istintivo: fotogrammi da lui raccolti in velocità, vengono poi sovrapposti, per creare una suo ideale luogo altro.

Matteo Basilé (1974) vive e lavora a Roma. Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale. Tommaso Cascella, il padre, scrive sul suo lavoro “C’è una lucidità feroce e impietosa che l’artigiano lavoro di pennello poteva solo evocare. I personaggi delle sue visioni sono abitanti di altri luoghi o non luoghi…..”.
Formalmente, Basilé cancella l’antagonismo tra l’immaginario e il reale, innescando un complesso sistema di porte scorrevoli emozionali. La poetica di Matteo Basilé è un universo iconografico, è il frutto della combinazione tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico. I viaggi onirici dell’artista alla fine ci guidano verso diversi piani di comprensione, sia sensoriali che intellettuali, dove ci rendiamo improvvisamente conto di questi aspetti della realtà, che di solito sono nascosti all’interno del nostro io interiore; pertanto, la sua profonda indagine del Sé, l’Altro e l’Altrove finalmente corrisponde alla sua personale esperienza di vita al di fuori del suo ambiente originario, affrontando allo stesso tempo il senso dell’esistenza e nel contesto delle confuse dinamiche inerenti al processo di globalizzazione.
In mostra saranno presentati tre suoi lavori della serie “PIETRA SANTA” (2016).

Anche Corrado Sassi (1965) vive e lavora a Roma. Studia fotografia a New York ed ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Negli ultimi anni la sua ricerca personale si è focalizzata su fotografia, installazioni, performances e video.
In mostra, sarà presentata una selezione di nuovi lavori che l’artista chiama voiles.
“Sono immagini prese talmente al volo da essere immediatamente percepite. Immagini che non raccontano storie particolari ma generano in noi altre immagini. I voiles non appartengono né al sogno né alla veglia, non intendono essere reali ma neanche trasognanti. La sospensione è la loro condizione ideale, appena atterrano inevitabilmente evaporano. In loro non c’è mistero ma non può esistere un voiles che non presenti un enigma, anche di poco conto.
Un voiles si fonda su due elementi: lo scorcio attraverso il quale l’immagine è catturata e la tecnica con cui questo scorcio è reso.
Tra i due elementi, fluttuante, la capacità di saper cogliere e rappresentare l’attimo in cui l’immagine percepita ancora non è arrivata all’intelletto. Monet chiamava questo attimo “impressione” e ha cercato questo momento per tutta la vita per poi perdersi nelle sue infinite ninfee. La tecnica, l’immagine velata, inscatolata, un po’ divisionista è asservita ad uno scopo: quello di darci un’impressione generale, un’atmosfera, o meglio una tonalità. Se potessero i voiles userebbero a tal fine oltre la vista anche l’olfatto e l’udito. Probabilmente, poiché ciò non gli è concesso, per pudore allora velano la propria superficie.” (cit. Valerio Paolo Mosco)
Per Corrado Sassi è la seconda esperienza espositiva alla Intragallery.

Schiller afferma che solo dove si gioca c’è arte, ed anche che il senso dell’immagine è l’immagine stessa, che l’incommensurabile è nell’apparenza, non nel significato. Nulla di nuovo: per i greci infatti éidos vuol dire sia immagine che idea. Ma afferma anche che l’immagine non può essere che frammento, perché noi tutti altro non siamo che frammenti, perché questa è la nostra condizione esistenziale.