Evento: MOSTRA “METAMORFOSI TRA REALTA’ E SOGNO”, PERSONALE DEL FOTOGRAFO LORENZO BETTIO
06/02/2016 - 29/02/2016
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Inserzionista
Altro , Padova
Dettagli
Data di inserimento: 02/02/2016 - 0:54
Luogo: Padova (PD) - Veneto
Data di inizio: 06/02/2016
Data di fine 29/02/2016
Descrizione
Sabato 6 febbraio alle ore 18,00, presso l’Hotel Plaza Padova, Corso Milano 40, inaugurerà la mostra personale “Metamorfosi tra realtà e sogno” del fotografo Lorenzo Bettio.
A cura di Maria Palladino.
La particolare serie di opere fotografiche ospitate in mostra nasce da un incontro casuale fra chimica e natura, una combinazione fortuita – ma sapientemente seguita in tutte le sue fasi - di elementi di sostanze diverse che genera un’imprevisto stravolgimento, rappresentativo e cromatico, nel materiale d’origine, aprendo la strada a nuove possibilità e sperimentazioni.
Per Lorenzo Bettio la fotografia è evocazione, ancor più che rappresentazione, rifugge da qualsiasi esito puramente documentaristico per cercare, con costanza e passione, l’effetto: ovvero la sintesi di quel microcosmo emozionale che nasce allorché l’immagine s’imprime, sul supporto e ancora prima, fisicamente, al nostro organo visivo e produce un impatto sostanziale a livello sensoriale ed affettivo. E’ un arte delle emozioni quella che egli persegue: cioè un raffinato abbinamento dell’attimo necessario a cogliere l’essenzialità dello scatto - nelle opportune condizioni ambientali e tecniche che concorrono a renderlo ottimale – e l’infinito dipanarsi degli universi percorribili dal pensiero e dal sentimento personale dell’osservatore posto in rapporto ravvicinato col soggetto.
Sono paesaggi metafisici, ampie distese di colori e forme, in cui sembrano aprirsi improvvisamente squarci, nascere soli e astri inaspettati, mescolarsi campiture come magmatiche distese di colore, che richiamano all’astrattismo informale e ad una surrealtà che è più propriamente definibile quale percorso ideale in una dimensione parallela che renda irreale il reale, lasciando così campo libero all’”oltre”. Questo al fine di produrre, al di là dello stupore e della sorpresa iniziali, una forma di “riconoscimento” in chi guarda: come un riappropriarsi non soltanto di spazi, dettagli e figure note e familiari perché appartenenti al proprio luogo d’origine, ma anche una “universalizzazione” degli stessi. Alla ricerca di quelle categorie comuni dello spirito umano che permettono di rendere generale la nostra particolare visione delle cose per creare “unità”.
Tutto questo induce nello spettatore una condizione interiore di serena sospensione intellettuale e contemplativa che consente di godere appieno il piacere estetico altresì dell’oggetto ritratto quanto della sua trasfigurazione poetica ed artistica. 29.01.16 Maria Palladino
Curriculum di Lorenzo Bettio
La sua passione per la fotografia nasce guardando i libri del fotografo Fulvio Roiter.
Dal 1980 inizia a scattare le prime immagini e frequenta il Fotoclub Padova apprendendo la tecnica e le prime nozioni di fotografia.
Nel 1983 con altri amici appassionati di arte fotografica, fonda il Fotoclub Rubano.
Nel 1985 frequenta una scuola di fotografia professionale a Firenze, dove affina la tecnica di still life e fotografia industriale.
Successivamente comincia ad esporre in mostre fotografiche collettive e realizza la prima mostra personale nel Comune di Rubano PD.
Nel 1991 la fotografia diventa una professione.
Nel 2014 la prima importante mostra al RUBANO ART FESTIVAL, con “METAMORFOSI”.
Nel settembre 2015 partecipa alla “BIENNALE MILANO” International Art Meeting allo Spazio Tadini con il prof. Vittorio Sgarbi e il promoter Salvo Nugnes.
Nell’ottobre 2015 partecipa alla mostra collettiva “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” nella prestigiosa sede di Palazzo Giustinian VE, con il prof. Vittorio Sgarbi e il promoter Salvo Nugnes.
Nel novembre 2015 è presente ad ART PADOVA FIERE.
Nel dicembre 2015 partecipa alla manifestazione “ROVOLON FOTOGRAFIA”.
Nel dicembre 2015 partecipa alla mostra d'arte collettiva:”ENERGIA CREATIVA” con Salvo Nugnes e il prof. Vittorio Sgarbi, esponendo ai “NAVIGLI” di Padova.
Nel febbraio 2016 mostra personale “METAMORFOSI” all' Hotel Plaza di Padova.
La mostra resterà visitabile fino al 29 febbraio in orario: lunedì – domenica 16,00 – 23,00. Ingresso libero.
Per informazioni:
Lorenzo Bettio:
3489112728 lorenzobettio@libero.it
https://www.facebook.com/lorenzo.bettio.5
Maria Palladino:
3341695479 audramsa@outlook.it
Hotel Plaza Padova: 049656822
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“IL DOPPIO”, PERSONALE DELLA PITTRICE FRANCESCA MALATESTA PRESSO LA GALLERIA ITINERARTE DI VENEZIA
25/11/2017 - 02/12/2017
Venezia (VE) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Sabato 25 novembre alle ore 19,00, presso la Galleria Itinerarte di Venezia, Dorsoduro 1046 (Campo della Carità, nei pressi delle Gallerie dell’Accademia), inaugurerà la mostra “Il Doppio”, personale della pittrice Francesca Malatesta.
A cura di Maria Palladino
Direzione artistica Alessandro Bellotto - TANIS ROOT United Arts
Il concetto di “connessione” appare essere la chiave di lettura portante nella pittura di Francesca Malatesta: la giovane artista passa attraverso la figurazione per arrivare al trattamento astratto della materia, secondo un procedimento operativo che richiama l’action painting nell’incisività del gesto e dell’azione, l’arte informale, nella spontaneità esecutiva che si rifà alle tecniche automatiche surrealiste, al Surrealismo tout court, nell’individuazione suggerita di forme e aggregazioni di materia sulla superficie dell’opera, così come ad esempi di espressività libera e svincolata da qualsiasi parametro direttivo e inoltre ai grafismi di derivazione orientale.
“Connessione” in termini di binomio astratto-figurativo quindi, ma anche materiale-spirituale, che prende le mosse da una grande passione, quella dell’autrice per il suo lavoro, campo di liberazione delle emozioni e della pura istintività, lì dove il controllo della razionalità viene meno e l’inconscio intesse un muto e significativo dialogo con il colore.
Da qui il significato del “doppio” messo in evidenza in questa personale: la coesistenza dei poli opposti in tutti gli ambiti d’indagine, esplorati dalle diverse discipline nel corso dei secoli: medico, religioso, parapsicologico, scientifico, matematico, filosofico, letterario.
La dualità di corpo-spirito, intuibile nel disporsi insieme casuale e armonico, di un’armonia sottesa alla coscienza, del colore sul supporto, richiama altresì alla mente l’idea di interdipendenza e di collegamento, biologico, organico e psichico: nell’individuo stesso, come fra identità distinte o gemelle e unite insieme da rapporti strutturali, oppure in termini di entaglement o empatia.
Emergono dal sovrapporsi e intrecciarsi delle colature e gocciolamenti di colore visioni multidimensionali, prospettive geografiche, euritmia cosmica primordiale, il fluire e disporsi incidentale e ordinato degli elementi biologici, paesaggi immaginari in cui è possibile individuare fisionomie e associazioni fantastiche.
Le opere, disposte a coppie o multipli di due, ripercorrono il senso simbolico del numero e dei suoi multipli, nella divisione che ricerca l’unità, la tensione verso l’equilibrio e la concordanza dei contrari propria ad ogni essere vivente.
La pittura di Francesca Malatesta si offre pertanto ad una lettura a più livelli, aprendosi ad una dimensione che procede oltre l’esperienza sensibile per avvicinarsi a quei campi d’interesse tuttora soltanto intuibili e percepibili come procedenti oltre la nostra realtà fenomenica, nella sfera dell’Essere e della mente.
14.11.2017 Maria Palladino
FRANCESCA MALATESTA
Nasce a S. Giovanni Rotondo (Foggia) nel 1988, attualmente vive e lavora a Squinzano (Lecce).
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Lecce, è attualmente studentessa di storia dell’arte all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
La mostra resterà visitabile fino al 2 dicembre.
Orario di apertura: lunedì 15,00 - 19,30. Martedì - domenica 10,00 - 19,30. Ingresso libero.
Per informazioni:
Galleria Itinerarte: info@marianovella.net
https://www.facebook.com/ITINERARTEVENICE/ http://www.marianovella.net/itinerarte/
@ITINERARTEVENICE

Maria Palladino: ph. +39 3341695479 audramsa@outlook.it

Alessandro Bellotto: ph. +39 3393928284 alessandro8bellotto@gmail.com
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“FRUTTRATTI. LA VITA SEGRETA DELLA FRUTTA”, PERSONALE DEL PITTORE CHRISTOPHER DAVID MOORE.
17/03/2018 - 31/03/2018
Padova (PD) - Veneto
Inserito da Maria Palladino
Sabato 17 Marzo alle ore 18,00, presso la Galleria La Teca di Padova, Corso Umberto I 56, inaugurerà la mostra “Fruttratti. La vita segreta della frutta”, personale del pittore Christopher David Moore.
Le opere che fanno parte di questa particolare produzione dell’artista Christopher David Moore traggono ispirazione dalla natura: in modo specifico sono rappresentazioni di frutti che rispecchiano la stagione di cui sono il prodotto e che si dispongono in composizioni in cui l’assenza di una prospettiva razionalmente definita e molto spesso di piani d’appoggio, l’alternarsi e compenetrarsi di luci e ombre che si configurano come volumetria e un prosieguo ideale dell’oggetto oltre la sua forma, l’importanza data ai riflessi, riverberi della realtà circostante il soggetto del ritratto, ce le fanno percepire come una interpretazione che prende spunto dal reale per andare oltre, ricercare e suggerire significati altri.
Questi “ritratti” di frutti sono proprio in senso letterale trasposizioni di una desiderata ricerca di bellezza e oggettività, soffusa di una particolare qualità introspettiva che mira ad arrivare con perizia al particolare senza però renderlo in una precisione fotografica che ne sminuirebbe la poesia e il contenuto.
Possiamo considerarli in certo qual modo come autoritratti dell’artista stesso, o che comunque esternano una parte del sé, di quella riflessività e capacità di interiorizzazione che procede al di là del realismo fotografico per arrivare a una figurazione di stampo contemporaneo che mira ad avvicinarsi alla vera essenza delle cose.
Il senso è indagare oltre il visibile, in quegli spazi che le ombre ci lasciano intravedere attraverso il colore di cui sono costituite per rivelarcene il microcosmo nel macrocosmo, un contesto in cui la mente ama perdersi per ritrovare momenti meditativi, acquisire stupore e meraviglia, e conquistare la netta intuizione di quella connessione che sottostà ad ogni elemento mondano.
Uno sguardo sull’oggettività dell’esistente che si arricchisce di interrogativi di stampo surreale e metafisico: dal riconoscimento dell’interconnessione di ogni cosa all’interno del creato, come del ruolo necessaria e sensibile che in questo processo di collegamento e di trasmissione di messaggi e stimoli fra interno e esterno è data all’uomo, unione di mente, spirito e corpo che di questa armonia risonante costituisce il perno forse più consapevole e cosciente.
Dal figurativismo rinascimentale alle allegorie di Arcimboldo, riviste però nell’ottica sovvertita di personificazione attribuita agli oggetti, anziché costruzione di “teste composte”, all’arte Pop di Claes Oldemburg e Domenico Gnoli, che dell’ingrandimento hanno fatto espressione delle contraddizioni e paradossi del presente per stimolare interrogativi e indurre un atteggiamento ironico-critico nell’osservatore, al realismo mediato di surrealismo nel “precisionismo” dell’americana Georgia O’Keeffe, che dal figurativo riportato nei più precisi dettagli ricavava possibilità di visione non sperimentate in precedenza.
Una ricerca di solidità e materialità che si costruisce tramite la linea e soprattutto nell’alternanza di chiaroscuro, in abbinamenti fra toni caldi e freddi, combinazioni di componenti che si configurano alla nostra attenzione quali personaggi di una immaginaria conversazione, un convivio che si svolge sotto i nostri occhi, fra partecipanti che sembrano guardarci e al contempo dialogare fra loro e lasciarsi guardare.
Recupero della bellezza e della naturalità dell’esistenza, la coscienza dell’importanza del rispetto dell’ambiente in cui viviamo, messo a repentaglio da errati stili di vita e da interessi economici che vanno contro la nostra stessa integrità biologica e psichica, ma anche suggestioni di una vita oltre la vita.
La sensibilità verso quei processi di collegamento del tutto alle sue parti, di cui non possiamo avere l’esatta certezza e che dal concreto approda all’astratto, a quella forma di spiritualità che accomuna tutti gli esseri a prescindere dalla provenienza e dalle culture, in un’unione karmica di cui non ci è dato sapere i meccanismi, ma che arricchisce di sorpresa e stupore, come della sensazione di un ordine sottostante che in certa misura spaventa, in altra scioglie il senso di isolamento e di abbandono nell’assoluto che quali creature umane talvolta ci assale.
25.02.2018 Maria Palladino
La mostra resterà visitabile fino al 31 Marzo.
Orario di apertura: mercoledì – sabato, 10,30 – 12,30 e 16,30 - 19,30. Ingresso libero.
Per informazioni:
www.gallerialateca.com
info@gallerialateca.com
ph. +39 3474670115 - +39 3496650016
Maria Palladino: 3341695479 audramsa@outlook.it
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Elio Marchegiani, Il peso del colore – le grammature degli anni ‘70
07/04/2017 - 29/04/2017
Padova (PD) - Veneto
Inserito da CSArt Serri
Conoscenza dell’arte, metodo scientifico, studio dei materiali e visione del fare artistico trasversale a diverse discipline compongono l’universo pittorico di Elio Marchegiani in mostra, dal 7 al 29 aprile 2017, alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B).
L’esposizione si concentra sulle “Grammature di colore”, fortunato ciclo pittorico degli anni ‘70. In questa serie, Elio Marchegiani, da sempre interessato al dialogo fra scienza e arte, si propone con successo di indagare il peso fisico del colore. Le opere consistono, dunque, in strisce di pigmenti disposte su vari supporti: intonaco, lavagna e addirittura rame. Per ognuna di esse, l’artista individua il peso esatto del colore impiegato.
Da un processo artistico affrontato con un approccio scientifico e filosofico – il “peso del colore” non potrebbe essere interpretato anche come una profonda metafora del senso della pittura? – nascono opere estremamente armoniose ed equilibrate, governate da una geometria che non è mai rigida, ma sempre leggera e impalpabile come i pigmenti di cui è fatta.
Il percorso della mostra comprende opere scelte su intonaco, lavagna, rame ed anche oro zecchino 24 Kt. Di particolare rilevanza, una delle primissime grammature su lavagna del 1973 e due rari lavori su intonaco con cornice bianca.
Docente di “Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio” e poi di “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Marcheggiani è stato invitato a tre edizioni della Biennale di Venezia. Il suo mercato gode, in questo momento, di una grande vivacità e le sue opere – le “Grammature in particolare” – sono sempre più richieste.
L’esposizione sarà visitabile dal fino al 29 aprile 2017, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00, chiuso 25 aprile. Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0522 580605, cell. 338 3731881, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
Elio Marchegiani (Siracusa, 1929) inizia a dipingere e ad organizzare eventi culturali in Sicilia, per poi iniziare a viaggiare e a lavorare a Parigi, Milano, Roma, Bologna. Mario Nigro e Gianni Bertini sono i primi artisti che stimolano veramente la sua fame di ricerca e sperimentazione ma sarà affascinato e influenzato molto anche dall’esempio e dalla frequentazione di Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana. Buona parte del suo lavoro si basa sul rapporto fra scienza e arte, con un approccio a quest’ultima decisamente multidisciplinare. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e, nel 1968, è invitato alla Biennale di Venezia, partecipazione che verrà replicata anche nel 1972 e nel 1986. Nel corso della sua carriera realizza diverse opere e installazioni pubbliche (Parigi, New York, San Francisco). Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’Estero.
"The shock of the news" mostra personale di Massimo Campagna.
01/04/2016 - 11/04/2016
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Gennaro Cilento
"The shock of the news" mostra personale di Massimo Campagna.
Dal 1 all'11 Aprile 2016 c/o Salvatore Serio galleria d'arte. via Oberdan 8, Napoli.
Vernissage venerdì 1 Aprile 2016 ore 18:00.

L'ansia generata da fatti di cronaca che impattano emotivamente sulle nostre vite e il turbamento che ne deriva, unitamente alle numerose immagini violente cui siamo meccanicamente esposti attraverso i media, sono il fil rouge dei lavori di Massimo Campagna. L'artista napoletano, partendo da posizioni post-impressioniste, le supera a partire dagli anni duemila, spinto dall’impulso di tradurre in termini figurativi le sue considerazioni e i suoi giudizi sulla società.
Mezzo di espressione è una tecnica mista che accosta la fotografia alla pittura prevalentemente figurativa. Si avvale dell'uso di materiali freddi, quali le lastre di zinco, per sottolineare il carattere spietato del potere mediatico nel veicolare le informazioni, e all'acidato per conferire una patina di vissuto. I colori perdono la loro brillantezza e virano verso toni più scuri e opachi.
Le opere di Campagna rafforzano la denuncia sofferta del dramma pubblico, cui assistiamo impotenti, e degli imprevedibili accadimenti che, alimentando la paura dell'ignoto, generano una profonda inquietudine nell'animo umano.
Scritte, materiali e segni diventano tutti parte di una riflessione, che cerca in chi guarda non la complicità di chi è pronto ad assecondare, ma lo spirito di chi è disposto a lottare e a scoprire.
Claudia Del Giudice

Massimo Campagna again invites us to gaze on his world of characters and drama.
His mixed approach sees fairytales disturbed, evidence tampered with and emotions drawn out.
There is always the sense that a lonely subconscious bubbles below.
At times we wonder if we are being mocked at.
Massimo Campagna shows us that serious work exploring fear, horror, detachment and derision need not sacrifice beauty: each piece is a pleasure to look at.
Massimo Campagna’s show seeks to engage with our mood and hold it in a place for the time being.
Tammie Nardone

La mostra resta aperta al pubblico dalle ore 10:30 - 13:00 e dalle 16:30 - 19:30 (esclusa la domenica).
Ingresso libero.
info: tel: 0815523193
www.galleriaserio.it