Evento: Flos, Floris - La declinazione di un fiore
28/05/2017 - 01/07/2017
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Data di inserimento: 15/05/2017 - 11:23
Luogo: Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Data di inizio: 28/05/2017
Data di fine 01/07/2017
Descrizione
La Cantina Albinea Canali (Via Tassoni 213, Reggio Emilia) rende omaggio a Flora, divinità romana della fioritura, protettrice della vite e degli alberi da frutto, con la mostra “Flos, floris. La declinazione di un fiore”, curata da Luigi Borettini con opere pittoriche e fotografiche di Pietro Bandini, Carlo Ferrari, Giulio Montecchi e Sonia Strukul.
Realizzata in occasione della XXV edizione di “Cantine Aperte”, l’esposizione sarà inaugurata domenica 28 maggio 2017, alle ore 11.00. Saranno presenti al vernissage, oltre agli artisti invitati, Luigi Borettini (curatore), Stefano Colli (Event Manager Cantina Albinea Canali) e Ottavia Soncini (Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna).
«Un progetto che – spiega il curatore – desidera approfondire il tema della “Natura” posto in essere dalla precedente mostra, focalizzando questa volta l’attenzione sui fiori, reali o immaginari, e più in generale sulle varierà animali e vegetali che “abitano” il nostro territorio, parti fondanti di una biodiversità da tutelare e preservare».
Il percorso espositivo si articola in due sezioni: al primo piano, rispettivamente nella Sala dell’Ottocento e nella Sala dei Cavalieri, le ricerche pittoriche di Carlo Ferrari e Sonia Strukul; a piano terra, nella Sala delle Capriate, le fotografie di Pietro Bandini e Giulio Montecchi.
La ricerca di Carlo Ferrari é caratterizzata da una grande perizia tecnica, maturata attraverso lo studio dei maestri del tardo Cinquecento e del Seicento, così come da una scelta tematica che privilegia papaveri rossi, calle e amarillis. Nel panorama della pittura contemporanea, è uno dei pochissimi artisti che utilizza i materiali classici – colori naturali, olio di cartamo o di papavero, tele rigorosamente di lino – per studiare la luce promanata dal pigmento stesso, steso per velature successive.
Sonia Strukul, sulla scia dei pittori veneti del Cinquecento, è attratta dalla luce e dal colore. Tra i suoi temi ricorrenti: il camaleonte, animale mutevole, metafora di cambiamento ed adattabilità, ed il paesaggio, luogo in cui si esplica l’interiorità e, allo stesso tempo, si organizzano realtà complesse. Da alcune importanti collaborazioni nell’ambito del tessuto e del gioiello, trae l’utilizzo dei cristalli Swarovski, applicati uno ad uno sulla tela per esaltare la rifrazione luminosa.
La fotografia per Pietro Bandini è stratificazione di memorie ed immagini. Esposizioni multiple, ottenute in fase di ripresa, attraverso le quali descrive paesaggi umani e naturali. Atmosfere oniriche, apparizioni misteriose, composizioni surreali che catturano lo sguardo dello spettatore, conducendolo oltre la superficie dell’immagine. Fedele alla fotografia analogica in bianco e nero, l’autore stampa le sue opere su carta cotone, che esalta le forme restituendo un senso di tridimensionalità.
Giulio Montecchi si occupa dagli anni Ottanta di fotografia naturalistica. Ogni suo fotogramma si compone di tre elementi fondamentali: l’insetto, generalmente in movimento, l’inserto vegetale, che arricchisce l’inquadratura, ed il fondale dipinto, che dona profondità all’immagine. Puntando l’obiettivo sull’infinitamente piccolo, focalizza l’attenzione su animali e piante di uno stesso ambiente, la cui sopravvivenza dipende dall’integrazione delle diverse specie.
Realizzata con il patrocinio del Comune di Albinea (Re), la mostra sarà visitabile fino al 1 luglio 2017, da martedì a sabato ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00; chiuso 2 giugno. Ingresso libero. Nel corso dell’esposizione si terranno diversi incontri. Il programma completo sarà pubblicato sulla pagina facebook della Cantina: www.facebook/albineacanali. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0522 569505, canali@riunite.it, scolli@riunite.it.
Situata sulla principale strada di collegamento tra Reggio Emilia ed Albinea, la Cantina Albinea Canali nasce nel 1936 riunendo diversi vignaioli del Lambrusco e dell’Ancellotta e arrivando a contare, negli anni successivi, centosettanta conferenti. La Cantina Albinea Canali raccoglie le uve di un ristretto bacino, in una delle aree di maggior pregio, sotto il profilo dei suoli e del clima, dell’intera provincia reggiana. Dopo un accurato intervento di restauro conservativo, la sede affianca oggi alla produzione di vini di qualità anche una vasta gamma di servizi al pubblico, tra cui l’enoteca, la sala degustazione ed il Centro Convegni Albinea Canali, con sette ambienti, dotati di moderni impianti tecnologici, ideali per ospitare meeting e grandi eventi.
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Carlo Moretti e Cristina Iotti. Silenti fioriture
11/07/2020 - 26/09/2020
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
La Casa di Cura privata polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia (viale Lelio Basso, 1) conferma, anche per l’estate 2020, il consueto appuntamento con la pittura e l’arte ambientale, attraverso un doppio percorso espositivo che, dall’11 luglio al 26 settembre 2020, collegherà l’esterno e l’interno della struttura, portando una selezione di opere a tema floreale degli artisti Cristina Iotti e Carlo Moretti, rispettivamente negli spazi di accoglienza e nel parco.
“Silenti fioriture”, quelle di Cristina Iotti e Carlo Moretti, coltivate all’interno dei loro atelier durante la pausa forzata, ed ora offerte ai pazienti della Casa di Cura e alla cittadinanza come proposta di bellezza, condivisione e rinascita.
Promossa dalla Casa di Cura privata polispecialistica Villa Verde e dall’associazione culturale Gommapane Lab, nell’ambito del programma Gommapane?xpo, la bi-personale è curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari.
Per tutta l’estate, il parco di Villa Verde ospiterà “Nel sottobosco degli haiku” di Carlo Moretti, installazione composta da una serie di legni scolpiti e dipinti. «I legni che si ergono dal suolo come fioriture venute a compimento a nostra insaputa – spiegano le curatrici – mentre tutto era silente, sono un chiaro invito alla meditazione. L’autore, affascinato dai brevi componimenti poetici di origine giapponese, abbraccia e fa sua la filosofia Zen, che innalza il non finito, l’imperfetto, l’impermanente a regola estetica. Le sue opere, realizzate con legni di recupero, evocano sempre elementi della natura e raccontano un mondo in continua mutazione».
Gli spazi di accoglienza e i corridoi al piano terrà saranno interessati, invece, da un’esplosione floreale di pacificante armonia, generata dai dipinti su carta di Cristina Iotti, alcuni dei quali creati appositamente per le “Collezioni d’Arte” di una firma leader nella decorazione d’interni. «I soggetti floreali – raccontano Nicla Ferrari e Gaia Bertani – si susseguono in queste opere e si animano sulla carta grazie a scale cromatiche che alternano i toni neutri e pacati delle texture ai toni più accesi delle forme, definite nei minimi dettagli. Magnolie, iris, tulipani e peonie ci trasportano in un giardino primaverile di cui pare di sentire il profumo».
«Crediamo fermamente – dichiara il presidente di Villa Verde, Fabrizio Franzini – nel valore terapeutico dell’arte. Per questo, da molti anni, portiamo arte e bellezza negli spazi della nostra struttura, organizzando mostre, incontri musicali ed eventi culturali. Dopo i lunghi mesi di chiusura a cui ci ha costretti la pandemia, riprendere questo percorso ci riporta a una dimensione di normalità, di cui tutti avvertiamo il bisogno. La scelta di fiori e legni non è casuale: nei mesi di lockdown, la natura si è imposta in tutta la sua potente e discreta bellezza e ci ha aiutato a comprendere quanto sia importante per la salvaguardia della nostra salute e del nostro benessere».
La mostra è accompagnata da singole brochure dedicate agli artisti con testi di Gaia Bertani e Nicla Ferrari. L’accesso al parco è libero negli orari di apertura della Casa di Cura. Per visionare le opere all’interno della struttura è necessario contattare lo staff di Gommapane Lab (tel. +39 346 9428813, gommapanelab@gmail.com). Per informazioni: tel. 0522 328611, info@villaverde.it, www.villaverde.it).
Cristina Iotti si diploma nel 1987 in Illustrazione al Corso superiore triennale dell’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano. Dal 1988 al 2001 lavora come free-lance nell’ambito del design ceramico, progettando bozzetti e decori per ceramiche artistiche e collaborando con studi grafici e serigrafie. Dal 2002 si dedica esclusivamente alla pittura e al disegno e da allora espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Con abilità tecnica e pulizia formale crea raffinati disegni utilizzando semplici matite colorate. La sua tecnica di esecuzione richiede procedimenti lenti e meticolosi in contrasto con i tempi e modi del vivere contemporaneo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi in diversi concorsi nazionali ed internazionali. Nel 2007 è stata la vincitrice nella sezione grafica del “Premio ARTE”, indetto dalla rivista “ARTE” (Cairo Editore) e del Premio speciale Faber-Castell, nell’ambito del quale, per la prima volta nella storia del concorso, si è aggiudicata la Targa Oro anche nell’edizione del 2008. Ha collaborato diversi anni con Costa Crociere e numerose sue opere si trovano collocate sulle navi Costa Luminosa, Costa Deliziosa, Costa Fascinosa e Costa Diadema. Ha recentemente iniziato a collaborare con la Tecnografica italian Wallcoverings per la realizzazione di carte da parati con i suoi disegni. Vive e lavora a Sassuolo (MO).
Carlo Moretti, nato a Suzzara (Mn) nel 1963, vive e lavora a Pegognaga (Mn). Ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive. Nel 2001 una sua scultura, vincitrice di una medaglia della Presidenza della Repubblica, è entrata a fare parte delle
Utopia e progetto. Sguardi sulla scultura del Novecento
20/05/2017 - 23/09/2017
Prato (PO) - Toscana
Inserito da CSArt Serri
“Utopia e progetto. Sguardi sulla scultura del Novecento” dal 20 maggio al 23 settembre 2017 alla Galleria Open Art di Prato (Viale della Repubblica, 24). Curata da Mauro Stefanini e accompagnata da una monografia Carlo Cambi Editore con un testo di Beatrice Buscaroli, la mostra sarà inaugurata sabato 20 maggio, alle ore 17.30.
In esposizione, tra le altre, opere di Mirko e Dino Basaldella, Agenore Fabbri, Nino Franchina, Quinto Ghermandi, Emilio Greco, Bruno Innocenti, Ji?í Kolá?, Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Marino Marini, Fausto Melotti, Guido Pinzani, Francesco Somaini, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli.
«Il secolo scorso – spiega Beatrice Buscaroli –, in scultura, nacque già nettamente diviso da una forte tendenza all’astrazione che veniva dall’Europa e attraversava il Futurismo con la mitica parabola di Boccioni e la solitudine appartata di Modigliani, e il tradizionale, seppur declinato in decine di maniere diverse, legame che questa tecnica manteneva con le sue origini, con l’antico e la bellezza, con la figura. Naturalmente oggi non è più il tempo di queste distinzioni, che hanno però una loro valenza didattica e storica. Dopo la seconda guerra mondiale, dopo la desolazione dell’Arturo Martini del doloroso pamphlet su “La scultura lingua morta”, infatti, si dovette in qualche modo ricominciare da capo: ed ecco da una parte il ritorno alla figura al ritratto, al paesaggio, come l’apparizione di una tensione verso l’impalpabile richiamo della forma, del materiale, del gesto e dello spazio. Rivedere le sculture dei tanti protagonisti di questa mostra, di tutte le scuole e di tutte le tendenze, italiane ed europee, significa davvero gettare uno sguardo sulla complessa evoluzione di un linguaggio che nel nostro paese dovette soffrire il peso di un ottocento svaporato nella pur necessaria richiesta dei monumenti bellici che, tanto dopo la prima, quanto dopo la seconda, misero a prova la vera capacità della scultura italiana. Così, questa mostra segna una sorta di rinascita della scultura italiana, ormai non necessariamente legata alla narrazione o alla raffigurazione, ma semplicemente originata dallo studio e dalla conoscenza della tecnica. Figurativi e astrattisti, quindi, si confrontano accostandosi in situazioni spiritualmente affini, natura e gesto, dall’altra parte, riaprono orizzonti nuovi sui quali ancora la scultura d’oggi si confronta. Diverse le scuole, diversi i linguaggi, diversi i fini, ma una sola la qualità che distingue le opere in mostra. Una qualità che sembra davvero il filo conduttore di un percorso che accosta storie e strade diverse ma che davvero riesce a raccontare la vicenda non sempre facile di una tecnica non sempre semplice».
La presenza di quasi una decina di opere di Quinto Ghermandi, artista che a un anno dalla celebrazione del centenario della nascita sembra risalire la meritata fama, s’intende come una sorta di omaggio che la Galleria Open Art vuole dedicargli. È Ghermandi una sorta di simbolo della storia della scultura del Novecento, sospeso tra biografia e storia, studio e personali intuizioni, eredità difficili.
E così anche Francesco Somaini, a cui la galleria dedica una ristretta ma preziosa personale, un percorso che ne traccia i principali passaggi, è protagonista di una “mostra nella mostra” che propone alcune opere di estrema qualità, restituendo all’artista un volto a volte dimenticato ma sorprendente.
La collettiva è visitabile fino al 23 settembre 2017, da lunedì a venerdì con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica e festivi. Nel mese di agosto la Galleria Open Art osserverà la chiusura estiva. Ingresso libero. Monografia Carlo Cambi Ed. ITA/ENG con testo critico di Beatrice Buscaroli. Per informazioni: tel. + 39 0574 538003, galleria@openart.it, www.openart.it.
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MUST HAVE-Proud to be Italian
28/01/2016 - 15/02/2016
Prato (PO) - Toscana
Inserito da Raffaella Caruso
In occasione del 40esimo anniversario di Artefiera, l’Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, unico 5 stelle Lusso dell’Emilia-Romagna e parte di The Leading Hotels of the world, ospita fino al 15 febbraio 2016 la mostra di Marcello Reboani “Must Have - Proud to be italian”, curata da Melissa Proietti e patrocinata dal Comune di Bologna. L’inaugurazione (solo su invito) è prevista per giovedì 29 gennaio dalle 18 alle 21, mentre si potrà visitare l’esposizione liberamente nei giorni successivi. La mostra si svolge nelle sale dello storico Cafè Marinetti: uno spazio naturalmente vocato di arte e cultura, intitolato al fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti che a Bologna lo aveva eletto come suo quartier generale.

Il progetto “Must Have”, nasce da un'idea di Melissa Proietti nel 2007, e nella prima presentazione mirava a rappresentare in chiave ironica ed eco-pop le icone del consumismo, proponendo uno spunto di riflessione sul come un oggetto cult potesse diventare anche oggetto d'arte: la “ Kelly bag” di Hèrmes, il Rolex, il celebre tollino del Campari, l'intramontabile macchina fotografica Nikon, e ancora i Levi's e alcuni medicinali di largo consumo come lo Xanax vennero presentati in luoghi in e off gallery, e celebrati in una personale dell'artista al Museo Civico di Cortina d'Ampezzo nel 2012. Negli anni 2014 e 2015 il progetto “Must Have” è stato oggetto di lecture all’interno del corso di Art Managing alla Luiss di Roma e di Semiotica dell’arte e della moda allo IED, sempre nella capitale.

La nuova serie “Must Have - Proud to be italian” con una rassegna di 12 nuove opere, debutta invece nel maggio 2015 in occasione di Expo, a Milano, nella grintosa Terrazza Aperol, luogo d'incontro di un'intramontabile Milano da bere. Questa volta l'artista punta l'attenzione sulla creatività e il design italiano, celebrando oggetti che hanno fatto la storia del Made in Italy, icone di design, creatività, gusto e stile, esportati in tutto il mondo: il vasetto della Nutella e quello con rimandi Art Nouveau di Amarena Fabbri, la Vespa rossa, il tollino dell' Aperol e ancora il motoscafo Riva, la Ferrari, il celebre logo “ Con Api si Vola !”, la Moka Bialetti e tanti altri altri. Tutti rimandano alla storia dell’industria nazionale, di quello che l'Italia ha esportato nel mondo in termini di creatività ed estetica. La mostra a Bologna è accompagnata da un testo critico di Raffaella A. Caruso.

SCHEDA TECNICA:
Marcello Reboani
MUST HAVE - Proud to be italian
Grand Hotel Majestic già Baglioni, via Indipendenza 8, Bologna
dal 29 gennaio al 15 febbraio 2016
Ingresso libero
www.marcelloreboani.it
press office: info@giuliarossi.it
www.omniarelations.com


Giulia Rossi - 338/2166003 - info@giuliarossi.it

PRESS OFFICE GRAND HOTEL MAJESTIC GIA’ BAGLIONI_OMNIA RELATIONS
Lucia Portesi - 349 3692989 - lucia.portesi@omniarelations.com
Eleonora Alverà - 333 2356486 - eleonora.alvera@omniarelations.com
www.omniarelations.com




Lumen 2.0
30/11/2018 - 26/01/2019
Prato (PO) - Toscana
Inserito da Gaia Bertani
Arte e impresa a Reggio Emilia. Presso gli spazi espositivi dello showroom e punto vendita Luce Città Illuminazione – Finpolo, si accendono i riflettori su LUMEN 2.0, evento di apertura della mostra collettiva di arte contemporanea.
Con questo evento, giunto alla sua seconda edizione, si apre ufficialmente la collaborazione tra Luce Città Illuminazione e l’associazione culturale Gommapane Lab che, con il suo progetto Gommapane?xpo, promuove eventi e mostre di arte contemporanea. Luce Città Illuminazione, dunque, sigla e rafforza il suo impegno a favorire la diffusione dell’arte contemporanea, contribuendo ad arricchire il panorama culturale della nostra città. Una vocazione naturale, questa, per Luce Città che presenta all’interno del suo showroom le firme più prestigiose del design dedicato all’illuminazione.
La mostra collettiva curata da Gaia Bertani, vede protagoniste le ricerche di otto artisti: Alberto Bertolotti, Massimo Canuti, Carlo Ferrari, Nicla Ferrari, Daniele Fortuna, Siriana Vanna Modelli, Oscar Piovosi, Giovanni Sala.
“Lumen”, da cui il titolo della collettiva, si riferisce all’unità di misura della “quantità di luce”. «L’arte visiva – spiega la curatrice – non potrebbe esistere senza la luce: tutto il nostro sapere è legato ai sensi, e la vista altro non è che la percezione di ciò che essa colpisce e rivela. Linguaggi e mondi differenti si susseguono negli spazi dedicati all’esposizione in un allestimento che accoglie opere di pittura e scultura, le quali si integrano con le luci d’autore della location ospite divenendo un amalgama perfetto e accompagnando lo spettatore in un mondo insolito e sorprendente, insomma chimerico».
Il vernissage si terrà venerdì 30 novembre, alle ore 19.00, alla presenza degli artisti, della curatrice, di Nicla Ferrari (Presidente di Gommapane Lab), di Alessandro Valisnieri (Responsabile di Luce Città), della direzione aziendale di Finpolo S.p.A. e di tutto lo staff. A seguire, aperitivo con spumanti LINI 910 e live music con la giovanissima musicista e compositrice Agatha Bocedi, che intratterrà gli ospiti con le note della sua arpa.

La mostra sarà visitabile fino al 26 gennaio 2019, lunedì ore 14.30-18.30, da martedì a venerdì ore 8.30-12.30 e 14.30-18.30, sabato ore 8.30-12.30, domenica chiuso. Ingresso libero. Per informazioni: Luce Città Illuminazione (tel. 0522 386411); Gommapane Lab (cell. 346 9428813, gommapanelab@gmail.com, www.gommapanelab.it).