Evento: Utopia e progetto. Sguardi sulla scultura del Novecento
20/05/2017 - 23/09/2017
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Data di inserimento: 01/05/2017 - 16:37
Luogo: Prato (PO) - Toscana
Data di inizio: 20/05/2017
Data di fine 23/09/2017
Descrizione
“Utopia e progetto. Sguardi sulla scultura del Novecento” dal 20 maggio al 23 settembre 2017 alla Galleria Open Art di Prato (Viale della Repubblica, 24). Curata da Mauro Stefanini e accompagnata da una monografia Carlo Cambi Editore con un testo di Beatrice Buscaroli, la mostra sarà inaugurata sabato 20 maggio, alle ore 17.30.
In esposizione, tra le altre, opere di Mirko e Dino Basaldella, Agenore Fabbri, Nino Franchina, Quinto Ghermandi, Emilio Greco, Bruno Innocenti, Ji?í Kolá?, Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Marino Marini, Fausto Melotti, Guido Pinzani, Francesco Somaini, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli.
«Il secolo scorso – spiega Beatrice Buscaroli –, in scultura, nacque già nettamente diviso da una forte tendenza all’astrazione che veniva dall’Europa e attraversava il Futurismo con la mitica parabola di Boccioni e la solitudine appartata di Modigliani, e il tradizionale, seppur declinato in decine di maniere diverse, legame che questa tecnica manteneva con le sue origini, con l’antico e la bellezza, con la figura. Naturalmente oggi non è più il tempo di queste distinzioni, che hanno però una loro valenza didattica e storica. Dopo la seconda guerra mondiale, dopo la desolazione dell’Arturo Martini del doloroso pamphlet su “La scultura lingua morta”, infatti, si dovette in qualche modo ricominciare da capo: ed ecco da una parte il ritorno alla figura al ritratto, al paesaggio, come l’apparizione di una tensione verso l’impalpabile richiamo della forma, del materiale, del gesto e dello spazio. Rivedere le sculture dei tanti protagonisti di questa mostra, di tutte le scuole e di tutte le tendenze, italiane ed europee, significa davvero gettare uno sguardo sulla complessa evoluzione di un linguaggio che nel nostro paese dovette soffrire il peso di un ottocento svaporato nella pur necessaria richiesta dei monumenti bellici che, tanto dopo la prima, quanto dopo la seconda, misero a prova la vera capacità della scultura italiana. Così, questa mostra segna una sorta di rinascita della scultura italiana, ormai non necessariamente legata alla narrazione o alla raffigurazione, ma semplicemente originata dallo studio e dalla conoscenza della tecnica. Figurativi e astrattisti, quindi, si confrontano accostandosi in situazioni spiritualmente affini, natura e gesto, dall’altra parte, riaprono orizzonti nuovi sui quali ancora la scultura d’oggi si confronta. Diverse le scuole, diversi i linguaggi, diversi i fini, ma una sola la qualità che distingue le opere in mostra. Una qualità che sembra davvero il filo conduttore di un percorso che accosta storie e strade diverse ma che davvero riesce a raccontare la vicenda non sempre facile di una tecnica non sempre semplice».
La presenza di quasi una decina di opere di Quinto Ghermandi, artista che a un anno dalla celebrazione del centenario della nascita sembra risalire la meritata fama, s’intende come una sorta di omaggio che la Galleria Open Art vuole dedicargli. È Ghermandi una sorta di simbolo della storia della scultura del Novecento, sospeso tra biografia e storia, studio e personali intuizioni, eredità difficili.
E così anche Francesco Somaini, a cui la galleria dedica una ristretta ma preziosa personale, un percorso che ne traccia i principali passaggi, è protagonista di una “mostra nella mostra” che propone alcune opere di estrema qualità, restituendo all’artista un volto a volte dimenticato ma sorprendente.
La collettiva è visitabile fino al 23 settembre 2017, da lunedì a venerdì con orario 15.00-19.30, sabato ore 10.30-12.30 e 15.00-19.30, chiuso domenica e festivi. Nel mese di agosto la Galleria Open Art osserverà la chiusura estiva. Ingresso libero. Monografia Carlo Cambi Ed. ITA/ENG con testo critico di Beatrice Buscaroli. Per informazioni: tel. + 39 0574 538003, galleria@openart.it, www.openart.it.
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Fosco Grisendi, Sidewalks
04/02/2017 - 05/03/2017
Reggio Emilia
Inserito da CSArt Serri
Fondi neri, contorni netti, campiture piatte. Le opere pop di Fosco Grisendi in mostra dal 4 febbraio al 5 marzo 2017 a Palazzo dei Musei, Reggio Emilia.
Nell’ambito dell’esposizione “Tutto quadra. Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei”, i Musei Civici di Reggio Emilia presentano il progetto “Millenials”, una serie di approfondimenti legati agli artisti più giovani che sono entrati a far parte del patrimonio di arte contemporanea della città.
Il primo appuntamento è dedicato al lavoro di Fosco Grisendi, artista originario di Parma che da anni vive e lavora a Reggio Emilia e di cui i Musei hanno recentemente acquisito l’opera “Stand your ground #8” (2014).
Curata da Alessandro Gazzotti e Chiara Serri, autrice del testo introduttivo, la personale sarà inaugurata sabato 4 febbraio alle ore 18,00. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia, raccoglie una trentina di opere su tela e su carta, realizzate dal 2014 al 2017.
La mostra trae il titolo – “Sidewalks” – da un dipinto di recente produzione in cui, per la prima volta, la figura umana è posta in dialogo con l’ambiente che la circonda. Oltre all’esposizione delle opere inedite che nascono da questo nuovo filone di ricerca, il percorso comprende anche due sezioni dedicate a precedenti produzioni: da un lato la serie “Stand your ground”, che usa il wrestling come metafora della società contemporanea, tra abuso di potere e messinscena teatrale, dall’altro i lavori a tema sportivo, alcuni dei quali presentati a SetUp Art Fair nel 2016.
«Dopo anni in cui i personaggi erano disposti su più livelli come tasselli di un ipotetico rebus – scrive Chiara Serri – e il successivo accentramento della figura, che nella serie “Stand your ground” diventa fulcro della visione con corpi di grande possanza, riproposti anche nei lavori a tema sportivo, ora l’uomo è immerso nel paesaggio, in una natura sublime, a tratti soffocante. I soggetti di questa nuova produzione sono prevalentemente adolescenti, intenti a camminare, a saltare, a partire zaino in spalla, a fare qualcosa che, tuttavia, non stanno ancora facendo e probabilmente non faranno mai. Ciò che interessa all’autore è l’attimo di sospensione, l’attesa, il tuffo che congela la visione, portando il visitatore a fermarsi, a riflettere, a mettere in dubbio la lettura più semplice, lineare, ciò che di fatto ci si aspetterebbe di vedere. Uno spazio cerniera tra realtà ed immaginazione, in cui arrivano solo pezzi di mondo, o meglio, pezzi di un mondo a pezzi: porzioni di corpi e frammenti di paesaggio combinati tra loro in un equilibrio precario, dove il dato reale, spesso lacunoso, è sorretto dall’invenzione».
La personale sarà visitabile da martedì a venerdì ore 9,00-12,00, sabato, domenica e festivi ore 10,00-13,00 e 16,00-19,00. Ingresso libero. Sabato 18 febbraio, alle ore 17,00, visita guidata gratuita condotta dall’artista. Per informazioni: tel. 0522 456477, musei@municipio.re.it, www.musei.re.it.
Nato a Parma nel 1976, Fosco Grisendi vive e lavora a Montecavolo di Reggio Emilia. Nel 2004 tiene la sua prima mostra, prendendo successivamente parte a numerose esposizioni personali e collettive. Dal 2015 collabora con la Galleria Bonioni Arte. Tra le recenti mostre si segnalano: “Stand your ground” (Officina delle Arti, Reggio Emilia, 2015, a cura di Chiara Serri; Spazio Inangolo, Penne, Pescara, 2015, a cura di Rossella Iorio; Ex Conservatorio Sant'Anna, Lecce, 2015, promossa da Artemide's Garden Art Gallery, a cura di Doriana Agrosì), “Incontro tra arte e boxe” (Torre di Porta Gabella, Ripa Teatina, Chieti, 2015, promosso da Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA e Comune di Ripa Teatina), “Circolare” (Autostazione, Bologna, 2015, promossa da Caravan Set Up, a cura di Simona Gavioli e Alice Zannoni), “Tensioni, 25 artisti dagli anni '50 ai giorni nostri” (Bonioni Arte, Reggio Emilia, 2015, a cura di Federico Bonioni), “Il segreto dei Giusti” (Museo Il Correggio, Correggio, Reggio Emilia, 2016, a cura di Margherita Fontanesi), “Tutto quadra – Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei” (Musei Civici, Reggio Emilia, 2016-17).
Il tempo della tutela. Servizi e sinergie per l’arte
20/05/2017 - 20/05/2017
Reggio nell'Emilia (RE) - Emilia-Romagna
Inserito da CSArt Serri
A Reggio Emilia è “Il tempo della tutela”. Sabato 20 maggio, a partire dalle 15.30, Vicolo Folletto Laboratory promuove un dialogo diretto con artisti e galleristi sul concept della XII edizione di “Fotografia Europea”: la memoria, l’archivio, il futuro. Una giornata di studio aperta al pubblico sul tema della conservazione della fotografia e sullo sviluppo di nuove figure professionali e di servizi dedicati alla valorizzazione dell’arte contemporanea.
Il seminario si terrà all’interno degli spazi di Vicolo Folletto Gallery, in cui è allestita la mostra di Gabriele Basilico ed Álvaro Siza, “Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce”. Il programma prevede, dopo l’apertura dei lavori alle 15.30 a cura di Claudia Carpenito (restauratrice di dipinti e arte contemporanea, titolare di Vicolo Folletto Laboratory), alle ore 15.45 l’intervento di Maria Livia Brunelli (MLB Home Gallery, Ferrara) e le interviste agli artisti Alessandra Calò e Stefano Scheda, la cui ricerca si distingue per la complessità operativa ed installativa. A seguire, rispettivamente alle 16.15 e alle 17.00, le relazioni di Lorenza Fenzi (restauratrice e conservatrice di opere su carta e fotografie) e Benedetta Bodo di Albaretto (conservatrice e diagnosta di beni culturali, Project Marta Monitoring Art Archive). L’incontro si concluderà con un dibattito moderato da Laura Gasparini (responsabile della Fototeca della Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia).
Nell’ambito della relazione di Benedetta Bodo di Albaretto, sarà presentato “Project Marta - Monitoring Art Archive”, un innovativo sistema di schedatura e archiviazione delle opere contemporanee che utilizza l’intervista tecnica all’artista come punto di partenza per conoscere, prevenire, conservare ed eventualmente restaurare le opere d’arte contemporanea.
«L’attenzione crescente rispetto alle necessità conservative delle arti visive – spiega Claudia Carpenito – ha molto influito sullo sviluppo di nuove figure professionali e di servizi dedicati alla valorizzazione dell’arte contemporanea. Inoltre, lo studio di un’opera d’arte oggi è supportato da un numero crescente di attività strettamente interconnesse tra loro, che permettano un approfondimento mirato in ottica di tutela. La conservazione e la diagnostica dialogano in forma attiva con l’arte, non solo di ieri ma anche di domani, e nuovi sistemi di archiviazione partono direttamente da quello che sarà il futuro per ragionare con gli artisti di oggi. Il tempo della tutela è il presente di tanti professionisti che lavorano in sinergia, offrendo servizi specifici e mirati alla valorizzazione dell’arte contemporanea, servizi da conoscere e divulgare, per promuovere e sostenere la tutela del contemporaneo».
In un momento in cui la conservazione è al centro di un dibattito internazionale in cui si sottolinea l’importanza primaria della conoscenza dell’opera e di un approccio multidisciplinare, il convegno diviene occasione per promuovere una seria riflessione anche a livello nazionale. Il restauratore, citando Emilio Isgrò, è un “collaboratore di bellezza”: aiuta a leggere e a rileggere un’opera nel corso della sua vita, non solo per le sua esperienza artigianale, ma anche in un’ottica critica ed intellettuale.
L’accesso al seminario è libero e gratuito sino ad esaurimento dei posti disponibili. È gradita la prenotazione: tel. + 39 334 3931705, claudiacarpenito@vicolofolletto.it. Per informazioni ed approfondimenti: www.laboratory.vicolofolletto.it.
Claudia Carpenito lavora da venticinque anni nel settore del restauro. Dopo una lunga esperienza con le opere d’arte antiche, ha ampliato la sua competenza dai primi anni del 2000 anche alla conservazione dell’arte moderna e contemporanea ed è stata una delle ideatrici e fondatrici di Vicolo Folletto Art Factories, affiancando il suo laboratorio al contesto della Gallery.
Vicolo Folletto Art Factories è una rete di imprese: una galleria, un laboratorio di restauro e uno spazio per workshop, ai quali si affiancano, con una trasversalità creativo-ricettiva, sempre più in voga anche in Italia, un ristorante e un bed and breakfast, che presto sarà a disposizione per residenze d’artista.
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11/09/2015 - 11/09/2015
Carrara (MS) - Toscana
Inserito da Filippo Rolla
Reading Risonanze afro-cubane - poesia e musica
di Filippo Rolla e Nicola Toscano
a cura di Galleria Duomo in collaborazione con Festival Convivere di Carrara.

Venerdì 11 settembre 2015 ore 18.30 - Galleria Duomo, via Finelli 22 – Carrara
A seguire apertura del nuovo spazio Galleria Duomo SHOWROOM in Via Santa Maria 9/a

In occasione della grande mostra antologica dal titolo Carrara, Cárdenas e la Negritudine, il reading è un omaggio all'arte dello scultore cubano Agustin Cárdenas e, tramite la sua opera, anche alla Terra, madre dei valori umani, nella rivisitazione di musica e poesia afro-cubana che portano con sé quel modo di vivere proprio del movimento letterario, culturale e politico della Negritudine. Filippo Rolla, artista-poeta, e Nicola Toscano, musicista-compositore, offriranno un loro personale e originale contributo, interpretando testi di José Julián Martí Perez e Nicolas Guillén ed eseguendo musiche di Silvio Rodriguez.
Enrico Magnani, Supernova. Birth to Life – Vita alla Vita
07/09/2017 - 06/10/2017
Carrara (MS) - Toscana
Inserito da CSArt Serri
Dopo la residenza artistica presso lo Zhou Brothers Art Center di Chicago e il grande successo della mostra antologica allestita a Reggio Emilia, Enrico Magnani presenta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago, dal 7 settembre al 6 ottobre 2017, una collezione di opere inedite.
“Supernova. Birth to Life – Vita alla Vita” è il titolo della mostra che raccoglie tredici grandi dipinti ad acrilico, tutti realizzati nel 2017 su un particolare pannello multistrato di cartone e alluminio. Opere in cui l’artista non tocca mai il supporto, né con le mani, né con i pennelli o altri strumenti, avvalendosi solo di getti d’aria e d’acqua che veicolano il colore.
Focalizzando l’attenzione sulla dualità di scienza e mistica, da sempre tema portante della sua ricerca, l’autore si ispira alle esplosioni nucleari che caratterizzano la fine della vita di una stella: la Supernova, simbolo di morte e rinascita, emblema della ciclicità dell’universo. «Opere in cui, si legge nel testo di presentazione, la perfezione delle linee geometriche del triangolo, del cerchio e della croce dialogano con il caos delle esplosioni di colore, creando un equilibrio tra ordine e disordine; geometrie queste che fanno parte del patrimonio culturale e spirituale dell’uomo, di quell’essenza che, riprendendo Platone, trascende la materia esistendo solo nel mondo delle idee».
«Attraverso l’esplosione dei colori, – aggiunge Alberta Lai, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago – la geometria delle linee e delle forme, la danza dei riflessi di luce e delle ombre, l’artista trasmette all’osservatore l’energia cosmica primordiale, l’impulso a gioire del ciclo della vita e l’anelito alla continua palingenesi. L’invito è pertanto a immergersi nell’esperienza estetico-sensoriale, ma anche magico-mistica che la mostra “Supernova” di Enrico Magnani permette/promette al suo fruitore».
La personale, promossa e organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Chicago con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, sarà inaugurata giovedì 7 settembre alle ore 19.00, alla presenza del Console Generale d’Italia a Chicago, Giuseppe Finocchiaro. La galleria dell’Istituto Italiano di Cultura sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra.
Per informazioni: Istituto Italiano di Cultura (T. +1 312 822 9545, iicchicago@esteri.it). Per approfondimenti: www.enricomagnani-art.com.